686 OPERE PUBBLICATE   3778 COMMENTI   76 UTENTI REGISTRATI

Utenti attivi:

RICERCA LIBERA E FILTRI DI VISUALIZZAZIONE

Sezioni:    Narrativa   |    Saggistica   |    Poesia   |    Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti   |    Momenti di gioco e umorismo a premio e turismo culturale.   |   

Ricerca per genere e utente (work in progress)

Rapine in serie in tabaccheria

"PUNTO E A CAPO" Racconto Giallo / Noir / Thriller

di Massimo Bianco

pubblicato il 2018-10-18 01:50:04


Due uomini armati entrarono in tabaccheria, camuffati da Uomo Ragno. Oltre ai commessi, all'interno c'erano due clienti, un giovane che acquistava le sigarette e un anziano intento a compilare la schedina.

Fermi tutti e a terra, avanti su, distendetevi a terra... No, tu no, tu apri la cassa, forza.”

Un bandito si fermò al centro del negozio, minacciando i presenti con la rivoltella e voltandosi di continuo da una parte e dall'altra, nervosamente, mentre il compare si dedicava a raccattar soldi.

Poi qualcuno aprì la porta d'ingresso.

Ehi, ma cosa diavolo...” Disse quel qualcuno.

Il commesso ancora in piedi si girò verso il neo entrato rivolgendogli un gesto e il rapinatore gli sparò tre volte al petto. In preda al panico il nuovo cliente si voltò per fuggire e si prese altrettante pallottole nella schiena. I tre a terra rimasero immobili e silenziosi.

Ma che fai?” Gridò il compare del pistolero.

Si è mosso, io...”

Via, andiamo, presto, non dovevi, cazzo, non dovevi.”

Le voci dei due si persero nel frastuono stradale. Allora il commesso superstite s'accovacciò accanto al collega, mentre il giovane cliente si dirigeva all'uscita, arrivandovi giusto in tempo per vedere gli aggressori allontanarsi in moto.

Mario, stai bene? Rispondi Mario, rispondi.”

 

***

 

Gianni Carta posò sul bancone il vecchio quotidiano. Era diventata un'ossessione per lui, aveva letto un articolo di quel numero tanto spesso da conoscerlo quasi a memoria e ogni volta nella propria mente vedeva scorrere gli eventi come se stesse assistendo a un film. Non essendo stato presente di persona non poteva avere la certezza che la ricostruzione fosse esatta al cento per cento ed era anzi più probabile il contrario, ciononostante ormai era così che se la raffigurava.

Carta, grassoccio cinquantenne di statura medio alta e dalla folta barba ingrigitasi come il suo spirito, faceva il tabaccaio. Nell'ultimo biennio aveva subito ben tre rapine, l'ultima delle quali appena una settimana prima, sempre senza che i responsabili fossero individuati. Ridotto alla disperazione, non faceva che rimuginare sulla situazione: con la crisi economica i guadagni si erano già ridotti a una miseria e quelle dannate carogne glieli decurtavano ulteriormente! Non poteva continuare in tale maniera, se non avesse trovato in fretta una soluzione avrebbe dovuto cedere l'attività.

A preoccuparlo non era tuttavia solo la questione dei mancati introiti, lo terrorizzavano molto di più gli atti criminali in sé. La notte non dormiva più, al pensiero di doversi recare al lavoro per ritrovarsi magari minacciato. E la sua non era una mera sopravvalutazione del rischio: alcuni mesi prima un collega, Mario Guazzi, la cui rivendita distava poche centinaia di metri dalla sua, era rimasto ucciso assieme a un cliente nel corso dell'aggressione da lui appena rivisitata.

D'altronde egli stesso aveva almeno una volta corso gravi pericoli. I banditi erano entrati decisi in negozio poco prima della chiusura, ad armi spianate e indossando entrambi, con ironia forse involontaria, proprio una maschera dell'Uomo Ragno. Si trattava di certo della medesima coppia di futuri assassini. Quindi il più piccolo gli si era piantato davanti, minacciandolo con frasi che parevano ringhi, mentre l'altro scavalcava in fretta il bancone per svuotare la cassa. Gianni Carta si era subito reso conto che quei due non dovevano essere dei professionisti ma dei tossici. Apparivano, infatti, talmente nervosi che quasi se l'era fatta addosso per la paura, al pensiero che dalla rivoltella agitatagli sotto al naso potesse partire un colpo.

Perché poi prendersela così spesso coi tabaccai? Non lo capiva. Cosa credevano mai di trovare nelle loro rivendite? Nell'ultima occasione avevano prelevato la miseria di quattrocentottanta euro in contanti, a cui andava aggiunto un ammontare all'incirca analogo in prodotti vari arraffati in fretta e furia. Con quel poveraccio del collega, ai delinquenti era andata meglio, perché la sua bottega era ubicata in posizione già assai più centrale e tra sigarette, superenalotto, gratta e vinci e ricariche telefoniche aveva ancora un ottimo giro d'affari. Tuttavia alla fin fine era stato assassinato per manco tremila euro.

Tanto dunque vale la vita d'un uomo? E che senso ha rischiare l'ergastolo per una cifra simile?” Ripeteva in proposito con chiunque affrontasse l'argomento, malgrado il sospetto che non avrebbero comunque fatto più di qualche anno di galera.

Oltretutto, come se già non bastassero i crimini in sé, quel mattino l'agente assicurativo, che peraltro non aveva ancora versato il becco d'un quattrino neppure per la precedente ruberia, aveva avuto la faccia tosta di esprimere il sospetto che fossero i negozianti stessi a organizzare le rapine, per frodare l'assicurazione.

Questa recrudescenza limitata ai vostri esercizi mi sembra strana, ecco, anche perché siete tutti assicurati con noi.” Aveva seraficamente commentato.

Ehi dico, ma come si permette? Guardi che c'è anche scappato il morto e io ho paura.” Era allora sbottato Carta, furibondo, senza peraltro convincere il contraddittore:

Sì sì ok, quella sarà stata certamente autentica, non vorrei però che vi avesse ispirato.”

Infine, per completare l'opera, sua moglie si lamentava in continuazione, paragonandosi alle amiche sempre meglio vestite e meglio calzate per definizione.

Giusto a me doveva toccare in sorte un morto di fame.” Affermava quando ne discutevano, dimentica della crisi imperante da anni, che non riduceva le entrate soltanto a lui. Si sentiva, insomma, cornuto e mazziato.

Aveva perciò deciso di prendere provvedimenti, all'unico scopo di potersi recare al lavoro tranquillo. Dopo lunga attesa aveva finalmente ottenuto il porto d'armi e, pur senza rivelare il proposito, a cui la consorte era contraria, quello stesso giorno intendeva procurarsi una pistola. Una volta armato avrebbe cacciato via ogni male intenzionato.

Tant'è che quella sera, rientrando a casa per cena, aveva ancora un diavolo per capello e non prese bene la richiesta del figlio, desideroso di festeggiare gli imminenti diciotto anni andando in vacanza in Olanda con un amico.

Per carità, il suo Alessio era sempre stato un bravo figliolo, ubbidiente, simpatico ed educato e gli voleva un bene dell'anima, ma non era proprio il momento di accampare pretese:

Ti ci metti anche tu? Con tutti i problemi che abbiamo vuoi ancora denaro?”

E dai papà, mi bastano cinquecento euro per viaggio, pernottamento e cene per una settimana. Per tutto il resto m'arrangio.”

Non se ne parla. Quando avrai un lavoro allora te ne andrai dove ti pare, ora no.”

Quel dannato ragazzino, sempre a battere a cassa, a scuola però fa il minimo indispensabile, mugugnò quindi tra sé.

 

Trascorse alcune settimane, sempre senza che l'assicurazione si decidesse a versare il dovuto, due rapinatori si presentarono in tabaccheria mentre il titolare era solo. Avevano scelto proprio il giorno in cui di solito conseguiva i maggiori incassi. Stavolta entrarono mascherati da befana ma, pur rivolgendogli appena una rapida occhiata, basandosi sulle loro corporature Gianni Carta fu certo che fossero gli stessi dell'occasione precedente. Il più mingherlino gli si mise di fronte, gli puntò l'arma contro e ordinò, in un roco brontolio, di alzare le mani, mentre il compare aggirava, con movenze un po' titubanti, il bancone dal lato sinistro.

Anziché obbedire, l'esercente s'accucciò fulmineo, al riparo dietro al bancone stesso, afferrò lesto la pistola conservata là sotto e quindi si spostò sul lato destro, urlando:

Ora basta, sono armato, andate via o giuro che v'ammazzo.”

Ehi, ma sei scemo? Arrenditi.” Rispose il rapinatore, con voce inaspettatamente rotta.

Un attimo dopo l'esercente udì un botto.

Sparano i maledetti”, pensò disperato, quindi si alzò di scatto e prese a sventagliare all'impazzata, deciso a vender cara la pelle.

Investiti dalla raffica, i delinquenti s' accasciarono entrambi, l'uno, quello che l'aveva minacciato, raggiunto solo a spalla e mano, l'altro mortalmente ferito a petto e stomaco da due proiettili.

Recuperato l'autocontrollo, Carta si rese conto di cosa aveva combinato e rimase per qualche momento incerto sul da farsi, sconvolto, poi s'accostò con prudenza a uno dei delinquenti, che si lamentava accasciato sul pavimento, per prestargli i primi soccorsi.

Mi dispiace, non intendevo sparare per davvero, ma non dovevate tornare.” Disse abbattuto.

Gli sollevò la mascherina dal volto con l'intenzione di favorirne la respirazione e, con un tuffo al cuore, riconobbe Luca, il migliore amico di suo figlio, quello con cui, rammentò, intendeva recarsi in Olanda.

L'adolescente piangeva.

Non volevamo farle del male, era la scacciacani di mio padre, mi è partito un colpo. Voleva solo i soldini per la vacanza, ha avuto lui l'idea, sarà troppo agitato per riconoscerci, crederà ai soliti delinquenti, aveva detto.” Raccontò Luca tra un singhiozzo e l'altro.

Oh no, no.” Urlò Gianni Carta.

Abbandonata la pistola a terra, si precipitò verso l'altro rapinatore, che giaceva in un lago di sangue.

No, Dio mio, Alessio, bambino mio, non dovevi, te li avrei dati i soldi, non dovevi.”

SEGNALA ALL'AUTORE IL TUO APPREZZAMENTO PER QUESTA PUBBLICAZIONE

SEGUI QUESTO AUTORE PER ESSERE AGGIORNATO SULLE SUE NUOVE PUBBLICAZIONI

L'AUTORE Massimo Bianco

Utente registrato dal 2017-11-01

Savonese e forte lettore, posto racconti (noir, di fantascienza e altro) e saggini su alcuni dei miei scrittori preferiti, sperando di offrire momenti di piacere e talvolta di riflessione. Ho pubblicato 2 romanzi cartacei, "Per gloria o per passione" sul calcio giovanile e "CAPELLI. Dentro la mente di un serial killer" più il saggio, scritto a 4 mani con A. Speziali, "Savona Liberty. Villa Zanelli e altre architetture". Altri miei scritti su http://www.truciolisavonesi.it dall'home page cliccate in alto su ARTICOLI PER AUTORI e poi su Massimo Bianco Buona lettura.

ALTRE OPERE DI QUESTO AUTORE

Ho commesso il delitto perfetto Narrativa

Vivere a Miracoli (colonia su Marte) Narrativa

Lo tradiva con tutti Narrativa

LA SIGNORA DEI TRENI E DEI PICCIONI - e - IO, PEDOFILO Narrativa

Gianrico Carofiglio: le (sue) storie sono un pezzo di mondo Saggistica

Jean Claude Izzo, noir mediterraneo Saggistica

Metannoir savonese Narrativa

Il volto tra le nubi Narrativa

Festival Lovecraft in PIAF - Essi attendono Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti

Funerale al collegio femminile Narrativa

Rapine in serie in tabaccheria Narrativa

2054, nuova meravigliosa città Narrativa

I borghi sul dirupo Narrativa

U.N.P. Episodio 3 di 3. L'orizzonte degli eventi. La fine. Narrativa

U.N.P. Episodio 2 di 3. Dentro un racconto di Massimo Bianco Narrativa

U.N.P. Episodio 1 di 3: prigionieri di luoghi incomprensibili Narrativa

Il destino di un imperatore Narrativa

Ursula K. Le Guin: la fantascienza è donna Saggistica

Manichini Narrativa

Le tre crocifissioni Narrativa

Tempo. Angelo della morte Narrativa

Donato Carrisi. I mille volti del male Saggistica

Robert Heinlein e Clifford Simak, padri della fantascienza americana Saggistica

FILO'. Orrore a Capo Fieno Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti

Sul regionale delle 7,05 Narrativa

Bravi, violenti ragazzi Narrativa

Pirati nel Mar Ligure, oggi Narrativa

Stanislaw Lem o dell'incomunicabilità Saggistica

Vent'anni di matrimonio Narrativa

Dall'ammasso della Vergine Narrativa

Valerio Evangelisti e l'inquisitore Eymerich, puro crossover Saggistica

Il cuore nero di Lucca Narrativa

Festa medioevale a Villa Valente Narrativa

Io sono un veggente e vedo i serial killer Narrativa

Giorgio Scerbanenco, padre del noir italiano Saggistica

Stagione di caccia Narrativa

Traffico in città Narrativa

DIVIETO DI RIPRODUZIONE

E' assolutamente vietato copiare, appropriarsi, ridistribuire, riprodurre qualsiasi frase, contento o immagine presente su di questo sito perché frutto del lavoro e dell´intelletto dell´autore stesso.
É vietata la copia e la riproduzione dei contenuti e immagini in qualsiasi forma.
É vietata la redistribuzione e la pubblicazione dei contenuti e immagini non autorizzata espressamente dall´autore.

Paolo Guastone il 2018-10-18 11:19:47
Nel racconto leggiamo due storie, forse tre. L'ennesima diatriba sulla legittima difesa, la disperazione di un uomo onesto di fronte alle brutture della vita e, per finire, lo strazio di un padre che.... e qui mi fermo. Insomma, c'è parecchia carne al fuoco, ci sono molti aspetti su cui riflettere. Molto bene e molto bravo!

Massimo Bianco il 2018-10-18 20:20:35

Sì Paolo, questo di base è un noir ma l'intenzione mia era di parlare della società odierna con i suoi problemi (del resto è questo che in genere rende i noir buona letteratura, credo, quando riescono a fornire un buon spaccato della società e perciò, per inciso, anche per questo ho deciso di non scrivere mai più di serial killer, tema - peraltro facile - su cui pure ho scritto non poco in passato ma che non rappresenta la realtà italiana, dove sono rarissimi, anche se quando li ho scritti ho comunque ugualmente tentato di rappresentarla).



Qui faccio un solo esempio: Gianni Carta, avendo subito varie rapine, chiede e ottiene il porto d'armi. Ebbene, a mio parere dovrebbe essere sempre molto difficile poter entrare in possesso di un'arma da fuoco, anche se uno non se la procura a scopi criminali ma per motivi senz'altro giustificabili, come è il caso del mio personaggio. Meno armi ci sono in circolazione e meno disastri rischiano di verificarsi. Tu credi che sia una coincidenza se negli Stati Uniti, dove è molto più facile che in Italia procurarsene, i casi di omicidio (e di violenza in genere) sono immensamente più elevati che qui da noi? Io no. Grazie per la visita e per l'apprezzamento, ciao.


RISPONDI CON EDITOR AVANZATO
Vecchio Mara il 2018-10-18 14:09:19
mi pare di averlo letto, ma il finale, davvero straziante, non lo ricordavo. Un bel racconto con un inaspettato finale. Piaciuto. Ciao Massimo

Massimo Bianco il 2018-10-18 20:08:58

Grazie, G. V.M. sono molto lieto del tuo apprezzamento, questo è un racconto in cui credo. Ciao.


RISPONDI CON EDITOR AVANZATO
Colosio Giacomo il 2018-10-18 16:50:08

Credevo proprio fosse una sorta di racconto poliziesco, ed invece alla fine si è rivelato un racconto che fa leva sui problemi della famiglia e proprio per questo commovente, nel senso di muovere-con. Il cenno alla richiesta del figlio, poco prima del finale, fa intuire qualcosa...beh, ma dichiaro qui che il finale " a sorpresa" è sempre di grande effetto, ma io per esempio come autore non l'ho mai ricercato. Quindi va bene così...poi sulla tensione narrativa e sull'efficacia dello stile ormai non dico nulla, ci conosciamo quasi da dieci anni ed ho sempre apprezzato i tuoi racconti. Ciaociao.

Massimo Bianco il 2018-10-18 20:29:39
Come più o meno dicevo sopra a Paolo Guastone, scrivere noir fini a se stessi è divertente e a me è senz'altro capitato di farlo, ma se hanno un aggancio con la società, se riescono a offrire uno spaccato delle realtà in cui vive il loro autore è meglio. Spero qui di essere riuscito in quest'ultimo intento, intanto mi tengo stretto il tuo apprezzamento. P.S.: so bene che tu ami soprattutto gli autobiografici e la prossima volta conto di farti contento con un autoironico autobiografico che sono abbastanza certo che tu non hai mai letto (anche se ancora non riesco a ideare una copertina che mi soddisfi). Ciao.

RISPONDI CON EDITOR AVANZATO
Antonino R. Giuffrè il 2018-10-18 20:02:21
Riletto. Racconti di questo tipo mi lasciano sempre un po' perplesso. Per carità, scritto benissimo come al solito, colpo di scena abbastanza riuscito (forse un po' brusco, a dire il vero), ma mi sembra una specie di via di mezzo tra taglio web e taglio bianchiano. Le premesse sono infatti quelle di un raccontone, e ci ritroviamo invece a leggere il classico raccontino (nel senso di racconto breve) web con sorpresina finale. Tutto valido, ma letto una volta... Per una mera questione di gusti personali, l'ultima frase mi sembra un tantino melodrammatica e la parte in corsivo non so fino a che punto sia necessaria. In ogni caso, bene così. Ciao.

Massimo Bianco il 2018-10-18 20:51:15
Ciao Antonino, guarda, io sono fermamente convinto di dare in genere il meglio di me in spazi più ampi (bianchiani?) di questo, diciamo dalle 3000 parole in sù, tuttavia esistono eccezioni e non è sempre detto che io non possa riuscire a essere positivamente conciso, ti pare? E credo tutto sommato, nonostante la per me insolita brevità di questo racconto (meno di 1500 parole!) di essere forse riuscito (e sottolineo forse, per carità) a ottenere comunque un buon risultato. Io per lo meno ne sono soddisfatto, anche se il prologo non è effettivamente necessarissimo e il finale è un poco brusco. Non credo, insomma, che si tratti soltanto di un raccontino web con sorpesina finale (vedi anche, in proposito, ciò che ho risposto a Paolo). Ma in definitiva mi pare che neppure tu sia poi sostanzialmente negativo, in fondo. P.S. siccome ormai conosco il mio pollo (te, eh, eh) e sapevo quindi che qualche incavolatura avrebbe potuto indurti, come più volte ti è accaduto in passato su altri siti, a cancellare il tuo materiale, come è infatti accaduto pure qui, stavolta mi sono fatto furbo e il tuo "Senza velo e senza Allah" che è il tuo racconto che prediligo, a suo tempo me lo sono salvato sul mio hard disk e che tu sia d'accordo oppure non me lo terrò stretto, così potrò rileggermelo ogni volta che vorrò, proprio come accade quando compro un libro e non mi devo più preoccupare che possa finire fuori catalogo. Stammi bene.

RISPONDI CON EDITOR AVANZATO