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"PUNTO E A CAPO" Racconto Narrativa non di genere

di Eli Arrow

pubblicato il 2018-03-10 15:17:45


Erano i giorni del disgelo. L’aria era ancora molto fredda e stavo cercando qualcosa che placasse la mia fame. Fu allora che la vidi. Frugava il terreno scuro e brullo spostando le foglie del sottobosco con dita veloci che spuntavano da sotto il mantello.
Mi nascosi dietro a un albero a guardarla rovistare e scavare, immobile e stordito, trafitto fra stomaco e nuca da un brivido di eccitazione e paura. Era trascorso così tanto tempo da quando me ne ero andato, che non avrei saputo dire quando avevo smesso di contare gli anni della mia solitudine.
Le pozze d’acqua, d’intorno, fumavano vapori e basse nebbie, le stesse che di notte s’addensano, nemiche, in cristalli spinosi e taglienti, ma che di giorno si cangiano in veli lattiginosi e, amiche del cacciatore, lo celano, furtivo, alla preda. Così mi celai io nella nebbia, scivolando silenzioso fra le rocce e i licheni e per un po’ la spiai frugare sotto gli alberi, respirando il vento che mi portava l’odore di fango e muschio dei suoi vestiti cenciosi.
Unico fulcro della mia coscienza, il mondo si avviluppò su di lei, ma l’eco sorda di qualcosa che si sgretola dentro risvegliò il dolore e con lui la ribellione. Mi rivelai, allora, ben visibile, coraggioso. Avanzai verso lei di qualche passo.
Preconizzando la sua fuga, m’apprestai a chiudere emozioni e pensieri: sarebbe scappata da me come gli altri, non era diversa, erano tutti bacati. Ma lei mi sorprese. Rimase immobile e mi guardò, e anch’io la guardai. Sotto il cappuccio i suoi occhi erano grandi e scuri e scrutavano i miei trascinandomi in mondi che avevo dimenticato. Affondai, e in quell’abisso i nostri cuori si inseguirono fra le spire d’una stessa vertigine.
Le tesi la mano, lei vi mise la sua e i nostri giorni e le nostre notti si fusero in un unico tempo.
Da allora scaviamo insieme tra foglie e terriccio, le orecchie attente a cogliere il rumore dei predatori, i piedi lesti a fuggire dai pericoli e dall'orrore. Di notte dormiamo rannicchiati l’uno nell’altra, l’altra nell’uno, dentro alberi cavi o in grotte o sotto coltri di foglie inospitali. Fuggiamo l’infida luce della luna e quella pallida e malata del nostro misero sole. Ma quando arrivano i mesi cupi della luna nuova, sfidando il freddo, i nemici e gl’incubi, ci strappiamo di dosso questi stracci informi e dispieghiamo le nostre ali maestose e fiere levandoci in alto e sempre più in alto, oltre le cime degli alberi, oltre le vette delle montagne, oltre le croci delle loro chiese e finalmente, insieme, scrutiamo la notte.

 

 

 

 

Nota dell'autrice:

La macchina è uno dei luoghi in cui si manifestano le mie Muse. Diversi racconti mi sono venuti in mente guidando, o aspettando che i miei figli finissero le loro attività sportive, spesso sotto la pioggia o chiusa dentro ermeticamente perché da un sottilissimo spiraglio del finestrino sarebbero potuti entrare nugoli di zanzare e rinsecchirmi bevendo tutto il mio sangue (preferivo sudare, ahimè). Questo breve racconto parte da un'immagine che si è formata nella mia mente mentre assolvevo alle mansioni di autista dei figli e ascoltavo 'Nothing Else Matters' dei Metallica.

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L'AUTORE Eli Arrow

Utente registrato dal 2017-11-02

Quando soffia il vento del Cambiamento, alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento. (Proverbio Cinese)

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Mauro Banfi il Moscone il 2018-03-10 18:21:32

Finalmente! Una grande gioia ritrovare la tua prosa inimitabile che ammiro da tanti anni. Recuperando un filo d\'obiettività, la narrazione è un bel concentrato di armonia naturale e di passione espressa con e come grazia. E\' la storia interiore di un incontro, di un trovarsi e scambiarsi geni sulla terra per poi volare in alto, chissà, nelle spirali di un\'evoluzione creatrice, dettata dall\'adattarsi di quelle anime alla forza della vita? C\'è come sempre l\'eleganza e la classe del non detto dei tuoi testi a suggerire a ognuno di noi la sua risposta. E il lettore ringrazia. Abbi gioia

Eli Arrow il 2018-03-10 20:26:25

Grazie della lettura, Mauro, e delle parole gentili che sempre mi riservi :)



È la storia di un incontro, sì, e del piacere di camminare insieme. Abbi gioia anche tu e buona domenica.


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Roberta il 2018-03-11 10:58:00
Il racconto mi ha catturato da subito, anche perché, leggendo le prime righe, le ho collegate alla bella immagine e mi chiedevo se stessi parlando di dita e di matello per confonderci e portarci fuori strada. insomma se i protagonisti fossero umani o qualcos'altro. Poi, proseguendo, ho apprezzato le descrizioni e lo stile, e direi che il finale è pienamente convincente proprio perché l'atmosfera del racconto si basa su una compenetrazione tra natura e creature (le foglie, la nebbia, le figure non ben definite di lui e di lei). Insomma, la metamorfosi è il coronamento di tutto ciò che viene prima e permette al lettore di godere di un senso di liberazione.

Eli Arrow il 2018-03-13 16:44:09

Un senso di liberazione è proprio quello che ho sentito come input iniziale e il brano è stato costruito intorno a quello. L'intenzione era di lasciare al lettore (ampi) spazi da riempire ma lungo una linea guida. Grazie della lettura e del commento e buona settimana :)


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Paolo Guastone il 2018-03-12 13:20:26
E direi che ti è venuto particolarmente bene. Un testo che scivola via leggero, come una poesia e svela, alla fine, quello che è comunque inevitabile. Ottimo pezzo che tonifica e rallegra.

Eli Arrow il 2018-03-13 17:08:19

Grazie Paolo, sono contenta che ti sia piaciuto, tanto più che l'apprezzamento arriva da un provetto creatore d'atmosfere quale sei. Mi è parso di capire, leggendo i tuoi racconti, che la nebbia piace anche a te. Del resto siamo conterranei, come potremmo fare a meno delle nebbie e dei fiumi? :) ciao.


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Caino il 2018-04-23 00:51:29

io, probabilmente, m’intendo poco di narrativa; da bravo scrittore pigro preferisco attrezzar versi piuttosto che perdermi nella disciplinata coerenza formale d’un racconto in prosa.

Dicevo che m’intendo poco di narrativa, però conosco bene la nebbia, in tutte le sue molteplici forme: se gli eschimesi hanno decine di modi per definire la neve, i veneti ne hanno, certamente, altrettanti per la nebbia. 

La tua descrizione è quanto mai viva... tanto viva da farmi rabbrividire d’un velo diaccio.

Sono stato coinvolto anche dal senso d’attesa, dalla ferina sensibilità del personaggio e dalla struttura generale del racconto. In certe sequenze mi ricordi la ridondante snellezza di Baricco (scrittore che amo particolarmente) 

Piaciuto molto, ti lascio che è tardi.

Grazie&buonanotte :)

P.s.: anch’io lascio trasportare i miei pensieri dal suono della strada che scivola sotto.

 

 

Eli Arrow il 2018-04-27 16:27:57

Ciao Caino, secondo me la scrittura lancia sempre delle sfide affascinanti, che si tratti di prosa o poesia poco importa, cambiano le tecniche ma la materia prima è quella. Non ho mai letto Baricco, ma mi incuriosisce la 'ridondante snellezza' e mi ripropongo di leggere qualcosa di suo, cosa mi consiglieresti per cominciare?



Grazie del passaggio e delle tue impressioni :) e a presto!


Caino il 2018-04-28 18:36:45
È vero, cambiano le tecniche ma cambia anche la forma mentale.
Fra un poeta e uno scrittore ci sono delle differenze quasi genetiche; qualche anno fa scrissi qualche pensiero sull’argomento prosa/poesia.
Se recupero quelle righe te le farò leggere (se vorrai).
Baricco: potresti provare con Oceano Mare, oppure Seta, o Questa Storia. Ogni libro di Baricco è un capitolo a sé: secondo me ti potrebbe piacere Oceano Mare...

Buona domenica :)

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Emma Di Stefano -Emmad il 2018-04-24 14:35:39
Questo racconto mi è piaciuto molto. Avvolto nel mistero e allo stesso tempo impregnato di una nota romantica. Bello, Eli! Emma

Eli Arrow il 2018-04-27 16:21:07

Grazie Emma, della visita e di avermi fatto sapere che ti è piaciuto :)



A presto!


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