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Mauro Banfi il Moscone ha commentato CAR il 2020-02-20 20:30:41
I Greci consideravano l’anima dei morti come una continuazione dell’anima libera dei vivi.
Ermes psicopompo sottolineava che la "metamorfosi" della vita restava sempre in circolo, finiva il Bios per essere assimilato nella dionisiaca Zoè.
Eh, ma per gli eroi come Achille quella Zoè non consolava dalla perdita della calda bios, e allora meglio essere un miserabile guardiano di porci...
Per i Cristiani lo psicopompo traghettava l'anima dall'al di qua all'al di là, per il giudizio finale, e pertanto Apocalisse e metamorfosi.
Ma in profondo le due visioni concordano su quello che Paolo ricorda in II Corinzi, III, 6:
"La lettera uccide, lo spirito dà la vita".
Qua le inutili liti tra fondamentalisti finiscono.
L'archetipo dello psicopompo ci ricorda che il ritorno al simbolismo, al mistero, liberandosi dei letali significati letterali è una questione di Vita o di Morte, di Eros o di Thanatos e l'hanno ribadito Gesù e William Blake e l'ultimo Freud: chi immagina vive e chi non adopera i propri talenti creativi e il proprio Spirito immaginativo muore.
Attenzione: Roberto non attualizza il racconto con il coronavirus, è troppo immaginativo e quindi vivo, per farlo.
Qua si dice tra le righe del narrato che dobbiamo sollevarci dalla storia al Mistero e sollevarsi dalla storia del nostro attuale consumismo nichilista idolatrico significa sperimentare ora, qui, la presenza della nostra anima come realtà eterna e non più caduca, letterale, e sperimentare la presenza nel presente dello Spirito eterno.
Dicevano i Greci nei riti nascosti di Eleusi: l'anima deve uscire dal ragionamento di questo mondo (Bios) per entrare nella vita di Demetra e Dioniso (Zoè);
dicono i Cristiani durante l'Eucarestia: l'anima deve uscire dal ragionamento di questo mondo (Satana) per entrare nella carne e nel sangue di Cristo.
Ade che stupra Persefone che diventa Kore; Apocalisse e Resurrezione; catastofe e metamorfosi.
Quello che conta per Ermes e per Caronte è la sconfita del bruto materialismo, dell'abulico letteralismo: ab historia in mysterium surgere.
Lo Spirito Santo soffia dove e quando vuole e dà la vita.
Leggete questo gioiello narrativo e sollevatevi dalla storia al Mistero.

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Vecchio Mara ha commentato Il maresciallo Crodo il 2020-02-18 17:52:05
Non ho mai letto Carofiglio, Ma ora mi hai incuriosito, appena passo in libreria lo cerco. Per quanto riguarda il racconto, è vero, ho un po' scopiazzato la trama del Deserto dei Tartari. Persino il nome del maresciallo fa il verso a quello di Drogo, e il finale, più o meno, è quello, ambedue i protagonisti dopo aver atteso invano, quando arriva il momento di dimostrare il loro valore... sono oramai vecchi e inermi. Ti ringrazio. Ciao Rubrus.

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Rubrus ha commentato Il maresciallo Crodo il 2020-02-18 12:36:53
Questo racconto si conclude, secondo me, con una "trovata" molto efficace, al di là del dichiarato omaggio a Buzzati. Se ti capita, circa le ambizioni di un tutore delle forze dell'ordine, m anche il rapporto con la narrativa, leggi "La versione di Fenoglio" di Carofiglio.

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Rubrus ha commentato I soldi il 2020-02-17 17:35:04
Mah... dal punto di vista della scrittura ti direi. ma vale anche per me, di stare attento agli avverbi. Il più delle volte non servono : per esempio: "cane marrone abbastanza secco" secondo me suona meglio "cane secco (o magro) di colore marrone". Sostituirei "ieri notte" con "la notte prima". perchè mi sembra più chiaro. A parte questo, la scrittura va bene. Ovviamente sul contenuto non si può dire nulla perchè il racconto è incompleto. E, ovviamente, non esisto "lo" stile migliore universalmente riconosciuto, altrimenti tutti userebbero quello. Quindi, in fin di conti, sono solo pareri. Ciao.

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Vecchio Mara ha commentato A letto con il führer il 2020-02-16 20:52:04
Ciao Mauro, ho pensato che fosse un buon racconto che scavava il lato oscuro dell'erotismo della belva del ventesimo secolo, un racconto degno di entrare nella home del miglior sito di narrativa, e così eccomi qua. Mi fa piacere che ti sia piaciuto, la tua analisi psicologica è un piccolo gioiello, il degno premio per il mio lavoro. Ti ringrazio. Alla prossima, Mauro.

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Mauro Banfi il Moscone ha commentato A letto con il führer il 2020-02-15 13:31:58
Anch'io sono doppiamente felice di rileggere la tua possente "macchina narrativa", per fortuna sempre in azione, e di risentirti a livello personale.
Mi sei mancato nella pausa, ma la vita è fatta anche di intervalli, l'importante, per gli amici, è che finiscano.
Come sempre hai saputo trasportarmi in un altro - inquietante - tempo -.
Sulle perversioni di Hitler ha scritto sapientemente Erich Fromm, filosofo psicanalista", nel suo bel saggio "Anatomia della distruttività umana".
In esso si parla di necrofilia e biofilia e anche nel tuo racconto, tra le righe essendo narrativa, riecheggia la dialettica tra i due antichi istinti in lotta evidenziati da Freud con la psicoanalisi.
Freud aveva individuato nell’uomo due istinti fondamentali, che si potrebbero riassumere con i termini Eros e Thanatos, istinto di vita e istinto di morte. Fromm riprende questa distinzione con una fondamentale differenza: l’amore è istinto primario, deve prevalere nell’uomo per garantire un corretto funzionamento della mente e, di conseguenza, comportamenti sociali sani. L’istinto di morte, al contrario di quanto affermava Freud che lo vedeva pessimisticamente come un fatto naturale, rappresenta la malattia psichica.
Dei due distinti approcci nei confronti della vita il primo, distruttivo, Fromm lo definisce necrofilia, il secondo, costruttivo, biofilia.
“La persona orientata in senso necrofilo è attratta e affascinata da tutto ciò che non è vivo, da tutto ciò che è morto”; il perché di quest’attrazione è semplice da spiegare: ciò che è morto è facilmente controllabile. Il necrofilo non riesce a confrontarsi con ciò che è vivo, che cambia e che, pertanto, sfugge al suo controllo; “la vita non è mai certa, mai prevedibile, mai controllabile; per renderla controllabile, la si deve trasformare in morte”, ed è esattamente questo che il necrofilo, nella sua essenziale inettitudine da burocrate dell’esistenza, deve fare per sopravvivere.
Come ben spiega Fromm nel suo capolavoro, Himmler e Hitler erano tipici necrofili, come lo sono potenzialmente tutti gli uomini e le donne affascinati dal potere.
Ma il tuo racconto ha dei risvolti anche attualissimi: Per lo psicoanalista tutta la nostra società capitalistica soffre di una forte tendenza alla necrofilia. È l’"homo tecnicus", “l’uomo-dispositivo, profondamente attratto da tutto ciò che è meccanico e orientato contro ciò che è vivo”;
il necrofilo è un narcisista patologico che non vede altra realtà al di fuori di se stesso; egli non percepisce alcuna volontà o sensibilità o intelligenza in chi gli sta di fronte, proprio come se avesse a che fare con un freddo meccanismo, gestibile sotto ogni aspetto.
E credo che siamo arrivati agli aspetti più inquietanti della nostra era informatica degli "haters", dove una gentile signora di ottant'anni che è stata in un lager deve girare ancora oggi con la scorta.

Davvero un gran bel lavoro, pertanto, caro Giancarlo, con la leggerezza della buona narrativa ci hai parlato di temi importanti.
E inoltre ho il piacere di riabbracciarti, perchè gioiose sono le condivisioni con gli amici ritornati dal silenzio a cui ogni tanto la vita ci chiama.
Abbi gioia, Giancarlo!
Tuo, Mauro

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Rubrus ha commentato Voli il 2020-02-15 09:14:41
Penso che le cose veramente significative siano poche e semplici. Il contrario insomma del dissennato multitasking contemporaneo - ma non solo (c'è un brano del Vangelo, quello di Marta e Maria, dove vengono espresse le stesse idee). Insomma, tra uno smartphone e un areo di carta, per sognare, meglio l'aereo di carta.

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Rubrus ha commentato Voli il 2020-02-15 09:11:31
Mah... è una storia semplice, in cui non c'è molto da dire e quindi ho usato il minor numero possibile di parole, quindi, probabilmente, il gradimento dipende dal fatto che dice quel che deve dire e nulla più.

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Vecchio Mara ha commentato A letto con il führer il 2020-02-14 21:35:05
Ciao Paolo. Purtroppo fatico ad entrare nel sito, ogni volta mi manda a recuperare un numero di codice sulla mia mail per poi inserirne una nuova, che la volta seguente non ritiene più valida. C'è qualcosa nel sistema che non funziona, l'ho chiesto anche a Rubrus ma pare che lui non abbia problemi. Va beh, vedrò di arrangiarmi lo stesso e di tornare a pubblicare più spesso. Ti ringrazio per l'apprezzamento, alla prossima.

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Paolo Guastone ha commentato A letto con il führer il 2020-02-13 20:44:08
Sono contento due volte! Primo perché finalmente ti ritrovo e poi perché ci sai sempre deliziare con scritti eccellenti che pescano dai meandri della storia, anche quella più cupa, e della fantasia (ma magari neanche troppo....).

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Paolo Guastone ha commentato La gravidanza il 2020-02-13 18:47:17
Già... il figlio del Diavolo. Una storia di abusi e violenze, come tante, purtroppo che però, almeno per me, finisce bene. L'idea e buona e devi solo rendere più fluido il testo, ma sei già sulla buona strada.

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Paolo Guastone ha commentato Voli il 2020-02-13 18:44:32
Questo deve essere un inedito. Un racconto così me lo sarei ricordato. Comunque, poche frasi che descrivono i giochi passati da bambini fanno da cornice a frasi, pesanti come macigni che, impietosamente, ci parlano del tempo che scorre, delle estati che se ne vanno e di noi che, tutto sommato, non ce ne siamo andati del tutto. E mi piace pensare che l'ultimo aereo sia spinto anche dal soffio del buon Vittorio che, come tutti i nostri ricordi più belli, non ci abbandona e cammina con noi. Per sempre.

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Paolo Guastone ha commentato CAR il 2020-02-13 18:33:33
Questo me lo ricordo. E rileggerlo dopo tempo ha suscitato in me le stesse identiche emozioni. Merito del tuo stile che ammicca e dice, ma non del tutto, lasciando al lettore lo spazio per venirne fuori. E scoprire una realtà forse immaginata, forse inventata, ma mai così attuale.

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Rubrus ha commentato A letto con il führer il 2020-02-13 18:05:44
Ciao. Adesso l'immagine si vede bene ed è quella che immagino volessi mettere sin dall'inizio. Sul problema password purtroppo non posso aiutarti perchè non sono io che mi occupo della parte informatica - per fortuna di tutti perchè sarei un vero disastro. E' vero: Mussolini vedeva in Balbo un potenziale rivale, che avrebbe potuto fargli ombra (la famosa trasvolata ed altre imprese lo avevano reso assai popolare, anche oltroceano) e, per questo, lo spedì a fare il governatore di Libia. Altro però non si può dire, anche se la maggioranza degli storici concorda che l'incidente fu davvero un incidente. Comunuqe, succedeva abbastanza spesso - per esempio e per lo stesso motivo allontanò Farinacci dalla segreteria del partito (anche se Farinacci era per tanti versi l'opposto di Balbo). Per Grandi fu diverso: spedito come ambasciatore a Londra, allo scoppio della guerra tornò in Italia e, in effetti, l'ordine del giorno che destituì Mussolini fu a sua firma. Questo gli valse un occhio benevolo da parte degli alleati, tant'è che dopo la guerra potè lasciare la politica e dedicarsi alla sua professione.

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Vecchio Mara ha commentato A letto con il führer il 2020-02-13 16:47:56
Ciao Rubrus. Ho corretto il titolo e ho cambiato l'immagine, ma non riesco a vederla. Va beh, spero che poi verrà fuori. Per quanto riguarda le vicende del fascismo, credo che se Balbo non fosse rimato vittima dello strano incidente aereo - se così lo vogliamo chiamare - all'inizio del conflitto, ai primi rovesci militari si sarebbe messo a capo di una fronda per defenestrare il duce e sciogliere l'Italia dallo scellerato patto d'acciaio… controprova non c'è, ma Balbo proprio non lo poteva soffrire il baffetto. Un ultima cosa, non sono più entrato nel sito perché ogni volta mi rifiuta la password, dicendomi che l'ho scordata e mi manda a prendere un codice sulla mia mail per poter entrare; questo tutte le volte, l'ho fatto ieri per postare il testo e ho dovuto rifarlo oggi per rispondere al commento. Vorrei capire se succede solo a me, o se il sito ha qualche problema. Ti ringrazio.

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Blue ha commentato Voli il 2020-02-13 15:09:03

Hai scritto decine e decine di racconti, molti così articolati che questo al confronto sembra un bigliettino di quelli che ci si passava sotto il banco a scuola...

eppure pochi erano commoventi come questo. Perchè? Non so dirlo, con precisione. O forse sono io, che passati i trenta mi riscopro più vecchia e sentimentale di quanto vorrei e con la lacrima troppo facile. Può essere.

In fin dei conti, rimaniamo più legati alle storie che più ci hanno fatto soffrire... strano a dirsi, ma è così.

 


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Rubrus ha commentato A letto con il führer il 2020-02-13 14:36:58
Era un'impresa disperata, anche se il protagonista si sentiva in dovere di tentare. Un regime dispotico come quello fascista aveva bisogno di un nemico esterno e di una politica espansionista per giustificare la propria esistenza. Dal momento che quasi tutta l'Africa era in mano alle potenze europee, non restava che ritentare l'impresa etiope. Stavolta andò bene - a differenza di quanto era accaduto circa quarant'anni prima - ma isolò l'Italia sul piano internazionale, provocando l'ostilità di Inghilterra - che pure aveva territori in Somalia - e Francia. A questo punto, l'unico possibile alleato era la Germania di Hitler. Come accennavo, era già accaduto nel secolo precedente. Allora l'impresa etiope fallì e, proprio come sotto il fascismo, l'Italia si trovò senza alleati in occidente, tanto da dover sottoscrivere un patto di difesa - quello che poi rinnegò nel 1915 - con lo storico nemico austriaco. Insomma, mai e poi mai Mussolini, come Crispi, avrebbe potuto fare a meno dell'alleato tedesco, - tanto più che la guerra di Spagna e gli accordi di Monaco del '38 avevano convinto il regime della sostanziale incapacità di agire sul piano politico e militare delle potenze occidentali. Di fronte a queste dinamiche, le simpatie atlantiche di personaggi come Italo Balbo o Dino Grandi erano state sacrificate, quindi uno scandalo di letto o la diplomazia dell'alcova non avrebbero avuto.alcuna chance di cambiare lo status quo. delle relazioni internazionali (e non dimentichiamo l'efficace censura che i due regimi esercitavano sui mezzi di informazione). Della vita privata di Hitler si sa poco (a cominciare dalle origini della sua famiglia), ma le "inclinazioni" riportate sono accreditate (così come qualcuno dice che era monorchide a causa di un incidente durante la prima guerra mondiale) . Attenzione che nel titolo - e solo lì - la parola Furher è scritta in modo sbagliato. Da ultimo, non sono del tutto sicuro che l'icona che vedo sia la più indicata, ma forse non volevi mettere quella: il caricamento delle immagini, a volte, è problematico per ragioni di copyright.

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Vecchio Mara ha commentato Le lettere segrete il 2020-02-12 22:14:14
Con un po' di ritardo ti ringrazio per il commento. Ciao Paolo

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Rubrus ha commentato Voli il 2020-02-12 18:06:17
Grazie. Ho notato, anzi, tutti abbiamo notato, una circolarità nell'esistenza che esprimiamo osservando che, da vecchi, si torna bambini. Certo, ciò dipende dal fatto che, raggiunta una certa età, siamo, in un modo o nell'altro, liberati dalle cure che ci hanno angustiato durante la vita adulta, eppure il riaffiorare di certi atteggiamenti, di certe attitudini che credevano finiti con l'infanzia, pare suggerire altro, quasi la nostra vera identità, il nostro vero essere, si trovino oltre quella che reputiamo la vita "vera", quella "attiva".

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Mauro Banfi il Moscone ha commentato Voli il 2020-02-10 21:13:33
Un racconto prezioso che ci ricorda che gli unici, nostri, veri desideri eterni sono solo quelli che abbiamo creato nell'infanzia con la nostra facoltà più importante e fondamentale,
l'Immaginazione creatrice alimentata dal nostro corpo magico, che consente all'uomo di ricongiungersi magicamente con l'Universale riconoscendone l'affinità elettiva con la propria natura.
Tutto il resto è solo realtà, è solo follia, è solo morte, e alla fine, questa non prevarrà contro i nostri voli immaginativi.

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Rubrus ha commentato MIRDIN: nemeton, il faro sovrannaturale il 2020-02-10 19:16:07
Credo che sia sufficiente - se ben ricordo - evidenziare in formattazione lo sfondo ed impostare quello "normale" o "predefinito".

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Mauro Banfi il Moscone ha commentato MIRDIN: nemeton, il faro sovrannaturale il 2020-02-10 17:57:08
Ciao, Roberto: no, non è voluto. Non mi ricordo più il comando giusto, ma quanto prima provvedo, abbi gioia

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Rubrus ha commentato MIRDIN: nemeton, il faro sovrannaturale il 2020-02-10 12:34:14
Prima della seconda parte. Parte del testo appare scritta su strisce bianche, parte no. Non so se sia voluto. ciao.

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Rubrus ha commentato L'uomo dei panini il 2020-02-10 12:32:14

Mi pare un testo onirico, non tanto in sè quanto perchè - e non so bene come - mi ricorda un pezzo di Lovecraft, cioè il racconto breve "Nyarlathothep" in cui una presenza funesta ammalia un'intera popolazione. Qui però il tuo diavolo, innanzi tutto si inserisce nella tradizione - è appunto un diavolo - in secondo luogo è molto più concreto perchè vende panini, e il fatto che venda roba da mangiare potrebbe suggerire altre implicazioni. Suggerimento grammaticale. Occhio agli aggettivi perchè a volte non servono granchè. Per esempio "pesante cappotto di. piombo". Se è di piombo, è già pesante, non serve ribadirlo. E, tra "pesante", generico e "di piombo". specifico, meglio di piombo. A parte queste inezie, lo stile è scorrevole.


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Rubrus ha commentato CAR il 2020-02-03 15:58:57

Grazie. Il "mio"  Caronte l'ho scritto prima - anche se mi è tornato utile ora - ed è più vicino a quello classico che a quello dantesco, quindi non distingue necessariamente tra buoni e cattivi. Credo che uno dei primi tentativi di modernizzare (o addirittura "borghesizzare") gli antichi dei sia il romanzo "Malpertuis" http://www.mondourania.com/horror/horror12.htm, ma ovviamente il romanzo più famoso è forse "American  Gods" di Gaiman. Di mio ho provato ad aggiungere che gli antichi dei o demoni - o alcuni di essi - siano "richiamati in servizio" per far fronte a situazioni straordinarie, come un'epidemia.  


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Rubrus ha commentato CAR il 2020-02-03 15:47:43

Curioso che non ti sia venuta in mente per prima la Nagflar, la nave della mitologia norrena che si dice sia costruita con le unghie dei morti. Secondo alcune leggende, quando la costruzione sarà completata, avrà inizio il Ragnarok. Io però, come dico sopra, avevo in mente Caronte - che, nella mitologia classica, che non aveva idee chiare e univoche a proposito dell'Aldilà, figurarsi a proposito di Inferno, Paradiso ecc trasportava le anime di tutti i morti. Se, come si deduce, egli è tornato in servizio, per così dire, meglio essere sicuri di potersi pagare il biglietto. L'unico che evitò di versare l'obolo, se ben ricordo, fu Ercole, ma questa è tutta un'altra storia. PS. Il lago è quello di Como, come si può indovinare dalla presenza della "breva"


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Rubrus ha commentato CAR il 2020-02-03 15:41:48
Anche se ti fossi sbagliato non sarebbe necessario scusarsi perchè potrei non essere stato abbastanza chiaro io (che comunque non volevo essere troppo chiaro)... però non ti sei sbagliato. Caronte è il demone che, nella mitologia classica, portava nell'Aldilà le anime dei morti. Si faceva pagare con una moneta che si era soliti mettere sotto la lingua del defunto. Dante, nella Divina Commedia, lo trasforma in diavolo, dall'aspetto di un vecchio con gli occhi fiammeggianti, limitando però la sua giurisdizione (per così dire) all'inferno.

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Roberta ha commentato CAR il 2020-02-03 14:07:39

Complimenti anche stavolta. Ottima rilettura in chiave moderna del dantesco nocchier della livida palude, con tanto di epidemia... L'hai scritto prima o dopo l'emergenza Corona virus?

Qualcosa dell’atmosfera fosca del finale mi ricorda anche l’arrivo ai campi di concentramento degli ebrei, o forse sarà la suggestione della settimana scorsa, densa di eventi per la giornata della memoria.



Ora però mi sto chiedendo se ci siano ulteriori significati simbolici. Se da Caronte arrivavano le anime dei dannati, qui arrivano tutti indistintamente? O l'epidemia colpisce solo in base a un criterio punitivo? E in questo caso, il protagonista di che cosa è colpevole?



Ciao.


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Blue ha commentato CAR il 2020-02-03 11:28:53

Mah, lascia più di un dubbio... e sono sicura che sia tutto assolutamente voluto.

Una specie di Flying Dutchman, in cui la biglietteria sostituisce il Capo di Buona Speranza... ed il lago sostituisce il mare. Anche se mi sfugge la ragione per cui Paolo dovrebbe voler salire su quel traghetto fantasma...


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Jack Scanner ha commentato CAR il 2020-02-01 19:06:18
Bello e spettrale. Mi sembra una specie di Diavolo, come quello del mio ultimo racconto, ma naturalmente mi scuso se non è così.

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