693 OPERE PUBBLICATE   3417 COMMENTI   81 UTENTI REGISTRATI

Utenti attivi:

RICERCA LIBERA E FILTRI DI VISUALIZZAZIONE

Sezioni:    Narrativa   |    Saggistica   |    Poesia   |    Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti   |    Momenti di gioco e umorismo a premio e turismo culturale.   |   

Ricerca per genere e utente (work in progress)

Conversando d'invisibilità

"PUNTO E A CAPO" Racconto Narrativa non di genere

di Vecchio Mara

pubblicato il 2018-03-05 21:22:48


Conversando d’invisibilità

 

Era un sabato gelido e caliginoso. Uno di quelle giornate in cui la nebbia e la neve, caduta copiosa la sera precedente, appiattendo quello che c’è là fuori t’invoglia ad accomodarti, solo, davanti al camino con un libro in mano. Oppure in compagnia di uno o due amici a bere birra e affrontare argomenti nebulosi, producendo teorie senza capo né coda.

Io, Aldo e Gino optammo per una birra in compagnia davanti al camino crepitante di casa mia.

«Sono tutti invisibili, là fuori», disse a un certo punto Gino, affacciandosi alla finestra.

«Ricordo che da bambino, dopo aver visto il film “L’uomo invisibile” in televisione, chiesi come regalo per Santa Lucia, il potere dell’invisibilità», rammentò sorridendo Aldo.

«Ho letto da qualche parte, che è stato sperimentato una specie di mantello che rende invisibili», continuò Gino.

«Se esistesse veramente qualcuno in grado di diventare invisibile, con o senza mantello. Secondo me non lo andrebbe a sbandierare ai quattro venti. Lo terrebbe per sé», obiettò Aldo.

«E che se ne farebbe?» domandò Gino.

«Soldi! Un mucchio di soldi!» esclamò Aldo sgranando gli occhi.

«Affari sporchi, suppongo», replicò Gino.

«Ma che discorsi del kaiser!» saltai su. «Volete sapere cos’è veramente l’invisibilità?»

I due annuirono.

«Beh, ve lo spiego!» esclamai alzandomi. Presi un ciocco dalla cesta e lo gettai sopra le braci, provocando uno sfrigolio di scintille. Attesi che Gino si staccasse dal davanzale della finestra e, quando si fu accomodato sul divano accanto ad Aldo, dopo essermi sprofondato nella poltrona continuai, dicendo: «L’invisibilità è un sesto senso che l’uomo usa molto più spesso di quanto si creda».

Ora i due sembravano prestare la massima attenzione a quel che andavo affermando.

«Quando ci rapportiamo con gli altri, a volte inconsciamente altre di proposito, tendiamo a celare una parte del nostro io profondo. Potrebbe essere la parte che riteniamo poco gradita all’interlocutore, oppure quella che potrebbe svelare un pensiero diverso da ciò che vogliamo fargli comprendere.» Passai in rassegna i loro sguardi. «In questo preciso istante, voi stessi lo state usando, il sesto senso. O se preferite: il senso dell’invisibilità. Celando, dietro lo sguardo interessato al mio discernere, il vostro reale pensiero. “Stronzate! Alberto è fuori come un balcone”, qualcosa di simile, suppongo, possa essere il pensiero protetto dall’invisibilità.»

«Caro Gino, direi che il nostro sesto senso, la nostra presunta invisibilità, è ben poca cosa se non riesce a coprire un semplice: “Vaffanculo, tu e i tuo discorsi da mal di testa!” E’ sì! Ci hai preso in castagna, caro Alberto. Chiediamo venia per i nostri cattivi pensieri, mal celati dalla nostra scarsa invisibilità», commentò in tono ironico Aldo, trascinandoci al riso.

«Non solo gli uomini… anche gli animali… ogni essere vivente…» aggiunse Aldo poco dopo, osservando con fare meditabondo le fiamme danzare dentro il focolare.

«Possiede il senso dell’invisibilità. E’ questo che vuoi dire?» domandò Gino, inserendosi in una pausa.

«Sì», confermò Aldo, volgendo lo sguardo alla finestra. «E anche gli alberi là fuori… e i fiori che sbocceranno quando tornerà la primavera…»

«E anche la mia macchina. E il motorino di mio fratello… ma che cazzo stai dicendo?» lo interruppe Gino, ridendo a crepapelle.

Aldo non si scompose, attese che Gino smettesse di ridere sguaiatamente. «Possibile che in questo mondo non si riesca a intavolare una discussione seria per più di cinque minuti, prima che qualcuno alzi il ditino e butti tutto in vacca?» osservò in tono pacato.

«Non la sto buttando in vacca…» fece appena in tempo a dire Gino. Prima che Aldo lo zittisse. «Era una domanda retorica, non prevedeva risposta», lo informò con una punta di arroganza.

«Adesso hai proprio rotto con quella tua aria professorale! Ma chi ti credi di essere?!» proruppe imbufalito Aldo, balzando dal divano.

«Ora che ti sei sfogato… posso continuare?» ribatté calmo Gino.

«Ma fai un po’ come ti pare!» rispose piccato Aldo, spostandosi accanto alla finestra.

«Anche gli animali usano il senso dell’invisibilità», riprese da dove era stato interrotto. «Lo usano per nascondere la paura, per mostrarsi più forti di quello che realmente sono quando si trovano messi alle strette da un predatore.»

«E i vegetali, come lo usano il loro, presunto senso dell’invisibilità?» mi sovvenne di chiedergli.

«In vari modi, credo», rispose. Fece una pausa, sfogliando tra i ricordi alla ricerca di qualche valido esempio. «Prendi le piante carnivore, che mostrandosi attraenti esibendo colori e profumi, ammaliano la preda ammantano d’invisibilità il loro lato ferino.»

«Uhm» feci. «Bell’esempio davvero» mi complimentai. Pensai ai tre bulbi di tulipano che mia moglie aveva messo a dimora nel giardino dieci anni prima, e che ora riposavano sotto la neve. «Anche i miei tre tulipani neri, mi sa che usano il senso dell’invisibilità per proteggersi dall’inverno. Ogni primavera sbocciano, mostrandosi per quello che realmente sono per un paio di settimane… poi lasciano cadere i petali e tornano invisibili.»

«Ora posso dire la mia?» domandò Aldo, continuando a guardare fuori dalla finestra.

«Spero non sia un’altra presa per il culo», lo avvertì Gino.

«Non lo è!» garantì tornando ad accomodarsi accanto a lui.

«Vai avanti, ti ascoltiamo», lo esortai.

«Mentre vi ascoltavo teorizzare l’utilizzo del senso dell’invisibilità da parte dei fiori. Guardando la neve nel cortile, ho sviluppato una mia teoria sull’invisibilità», esordì. Alzò un sopracciglio. «Sarà molto più fantascientifica della vostra», ci preannunciò per assaggiare il terreno.

«Visto il genere delle tue letture, sarei rimasto sorpreso del contrario… Procedi» Lo spronò Gino, battendogli una mano sulla coscia.

«L’invisibilità esiste… è sempre esistita. Potrebbe essere stata generata molto prima dell’universo. Forse subito dopo il Big Bang… magari è lei stessa il Bing Bang, l’inizio del tutto.»

Una roba senza capo né coda, pensavamo nel mentre io e Gino. Eppure la trovammo abbastanza attraente da meritare un certo interesse da parte nostra.

«Prima, guardando la neve compatta nel cortile. Mi sono scoperto a pensare ai fiocchi che cadono leggeri. Pensate, non c’è né uno uguale all’altro. Ma non è questo che c’interessa. Quello che c’interessa capire è perché cadono separati.»

«Perché altrimenti ci cadrebbe sulla testa una palla di neve dal peso di diverse tonnellate», commentò Gino con fare serio per non irritarlo.

“Sai che bel mal di testa dopo”, fui sul punto d’aggiungere ironicamente. Ma riuscii a trattenermi.

«E questo accadrebbe… se non ci fosse una mano invisibile che li separa», chiosò Aldo in tono convinto.

«Una manina invisibile che mette in riga i fiocchi di neve, eh?» fece Gino. Chiuse gli occhi, li riaprì e concluse: «No! Non riesco proprio a immaginarla».

«E’ il meccanismo invisibile che regola il tutto, che unendo e dividendo gli atomi, compone galassie, stelle pianeti e tutto quello che ci sta sopra, noi compresi… L’invisibile nulla che tutto contiene», proclamò estatico. E concluse con un colpo da maestro, del cabaret. «Se il nulla invisibile si ritirasse, l’universo si trasformerebbe in un immenso ammasso di atomi pressati l’uno contro l’altro… un enorme omino Michelin che fluttua al di sopra dell’invisibilità!»

“E’ fuori come un terrazzino”, pensavo osservando lo sguardo sconcertato di Gino. Ambedue trattenevamo a stento una grassa risata.

Calò un riflessivo silenzio. Aldo ci osservava, pronto a sbottare di fronte al primo accenno di critica. Gino, invece, tratteneva a fatica sulla punta della lingua una battuta feroce. Io tremavo pensando che da lì a poco se ne sarebbero dette di tutti i colori.

«Probabilmente ci siamo spinti un po’ troppo in là. Stiamo costruendo un castello, usando argomenti impalpabili, come l’invisibilità», disse alla fine Gino, stiracchiandosi. Sorprendendomi favorevolmente per il tono pacato e l’argomento usato per chiudere la discussione. «Gli invisibili esistono. Sono i reietti che con questo tempo dormono sui marciapiedi. Gli uomini e le donne che sfioriamo passandogli accanto fingendo di non vederli… il resto sono solo chiacchiere davanti al camino», tagliò corto, indicando con l’indice il quadrante dell’orologio che portava al polso.

Era giunta l’ora di accendere il televisore, altrimenti la partita, per noi, sarebbe stato qualcosa di realmente invisibile.

 

                                                                   FINE    

  

 

SEGNALA ALL'AUTORE IL TUO APPREZZAMENTO PER QUESTA PUBBLICAZIONE

SEGUI QUESTO AUTORE PER ESSERE AGGIORNATO SULLE SUE NUOVE PUBBLICAZIONI

L'AUTORE Vecchio Mara

Utente registrato dal 2017-11-01

Pedalo per allenare il corpo, scrivo per esprimere pensieri e leggo per ristorare la mente

ALTRE OPERE DI QUESTO AUTORE

L'amore ai tempi del fascismo V.M. 18 anni Narrativa

La canzone dei vecchi amanti Narrativa

La stanza delle bambole Narrativa

Addio Lugano bella Narrativa

La canzone di Marinella Narrativa

Il pescatore Narrativa

Doveva andare tutto bene Narrativa

Leggenda di Natale V. M. 18 Narrativa

Macellazione kosher Narrativa

La breve estate della spensierata giovinezza Narrativa

La guerra di Piero Narrativa

Il maresciallo Crodo Narrativa

A letto con il führer Narrativa

Le lettere segrete Narrativa

La festa della mamma Narrativa

Rapina a mano armata Narrativa

Ipnositerapia Narrativa

Sequel Narrativa

Il fumo fa male Narrativa

Correvo Narrativa

Paolo e Francesca Narrativa

Gli esploratori della Galassia Narrativa

L'uomo dalle forbici d'oro Narrativa

Cervelli in fuga Narrativa

Il boia e l'impiccato Narrativa

L'ultimo negozio Ikea Narrativa

Il figlio del falegname Peppino Narrativa

Il re della valle Narrativa

Una vita tranquilla Narrativa

La ricerca dell'ispirazione perduta Narrativa

Immortali Narrativa

L'amico ricco Narrativa

La farina del diavolo Narrativa

Giudici o giustizieri? Narrativa

Il mediatore (volo low cost) Narrativa

Lui, lei e l'altro Narrativa

Il divo Narrativa

Lo scrivano dell'archivio Narrativa

Lussuria Narrativa

Superbia Narrativa

Gola Narrativa

Avarizia Narrativa

Accidia Narrativa

Ritorno ad Avalon Narrativa

La città di sabbia Narrativa

Cechin Narrativa

Bughi Bughi (boogie woogie) Narrativa

Don Nicola e il partigiano Narrativa

Don Ruggero torna dalla grande guerra Narrativa

Effetto butterfly Narrativa

Confessioni di un prete gay Narrativa

Lugano addio (dolce morte) Narrativa

Via dalla felicità Narrativa

Una ragione per cui vale la pena vivere Narrativa

I magnifici sette racconti Narrativa

Natale: volgarità vere o presunte e altre amenità Narrativa

Il guardiacaccia Narrativa

La bellezza del gesto Narrativa

Dialogando, presumibilmente, con Dio Narrativa

La moglie del partigiano Narrativa

Bat box Narrativa

I ragazzi del Caffè Centrale Narrativa

Quarto reich Narrativa

Il vampiro del Gatto verde Narrativa

Prostituta d'alto bordo Narrativa

Il signore degli abissi Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti

Lo spettro della trincea Narrativa

La grande mente Narrativa

La porta dell'Ade Narrativa

Alexander... un grande! (Una storia vera) Narrativa

La maschera di Halloween Narrativa

Il rifugio degli artisti Narrativa

La cena delle beffe Narrativa

K2 Narrativa

La solitudine del palazzo razionalista Narrativa

Signora solitudine Narrativa

I tre fiammiferi di Lilith Narrativa

Sono sempre i migliori a lasciarci Narrativa

El Camino de Santiago Narrativa

La rivolta degli insetti Narrativa

Mosè e le tavole della legge Narrativa

Il cattivo maestro Narrativa

Predatori di anime Narrativa

Tre corse in tram Narrativa

Il miracolo di Halloween Narrativa

Las Vegas gigolò Narrativa

La tredicesima orbita (viaggio al termine del paradiso) Narrativa

Poeta di strada Narrativa

Vorrei andarmene guardandoti surfare Narrativa

Alveari metropolitani Narrativa

Sotto la diga Narrativa

Il casale misterioso Narrativa

Prima che sorga l'alba Narrativa

Il boschetto di robinie Narrativa

Agente segreto doppio zero Narrativa

Il bambino di Hiroshima Poesia

L'estate dell'acqua Narrativa

Sindrome del vampiro. vietato ai minori di 18 anni Narrativa

La memoria di San Pietroburgo Narrativa

Augh! Narrativa

Habemus papam Narrativa

L'ultima indagine Narrativa

La spada del samurai Narrativa

Tra moglie e marito non mettere... Narrativa

Delitto nella Casba Narrativa

La diversa percezione del tempo Narrativa

L'indagine Narrativa

Scacco Matto Narrativa

Sei bellissima Narrativa

Domenica è sempre domenica Narrativa

L'uomo che uccise Doc Holliday Narrativa

Lettera a un'amica Narrativa

Gli spiriti del mondo oscuro Narrativa

Buche pontaie Narrativa

Il portagioie cinese Narrativa

Tutto o niente Narrativa

Semidei dell'Olimpo Narrativa

La notte che Sigfrido ha ucciso il drago Narrativa

Il killer degli scrittori Narrativa

Funeree visioni Narrativa

Conversando d'invisibilità Narrativa

Aida come sei bella Narrativa

Invidia Narrativa

Cazzateland (La democrazia del sondaggio) Narrativa

Il mondo delle cose Narrativa

Il vaso di Pandora Narrativa

Ira Narrativa

Nutrie assassine Narrativa

Addio fratello crudele Narrativa

Mastro Tempo Narrativa

Il ranger di Casasisma Narrativa

La fossa settica Narrativa

Nostalgia Poesia

Eterei amanti di penna Poesia

Chiamatemi Aquila Narrativa

Ulisse riflette Narrativa

L'inverno è dentro di noi Poesia

Non rimpiangermi Poesia

Senza luce né amore Poesia

Il potere dei santi Narrativa

Musa ispiratrice Poesia

Il milite ignoto Narrativa

Citami, se lo vuoi Poesia

Lupo sdentato Narrativa

Liscio, Gassato e Ferrarelle Narrativa

I moschettieri del "Che" Narrativa

E' così vicino il cielo Poesia

Con mani a giumella Poesia

La casa degli specchi Narrativa

I vecchi Poesia

Il libraio Narrativa

Dicembre è già qui Poesia

Il misterioso evento di Tunguska Narrativa

Il segreto della grande piramide Narrativa

Surreality Little Bighorn Narrativa

Vale la pena morire per il Gardena? Narrativa

L'esperimento di Filadelfia Narrativa

Scie lanciate verso l'infinito Narrativa

Il pianeta dei giganti Narrativa

L'uomo caduto dal futuro Narrativa

Crocevia per l'inferno Narrativa

Cento anni da pecorone Poesia

L'isola felice Narrativa

Le marocchinate Narrativa

Alba Poesia

Il Golem della foresta Narrativa

L'albino (ricetta di Monidol) Narrativa

Chiedi alle pietre Poesia

Trincee Narrativa

Attimo condiviso Narrativa

Narrami, o amica Poesia

Stupratore occasionale Narrativa

Il ritorno dell'anticristo Narrativa

Guida autonoma Narrativa

Il seme dell'incubo Narrativa

L'estate dei fuochi Narrativa

Il paese dei mostri Narrativa

Musulmania Narrativa

La rimpatriata (PROGETTO STARDUST) Narrativa

DIVIETO DI RIPRODUZIONE

E' assolutamente vietato copiare, appropriarsi, ridistribuire, riprodurre qualsiasi frase, contento o immagine presente su di questo sito perché frutto del lavoro e dell´intelletto dell´autore stesso.
É vietata la copia e la riproduzione dei contenuti e immagini in qualsiasi forma.
É vietata la redistribuzione e la pubblicazione dei contenuti e immagini non autorizzata espressamente dall´autore.

Rubrus il 2018-03-06 12:20:24
Be',,. sì, sono un po' discorsi senza senso - l'ultimo, quello sui fiocchi di neve, mi ha fatto venire in mente il diavoletto di Maxwell. Ci sono almeno due conseguenze dell'invisibilità, per un essere umano.: se è come se per gli altri io non esistessi allora posso essere negletto - che è un po' il discorso sui poveracci che chiude il racconto - oppure visto che non possono vedermi, posso fare quel che voglio. E' interessante notare però che spesso il discorso sull'invisibilità che stiamo facendo ci abbia portato, spesso, a parlare di camuffamento, di maschera, che è una cosa un po' diversa.

Vecchio Mara il 2018-03-07 16:22:40
discorsi senza senso di tre ragazzi che devono ammazzare il tempo in attesa di vedere ciò che loro realmente interessa. E' vero si finisce sempre di parlare di maschere, forse perché, mostrare agli altri il lato, magari anche falso, che desideriamo essi vedano, è l'unica maniera per apparire, almeno in parte, invisibili. Ti ringrazio.
Ciao Rubrus

RISPONDI CON EDITOR AVANZATO