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Appunti sulla sospensione dell'incredulità

"VIRGOLETTE" Saggistica Articolo critico (generico)

di Rubrus

pubblicato il 2017-12-07 11:42:40


Partendo dalla recente messa in onda in chiaro di “Babadook”, ho buttato giù alcuni appunti, in primo luogo per me, in relazione allo strumento principale (non necessariamente esclusivo, anzi ciascuno degli scrittori che nominerò può usare più di un sistema, a volte nello stesso libro) adoperato per sospendere l’incredulità del lettore di fronte a un elemento fantastico. Il problema non si pone per il fantasy; lì l’accettazione di un mondo fantastico è data come presupposto: se non l’accetti, non leggi. Per la fantascienza, invece, il sistema preferito – e deve essere così altrimenti non sarebbe science fiction – è la plausibilità dell’ipotesi scientifica principale. L’horror presenta approcci più variegati. Premesso che questi distinzioni di genere, così come la definizione delle tecniche stesse, sono – oltre che opinabili – riflessioni di massima, parto col rapidissimo excursus.

La Shelley usa la scienza del suo tempo - che è ancora alquanto fantastica, pensiamo al galvanismo alla base di Frankenstein che, secondo alcuni, è anche un romanzo di fantascienza.

Poe risolve il problema fornendoci un solo punto di vista: quello del narratore che, spesso, all'inizio, chiede di essere creduto, proclama di non essere pazzo, oppure di possedere una qualche forma di ipersensibilità, spesso sensoriale, oppure si mostra scettico; se si convince lui, suggerisce Poe, ci dobbiamo convincere anche noi.

Stevenson usa lo stesso sistema della Shelley, ma fino a un certo punto. La polvere che Jekyll usa è un campione unico, reperito per caso, quasi un incantesimo. In altre opere, invece, come il bellissimo “Janet la storta” usa un approccio legato al folklore, portandoci dentro una storia d’altri tempi.

Montague Rhode James adotta una prospettiva "storica", facendo incontrare un antiquario con reperti di un passato misterioso e magico.Spesso c'è anche una componente esotica, ma nel tempo, più che nello spazio.

Stoker usa l'accumulo di testimonianze. Pensiamo a “Dracula”: più persone affidabili ci dicono una certa cosa - ciascuno dal proprio punto di vista - e le testimonianze si accumulano. A questo accompagna una prospettiva storico – esotica, che si tratti della Transilvania o dell’Antico Egitto (“Il gioiello delle sette stelle”).

Algernon Blackwood o Joseph Sheridan Le Fanu e altri usano più o meno lo stesso sistema di James, trasformando l'antiquario in un vero e proprio detective dell'occulto (John Silence, il Dottor Hesselius). Spesso c’è anche un elemento esotico (pensiamo a “Il Wendigo” o “I salici” di Blackwood).

Arthur Machen si pone nello stesso solco, ma introduce elementi esoterici e allo stesso tempo folkloristici (“Il gran dio Pan”) al posto della detection.

HPL inizia come Poe, ma poi punta decisamente verso la "verosimglianza scientifica" e l'accumulo di particolari razionalmente esposti. Se ci crede uno scienziato, suggerisce, ci dobbiamo credere anche noi.

Shirley Jackson e Henry James puntano sulla psicologia e sull’ambiguità: “Il giro di vite” o “La maledizione della casa sulla collina” ci spingono sempre a chiederci se gli spettri non esistano solo nella mente dei personaggi. [per inciso: questo è l’approccio che troviamo in “Babadook”, dove il mostro esiste prima nella mente e nel disagio irrisolto di Amelia – poi, forse, nella realtà]

Fritz Leiber e Robert Bloch, pur partendo da un approccio lovecraftiano. adoperano la psicologia. Leiber soprattutto quella junghiana, Bloch quella Freudiana.

Matheson ricorre alla esposizione asettica dei fatti. Ce li mette lì con tale evidenza che non è possibile discuterli: sarebbe come mettersi a discutere con lo schermo di un cinema. Il suo grande merito è di – apparentemente – eludere il problema – forse perché sa che chi si approccia a un certo tipo di narrativa “vuole essere ingannato”.

Bradbury usa sia la psicologia sia il lirismo, trasportando il lettore in una dimensione onirica. Spesso, l’approccio è il punto di vista infantile, giovanile, quindi più incline al fantastico.

King (che molto deve a Matheson e Bradbury) rende il fantastico "nostro vicino di casa". In una sua opera giovanile. 'Salem - importante perché contiene in nuce molti elementi della sua poetica futura - dice "L'uomo comune è meno lontano dal soprannaturale di quanto non amino rappresentarlo gli scrittori di genere". In tempi di scie chimiche, teorie del complotto e compagnia bella, difficile dargli torto. Dando per assodato questo presupposto, racconta, facendo leva soprattutto sulla psicologia. 


L'immagine in copertina è di Samuel Taylor Coleridge cui si deve l'espressione "sospensione dell'incredulità". 

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L'AUTORE Rubrus

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Il romanzesco è la verità dentro la bugia

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Mauro Banfi il Moscone il 2017-12-07 18:43:00
Il metodo della sospensione dell'incredulità secondo Tolkien: senza quasi rendercene conto abbiamo scoperto di vivere dentro un'unica dimensione, chiamata GLOBALE. E allora apro i libri di Tolkien perchè ho bisogno di abitare case sugli alberi e appartamenti scavati nel terreno delle colline, in dimore non dominate dalla tecnica e dall'economia. Un regno dell'anima e dei sogni, dove abitano le pulsioni e i nobili sentimenti interiori negati dalla realtà. Più le masse sono attirate e annichilite dal provincialismo del presente sento il bisogno di connettermi a una Trascendenza, a un'altra dimensione e mi traslo nella Rinascenza e nella Terra di mezzo non per tornare al passato, ma per guadagnare in essenzialità, in profonda visione prospettica. Oltre la sfera fisica cerchiamo una dimensione trascendentale: siamo liberi solo se non siamo crocefissi a un mondo unico, a una serie di fatti, a un marchio impresso dalle cose e da sequenze ferre come codici a barre; siamo liberi se abbiamo la possibilità di uscire dai nostri inferni pubblici e privati, di vedere le stelle, di reincantarci, d'immaginare altre possibilità, altri regni oltre a quelli che stiamo vivendo. Non solo il computer, ma anche la mente ha le sue memorie RAM e HARD DISK, dove tintinnano ben altre monete che lo squallido euro. La moneta del sogno, la moneta dell'intreccio. L'unica dimensione globale ci sta scippando l'arte dell'intreccio. Twitter, Istagram, Facebook: tutte sequenze lineari senza intreccio. L'Odissea del Secondo Omero: tre centri narrativi (Ulisse, Telemaco, i Proci) i quali eventi avvengono con l'intreccio in simultanea. Mentre Ulisse fabbrica la zattera per tornare a Itaca, Telemaco viaggia per il Peloponneso e sosta a Sparta e i Proci tramano la sua morte. Questo per farvi capire che questo post è in verità un LABORATORIO DELL'INTRECCIO. Senza montaggio dei centri narrativi, senza intreccio delle seguenze lineari, con i vostri merdosi centoquaranta caratteri la letteratura è morta. Oppongo a questo sterco l'arte dell'intreccio del Secondo Omero e di Tolkien, pertanto. Amiche e amici lettori e autori, non fatevi fottere l'intreccio e il montaggio o non sospenderete mai nulla e vi fotteranno l'anima.

Rubrus il 2017-12-11 15:50:59
Ecco Tolkien e il fantasy sono una cosa un po' diversa, nel senso che lì proprio il patto del lettore è "io parlo di cose a cui non potete credere (a meno che non siate psicopatici) peraltro, e malgrado le apparenze, non sono cose senza senso" ...il famoso aforisma sulle lampadine elettriche e sui fulmini, per certi versi.

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90Peppe90 il 2017-12-09 17:18:59
Ottimo excursus sfociato da un ottimo film che, per quanto mi riguarda, è uno dei migliori horror mai visti nonché uno dei migliori degli ultimi (molti) anni. Un film che ha il suo stile, che ha qualcosa di dire, che spicca e risalta sugli altri ormai sempre più incentrati su storielle insulse e una lunga sequela di inutili jumpscares. Un film che, però, stando a gran parte delle persone con cui ne ho parlato, non è stato apprezzato (forse proprio per questo suo distinguersi dalla massa di pellicole tutte uguali fra di loro, chissà!) e che hanno ritenuto una "cavolata" - per usare un eufemismo -, su tutto, la conclusione del film. Mah, il miglior punto a favore di questo film, per me, è proprio questo; i mostri forse sono soltanto quelli che infestano le nostre menti. Forse. È divertente, poi, come la sospensione dell'incredulità sia più efficace, spesso, in storie fantastiche piuttosto che in quelle cosiddette realistiche (e che spesso i lettori scelgono proprio per questo "perché il fantastico è roba da bambini") nelle quali sono presenti situazioni e personaggi che rasentano il ridicolo mandando al diavolo proprio il fenomeno di willing suspension of disbelief. Ciao, Rub.

Rubrus il 2017-12-11 15:53:36
Allora, io sarò di bocca buona, ma non sono pregiudizialmente contro il jumpscare, solo che ha stroppiato. E poi è un metodo rozzo. E' come fare "buh" arrivando alle spalle di qualcuno. Ovvio che si spaventa e fa un salto, e magari gli passa anche il singhiozzo, ma poi? E poi i casi di singhiozzo cronico non sono così comuni. L'horror, come l'erotismo, è questione, secondo, più di testa che di visceri.

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