697 OPERE PUBBLICATE   3816 COMMENTI   76 UTENTI REGISTRATI

Utenti attivi:

RICERCA LIBERA E FILTRI DI VISUALIZZAZIONE

Sezioni:    Narrativa   |    Saggistica   |    Poesia   |    Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti   |    Momenti di gioco e umorismo a premio e turismo culturale.   |   

Ricerca per genere e utente (work in progress)

Massimo Bianco

Stanislaw Lem o dell'incomunicabilità

"VIRGOLETTE"

Saggistica

Recensioni (libri, film e qualsiasi forma artistica)

pubblicato il 2017-12-14 01:35:14

A molti lettori forse il suo nome non dirà nulla. Eppure Stanislaw Lem è stato un grande scrittore, candidato per ben due volte al premio nobel dal suo paese natale, la Polonia, che gli ha peraltro conferito anche il massimo riconoscimento letterario dello stato polacco. Candidature ovviamente ignorate, perché Stanislaw Lem aveva un difettuccio, quello di essere un autore di fantascienza quando la fantascienza è ancor oggi ritenuta da troppa parte della paludata critica letteraria soltanto letteratura di genere, non meritevole di considerazione. Un errore grave, perché se oggi purtroppo il suddetto genere è ridotto a mero intrattenimento, azione e avventura in ambiente esotico per puri scopi commerciali privi per lo più di qualsivoglia spessore letterario, o ad astrusa ricerca della novità a tutti i costi, nel passato ha saputo svolgere una degna funzione sociale, filosofica e precognitiva, non disgiunta in varie occasioni da buoni risultati artistici. E Lem è stato un grande scrittore, nella cui opera ha realizzato le tre funzioni precedentemente citate con esiti brillanti.

Prima di approdare alla letteratura, il polacco Stanislaw Lem, nato a Leopoli, oggi in Ucraina, nel 1921 e scomparso nel 2006 a Cracovia, si laureò in medicina ne 1946, ampliando in seguito il proprio campo di interessi anche alla fisica, alla biologia e alla cibernetica. Alla narrativa si avvicinò agli inizi degli anni ’50, debuttando nel 1951 col suo primo romanzo di fantascienza, “Il pianeta morto”, storia allegorica con riferimenti critici alla società capitalistica, di una Terra futura priva di classi alle prese con il mistero della distruzione della civiltà venusiana. Da allora si dedicò alla narrativa per i successivi 35 anni, pubblicando più di venti scritti tra romanzi e antologie di racconti, a cui vanno aggiunti numerosi saggi.

I temi filosofici che si rincorrono più o meno in tutte le sue opere sono quelli dell’incomunicabilità e dell’incomprensibilità della realtà che ci circonda.
Ad esempio in “Pianeta Eden” (1959), pubblicato anche semplicemente col titolo "Eden",  romanzo scarno e affascinante ma meno facile da leggere di suoi altri a causa dello scarso appeal avventuroso, una nave spaziale umana atterra, a causa di un incidente, su un pianeta abitato da una razza intelligente e tecnologizzata. L’equipaggio tenta di conoscere e studiare gli usi e i costumi dei suoi abitanti, ma tutto si dimostra vano, perché le abitudini e le stesse manifestazioni tecnologiche degli abitanti di Eden risulteranno del tutto incomprensibili:
“…E credi che io ci capisca qualcosa?! – Sbottò l’ingegnere – È il frutto della mente di un pazzo (…) o di più pazzi. Una civiltà di alienati ecco cos’è questo maledetto Eden! (…) a che cosa possano servire non lo so. Si tratta però di un pezzo e non di un meccanismo completo. Ma questo pezzo, così come è venuto fuori da questo mulino impazzito, mi sembra assurdo.
E gli stessi tentativi di comunicare direttamente con la popolazione riescono solo per verificare quanto sia abissale la distanza che separa le due civiltà e scegliere alla fine di abbandonare il pianeta senza ulteriori ricerche. Una rinuncia derivante dall’impotenza:
Penso che dovremmo andarcene. – Disse finalmente l’ingegnere. (…) Ogni intervento, fatto sia pure con uno scopo nobile e disinteressato, ogni nostro tentativo del genere finirebbe con tutta probabilità come la nostra spedizione odierna, con l’uso dell’annichilatore. Naturalmente troveremmo sempre delle giustificazioni in nome della legittima difesa, e così via, ma invece di aiuto porteremmo la rovina.

Senza bisogno di andare lontano nel cosmo, è facile verificare come noi esseri umani ci dimostriamo sovente incapaci di comprenderci l’un l’altro. Basta appartenere a società diverse o perfino alla medesima società ma a differenti generazioni, come l’autore esemplifica in “Ritorno dall’universo” (1961) , dove i protagonisti della narrazione, al termine di un viaggio durato dieci anni soggettivi dal sistema stellare di Fomalhaut, ritornano, nel rispetto della teoria della relatività, su una Terra futura a loro di ben 127 anni, per trovarvi una società estranea e incomprensibile quanto avrebbe potuto esserlo una marziana.
La guardavo, in silenzio. Non era che la lingua fosse molto cambiata. Solo che non capivo nulla. Nulla. Erano loro che erano cambiati. (…) Come sei strano! Proprio come se non fossi neanche… s’interruppe – un essere umano?
Oggi la nostra società capitalistico consumistica e quella islamica, fondamentalista e no, sono venute a confronto diretto a causa dell’immigrazione, degli interessi economici e della paura che tracima nell’odio e nel terrorismo. Sono società le cui popolazioni hanno mentalità assai diverse. Viste in tale ottica allora le argomentazioni di Pianeta Eden e di Ritorno dall’universo non sembrano più semplici favole fantascientifiche, non credete? Forse quando Occidente e Islam impareranno a comprendersi riusciranno anche a far cadere i motivi di contrasto.

Il romanzo generalmente indicato come suo massimo capolavoro è “Solaris” (1961), opera bellissima, onirica, profonda e complessa, assai impegnativa, che non poco deve alla psicanalisi. Dalla vicenda sono stati tratti due film, quello del 1972 dal titolo omonimo del regista sovietico Andrej Tarkovskij, basilare ma purtroppo tagliato e sconciato nell’edizione italiana, e il più recente remake hollywoodiano con George Clooney protagonista, riuscito a metà.
Il Solaris del titolo è un immenso oceano vivente protoplasmatico, che ricopre l’intera superficie di un lontano pianeta. Si tratta di un metafisico oceano intelligente, autore di ammalianti quanto enigmatiche manifestazioni e capace di risvegliare i fantasmi dell’inconscio. Solaris è di fatto un ambiguo “dio bambino” dagli scopi imperscrutabili.
Kelvin, personaggio principale di una storia il cui autentico protagonista è Solaris stesso, è uno scienziato giunto su una base spaziale in orbita intorno al pianeta, per studiare questo essere senziente con cui da secoli si tenta invano di trovare anche solo una maniera per comunicare. Ma non sarà piuttosto l’oceano vivente a studiare gli esseri umani che cadono nelle sue grinfie?
Kelvin nasconde nei recessi del suo intimo un terribile rimorso, quello di aver spinto al suicidio, dieci anni prima, la sua compagna Harey. Un mattino sarà proprio la defunta partner ad apparire nella base, apparentemente rediviva ma in realtà ricreata chissà come dall’oceano senziente e convinta essa (o ella?) stessa di essere autentica. È un riflesso dell’io emerso a torturare e stimolare la mente dello studioso. E così come accade a Kelvin, ciascuno degli scienziati presenti nella base deve vedersela con il proprio demone personale, incapace di capire non solo la realtà che lo circonda ma anche la sua stessa psiche.

Un altro tema suo tipico e correlato ai precedenti è quello dello sviluppo tecnologico e del rischio che corre l’umanità di non comprendere più la tecnologia con la quale convive, facendosene così sfuggire di mano il controllo. Argomento come si vede altrettanto attuale, estrinsecato al meglio in “L’invincibile” (1964), opera incisiva e avvincente e, a parere di chi scrive, quanto meno all'altezza di Solaris.
L’incrociatore Invincibile viene inviato sul pianeta Regis III alla ricerca della nave gemella Condor, misteriosamente scomparsa. Dopo varie peripezie, il potente e iper-armato equipaggio s’imbatterà in un agghiacciante e inumano nemico, la “nube nera”, microscopici servomeccanismi capaci di raggrupparsi in immensi sciami assassini di milioni di individui in simbiosi. All’interno della biosfera di Regis III si è sviluppata un’incredibile modificazione dei prodotti meccanici, una “necroevoluzione o evoluzione della materia morta” come la definisce Gianfranco De Turris nell’introduzione al libro sull’oscar Mondadori nro 1639. Tra i sofisticati automi e servomeccanismi elettronici, dotati della capacità di autoriprodursi, superstiti di un’antica spedizione aliena, si è scatenata una vera e propria evoluzione darwinistica, che ha portato al dominio dei robot più adatti, per così dire, alla sopravvivenza, soppiantando non solo le altre forme meccaniche, ma anche l’intera vita animale e vegetale di terraferma del pianeta e parte di quella marina. Si tratta della cosiddetta “Meccanizzazione evolutiva”, che riguarda però, si badi bene, sistemi solo apparentemente intelligenti, ma che in realtà agiscono nella maniera descritta solo a causa dell’istinto prodottosi sulla base del programma originale: adattabilità all’ambiente e una sorta di ancestrale memoria di gruppo. Lo sciame rappresenta l’assoluta alienità e incomprensibilità, tanto che la mente umana, non riuscendo a comprenderne il senso, non recepisce di trovarsi di fronte a qualcosa di artificiale, morto, e dunque non senziente:
Tutti dicono loro, pensò Rohan, come se si trattasse davvero di esseri vivi e ragionanti. (…) Abbiamo come avversari i prodotti di una evoluzione non biologica (…) non possiamo porre il problema in termini di vendetta o di rivincita per la sorte del Condor e del suo equipaggio. Sarebbe come battere il mare con le verghe perché ha inghiottito una nave.
Non vi rammenta forse tutto ciò l’inarrestabile sviluppo dei computer, della robotica e dell’elettronica e la ricerca condotta da decenni sull’intelligenza artificiale, con le continue polemiche tra studiosi della IA e loro avversatori? Sebbene “L’invincibile” non preconizzi la nascita di autentica intelligenza meccanica, tuttavia ricorda ad esempio le preoccupanti teorie del noto ricercatore Hans Moravec, fondatore dell’Istituto di robotica della Carnegie Mellon University, convinto che al più tardi entro il 2050 i robot supereranno l’intelligenza umana e potranno cominciare un loro cammino evolutivo. Essi sostituiranno del tutto l’uomo in ogni sua attività e impareranno a riprodursi, sfruttando ogni possibile materia prima per costruire nuovi esseri non biologici sempre più intelligenti e creando immense colonie autonome. A quel punto gli esseri umani, obsoleti e inutili, saranno condannati all’estinzione.

Oltre a quelli citati vi sono numerosi altri frutti meritevoli di essere colti dall’albero dei prodotti del geniale polacco. Lem, infatti, ha continuato a scrivere fino a quando ha ritenuto di avere qualcosa di significativo da dire, auto pensionandosi prima di trasformare la sua arte in routine. Anche i suoi scritti più recenti dunque, come ad esempio lo stimolante “Pace al mondo” (1984), che riprende in parte i temi de L’Invincibile aggiungendovi una specie di versione aggiornata degli stevensoniani Jeckyll e Hyde oppure l’ultimo, intitolato “Il pianeta del silenzio” (1987), sono giudicati dalla critica lavori di buona qualità.
Alcune sue pubblicazioni, come ad esempio le ultime citate, potrebbero non essere di facile reperibilità, ma vale la pena d’impegnarsi a trovarle, prima di tutto perché di notevole spessore letterario e piacevole lettura e poi perché fanno meditare, allargano la mente e arricchiscono lo spirito: garantito da

                                                                                            Massimo Bianco.

SEGNALA ALL'AUTORE IL TUO APPREZZAMENTO PER QUESTA PUBBLICAZIONE

SEGUI QUESTO AUTORE PER ESSERE AGGIORNATO SULLE SUE NUOVE PUBBLICAZIONI

L'AUTORE Massimo Bianco

Utente registrato dal 2017-11-01

Savonese e forte lettore, posto racconti (noir, di fantascienza e altro) e saggini su alcuni dei miei scrittori preferiti, sperando di offrire momenti di piacere e talvolta di riflessione. Ho pubblicato 2 romanzi cartacei, "Per gloria o per passione" sul calcio giovanile e "CAPELLI. Dentro la mente di un serial killer" più il saggio, scritto a 4 mani con A. Speziali, "Savona Liberty. Villa Zanelli e altre architetture". Altri miei scritti su http://www.truciolisavonesi.it dall'home page cliccate in alto su ARTICOLI PER AUTORI e poi su Massimo Bianco Buona lettura.

ALTRE OPERE DI QUESTO AUTORE

Ho commesso il delitto perfetto Narrativa

Vivere a Miracoli (colonia su Marte) Narrativa

Lo tradiva con tutti Narrativa

LA SIGNORA DEI TRENI E DEI PICCIONI - e - IO, PEDOFILO Narrativa

Gianrico Carofiglio: le (sue) storie sono un pezzo di mondo Saggistica

Jean Claude Izzo, noir mediterraneo Saggistica

Metannoir savonese Narrativa

Il volto tra le nubi Narrativa

Festival Lovecraft in PIAF - Essi attendono Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti

Funerale al collegio femminile Narrativa

Rapine in serie in tabaccheria Narrativa

2054, nuova meravigliosa città Narrativa

I borghi sul dirupo Narrativa

U.N.P. Episodio 3 di 3. L'orizzonte degli eventi. La fine. Narrativa

U.N.P. Episodio 2 di 3. Dentro un racconto di Massimo Bianco Narrativa

U.N.P. Episodio 1 di 3: prigionieri di luoghi incomprensibili Narrativa

Il destino di un imperatore Narrativa

Ursula K. Le Guin: la fantascienza è donna Saggistica

Manichini Narrativa

Le tre crocifissioni Narrativa

Tempo. Angelo della morte Narrativa

Donato Carrisi. I mille volti del male Saggistica

Robert Heinlein e Clifford Simak, padri della fantascienza americana Saggistica

FILO'. Orrore a Capo Fieno Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti

Sul regionale delle 7,05 Narrativa

Bravi, violenti ragazzi Narrativa

Pirati nel Mar Ligure, oggi Narrativa

Stanislaw Lem o dell'incomunicabilità Saggistica

Vent'anni di matrimonio Narrativa

Dall'ammasso della Vergine Narrativa

Valerio Evangelisti e l'inquisitore Eymerich, puro crossover Saggistica

Il cuore nero di Lucca Narrativa

Festa medioevale a Villa Valente Narrativa

Io sono un veggente e vedo i serial killer Narrativa

Giorgio Scerbanenco, padre del noir italiano Saggistica

Stagione di caccia Narrativa

Traffico in città Narrativa

DIVIETO DI RIPRODUZIONE

E' assolutamente vietato copiare, appropriarsi, ridistribuire, riprodurre qualsiasi frase, contento o immagine presente su di questo sito perché frutto del lavoro e dell´intelletto dell´autore stesso.
É vietata la copia e la riproduzione dei contenuti e immagini in qualsiasi forma.
É vietata la redistribuzione e la pubblicazione dei contenuti e immagini non autorizzata espressamente dall´autore.

Rubrus il 2017-12-14 13:48:21
Dico solo una cosina riguardo alla I.A. e al concetto di sciame . Micheal Chrichton lo ripropone in "Sfera" - chiaramente al tempo di Lem era più innovativo e fantascientifico, tant'è che Chrchton ambienta il proprio romanzo ai giorni nostri. Il taglio inoltre è meno avventuroso e più da "thriller",. La mia sensazione è che oggi la produzione fantascientifica abbia lasciato un po' il settore librario tradizionale in favore di altri media, come le serie web / tv et similia.

Massimo Bianco il 2017-12-14 19:02:04
Ho letto "Sfera", mi è piaciuto, ma devo confessare che Chricton non mi convince mai a fondo (a parte Jurassic prk, che ritengo la sua opera migliore). Credo che tu abbia ragione, mi sembra che ormai pochi leggano libri di fantascienza preferendo frequentare il genere attraverso altri media, d'altronde i classici sono spesso irreperibili e comuqnue già noti agli appassionati e i nuovi sono troppo astrusi per interessare davvero, tuttavia io ci provo lo stesso e a gennaio proporrò un saggio nuovo di zecca su due dei miei vecchi autori di fantascienza preferiti (saranno sei mesi che mi ci dedico). Ciao

RISPONDI CON EDITOR AVANZATO
Gerardo Spirito il 2017-12-14 15:03:00
Amo questo autore, ho letto di tutto di Lem, mi mancano giusto un paio di cosette. Ho un bellissimo ricordo di Pianeta Eden e, soprattutto, (oltre Solaris e la Voce del Padrone) del Pianeta del Silenzio, il suo ultimo lavoro, che mi ricordo tu mi dicesti di non aver letto. Bene, quest'ultimo romanzo si può dire essere un sunto di tutta la produzione di Lem, davvero fantastico, ti consiglio di reperirlo Massimo

Massimo Bianco il 2017-12-14 19:04:28
Dopo che me lo avevi segnalato avevo cercato "Il pianeta del silenzio" in libreria, ma purtroppo è fuori catalogo (volevo dirtelo da tempo ma me ne sono scordato), per ora non me lo sono procurato, ma prima o poi lo scoverò in qualche bancarella. Ciao e grazie per il passaggio.

RISPONDI CON EDITOR AVANZATO
Ellebi il 2017-12-18 14:35:19
Sarebbe bastato "Solaris" per la sua imperitura gloria, ciao Massimo

Massimo Bianco il 2017-12-19 11:46:46

Vero, opera elegante, geniale e creativa, credo però che almeno "L\'Invincibile", benchè sia più lineare, gli stia alla pari e vada letto. Tra l'altro in questo articolo mi sono limitato a citare i suoi masterpiece, ma ha scritto anche altre cose interessanti, ad esempio "L'indagine", in cui gli investigatori di Scotland Yard, posti di fronte a un caso troppo inquietante per affrontarlo, preferiscono alla fine costruire una soluzione falsa ma più rassicurante.



E anche se da qui al 25 qualche visita al sito ancora la farò, ne approfitto già ora per augurarti buon Natale e buon anno nuovo.


RISPONDI CON EDITOR AVANZATO