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Mauro Banfi il Moscone

VIAGGIO NEI SIMBOLI DI P.I.A.F. (Parole Intorno Al Falò): DISTOGLI LO SGUARDO DA UN'ALTRA PARTE

"VIRGOLETTE"

Saggistica

Recensioni (libri, film e qualsiasi forma artistica)

pubblicato il 2017-12-21 20:12:03


Quando l’internauta Nuovo/a Arrivato/a approda sul sito letterario P.I.A.F si trova di fronte a qualcosa di strano e di unico nel panorama dei litblogs italiani; 
 

 


la Home Page ha come sfondo un colore blu notte e in alto a sinistra risaltano un trigramma stile I ching
( l’antico Oracolo cinese) bianco e il simbolo di un fuoco rosso/arancio.  
Il logo del sito sintetizza tutti gli elementi: una ragazza che legge un libro, un altro ragazzo che sembra nel contempo ascoltare e raccontare e altre persone sedute a terra che ascoltano rapite intorno al luminoso calore di un falò.       

 


Parole, un grande falò, persone che leggono e raccontano, che ascoltano e che affabulano e in un angolo, seduto su una poltrona di pelle rosso fuoco uno strano individuo, un lungagnone caratterizzato da un paio d’occhiali scuri e un buffo cappellino da baseball, che fissa il Nuovo/a Arrivato/a mentre molleggia i polpastrelli delle dita sul mento e sul gomito destro.    

 


«Mi chiamo il Moscone, e sii benvenuto/a Nuovo arrivato/a.  
Sono una via di mezzo tra un maggiordomo e uno Psicopompo e vorrei illustrarti dove diamine sei finito/a.
E allora, osserva un po’ questa immagine:   

 


 

Platone, nel libro VII della sua “La repubblica” ci fa immaginare gli esseri umani come dei prigionieri incatenati alle gambe e al collo, in modo che possono guardare solo in avanti, verso un muro di pietra chiaro.
Dietro e in alto rispetto a loro arde un fuoco, e tra loro e il fuoco corre una strada su cui passano degli uomini e delle donne che trasportano oggetti di ogni tipo; le sagome di questi oggetti (ma non i portatori) vengono proiettate sul muro, come in un teatro di ombre cinesi.
Non potendo muoversi, fin da bambini i prigionieri non vedono altro che quelle ombre proiettate davanti a loro, e presumono, ovviamente, che siano cose reali, vere; di fatto, le uniche cose reali e vere che conoscono.
Caro Nuovo/a Arrivato/a, Parole Intorno al Falò ti vuole fare immaginare che uno dei prigionieri – e potresti essere tu – si liberi dalle catene, si alzi e giri la testa.
L’esperienza sarà senz’altro dolorosa perché, abituato com’è a guardare solo ombre evanescenti, il carcerato si sentirà abbagliato dal fulgore del falò, e probabilmente all’inizio riporterà lo sguardo verso il muro, verso il rassicurante e conciliante teatro delle ombre cinesi.   
Ma la curiosità finirà per avere il sopravvento sulla sofferenza, e lui non impiegherà molto a girarsi di nuovo, ancora e ancora.
A questo punto, e dopo un primo momento di stupore, la sua mente comincerà ad accettare il fatto che gli oggetti, percepiti ancora con difficoltà alla luce del fuoco, siano più concreti delle apparizioni sul muro.

 


 

Supponiamo ora che uno di quegli enigmatici portatori adesso trascini a forza il carcerato fuori dalla grotta, attraverso un tortuoso sentiero nella caverna, all’esterno.      
L’esperienza del prigioniero liberato sarà ancora più traumatica di quando si è sbarazzato delle catene e ha visto gli oggetti e il fuoco: adesso, per la prima volta, ha davanti a sé tutto un mondo ancora più reale e nitido di quello dentro la grotta. Una volta fuori, aspetterà che si faccia sera per togliersi le mani dagli occhi feriti dallo splendore della luce e cominciare a vedere le cose più tenui, per esempio le ombre e i riflessi sull’acqua degli oggetti del mondo esterno che contemplerà direttamente solo in seguito. All’inizio preferirà guardare di notte anche il cielo, alla luce delle stelle e della luna, prima di osservarlo in pieno giorno. E per ultimo guarderà direttamente anceh il sole e si chiederà quale forma d’energia lo renda così luminoso. E per ultimo guarderà direttamente anche il sole, ma distoglierà ancora lo sguardo, come aveva fatto nella caverna, perché è accecante e insostenibile alla sua vista.       
Presto arriverà a comprendere che è il sole a irradiare la luce che rende visibile tutto il mondo esteriore nella sua interezza, e che è anche la causa indiretta di quanto vedeva nella grotta.  
Una volta fatte queste scoperte così strabilianti e angoscianti nel contempo, torna in mente al nostro prigioniero . che potresti essere tu – la sua esistenza anteriore e quanto allora riteneva vero e reale, e prova compassione per se stesso e i suoi ex compagni di prigionia. Quella primordiale pietà, unita all’ansia di rivelare agli altri ciò che adesso sa, lo induce a tornare nell’oscura caverna. Quando comincia a ridiscendere lungo l’erto cammino, i suoi occhi devono riadattarsi all’oscurità, quella stessa soffocante tenebra in cui prima viveva senza rendersene conto, come un ignorante.   
Iniziando a distinguere gli oggetti di quel mondo sotterraneo, si sente atterrito dalla lugubre e claustrofobica esistenza fino ad allora condotta in quel tunnel di ombre cinesi.     
Avverte allora con una forza disperata e ancora maggiore l’urgenza della sua missione: liberare le sue amiche e i suoi amici dalle catene forgiate da un potere ignoto per i corpi, le anime e la mente.    
Ma questi, sentendo il racconto del suo viaggio in una realtà molto più nitida, energetica e reale fuori dalla caverna, lo prendono per pazzo e, quando lui insiste per liberarli perché almeno vedano quello che lui ha visto, fanno resistenza e finiscono per malmenarlo come se si trattasse di un pazzo pericoloso.    
  


 

E così, Nuovo/a Arrivato/a, sei arrivato/a in questa caverna virtuale.
Che cosa cerchi? Miliardi di “like” su Facebook e Twitter e compagnia “socialante”, conferenze da scrittore di successo con migliaia di copie da autografare col tuo bel nome, salotti televisivi dove sfoggiare un bel vestitone alla moda?    
Qua tentiamo qualcosa di diverso e inusitato, caro/a amico/a:
nella tenebra della caverna internautica qualcuno di noi ha fatto un gesto essenziale e ha distolto lo sguardo dallo spettacolo del consumismo globale e ha notato che è solo un truculento inganno.

 

Internet è il falso mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità.     
Che tu sei uno schiavo, Nuovo/a Arrivato/a, Come tutti gli altri, sei nato in catene, in una prigione che non ha sbarre – ma codici a barre -, che non ha mura – ma video accesi dalla tua stessa mano -, che non ha odore – perché giorno dopo giorno ti hanno rivestito e anestetizzato l’anima col cellophane -.     
Una prigione, una caverna virtuale per il tuo essere.
E ora chiediti: sei davanti a un liberatore o a un pazzo scatenato da malmenare?
Io ho sognato un nuovo mondo dove uno a uno gli schiavi distolgono lo sguardo dal muro delle ombre, si alzano sciolti dalle catene e si dirigono verso la realtà che è altrove.    
Pazzo sognatore? Liberatore? O forse sei solo davanti a uno specchio?
La notte, il fuoco e il trigramma della Home Page sono solo riflessi della tua anima o tutta questa storia è solo il perdere tempo di un matto, di un sognatore asociale e non inserito nelle “magnifiche sorti e progressive” e produttive del nostro bel consumismo globale?       

Mah, ti lascio la calma e il silenzio necessari per meditare la questione.
Per quanto mi riguarda, ti saluto rivelandoti che cosa ho visto fuori dalla caverna:       

 


1) Esistono due dimensioni differenti della realtà: Internet e la nostra anima.
2) Internet è in realtà un centro commerciale globale;
3)  A guardia di Internet ci sono gli sgherri delle Multinazionali dei Consumi;
4) I tre punti precedenti sono un segreto di cui masse di persone e di prigionieri nella caverna mediatica virtuale sono ignari;
5) Nuovo/a Arrivato/a, puoi scoprire la verità azionando il falò di PIAF per creare tue opere e il trigramma bianco per leggere e commentare quelle degli altri risvegliati;
6) Distogli lo sguardo da un’altra parte, volta la testa e lo spettacolo maligno e falso del consumismo globale crollerà dalle fondamenta.
7) "Secondo quello che l’uomo è, cosi Vede. Secondo il modo in cui l’Occhio è formato, così sono i suoi Poteri."
William Blake, uno dei primi a liberarsi dalla caverna delle ombre cinesi.
»

 

 

 

 
 

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L'AUTORE Mauro Banfi il Moscone

Utente registrato dal 2017-11-01

Visual storyteller, narratore e pensatore per immagini. Mi occupo di comunicazione tramite le immagini: con queste tecniche promuovo organizzazioni, brand, prodotti, persone, idee, movimenti. Offro consulenza e progettazione del racconto visivo per privati, aziende e multinazionali. Per contatti: zuzzurro.zuzzu@gmail.com

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Mauro Banfi il Moscone il 2017-12-21 20:34:13

“Sento che un Uomo può essere felice in Questo Mondo. E so che Questo Mondo è un Mondo d’Immaginazione e di Visione. Vedo tutto ciò che penso in Questo Mondo, ma tutti non vedono allo stesso modo. Agli occhi dell’Avaro una Ghinea è più bella del Sole e un Sacco usato per il denaro ha proporzioni più belle di una Vigna piena d’Uva. L’Albero che fa versare agli uni lagrime di gioia non è agli Occhi di un altro che una Cosa Verde che si erge di traverso sul cammino. Certi non vedono nella Natura che Ridicolo e Difformità, altri la Natura la vedono a stento. Ma agli Occhi dell’Uomo d’Immaginazione la Natura è l’Immaginazione stessa. Secondo quello che l’uomo è, cosi Vede. Secondo il modo in cui l’Occhio è formato, così sono i suoi Poteri. Vi sbagliate sicuramente quando dite che le Visioni dell’Immaginazione non si trovano in Questo Mondo. Per me Questo Mondo non è che una Visione continua dell’Immaginazione”.
Alle amiche e agli amici di Parole Intorno al Falò, un entusiasta augurio di salute, gioia e immaginazione da me e William Blake e alcuni suggerimenti per il prossimo anno di P.I.A.F.
La Prudenza è una ricca e brutta vecchia zitella corteggiata dall’Impotenza.
Chi ha un volto senza un raggio di luce, non diventerà mai stella.
L’Eternità è innamorata delle opere del tempo.
L’ape affaccendata non ha tempo per dolersi.
Le Gioie fecondano: i Dolori partoriscono.
Ciò che oggi può dimostrarsi, una volta fu solo immaginato.
La cisterna trattiene, la fonte dilaga.
Aspettati veleno dall’acqua ferma.
Il miglior vino è il più vecchio, l’acqua migliore è la più nuova.
La creazione d’un piccolo fiore è lavoro di ere.
L’anima della dolce gioia, non si potrà mai insozzare.
Reprimono il desiderio solo quelli che lo hanno tanto debole da poterlo reprimere;
Quando vedi un’Aquila, vedi una particola di Genio: alza la testa!
Esuberanza è Bellezza. \\"

7posse il 2018-01-03 15:34:24

bel brano mauro, maturo e fluente e m'è piaciuto anche il tuo commento nel punto ciò che oggi può dimostrarsi, una volta fu solo immaginato ed allora io credo se vogliamo un vivere migliore dobbiamo cominciare ad immaginarcelo di proposito e... e per farlo coscientemente, ma inesorabilmente, quale posto migliore d'un falò intorno al quale si radunano menti interessate ed interessanti?



ciao.



mirco 


Mauro Banfi il Moscone il 2018-01-03 20:27:14

Ciao, Mirco e buon anno. C\'è qualcosa di radicalmente altro e diverso in questa esperienza con P.I.A.F. C\'è questa simbolica nata da una sorta di mini inconscio collettivo (Rubrus, Monica, Elisabeth, Big Tony, Admin Dario - a loro volta ispirati dagli altri collaboratori - e il fuoco, la notte, il trigramma bianco, il gruppo di amici attorno al falò a leggere e raccontare), davvero qualcosa di unico che mi ha fatto Vedere così di botto, la prima volta che li ho Visti quei simboli, ho immaginato scene tipo Matrix, Fight Club e The Truman Show e sopratutto il Mito della Caverna rivisitato. Davvero non mi sorprende che tu per primo hai captato quell\'aura, essendo tu finissimo visionario, nipote come me di William Blake e di Andrè Breton. La fisica contemporanea, raccogliendo l\'eredità dei mistici psicosomatici, ha sancito che l\'unico vero realista è il visionario: la maggior parte dell\'attività nell\'universo ha luogo a velocità troppo elevate o troppo lente perchè i sensi umani le registrino e gran parte della materia/energia esiste nel Cosmo in quantità/qualità troppo grandi o troppo piccole per essere accuratamente osservata da un punto di vista \"reale e normale\". Detto questo, P.I.A.F. ha raccolto il nostro scopo più recondito: una specie di evoluzione creatrice mistica psicosomatica, una sorta di fusione nella divinità, nel fuoco creativo del Daimon d\'ognuno di noi, nell\'Amore. Qualcuno penserà che straparlo ma in realtà - visionaria - parlo solo di farsi una pizza bassa e croccante tra amiche e amici e un bicchierozzo di lambrusco o birra a piacere. Il nostro scopo è evolvere, espandere, dilatare come un utero pregno di feti la nostra coscienza verso una condizione esistenziale più saggia, libera e radiosa, fuori dalla caverna. Neteditor aveva un piede dentro la sterile vetrina nichilista degli Ego social e uno dentro il falò notturno che ti riconduce al Sole e all\'aria aperta. P.I.A.F c\'è dentro con tutte e due le zampe, caro amico, un animale immaginifico e pensante che ha fatto amicizia col Serpente e canta canzoni con Dio tra i meli dell\'Eden, smanettando computer. Qua siamo fuori dalla Caverna, gioiamo. Abbi gioia


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