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Layla

Con papà

"PUNTO E A CAPO"

Racconto

Narrativa non di genere

pubblicato il 2018-02-06 21:46:32

«Mi penseresti pazza se ti dicessi che vorrei tornare indietro nel tempo?»

«Per quale motivo vorresti farlo?»

«Per sentirmi come mi sentivo prima, oppure per cercare di cambiare le cose.»

«Prima stavi peggio di così, però.»

«Lo so, ma almeno sentivo qualcosa. Avevo la speranza e la voglia di migliorare la situazione, mentre ora…»

«Non essere sciocca, Serena.»

«Che fastidio.»

«Cosa?»

«Il mio nome: tu e mamma l’avete scelto male. Non mi si addice per niente.»

Mio padre assunse un’espressione corrucciata. Puntò lo sguardo verso il basso, sbottonandosi i polsini della camicia.

«Mi aiuti a fare i risvolti alle maniche, bambolina?»

«Sai che non ci riesco, papà… e poi, strano che tu abbia caldo.»

«A volte, inspiegabilmente, capita anche a me» disse, ridacchiando.

«Mi sei mancato… non sei passato a salutarmi, la settimana scorsa.»

«Lo so, piccola, lo so. Mi è dispiaciuto molto, ma non ne ho avuto l’occasione… la mamma come sta?» domandò, dopo una breve pausa.

«Come al solito, babbo, nulla di nuovo. Continua a dirmi che non ti fai mai vedere, e che questo la rende triste.»

«Amore, è lei che non è ancora pronta per vedermi, in realtà.»

«Boh, non so cosa dire, non riesco proprio a capirvi...»

«Non preoccuparti per noi, cercherò di farmi sentire anche da lei. Piuttosto, raccontami, a scuola come procede?»

«Lasciamo stare… non hai una domanda di riserva?»

«Mh, fammici pensare…» disse, passandosi ripetutamente una mano sul pizzetto. Pochi secondi dopo parve avere un’illuminazione. «Mirco! State ancora insieme?»

«Marco, papà, non Mirco. Non dirmi che ti è venuto pure l’Alzheimer!» risi di gusto nel notare la sua espressione tramutarsi in un broncio palesemente teatrale.

«Per chi mi hai preso? Un vecchio? Guarda che ho solo sessant’anni, sono ancora un ragazzo!»

«Certo, un ragazzo leggermente stagionato… però, dai, devo ammettere che ti mantieni bene. Sembri avere la pelle di porcellana.»

«Ah ah ah! Sei proprio simpatica, figlia mia, chissà da chi hai preso» disse, sfoggiando un sorriso compiaciuto.

«Sicuramente non da te» risposi, facendogli una linguaccia. «Comunque, ci siamo lasciati. Sei rimasto un po’ indietro» continuai.

«Oh… mi spiace. Non me l’hai nemmeno fatto conoscere… se l’avessi incontrato, avrei potuto mostrargli il pozzo che abbiamo in giardino, fargli notare quanto è fondo, sventolargli davanti alla faccia il mio porto d’armi…»

«Come avrei potuto fare?» lo interruppi, seppur mi facesse piacere la sua gelosia paterna.

«Ho una casa tutta mia, adesso.»

«Un buco, piuttosto.»

«Guarda che anche se è piccola, è estremamente comoda e ha tutto ciò che mi serve.»

«Papà, ti prego, non scherzare. Da quando te ne sei andato non ho più molta voglia di ridere.»

«Suvvia, amore, mi sono solo trasferito. Sai dove trovarmi, non sono scomparso.»

«Com’è? Il posto, intendo… è carino?»

«Più che carino, direi. C’è talmente tanto sole che i colori sembrano mille volte più brillanti, più vividi. Pensa, sto sempre in canottiera quando sono lì. Ho anche piantato un albero di fichi, dovresti proprio assaggiarli!»

«Sono addirittura più buoni dei nostri?»

«Non vorrei offenderti, piccolina, ma sì. Tutto è migliore, in quel posto.»

«Allora invitami, no? Fammi venire da te.»

«Verrai, verrai… ma non adesso, assolutamente no. Mi capisci, vero?»

«Sì» affermai. Ero perfettamente a conoscenza del fatto che la mia richiesta sarebbe stata, ad ogni modo, fuori discussione.

«Ti amo, bambina mia, ti amo davvero tanto» esordì d’un tratto, dopo qualche attimo di silenzio, con commossa tenerezza.

«Anch’io, babbo.»

Avrei voluto dirgli altro, qualsiasi cosa mi fosse passata per la testa… sentivo l’impellente bisogno di udire ancora la sua voce. Però, proprio quando fui sul punto di parlare, sentii i passi di mia madre che stava salendo lentamente le scale. Papà, che poco prima si trovava seduto sul bordo del letto a pochi centimetri da me, si mise in piedi.

«No, dai, altri cinque minuti» lo pregai, alzandomi a mia volta.

Feci per allungare la mano. Avrei voluto afferrarlo per il polso, convincerlo a restare, ma mi bloccai a mezz’aria. Sconsolata, lasciai ricadere il braccio lungo il fianco.

«Ciao, Serena. Quando hai bisogno di vedermi, chiamami, io arrivo di corsa. O meglio, al volo» disse, sorridendomi dolcemente. «Stammi bene, amore».

Feci appena in tempo a cogliere l’ultima frase, prima che mia madre spalancasse la porta della stanza. Venni pervasa da un brivido di freddo.

«Con chi parlavi, tesoro?»

«Ero al telefono con Chiara, mamma. Abbiamo fatto due chiacchiere» risposi, con estrema naturalezza.

«Certo che ti chiama spesso, quella ragazza.»

«Già, abbiamo molte cose da raccontarci…»

«Meglio così, almeno vi fate compagnia. Comunque, io vado a preparare il pranzo. Hai fame?»

«Sì, un po’.»

«Molto bene» rispose, sparendo parzialmente dietro la porta. Poco prima di chiuderla alle sue spalle, però, si affacciò di nuovo. «Non tenere la finestra aperta, entra vento.»

Io sorrisi, sopraffatta dalla gioia. Papà era ancora lì.

«Mamma, è chiusa» le feci notare, puntando l’indice verso l’oggetto in questione.

«Oh, che strano… mi sembrava di aver sentito un colpo d’aria» disse, dubbiosa, per poi tornare al piano di sotto.

Io mi lasciai cadere sgraziatamente sul materasso, con gli occhi lucidi e il cuore colmo d’amore e malinconia. L’anima di mio padre non mi avrebbe abbandonata mai.

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L'AUTORE Layla

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Con papà Narrativa

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90Peppe90 il 2018-02-06 22:09:16

Ciao, Layla, e benvenuta (finalmente)!

Il pregio principale di questo racconto, secondo me, è il modo in cui le vive emozioni che lo permeano vengano trasmesse quasi esclusivamente attraverso la forma del discorso diretto e anche dai piccoli gesti, dai dettagli, alcuni particolari in apparenza - ma solo in apparenza - di secondaria importanza. Il tutto, l'insieme, viene fuori con grande delicatezza, sinonimo di un'altrettanto grande sensibilità d'animo, ed è una delicatezza che si sposa perfettamente con i contenuti di questa bella storia.

Forse il finale a sorpresa potrebbe essere intuito in anticipo - specie per chi è avvezzo a questo tipo di racconti - ma, personalmente, mi hai depistato, per esempio, quando hai impiegato la parola "buco" per indicare la nuova residenza del padre della protagonista. Una scelta curiosa, se vogliamo, e... anche interessante, direi.

Mi sono dilungato un tantino ma, dopotutto, in fondo, davanti a un racconto così, a mio avviso, c'è ben poco d'aggiungere.

Ciao e alla prossima!

Layla il 2018-02-16 23:52:22
Ciao, Giuseppe! Grazie per il benvenuto, per la lettura e per il commento. Come già detto non era mia intenzione avere un finale a sorpresa, ma comunque mi fa piacere che sia ugualmente stato apprezzato. Un saluto!

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Paolo Guastone il 2018-02-07 09:50:50
Ho apprezzato questo racconto tre volte. La prima, come lettore, perché il testo scorre fluente, intercalato puntualmente da dialoghi precisi e privi di inutili fronzoli. Con parole liev,i ma efficaci, prendi per mano il lettore e prima gli sciorini davanti una certa trama e poi, invece, gliene sveli un'altra (anche se, però, qualcosa si cominciava ad intuire....). La seconda, come lettore/autore. Anche a me piacerebbe far tornare indietro il tempo, e in alcuni dei miei scritti questo è fin troppo palese. Rincorrere i ricordi è come ringiovanire e, di fatto, non dimenticare mai. La terza, infine, come genitore di una...figlia. Il dialogo tra i due è sincero e struggente nello stesso tempo e devo confessare che non mi dispiacerebbe affatto, un domani, fare quello che ha fatto il papà di Serena.....

Layla il 2018-02-16 23:41:24
Ciao, Paolo! Ti ringrazio per il bel commento, mi fa piacere che tu abbia apprezzato il racconto. Un saluto, alla prossima!

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Vecchio Mara il 2018-02-07 09:59:50
Bello sia il dialogo che la malinconica virata finale.... sarà veramente così? Le anime di chi abbiamo tanto amato resteranno per sempre accanto a noi? Boh! Non lo so, però è bello credere che un giorno ci ritroveremo tutti in un altrove. Piaciuto molto. Ciao Layla.

Effy il 2018-02-07 14:37:45
Molto bello e scorrevole, complimenti! Anch’io sono convinta che, in qualche modo, le persone che amiamo siano sempre accanto a noi.

Layla il 2018-02-16 23:25:55
@Vecchio Mara: sono contenta che ti sia piaciuto. Condivido in pieno le tue parole, grazie di cuore e alla prossima.
@Effy: grazie mille per i complimenti, alla prossima! :)

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Gerardo Spirito il 2018-02-07 14:56:25
Gran bella storia, nulla da dire, scrittura precisa e dialoghi verosimili. Anche se ho intuito il finale prima di finire il racconto, un racconto del genere ha valore nelle parole e non nei colpi di scena che spesso compongono le nostre storie. Un saluto

Layla il 2018-02-16 23:11:43
Ciao, Gerardo! Ti ringrazio molto per le belle parole, anche perché non era mia intenzione scrivere un racconto che puntasse sull'effetto sorpresa. Grazie per averlo letto, un saluto.

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Rubrus il 2018-02-08 15:32:20
Il racconto è sobrio ed efficace con una efficiente gestione dei dialoghi. Il finale si intuisce, ma non è un difetto. Benvenuta.

Layla il 2018-02-16 23:01:54
Ciao, Rubrus! Ti ringrazio per il commento e per aver letto questo mio primo racconto, mi fa piacere che sia stato di tuo gradimento.

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BigTony il 2018-02-09 10:05:26
Bello, con una nota di fanciullesca ingenuità di sottofondo che lo rende tenero e struggente. Da papà di una figlia che si chiama proprio Serena, l'ho apprezzato forse ancora di più.

Layla il 2018-02-16 22:50:50
Ciao, BigTony! Grazie per il commento, sono contenta che il racconto ti sia piaciuto!

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Elisabeth il 2018-02-09 21:19:15
Ciao e benvenuta! Anche se si intuisce quasi fin da subito il "tipo" di dialogo tra i due, questo racconto delicato e triste -dato che la madre non riesce ad avere la stessa comunicazione, forse perché è adulta- è di buon impatto; pulito, scorre bene attraverso i dialoghi e si fa leggere volentieri lasciando anche una riflessione sul tema del ritorno.

Layla il 2018-02-16 22:42:32
Ciao, Elisabeth! Grazie per aver letto e commentato. Ho notato che tutti mi avete segnalato il fatto che il finale si intuisca nel corso della lettura. Tuttavia, non era nelle mie intenzioni realizzare un finale a sorpresa, infatti volevo che la situazione si percepisse in maniera graduale. Detto ciò, mi fa piacere che il racconto sia stato di tuo gradimento. Alla prossima!

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Mary_Warriors il 2018-02-17 08:38:39
Un racconto delicato, intriso di nostalgia e tenerezza che non cedono però alla tristezza vera e propria. Molto carino da leggere :) complimenti! M_W

Layla il 2018-02-18 01:24:03
Ciao, Mary! Grazie per i complimenti, sono contenta che il racconto ti sia piaciuto! :)

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