751 OPERE PUBBLICATE   3977 COMMENTI   79 UTENTI REGISTRATI

Utenti attivi:

RICERCA LIBERA E FILTRI DI VISUALIZZAZIONE

Sezioni:    Narrativa   |    Saggistica   |    Poesia   |    Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti   |    Momenti di gioco e umorismo a premio e turismo culturale.   |   

Ricerca per genere e utente (work in progress)

Sirena

"PUNTO E A CAPO" Racconto Fantasy / Favola

di Rubrus

pubblicato il 2018-07-23 14:49:25


“Ragiona con i neuroni e non con gli ormoni” si disse Nicola.
Si era reso conto che – e chissà da quanto tempo – stava guardando la ragazza che passeggiava sulla spiaggia e che i suoi pensieri avevano preso una piega inequivocabile.
Sorrise tra sé e, dopo aver considerato per qualche istante l’opportunità di una doccia fredda, agguantò il giornale e s’immerse nella lettura. Lo resse saldamente, tenendolo ben in alto, quasi a proteggersi.
 
La stava aspettando.
Se ne rese conto all’improvviso, con stizza.
Credeva di pisolare, cullato dal mormorio della risacca, dal sole ormai tiepido, dal silenzio della spiaggia che si stava spopolando, e invece… eh sì, era ben sveglio. Una parte di lui, almeno.
Si alzò di scatto e raccolse le sue cose in fretta, con furia quasi, risalendo fino alla massicciata oltre la quale aveva parcheggiato l’auto.
Riuscì ad arrivare fino a metà della scaletta che collegava la spiaggia alla strada, prima di voltarsi.
La ragazza camminava lentamente sul bagnasciuga.
 
Si svegliò in un bagno di sudore, di colpo.
Le immagini del sogno gli turbinavano ancora in testa. Non lo abbandonarono neppure quando posò i piedi per terra e nemmeno dopo che ebbe bevuto tre lunghe sorsate di acqua gelida.
Si appoggiò al tavolino, dove il computer lo attendeva con lo schermo rialzato, pronto per l’uso.
Erano mesi che l’editore gli chiedeva di inserire una scena di sesso nel romanzo. Be', ora avrebbe avuto quel che voleva.
Lavorò per un paio d’ore e, quando ebbe finito, si alzò e si diresse alla finestra, sapendo che non sarebbe riuscito più a dormire.
La sua camera d’albergo si affacciava proprio sulla spiaggia dove si recava ogni giorno, una cinquantina di metri più in basso.
La luna, allo zenit, la illuminava in pieno, tanto che la sabbia sembrava limatura d’argento e, in mezzo all’acqua nera, spiccava il rettangolo bianco della zattera da cui si tuffavano i bagnanti.
A Nicola parve di vedere una sagoma solitaria incedere languida lungo la rena e si accorse che il sudore gli si era asciugato addosso e che aveva brividi in tutto il corpo.
 
«Sì, mi fermo un’altra settimana…. Sì il romanzo sta venendo dannatamente bene, è per quello che mi fermo… sai com’è, non voglio perdere l’ispirazione…. No, non ci saranno problemi, ormai andiamo verso la bassa stagione, l’albergo si sta svuotando… no, non serve che scendi… tua madre come sta? Ecco, appunto. La ripresa del lavoro com’è andata?... Eh, immagino, con questa crisi…I ragazzi sono in giardino? … no, non serve, da'  loro un bacio da parte mia… sì, anch’io».
Nicola chiuse la comunicazione. Aveva le mani sudate e le asciugò sulla maglietta. Non c’era ragione di essere nervosi. Non aveva mentito a sua moglie. Non ci sarebbero stati problemi.
 
Quel giorno la ragazza non si limitò a passeggiare.
Si fermò sulla battigia, una dozzina di metri davanti a lui, voltandogli le spalle.
Se ne stette ferma a lungo, mentre Nicola immaginava come sarebbe stato fare scorrere le mani lungo i suoi fianchi, poi, con un unico, elegante tuffo, entrò in acqua.
Nuotava con bracciate lunghe ed efficienti, senza sollevare spruzzi. A intervalli regolari i piedi abbronzati spezzavano la superficie del mare. Sulla schiena i capelli biondi ondeggiavano fluidi come pagliuzze dorate trascinate al largo.
Raggiunse la zattera e vi si issò sopra, poi si stese a prendere il sole.
Nicola ne osservava la sagoma che oscillava al ritmo delle onde.
 
Ventilatore o non ventilatore, faceva troppo caldo per tenere la finestra chiusa.
Nicola si sdraiò sul letto, boccheggiando.
“È solo un’infatuazione, una fantasia” disse alla stanza vuota.
Rinunciò ad affacciarsi alla finestra, aperta sul mare e sul cielo in cui brillava la luna che, proprio quella notte, era diventata calante.
Si addormentò subito. Sapeva che cosa avrebbe sognato.
Non si svegliò neppure quando il cellulare iniziò a squillare.
 
La ragazza era entrata nel romanzo.
Ne dettava i ritmi, i toni, le atmosfere, così come la luna governava le maree.
In un primo momento Nicola aveva cercato di resistere, poi aveva ceduto.
Il libro aveva preso una piega languida, decadente.
Nicola pensava a “Morte a Venezia”, all’affascinante signora che stregava il principe di Salina alla fine del “Gattopardo”.
Soprattutto, pensava alle sirene che chiamavano Ulisse dagli scogli.
Forse, era meglio così.
Avrebbe potuto gestire il personaggio di un libro, contrapporre fantasia a fantasia.
Per un po’ riusciva anche a crederci, almeno fino a quando, ogni giorno alla stessa ora, la ragazza, arrivando da chissà dove, scendeva alla spiaggia, si fermava davanti a lui, e poi nuotava fino alla zattera, dove si stendeva per prendere l’ultimo sole.
 
«Sì, ne avrò ancora un po’… ma certo, pensa che l’albergatore mi ha fatto uno sconto… lo so…. Insomma, lo sai che abbiamo bisogno dell’anticipo, no?... certo, scusami… il fatto è che se torno in città non so se riuscirò a terminarlo in tempo. Sì … oh, andiamo, i ragazzi hanno ormai superato l’età in cui devono avere il papà vicino… sicuro, solo qualche giorno ancora. Sì, senz’altro... mi manchi».
Ma non era vero.
La ragazza, lei gli mancava.
Quella sera aveva cercato d’individuarne la sagoma tra gli ultimi villeggianti che passeggiavano sul lungomare.
Ogni tanto si chiedeva da dove venisse, fino a quando si sarebbe fermata, come mai fosse sempre sola, ma erano domande che, presto, perdevano d’importanza.
Alla fine, l’unica cosa che si domandava era se, il giorno dopo, l’avrebbe rivista.
L’ultima volta gli era sembrato che, dalla zattera, guardasse verso di lui.
Anche se, da quella distanza, non poteva scorgerli, era certo che i suoi occhi fossero d’un blu intenso come la superficie degli abissi.
 
«Sì, certo. Torno presto. Dopodomani al massimo. Sì, non preoccuparti. Promesso. Sì ho finito. Scusa… mi cade la linea… ciao».
Quel giorno, prima di tuffarsi, la ragazza lo aveva fissato.
Nicola si era alzato di scatto, dimenticandosi di avere il computer sulle ginocchia e la macchina era caduta riempiendosi di sabbia. 
Nicola l’aveva raccolto subito, ma era evidente che il danno era grave. Non sapeva se sarebbe riuscito a recuperare il lavoro.
Quando aveva rialzato lo sguardo, la ragazza stava prendendo il sole sulla zattera.
 
L’acqua era fresca e avvolgente e sembrava lo stesse aspettando.
Nicola non era un gran nuotatore e, soprattutto, non riusciva a capacitarsi di come, una volta in mare, le distanze sembravano allungarsi. Nondimeno nuotava, godendosi il sapore del sale sulle labbra e strizzando gli occhi nella luce radente.
Percorse l’ultimo tratto con bracciate impazienti, quasi rabbiose, sollevando una nuvola di spruzzi.
Quando toccò la superficie oscillante della zattera era senza fiato, le gambe che mulinavano frenetiche come atterrite dal fatto che, sotto, non ci fosse nessuna superficie cui appoggiarsi.
Alla fine riuscì a issarsi, quasi strisciando, come un pesce primitivo che si avventura incerto sulla terraferma.
La ragazza lo guardò e sorrise. I suoi occhi erano davvero blu.
«Non lo credevo possibile» ansimò Nicola.
Era vero.
Non era possibile perché quell’istante era più labile dei riflessi del sole sulle onde e, nel futuro, ogni ora sarebbe stata un rimpianto di quella.
Non era possibile perché quel momento avrebbe dovuto essere l’unico, l’ultimo, l’estremo, e solo così sarebbe stato perfetto.   
Non era possibile perché…
«Perché non potrà mai essere meglio di così» concluse la ragazza e parve offrirsi a lui quando Nicola fece scorrere le mani lungo il suo collo...
 
Anche se l’aria si era raffreddata, l’acqua era ancora tiepida e sciaguattava monotona contro il bordo della zattera.
Le correnti, però, erano cambiate e ora si dirigevano verso il largo.
Nicola avrebbe fatto fatica a raggiungere la riva dove lo aspettavano domande, risposte, silenzi, pianti, urla, minacce, rabbia, odio, disperazione.
E soprattutto spiegazioni, tante spiegazioni.
Quel che era peggio sarebbe stato uno sforzo inutile.
Nessuno avrebbe capito che non poteva essere meglio di così.
Sì, sarebbe stato alquanto faticoso nuotare fino a riva, si disse Nicola calandosi in acqua.
Tanto valeva dirigersi dalla parte opposta.
 
«Sentite, i bagni erano chiusi e non c’era ragione perché me ne stessi lì a vedere che cosa combinava quel tale. Mica aveva otto anni. E poi, secondo me, quello se l’è filata e basta».
«Hai qualche ragione particolare per dirlo?».
Ercole esitò. Nella luce fredda del neon, dentro la caserma, sembrava ancora più abbronzato: un pezzo di legno annerito ed essiccato. I capelli, ispidi e candidi, parevano fatti di sale. 
«Non avrò mica dei problemi, no?».
Il maresciallo negò sorridendo e gli allungò una sigaretta, come per rassicurarlo.
«Be', c’era il fatto che avrebbe dovuto andarsene da un pezzo, ma ogni volta rimandava. “Me ne vado domani, no fra due o tre giorni”… cose così…».
«Ma c’è dell’altro, vero? ».
«Sono quarant’anni che faccio questo lavoro e, dopo un po’, uno certi tipi li capisce al volo, i mariti in vacanza, per esempio. Ma anche per lei è così, no?».
«Insomma si dava da fare».
Il vecchio bagnino scosse la testa prima di rispondere. «No... se ne stava lì fino a sera, anche quando cominciava a far fresco, e guardava il mare. Era come…».
«Assente?».
Ercole esitò di nuovo. «No – disse – no, era come… in attesa… sì, come se aspettasse qualcuno. Io però non ho mai visto nessuno».

SEGNALA ALL'AUTORE IL TUO APPREZZAMENTO PER QUESTA PUBBLICAZIONE

SEGUI QUESTO AUTORE PER ESSERE AGGIORNATO SULLE SUE NUOVE PUBBLICAZIONI

L'AUTORE Rubrus

Utente registrato dal 2017-11-02

Il romanzesco è la verità dentro la bugia

ALTRE OPERE DI QUESTO AUTORE

A proposito di Odisseo e del coronavirus Saggistica

A proposito di "Romagna" di Pascoli Saggistica

Buck Narrativa

Un lavoro come un altro Narrativa

A proposito di "I Pitard". Saggistica

Voli Narrativa

CAR Narrativa

Trekkers Narrativa

Il Re e me - come vissi, quasi, un racconto di Stephen King Saggistica

Colui Che Non Deve Essere Regalato Narrativa

Su "L'infinito" Saggistica

Conto alla rovescia Narrativa

Argulus Narrativa

L'uomo che non c'era Narrativa

Scighéra Narrativa

A proposito di Shining e Dr. Sleep Saggistica

A proposito di "San Martino" Saggistica

Ultima corsa Narrativa

A proposito di "Il carro magico" di Joe R Lansdale Saggistica

Concerto Rosso Narrativa

La matita di IT Saggistica

Anatomia di un racconto - Cacciatori di Vecchi - di Dino Buzzati Saggistica

Mea culpa Narrativa

A proposito di "L'ombra dello scorpione" - con una strizzatina d'occhio a Tolkien Saggistica

Crepuscolo Narrativa

A proposito di Stanlio e Ollio - film del 2018 Saggistica

Nani Narrativa

A proposito di... un western italiano Saggistica

Le cose per cui rimani Narrativa

Tallone da Killer Narrativa

Il mondo migliore Narrativa

Erba Cattiva Narrativa

Storia di Sam. Narrativa

Ciò che non muore Narrativa

A proposito di"La resa dei conti". Saggistica

Acqua morta Narrativa

A nostra immagine Narrativa

A proposito di "Le acque del nord". Saggistica

Clichè Narrativa

La notte più lunga Narrativa

In memoria di Giuseppe Lippi Saggistica

Debunker Narrativa

Su"TheOutsider" Saggistica

L'uomo nella stanza Narrativa

Quell'ultimo, stupido pezzo di carta. Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti

Inseparabili (brividi d'ottobre) Narrativa

Paese d'ottobre (brividi d'ottobre) Narrativa

Nessuna risposta (brividi d'ottobre) Narrativa

Malocchio (brividi d'ottobre) Narrativa

Due giorni prima dei morti (brividi d'ottobre) Narrativa

Passaggi (brividi d'ottobre) Narrativa

Il resto (brividi d'ottobre) Narrativa

Semi di zucca (brividi d'ottobre) Narrativa

Spuntino di mezzanotte Narrativa

L'inciampo Narrativa

Dove finisce l'estate Narrativa

L'intruso / Alcune piccole imperfezioni. Narrativa

Fine stagione Narrativa

Sirena Narrativa

Sherlock Holmes e l'avventura del dottor Watson Narrativa

Crop man Narrativa

Non lo so Narrativa

Predatori Narrativa

Primo mare Narrativa

Anatomia di un racconto Saggistica

The Dancing Ghost Narrativa

Casa dell'Ade Narrativa

Aspirazione Narrativa

Girabuio Narrativa

Appdeath Narrativa

Possibilità Narrativa

Ogni cosa al suo posto Narrativa

Legal Killer Narrativa

Sfocature Narrativa

Paese d'ottobre Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti

Nero Natal Narrativa

Appunti sulla sospensione dell'incredulità Saggistica

Merry Killmas Narrativa

L'oracolo Narrativa

Buh! - i mostri e le loro maschere Saggistica

Il viaggio infinito di Long John Silver Saggistica

Il treno, il bambino, il drago. Saggistica

Urari Narrativa

Urari Narrativa

DIVIETO DI RIPRODUZIONE

E' assolutamente vietato copiare, appropriarsi, ridistribuire, riprodurre qualsiasi frase, contento o immagine presente su di questo sito perché frutto del lavoro e dell´intelletto dell´autore stesso.
É vietata la copia e la riproduzione dei contenuti e immagini in qualsiasi forma.
É vietata la redistribuzione e la pubblicazione dei contenuti e immagini non autorizzata espressamente dall´autore.

oedipus il 2018-07-23 19:36:48
Decisamente i racconti "non di genere" mi piacciono di più di quelli horror e simili. Bel racconto, ma sta attento, tu che fai lo scrittore, a prendere, per scrivere, una vacanza al mare!!!

Rubrus il 2018-07-24 12:07:55
Ehmm.. ti svelo un segreto: non l'ho taggato come "mistery" perchè me ne sono scordato. Il mito greco ce lo ricordiamo tutti: le sirene seducono i marinai e li fanno affogare facendo naufragare le navi sugli scogli. Le sirene stesse, poi, sono in ibrido uomo - animale. Insomma, praticamente un horror come storia. Il mio raccontino non si discosta molto da questa linea, semplicemente dà maggior risalto all'aspetto seduttivo (da me poco praticato) / ossessivo - come molte altre storie sulle sirene. In ogni caso non mi preoccupo più di tanto: me la cavo abbastanza a nuotare. Non certo un campione, ma meglio di Nicola eh eh eh. Ciao!

RISPONDI CON EDITOR AVANZATO
Mauro Banfi il Moscone il 2018-07-23 20:07:36
Ciao, Roberto: innanzitutto complimenti per la forma, davvero accativante e "prenditrice" e affine alla stagione che viviamo: questa serie di paragrafi staccati arrivano come onde al lettore che è una meraviglia: delizia per chi si beve il racconto sulla spiaggia. Il tema poi fortissimo, la possessione: questi richiami a Nabokov e a King, all'erotismo e all'arte della composizione come possessione. Per i nostri nonni Greci (visto che i latini sono i nostri padri e i cristiani le nostre "madri") la possessione fu la forma primaria con cui si presentò la conoscenza all'essere umano, nata molto prima dei filosofi che la nominano. Già perchè la possessione è in primo luogo il riconoscimento che la nostra vita mentale è abitata da potenze che la sovrastano e sfuggono a ogni controllo, ma possono avere, per chi cerca di conoscerle, nomi, forme e profili utili - non a soggiogarle, pena Ybris - perlomeno a controllarle nel rispetto. E infatti Socrate, sotto il mitologico platano del Fedro, esprime: "la manìa è più bella della sophroyne" e poi ancora, per delucidare il pensiero: "perchè la manìa nasce dal dio,mentra la sophrosyne nasce presso gli uomini". E infatti nella stazione di polizia si recupera il senso dell'equilibrio, ma la bellezza del racconto sta in altro. Recita uno dei più antichi verbi greci profetato a Delfi: "Ho trosas iasetai". "Colui che ha ferito guarirà." Per i Greci la sola guarigione e liberazione del "ninfolettico" e del "teolettico" viene dal delirio stesso. I simulacri possono contagiare come una pestilenza e nello stesso tempo guarire come le Ninfe del Platano che sanano Socrate nel Fedro. E' bene ricordare e attualizzare il racconto con la teoria del simulacro di Baudrillard che chiama simulacro quella cosa contemporanea che annulla la distinzione tra originale e copia ed è un'inquietante imitazione priva di un originale di partenza e iperrealtà dei simulacri la condizione contemporanea in cui non si distinguono l'originale (realtà) e l'immaginario (irrealtà). E allora oltre a Nabokov e King nel racconto s'insinua di prepotenza indiretta e obliqua anche K.Dick, l'estensore narratologico di Baudrillard. Alla fine della fiera, il dio, la potenza (ognuno metta la maiuscola o la minuscola a seconda del suo pensiero e della sua visione), o forse il simulacro CHE HA FERITO GUARIRA'. E forse il suo modo di guarire non ci piacerà, ma noi siamo solo umani troppo umani. Questo disappunto dell'umano per i modi del Sacro è davvero uno dei punti forti della tua sempre grande narrativa. Abbi gioia, carissimo, sempre una gioia leggerti.

Rubrus il 2018-07-24 12:17:42
Ho riflettuto un po' sui miti e alla fine sono giunto alla conclusione che in fondo sono storie. Quello che conta, cioè non è il retroterra, o l'ambiente culturale - molto di quello passato non esiste più: se quel fattore fosse decisivo i miti sarebbero morti (e infatti è così accaduto in molti casi: da tempo voglio scrivere un racconto sulla "morte di Pan") . Quello che conta è (ancora una volta) la storia. Ce ne sono alcune che racchiudono potenzialità quasi infinite o forse infinite, e diventano mito. In fondo, la storia delle sirene è riducibile a cinque parole: ti seduco e ti ammazzo. Eppure, le varianti sono innumerevoli (le stesse sirene hanno cambiato aspetto, nei secoli). Personalmente sono convinto che siano destinati ad altro che l'hic et nunc. Lo stesso Ulisse dantesco - che deriva da quello omerico e non è quello omerico - ci racconta proprio questa storia. Il fatto che i miei personaggi accedano a questo oltre - un passaggio che spesso nei miei racconti coincide con la morte, perchè lì ci dobbiamo fermare che ci piaccia o no - riflette senza dubbio tale idea.

Mauro Banfi il Moscone il 2018-07-25 19:48:53
"O caro Pan, e voi altri dèi che siete in questo luogo, concedetemi di diventare bello di dentro, e che tutte le cose che ho di fuori siano in accordo con quelle che ho dentro. Che io possa considerare ricco il sapiente e che io possa avere una quantità di oro quale nessun altro potrebbe né prendersi né portar via, se non il temperante."

Carissimo, i miti sono storie sacre, ma torneremo a parlare di mythos e di logos a settembre.
Socrate, il grande razionalista, prega Pan e le sue Ninfe perchè sa bene quant'è vivo e immortale, nonostante le nostre apparenze contemporanee tecniche e secolari, completamente ridicole al suo confronto.
Buona estate

RISPONDI CON EDITOR AVANZATO
Paolo Guastone il 2018-07-24 10:54:26
Me lo ricordo. E mi ricordo anche che mi piacque molto. Per lo scorrere del testo, per la trama, mai banale ed, infine, per il viaggio dentro la mente contorta del protagonista. L'ossessione per lo scrivere si trasforma in ossessione per qualcosa che si deve assolutamente avere ad ogni costo. Perché, forse, ci può traghettare fuori dalla follia, visto che esiste....o forse no.....

Rubrus il 2018-07-24 12:23:11
Ossessione per lo scrivere, ossessione erotica, ossessione per un oltre, un ideale, un "qualcosa" sfiorato il quale non è più possibile fare ritorno. Per parafrasare una citazione così ricorrente che è difficile risalire all'autore (Newton?) e alla formulazione originaria, stiamo sulla spiaggia a raccogliere briciole di conoscenza mentre davanti a noi si stende il mare dell'ignoto. E a volte non si resiste al richiamo delle onde.

RISPONDI CON EDITOR AVANZATO
90Peppe90 il 2018-07-26 16:34:29
Se è uno di quelli "vecchi" no, non lo ricordo, ma so comunque che è un buon racconto, con la giusta quantità di parole e dal ritmo veloce, con una buona chiusa... che, però, conoscendoti (o sarà che l'avevo già letto, pur non ricordandolo?), fiutavo...! Un vero e proprio "racconto di luglio", comunque, eheh. Ciao, Rub!

Rubrus il 2018-07-27 11:53:13
Eh sì, è decisamente estivo. Mi faccio sempre un po' influenzare dalla stagione, quando scrivo e, in fondo, perchè no?. E' un po' che non ci si legge.

RISPONDI CON EDITOR AVANZATO
Blue il 2018-08-27 11:30:10

Racconto decisamente di stagione, sì... e intriso di quella malinconia che - noto - si fa sempre più frequente, nelle tue storie. Colpa dell'età che avanza (ne so qualcosa anch'io...), delle esperienze passate vissute e che (di nuovo parlo per me) spesso avresti voluto continuare a vivere, o più semplicemente il desiderio di qualcosa che non hai vissuto, ma avresti fortemente voluto?

Rubrus il 2018-09-04 19:24:20
Eh... credo che le sirene - e ciascuno ha la sua - siano un po' tutto questo: creature che stanno un po' qua e un po' là e dopo l'incontro con le quali non si è più gli stessi (a parte forse Ulisse).

RISPONDI CON EDITOR AVANZATO