706 OPERE PUBBLICATE   3450 COMMENTI   80 UTENTI REGISTRATI

Utenti attivi:

RICERCA LIBERA E FILTRI DI VISUALIZZAZIONE

Sezioni:    Narrativa   |    Saggistica   |    Poesia   |    Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti   |    Momenti di gioco e umorismo a premio e turismo culturale.   |   

Ricerca per genere e utente (work in progress)

Deep sun song

"PUNTO E A CAPO" Racconto Narrativa non di genere

di 7posse

pubblicato il 2018-01-12 14:10:17


Eh sì! 

C'è pure un ciclope qua da basso. 

Ed enorme ovviamente. 

Cento metri ed oltre d'altezza. 

Braccia lunghissime. 

E pari a tutti i ciclopi ha un occhio solo. 

Il terzo. 

Piazzato sul ginocchio sinistro. 

Che non si capisce cosa gli fa vedere d'altronde. 

È tutto buio.

Ma potremo dire sta abbastanza normale non sapere proprio bene cavolo vede il terzo occhio. 

O qualcuno che lo sa me lo dica per favore. 

Abita all'incirca, il ciclope intero, quattromila chilometri al di sotto della crosta.

In un'isola di detriti formata da stalattiti e stalagmiti, crollate le une sulle altre, circondata da orridi profondi e non serve neanche dire inesplorati. 

Collegata, l'isola, agli strati fermi da uno strettissimo istmo dove... 

Dove passai a fatica. 

Ed è mio amico. 

In che maniera lo conobbi?

Arrivai a lui inseguendo una teoria affascinante balzatami nella papilla gustativa del mio quarto occhio. 

Avevo notato, man mano affondando le viscere della nostra di terra, che incontravo esseri sempre più giganteschi. 

Falene balene e vermi treni con cinquanta vagoni per intenderci. 

E che avvicinandomi al nucleo lievitavano ancora. 

Non bastasse pure io crebbi esponenziale. 

Che oramai stavo alto quattro metri. 

E tastavo essere bocconcino ambito da molte ogni volta mi grattavo le parti nobili.

Comunque non divaghiamo. 

La teoria sortami era che il centro della terra irradia un'energia equivalente a quella della luce il sole.

E che quest'energia, parecchio nutriente, diventi meno intensa allontanandosi da lui. 

Il pianeta vicino al sole è bruciato dalla luce. 

Quello lontano baciato appena insomma per fare un paragone.

Tanto da arrivare, l’influsso del nucleo, sopra la crosta, cioè cinquemila chilometri distante, con la potenza appena sufficiente per farci crescere quanto siamo. 

Ed i grandi alberi sproporzionati rispetto a noi ne sono una buona prova, congetturavo.

Affondando radici oltre la media della loro specie infatti vanno, forse ignari, incontro a questa forza diventando giganti rispetto a chi calpesta il suolo e basta. 

Ed è per questo, secondo me, le creature andando giù lievitano incredibilmente. 

Perché inglobano ignare energia potente.

Chiaramente però il ciclope mi catturò all'istante ed in attesa di mangiarmi voleva ingrassarmi un tot, che sono sempre stato magrolino. 

Così per fortuna ho avuto un minimo di tempo allo scopo d'elaborare un piano di fuga. 

E visto c'ero un piano che nel contempo dimostrasse la mia teoria. 

Alla fine decisi avrei dovuto piantargli nell'occhio l'equivalente, per lui, d'una pagliuzza. 

Una roba piccola che non se ne rendesse conto. 

Ed all'uopo attesi s'addormentasse, gli alzai un minimo la palpebra, urca che faticaccia, e ne spinsi, altra faticaccia, una nell'iride escoriandolo. 

E poi scappai veloce verso l'alto. 

Manco volessi terminare la mia esplorazione. 

E ci riuscii anche. 

Naturalmente lui appena sveglio cominciò un furibondo inseguimento. 

Scappavo veloce approfittando del fatto non poteva infilarsi in alcune strette fessure dove passavo io e doveva quindi fare lunghi giri. 

Risalii lesto quasi per non fargli venire sospetti. 

Risalii che ora ero alto tre metri. 

E lui sessanta e stava con l'occhio arrossato. 

Continuai la fuga ch'ero quasi tornato alla mia altezza di sempre e lui urlava dal dolore al ginocchio. 

Balzai su ch'ero si può dire piccolo al solito e lui ridotto ad una ventina di metri e... 

E la pagliuzza rimpicciolendosi l'occhio aveva assunto la mole d'una trave enorme. 

Ed aveva creato un'infezione impressionante. 

Stavo vincendo esultai.

In conclusione comunque al solito non ci riuscii. 

Lo stavo uccidendo e non faceva parte del mio gioco.

Senti, gli urlai. 

«T'ascolto» rispose. 

Stai per morire. 

Lasciami perdere non hai possibilità.

Vai veloce giù. 

Ricrescendo la pagliuzza tornerà inoffensiva e dopo se vuoi te la tolgo io.

«Non mi dire avevi previsto tutto questo?» mi domandò stupito. 

No no lo sospettavo unicamente possibile e volevo dimostrarmelo. 

«Dai vieni» esclamò. 

«Di persone che con l’immaginazione viaggiano  sensate ne rimangono veramente poche, mai vorrei essere io a far loro del male». 

E pertanto gli saltai in groppa ed in men che non si dica fummo nuovamente lievitati. 

Potei estrargli la pagliuzza ed ebbi per sempre da lui lo stesso rispetto che il leone dedica al topo da quando la sua zampa non ha spine.

SEGNALA ALL'AUTORE IL TUO APPREZZAMENTO PER QUESTA PUBBLICAZIONE

SEGUI QUESTO AUTORE PER ESSERE AGGIORNATO SULLE SUE NUOVE PUBBLICAZIONI

L'AUTORE 7posse

Utente registrato dal 2017-11-12

Io scrivo sempre qualcosa su mi me. Ogni frase finita sulla carta mi diventa un tatuaggio inciso nella volta interna del cervello. Solo io non sono professionista nel fare tatuaggi ed allora m'accontento della qualità che m'esce. M'accontento della qualità che m'esce.

ALTRE OPERE DI QUESTO AUTORE

19 dub due Narrativa

19 dub Narrativa

Dal pensare da Facebook Narrativa

Tra svolte e spigoli improvvisi Narrativa

Quattro cose Narrativa

Bacheca Narrativa

Da tempo volevo provarci Narrativa

Forse forse chissà Poesia

Pomeriggio sera notte mattina Narrativa

Trittico Narrativa

Il fornitore universale Narrativa

Anche i verbi s'aggiornano Narrativa

Spropositatamente indicativa Narrativa

L'arte ed i cerchi sull'acqua Narrativa

Deep sun song Narrativa

Mica l'abbiamo stabilito noi Narrativa

Una favola dai nostri giorni ( VM 18 ) Narrativa

Il quantico di natale Narrativa

Mesto con brio Narrativa

Lucio in the sky Narrativa

L'importante è il mezzo non la fine Narrativa

Echi subacquei Narrativa

La favola dell'amore che hai Narrativa

L'elementi basilari Narrativa

DIVIETO DI RIPRODUZIONE

E' assolutamente vietato copiare, appropriarsi, ridistribuire, riprodurre qualsiasi frase, contento o immagine presente su di questo sito perché frutto del lavoro e dell´intelletto dell´autore stesso.
É vietata la copia e la riproduzione dei contenuti e immagini in qualsiasi forma.
É vietata la redistribuzione e la pubblicazione dei contenuti e immagini non autorizzata espressamente dall´autore.

BigTony il 2018-01-16 15:55:40
Una bella lettura, questo racconto che fonde in sé il mito della Terra cava, le favole di Esopo e la mitologia greca, il tutto condito con una bella dose di fantasia. Piaciuto assai, bravo.

7posse il 2018-01-21 15:19:02

grazie big, una cosa questa nata per partecipare ad una scrittura collettiva s'un sito ove postavo tempo fa.



fa piacere che ancora raccolga consensi.



molto piacere.



ciao.



mirco


RISPONDI CON EDITOR AVANZATO