751 OPERE PUBBLICATE   3977 COMMENTI   79 UTENTI REGISTRATI

Utenti attivi:

RICERCA LIBERA E FILTRI DI VISUALIZZAZIONE

Sezioni:    Narrativa   |    Saggistica   |    Poesia   |    Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti   |    Momenti di gioco e umorismo a premio e turismo culturale.   |   

Ricerca per genere e utente (work in progress)

Ogni cosa al suo posto

"PUNTO E A CAPO" Racconto Horror / Mistery / Pulp

di Rubrus

pubblicato il 2018-01-11 14:04:19


Finalmente potevo tenere alzata la tavoletta del water e lasciare che, a una a una, le lampadine si bruciassero finché diventava così buio che sbattevo negli spigoli.
Potevo anche permettermi di lasciar traboccare il sacchetto della spazzatura e tenere in frigo i formaggi ben oltre la data di scadenza.
Forse era una specie di libertà, ma il prezzo era terribilmente alto e non mi ricordavo di averlo voluto pagare, non più di quanto Sandra avesse voluto il cancro che stava portandomela via.
Una sera trovai su una sedia l’impermeabile che, quella mattina, avevo deciso di non indossare.
Un tempo Sandra non l’avrebbe lasciato lì: l’avrebbe preso e l’avrebbe messo sull'attaccapanni. Ogni cosa al suo posto: era una sua fissa.
Da quel momento in poi cambiò.
È così che ci si prepara ad andarsene. A poco a poco, ci si stacca dalle cose, dalle manie, dagli affetti, dagli amori, come preparandosi a staccarsi da se stessi. 
Per qualche tempo lasciai apposta un po’ di disordine per casa. Non per crudeltà, indifferenza o egoismo. Era per farla reagire, capite? Avevo letto le solite storie sull'importanza della psiche nella lotta al tumore e volevo che combattesse, anche contro di me, se poteva servire. O magari volevo solo tenermela ancora un po’ e, in fondo, si trattava davvero di una forma di egoismo.
Durò per tutto il tempo che poteva durare.
Anche dopo, però, il disordine rimase.
Dicono che la casa di un uomo sia il suo castello. Frottole. La casa di un uomo è la sua caverna e tutto quello che lui chiede è un tetto sopra la testa e un fuoco che bruci.
La casa è l’estensione della donna, la trasposizione, in 3D, delle molteplici dimensioni della sua mente.
Forse per questo, da un certo momento in poi, le cose cominciarono ad andare a posto.
Una sera entrai nello sgabuzzino e trovai le scarpe allineate dentro la scarpiera. Non lo avevo fatto… non lo avevo mai fatto. Tranne quella volta. Chiusi lo sportello e non ci pensai più.
La sera dopo trovai impilati nella lavastoviglie i piatti sporchi. Non deve succedere tre volte – pensai – se succede tre volte vuol dire che è successo davvero. Era un pensiero scemo, forse anche pericoloso, ma, ultimamente, la mia testa era diventata un posto mal frequentato, pieno di spazi vuoti, ombre e tipi poco raccomandabili.
La terza sera trovai la tavoletta del water abbassata.
Mi ci sedetti sopra, vestito com’ero, e mi misi a pensare.
A poco a poco, stavo imparando a tenere in ordine. O, almeno, una parte di me stava imparando, senza che l'altra se ne accorgesse.
Tutto quello che dovevo fare era decidere – lì, adesso – se ne valeva la pena.
Tirai lo sciacquone, anche se non ce n’era bisogno, e decisi di sì.
Mettere a posto la mia vita – e la casa – non fu per niente facile, soprattutto all'inizio, ma scoprii che era una questione di esercizio, come i pesi.
È vero, qualche volta, prima di andare a letto, facevo il giro dell’appartamento perché avevo paura di alzarmi la mattina dopo e scoprire che ogni cosa era al suo posto e che non ero stato io a mettere in ordine; nel complesso, però, la vita continuava.
Passò un anno prima che conoscessi Erica e passarono altri undici mesi prima che la invitassi in casa a cena.
Avevo paura? Probabile.
Non temevo di vedere Sandra vestita di bianco vagare per il salotto trascinando un paio di catene arrugginite, tuttavia…
Quella notte, un attimo dopo aver spento la luce, presi la foto che tenevo sul comodino e che ritraeva me e Sandra su nevi ormai da tempo sciolte, e la chiusi nel cassetto.
La mattina dopo, quando mi svegliai, la foto era ancora là dentro. Fuori posto, o forse, come sognavo mentre accarezzavo Erica riscoprendo il morbido tepore d’una donna addormentata, al suo nuovo posto.
Gradualmente, ci furono altri cambiamenti qua e là: nuovi teli a coprire il divano, qualche vaso di fiori, un diverso modo di disporre i tappeti, come se Erica stesse sovrapponendo la propria impronta a quella di Sandra.
Come ho detto, prima di andarsene ci si stacca dalle cose, ma credo che, in qualche modo, una parte di noi (una parte che è meno dell’anima, ma più del ricordo) rimanga appiccicata a questo mondo.
Nel caso di Sandra poteva benissimo essere un riflesso su un pavimento lucido, la disposizione dei soprammobili sulla credenza, un quadro appeso in modo che, a mezzogiorno, la luce cadesse con la giusta angolazione su un mare dipinto.
E, poco a poco, quei segni svanivano, come coperti dalle stratificazioni di una nuova epoca.
Tuttavia la casa sembrava adattarsi o, quantomeno sopportarlo, forse perché anche Erica era ordinata. In modo lieve, carezzevole, discreto, come se intuisse che il mio equilibrio, malgrado le apparenze, era ancora precario e sarebbe bastato molto poco per infrangerlo una volta per tutte.
Anche quella sera aveva badato a tutto. Sotto la sedia aveva messo i feltrini antisdrucciolo e aveva tolto il cuscino per poter godere di presa migliore. Si era tolta le pantofole per non scivolare e io potevo seguire la linea aggraziata dei suoi polpacci mentre si alzava sulla punta dei piedi per avvitare la nuova lampadina a basso consumo.
Insomma, non c’era ragione perché la sedia si spostasse da sola e il tavolo si muovesse quel tanto che bastava perché Erica, cadendo, ne colpisse lo spigolo con la tempia.
Rimasi lì, a lungo, nella penombra dell’appartamento illuminato solo dalla luce del salotto, poi mi accorsi che il rivolo di sangue uscito dall'orecchio di Erica andava seccandosi sul pavimento.
Allora presi uno straccio e lentamente, con cura, cominciai a pulire.
 

 

SEGNALA ALL'AUTORE IL TUO APPREZZAMENTO PER QUESTA PUBBLICAZIONE

SEGUI QUESTO AUTORE PER ESSERE AGGIORNATO SULLE SUE NUOVE PUBBLICAZIONI

L'AUTORE Rubrus

Utente registrato dal 2017-11-02

Il romanzesco è la verità dentro la bugia

ALTRE OPERE DI QUESTO AUTORE

A proposito di Odisseo e del coronavirus Saggistica

A proposito di "Romagna" di Pascoli Saggistica

Buck Narrativa

Un lavoro come un altro Narrativa

A proposito di "I Pitard". Saggistica

Voli Narrativa

CAR Narrativa

Trekkers Narrativa

Il Re e me - come vissi, quasi, un racconto di Stephen King Saggistica

Colui Che Non Deve Essere Regalato Narrativa

Su "L'infinito" Saggistica

Conto alla rovescia Narrativa

Argulus Narrativa

L'uomo che non c'era Narrativa

Scighéra Narrativa

A proposito di Shining e Dr. Sleep Saggistica

A proposito di "San Martino" Saggistica

Ultima corsa Narrativa

A proposito di "Il carro magico" di Joe R Lansdale Saggistica

Concerto Rosso Narrativa

La matita di IT Saggistica

Anatomia di un racconto - Cacciatori di Vecchi - di Dino Buzzati Saggistica

Mea culpa Narrativa

A proposito di "L'ombra dello scorpione" - con una strizzatina d'occhio a Tolkien Saggistica

Crepuscolo Narrativa

A proposito di Stanlio e Ollio - film del 2018 Saggistica

Nani Narrativa

A proposito di... un western italiano Saggistica

Le cose per cui rimani Narrativa

Tallone da Killer Narrativa

Il mondo migliore Narrativa

Erba Cattiva Narrativa

Storia di Sam. Narrativa

Ciò che non muore Narrativa

A proposito di"La resa dei conti". Saggistica

Acqua morta Narrativa

A nostra immagine Narrativa

A proposito di "Le acque del nord". Saggistica

Clichè Narrativa

La notte più lunga Narrativa

In memoria di Giuseppe Lippi Saggistica

Debunker Narrativa

Su"TheOutsider" Saggistica

L'uomo nella stanza Narrativa

Quell'ultimo, stupido pezzo di carta. Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti

Inseparabili (brividi d'ottobre) Narrativa

Paese d'ottobre (brividi d'ottobre) Narrativa

Nessuna risposta (brividi d'ottobre) Narrativa

Malocchio (brividi d'ottobre) Narrativa

Due giorni prima dei morti (brividi d'ottobre) Narrativa

Passaggi (brividi d'ottobre) Narrativa

Il resto (brividi d'ottobre) Narrativa

Semi di zucca (brividi d'ottobre) Narrativa

Spuntino di mezzanotte Narrativa

L'inciampo Narrativa

Dove finisce l'estate Narrativa

L'intruso / Alcune piccole imperfezioni. Narrativa

Fine stagione Narrativa

Sirena Narrativa

Sherlock Holmes e l'avventura del dottor Watson Narrativa

Crop man Narrativa

Non lo so Narrativa

Predatori Narrativa

Primo mare Narrativa

Anatomia di un racconto Saggistica

The Dancing Ghost Narrativa

Casa dell'Ade Narrativa

Aspirazione Narrativa

Girabuio Narrativa

Appdeath Narrativa

Possibilità Narrativa

Ogni cosa al suo posto Narrativa

Legal Killer Narrativa

Sfocature Narrativa

Paese d'ottobre Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti

Nero Natal Narrativa

Appunti sulla sospensione dell'incredulità Saggistica

Merry Killmas Narrativa

L'oracolo Narrativa

Buh! - i mostri e le loro maschere Saggistica

Il viaggio infinito di Long John Silver Saggistica

Il treno, il bambino, il drago. Saggistica

Urari Narrativa

Urari Narrativa

DIVIETO DI RIPRODUZIONE

E' assolutamente vietato copiare, appropriarsi, ridistribuire, riprodurre qualsiasi frase, contento o immagine presente su di questo sito perché frutto del lavoro e dell´intelletto dell´autore stesso.
É vietata la copia e la riproduzione dei contenuti e immagini in qualsiasi forma.
É vietata la redistribuzione e la pubblicazione dei contenuti e immagini non autorizzata espressamente dall´autore.

monidol il 2018-01-11 14:20:49
Ecco fatto. Un nuovo ordine delle cose, ma pur sempre un ordine. Ogni cosa al suo posto, un posto per ogni cosa, dicono sia la formula per la pace interiore, mi sembra che tutti, in modi diversi, abbiano trovato la loro. :-) Letto in un sorso, lavato, asciugato e riposto il bicchiere a modo. ciao roby

Rubrus il 2018-01-11 14:43:35
E' un racconto un po' vecchio, ma che era stato letto parecchio e che comunque piace anche a me, anche se non sono nella posizione migliore per dirlo, quindi l'ho riproposto (comunque ritirerò fuori la roba vecchia con molta parsimonia). Ciao.

RISPONDI CON EDITOR AVANZATO
90Peppe90 il 2018-01-12 17:30:58
Credo ci sia ben poco da dire se non: piaciutissimo. Ciao, Rub!

Rubrus il 2018-01-13 09:22:58
Ricordo che l'idea per questo racconto mi venne quasi tutta insieme. Poi lo riaggiustai più volte, ma dal punto di vista formale, più che sostanziale.

RISPONDI CON EDITOR AVANZATO
Vecchio Mara il 2018-01-12 17:53:22
tutto in ordine dentro casa, ma non nella testa del protagonista alle prese con le sue paranoie esistenziali, mi par di capire.... o forse, visto il genere: mistery, potrei anche supporre che dentro casa aleggi l'entità della regina (della casa) defunta che non vuole essere sfrattata. Io ci leggo due, forse anche tre (ma il terzo: l'incidente domestico mi parrebbe fin troppo semplice e non adatto alle elucubrazioni del protagonista, oltre che ai generi citati), finali plausibili. Piaciuto molto! Ciao Rubrus

Rubrus il 2018-01-13 09:27:36
E' un racconto a più livelli di lettura e, soprattutto, che consente due o tre interpretazioni. Sono un po' ambigui e comprendo che possano non piacere. Tuttavia, a quelli cui piacciono le storie di "vita vera" (criterio che mi pare poco, molto poco significativo) ricordo che la vita "vera" è sempre di complessa decrittazione. Per cui, sotto questo profilo, un racconto inventato di sana pianta potrebbe, alla fine, risultare estremamente realistico. La plausibilità, la "significanza", non sta nell'aderenza a un evento, ma nella storia.

RISPONDI CON EDITOR AVANZATO
Blue il 2018-01-14 09:51:11

Mi sembra di averlo già letto, all'epoca, ma non ne sono sicura. In ogni caso, rappresenta un po' la negazione di quel motto... "Finchè morte non ci separi". Già, ma chi l'ha detto che la scomparsa di una persona debba per forza "separarci" da lei? Anzi, se è una persona che hai amato davvero, quasi mai è così; e se anche cercasse di succedere, lei in fondo è lì proprio per questo...
a ricordarci, nei modi in cui le è possibile, che semplicemente non si può.

Rubrus il 2018-01-15 12:02:55
Eh no, non si può, a volte. Ma a volte è un po' una prigione.

RISPONDI CON EDITOR AVANZATO
Massimo Bianco il 2018-01-14 20:48:00

Io penso che questo racconto funziona così bene che se fosse taggato come "non di genere" anziché "horror/mistery/pulp" sarebbe ugualmente bello. L'unica differenza è che nel primo caso il lettore lo prenderebbe alla lettera, cioè come un triste dramma, un tragico destino che infierisce sia sulle donne di casa sia su un uomo sfortunato nei propri sentimenti, e non sarebbe spinto ad andare a cercare altre possibili interpretazioni come invece accade in questo caso, il che magari gli farebbe perdere qualcosa in profondità (ecco uno dei vantaggi della narrativa di genere, in questo caso l'horror, ma non solo, perché basterebbe taggare il racconto come noir che già un'ulteriore possibile intepretazione emergerebbe), ma gli farebbe guadagnare in linearità. E quindi da quanto scrivo presumo avrai capito che mi è piaciuto. Un piccolo goiellino, in effetti. Ciao.

Rubrus il 2018-01-15 12:06:22
Ho affidato l'opzione "non psicologica" (mistery horror o quel che è) a due parole "da sola". Se crediamo al protagonista dobbiamo presumere che si è trattato di un intervento esterno (di cosa o chi lo decida il lettore), ma d'altra parte lui stesso ha più volte dichiarato che il suo equilibrio mentale era, fino a poco tempo prima, instabile. Come il racconto di Beppe, anche questo, comunque lo si legga, ha al centro il tema della ineluttabilità, cui il protagonista si rassegna con l'ultimo gesto, il pulire per terra.

RISPONDI CON EDITOR AVANZATO
BigTony il 2018-01-16 15:45:51
Accidenti, ero assolutamente convinto di averlo commentato, questo racconto che avevo letto diversi giorni fa, e invece mi accorgo di non averlo fatto! Evidentemente mi sto rimbambendo più velocemente di quanto sospettassi. Stupisce come il protagonista sembri accettare con assoluta naturalezza ciò che avviene ad Erica, ma mi instilla un dubbio il riferimento che lui stesso fa al proprio "equilibrio precario" e al fatto che "sarebbe bastato poco per infrangerlo". Mi sono detto quindi che forse l'epilogo non è ascrivibile necessariamente a qualcosa di soprannaturale, come invece lascerebbe intendere una lettura superficiale. Molto bello e, ovviamente, piaciuto.

Rubrus il 2018-01-18 18:43:50

Ciao. Eh sì. l\'idea è che il pulire per terra sia il segno del definitivo rinchiudersi del protagonista nella propria mente e nel proprio passato


RISPONDI CON EDITOR AVANZATO
Paolo Guastone il 2018-01-18 14:37:14
Naturalmente, il primo mio commento sul nuovo sito non poteva che essere per un'opera di colui che, per primo, mi commentò, secoli fa sul sito ormai chiuso. Che dire? Innanzitutto sono strafelice di ritrovarti e di ritrovare tutti gli altri (a proposito: non crediate di cavarvela, arriverò anche da voi.....) e, per quanto riguarda il racconto direi che c'è il solito Rubrus. Oltretutto, si sale di livello perché il lettore è chiamato a ragionare su cosa sia veramente a posto e sull'ordine naturale delle cose. E capire se c'entra un'entità ultraterrena oppure tutto avviene nella mente del protagonista è assai arduo. Ma è anche la marcia in più.

Rubrus il 2018-01-18 18:44:38
Ciao e grazie, lieto di ritrovarti, spero di rileggerti presto.

RISPONDI CON EDITOR AVANZATO
Roberta il 2018-01-21 10:26:13
L'errore di Erica è quello di sovrapporre il suo nuovo ordine a quello di Sandra, che non è mai andata via. Erica la pagherà cara, e io come lettrice tifo per Sandra, nonostante Erica non sia probabilmente consapevole della sua mancanza di rispetto. Molto bello, in qualsiasi dimensione lo si legga. A me sembra che il significato simbolico e psicologico sia più che sufficiente, senza andare a cercare horror e mistero, ma tu lo hai catalogato così, e allora... ne prendo atto! Ciao Rubrus

Rubrus il 2018-01-23 09:56:34
Ciao. Sostanzialmente sì: Sandra non è mai andata via ed Erica non può sperare di sostituirsi a lei. Qualcuno o qualcosa lo impedirà. Se non pensiamo a un intervento soprannaturale - non è obbligatorio - possiamo pensare a un incidente - e a come il protagonista lo legge - oppure addirittura a un delitto.

RISPONDI CON EDITOR AVANZATO