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Crop man

"PUNTO E A CAPO" Racconto Horror / Mistery / Pulp

di Rubrus

pubblicato il 2018-06-07 16:50:19


Era uno degli ultimi, ormai, ma non se ne stupiva.
La tipica ipocrisia umana. E la tipica ingratitudine.
Li avevano creati per far paura, no? Per questo esistevano.
Oh sì, c’erano un sacco di storie carine, su di loro. Ma in tutti quei racconti c’era un lato oscuro, inquietante. Non si percepiva facilmente, ma non era impossibile coglierlo, né era difficile indovinarne la ragione: erano, in un certo senso, un’imperfetta creazione degli uomini che, in qualunque momento, avrebbe potuto chiedere ragione, ai creatori, della propria deformità. Più o meno come – a quanto pareva – gli uomini facevano con Dio.
Ma forse stava filosofeggiando a vuoto. Quale rappresentante di un popolo in via di estinzione, ne aveva anche il diritto.
Senz’altro aveva tutto il diritto di non essere smembrato e disperso ai quattro angoli del campo o, peggio ancora, in qualche discarica puzzolente.
Lui e quelli come lui erano stati utili, nel corso dei secoli.
Prima dei cannoni ad aria compressa, degli antiparassitari, degli anticrittogamici, degli additivi chimici, degli O.G.M….
Ma forse no.
Forse era giusto che anche la sua razza sparisse, così come erano spariti tanti uccelli nel corso degli anni e come un giorno, magari non troppo lontano, sarebbero spariti anche gli uomini.
Dopotutto, in un futuro remoto, sarebbe scomparso anche il sole che, adesso, stava tramontando all’estremo opposto del campo.
Eppure sentiva di dover lasciare una traccia, un segno, anche senza sapere bene per chi o per cosa.
Si mosse tra le spighe, consapevole che, tra le ombre, sarebbe sembrato un contadino attardatosi nel podere.
Probabile che fosse una preoccupazione inutile dato che, a quanto pareva, la gente aveva perso la facoltà di scorgere le cose che possono muoversi tra la luce e l’ombra, tra il vero e il sogno, tra il domani e l’addio…
Meglio essere prudenti, comunque.
E, guardingo, lo spaventapasseri cominciò a tracciare i suoi cerchi nel grano. 

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L'AUTORE Rubrus

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Il romanzesco è la verità dentro la bugia

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Antonino R. Giuffrè il 2018-06-07 17:42:32

Ci vedo una critica nei confronti dell’uomo, destinato a estinguersi a causa del suo smodato bisogno di progresso. Mi sfugge il motivo per cui lo spaventapasseri vivente si metta a tracciare cerchi nel grano come un ufo (per lasciare traccia della sua esistenza? Per avvertire che tutto ciò che viene creato dall’uomo, prima o poi, sparisce?), a meno che tu non avessi voluto far intendere che i cerchi del grano non hanno un’origine aliena (e certo) ma sono in realtà conseguenza dell’operato umano (oltre che del campo magnetico della Terra), poiché lo spaventapasseri è appunto opera dell’uomo. Ma sono mie congetture e potrei quindi non averci capito un emerito ciufolo. Ciao.

Rubrus il 2018-06-20 18:56:51
Ciao! sì, lo fa perchè vuole lasciare un segno, una qualche traccia di sè.

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Elisabeth il 2018-06-07 22:25:53

Sono certa di aver già letto questo racconto, me ne rammento per via delle immagini che si aprono leggendolo. Dico che nella sua brevità è intenso di significato e per me bello, una sorta di nostalgia resta quasi a mezz'aria e l'anima delle cose trasferita da noi a esse. A me piace.

Rubrus il 2018-06-20 18:57:44
E' un racconto di giugno, o forse per giugno, il mese del grano.

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Bule il 2018-06-09 18:05:40
Senza dubbio un racconto che fa pensare al tramonto; su di un campo (in senso stretto) e su su di un’epoca (in senso lato). Anch’io ci vedo una critica: è tipico dell’uomo creare qualcosa per poi dimenticarselo quando non gli serve più.

Rubrus il 2018-06-20 18:58:35
Tutto passa. Anche noi. E' facile vedere un parallelismo, che del resto lo spaventapasseri esprime apertamente, riflettendo.

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Paolo Guastone il 2018-06-12 11:10:44
Sui famosi cerchi nel grano si è scritto, nel tempo, tutto ed il contrario di tutto. Qui troviamo un'ipotesi nuova, diversa ma, nello stesso tempo, agghiacciante. Piaciuto.

Rubrus il 2018-06-20 18:59:14
L'idea è nata così: Crop Circle? Crop Man!

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Gerardo Spirito il 2018-06-20 03:08:56

Denso di significati \"velati\" e scritto benissimo. Per me tanto basta, ottimo racconticino. A mio parere l\'immagine del tramonto racchiude molto di quello che questa storia vuole raccontare, ed è molto difficile essere tanto incisivi nel \"breve\". Un saluto

Rubrus il 2018-06-20 19:03:57
Non è facile, anche se non dovrei dirlo, scrivere racconti brevi. Ci sono un sacco di rischi, la banalità, lo spirito di patata, il prevalere dell'aspetto poetico sulla trama, l'eccesso di ellissi ecc. Qui ho fatto un po' il furbo - come ha detto MB commentando all'epoca il racconto su net: ho fatto credere al lettore di avere davanti un racconto a sorpresa, ed è vero, ma facendogli credere di avere indovinato la sorpresa nell'ultima. E poi, in generale, preferisco la sinitesi. Trovo che un sacco di roba che leggo sia semplicemente troppo lunga, piena di particolari inutili, a volte intrisa del timore di "non farsi capire" e quindi ripetitiva quando invece "rem tene, verba sequentur" ... in realtà dietro, specie nel cartaceo, ci sono esigenze editoriali ben precise, opposte a quelle del web.

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Roberta il 2018-06-20 21:04:03
Piaciuto molto, breve ma denso di significati. C'è da subito un'aria misteriosa e un'atmosfera da dopobomba, da terra desolata dove sembrano essere sopravvissuti solo in pochi. Mi ero chiesta già da subito come avessi fatto a sviluppare un'idea del genere, poi ho letto la spiegazione di come ti è venuta l'ispirazione, da Crop Circle a Crop Man e ho deciso che dovevo proprio scriverlo, questo commentino.

Rubrus il 2018-07-27 11:55:28
Mi capita a volte di scrivere dei racconti basati, più o meno, s giochi di parole (es aspirazione / ispirazione); qualche volta mi pare che non siano malaccio.

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