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Merry Killmas

"PUNTO E A CAPO" Racconto Giallo / Noir / Thriller

di Rubrus

pubblicato il 2017-12-04 11:47:13


Avevano ammazzato Babbo Natale.
Era steso sul pavimento del supermercato e, tutt’intorno, il sangue si allargava in una vasta pozza dai bordi frastagliati. Alla luce del neon, contro il rosso acceso del costume, sembrava nero.
«È il terzo» disse Sullivan accennando al cadavere «Ma stavolta l’abbiamo beccata».
Il tenente Steve Bucci si avvicinò al grosso agente la cui divisa scura spiccava minacciosa contro i colori sugli scaffali. 
«Il killer dei babbi natale?»
Sullivan annuì. «È una tizia vestita da strega. Ha preso in ostaggio una cassiera e si è barricata dietro il bancone dei formaggi. Cristo Santo, siamo a Natale, mica ad Halloween».
Bucci guardò il poliziotto. Nonostante la stazza, Sullivan dimostrava meno dei venticinque anni che aveva e non era difficile immaginarselo intento a scartare i regali sotto l’albero. «Ragione di più per non bestemmiare» disse Bucci «e poi non è una strega».
Sullivan lo guardò con aria interdetta. Qualcosa negli occhi del tenente aveva brillato, quasi, dentro la sua testa, si fosse accesa una lampadina come quelle che splendevano tutt’intorno.
«Voglio fare un tentativo» annunciò Bucci togliendosi giacca e pistola. Prima che l’altro potesse replicare si diresse verso il fondo del supermercato. Alle sue spalle si sentiva già il frastuono delle squadre speciali che prendevano posizione.
«Cr… Maledizione tenente!» gridò Sullivan «il negoziatore arriverà a minuti».
Bucci lo ignorò e s’inoltrò tra gli scaffali.
 
 
La tizia aveva un mantellaccio nero e un naso finto che le pendeva sbilenco su una guancia. Non era vecchia, ma aveva la pelle vizza e gli occhi spiritati di chi si fa di ghiaccio da anni. Reggeva un revolver e lo teneva puntato alla testa dell’ostaggio – una grassona con una divisa troppo stretta da cui erano già saltati buona parte dei bottoni.
«Sei la Befana, vero?» chiese Bucci avanzando lentamente a mani alzate.
Gli occhi della donna vestita di nero ebbero un guizzo, come se, oltre alla droga, ci fosse ancora un barlume di coscienza dietro quelle pupille sbarrate.
«Madre irlandese, padre italiano» spiegò il poliziotto «Mi chiamo Steve Bucci».
La donna allontanò la pistola dalla testa dell’ostaggio e la puntò verso il tenente.
«Da ragazzo, ogni anno, compravo un calendario» continuò Bucci «sai, quelli con le caselle che arrivano fino a Natale… ogni giorno togli una casella e di solito c’è sotto un disegno finché non arrivi al 25, il gran finale».
La pistola rimaneva spianata, ma con minore decisione.
«Io però avevo una seconda chance il 6 gennaio».
La donna esitò, poi annuì.
«Sai…» proseguì il tenente «i miei non avevano una gran passione per quel vecchio con la barba bianca che hai steso. Mio padre sosteneva che i regali dovesse portarli Gesù Bambino. Suppongo che avesse ragione. Dopotutto è il vostro principale, no?».
La donna annuì ancora. E abbassò il revolver.
«A dire il vero non c’era da scialare, ma da queste parti nessuno festeggia il 6 gennaio, così i miei, per l’Epifania, spendevano in saldi quel che potevano e mi riempivano di doni. Ogni anno i miei amici mi chiedevano da chi venissero quei regali, ma io non rispondevo.  Eri il mio segreto».
«S’è preso tutto quello là» disse la Befana. Lasciò andare la grassona che si spostò appena, quasi con riluttanza, guardando Bucci come se aspettasse un cenno.
«S’è preso tutto quello là» ripeté. Aveva una voce rasposa e un po’ distorta, come se venisse da dentro una stanza vuota.
«Nel 2003 ho posato per un calendario, ci crederesti?» continuò «poi ho pensato di entrare nel mondo del cinema» gli rivolse un sorriso sdentato come le mura di un castello in rovina. «È rimasto un pensiero, però. Poi… sai come vanno queste cose».
Tocco a Steve Bucci annuire.
«Insomma, alla fine ho pensato: “Ehi perché non cercare un posto come figurante?” esistono anche figuranti brutti, no? La Befana mica è Miss Universo!».
La grassona si allontanò di un passo, lentamente. Steve le rivolse un cenno d’intesa.
«Ma le agenzie cercano solo babbi natale in questo periodo dell’anno!» urlò la donna in nero levando la pistola in aria come se volesse sparare al cielo. In realtà avrebbe colpito solo le luminarie appese al soffitto.
«Avevo fatto la pubblicità della Coca Cola, da ragazza... sì ero solo una comparsa, ma era pur sempre qualcosa, no? Era una promessa da mantenere! Macché. Solo babbi natale e babbi natale e babbi natale, con la crisi che c’è non possiamo assumere altro, neanche uno gnomo clandestino da schiaffare in una fabbrica di giocattoli al Polo!».
La grassona scattò dileguandosi prima ancora che Steve le desse il cenno che aspettava. Il poliziotto udì le sue scarpe di gomma stridere sul linoleum e scomparire tra gli scaffali. La donna in nero la ignorò e continuò a piagnucolare.
«Io glie l’ho detto, c’è la dannata festa della befana, ci sarà pure un posto per me, ma loro niente» disse accasciandosi.
Il tenente le si avvicinò lentamente, aggirando il bancone. La Befana aveva lasciato cadere la pistola che era scivolata in un angolo. Seminascosta nell’ombra avrebbe potuto essere scambiata per un giocattolo.
«Non volevo far fuori quei poveri cristi... cioè lo so che magari stavano messi come me, ma erano solo babbi natale e babbi natale e babbi natale. Io volevo solo, volevo solo…».
Steve Bucci si chinò. «Lo so» disse raccogliendo il revolver «volevi solo una seconda chance».
 
 
«Buon Natale, Steve e, come regalo, cerca di non fregarmi il posto» disse McAllister, il negoziatore, battendo una mano sulla spalla di Bucci prima di allontanarsi.
Il tenente non rispose. I medici se n’erano andati da un pezzo e anche gli agenti stavano levando le tende.
Solo Sullivan era rimasto al suo posto, inchiodato come una sagoma di cartone. «Non diventerò mai tenente» mormorò. Sembrava invecchiato un po’ negli ultimi minuti e parte di quell’aria infantile pareva svanita, forse per sempre.
Nessuno aveva spento la radio del supermercato e Merry Christmas suonava giuliva dalle casse nascoste qua e là con discrezione.
Bucci lasciò l’agente e fece un giro nelle corsie, evitando la riga tracciata col gesso che indicava il punto da dove Josè Rodriguez, figurante assunto per le feste, aveva iniziato il viaggio che lo portava fuori da questo mondo.
Il poliziotto gironzolò tra gli scaffali finché non trovò il reparto giocattoli.
Avrebbe cercato un cavallo a dondolo, di quelli che funzionano solo con la fantasia.
L’avrebbe portato a suo figlio, ce l’avrebbe fatto salire e, quella sera, avrebbero inventato insieme una storia.

 

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L'AUTORE Rubrus

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Il romanzesco è la verità dentro la bugia

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monidol il 2017-12-05 09:56:51

Che bello!. MI piace è un noir tenero, romantico e coccolone. Natalizio insomma. MI ha colpito (una volta in pIù) la scorrevolezza della tua scrittura, un racconto da bere mi viene da dire, situazione e ambientazione descritte in modo efficace con pochi tratti e anche il dialogo, \"sensibile\" e credibile nella situazione di scacco. Proprio perchè è praticamento perfetto mi permetto due riflessioni: Sullivan... uhmm... ho trovato un po\' di discontinuità tra come si presenta e come va via (dopotutto è un poliziotto, giovane si, ma perchè così scioccato?) e il finale di miele... con Bucci che compra il cavallino... vabbè ci sta... ma forse almeno una punta di zenzero ;-) Bello Roby, davvero, sei sempre più bravo. moni

Rubrus il 2017-12-05 16:37:02
Be', in realtà è vecchiotto. Non era lunghissimo, ma l'ho asciugato solo un pochettino. Sullivan? be', in parte credo che prenda atto della complessità delle vicende che dovrà affrontare - lui alla Befana non ci aveva pensato - e un po' della sua sicurezza gli venga meno, forse per sempre.

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Vecchio Mara il 2017-12-05 10:33:01
Sì, davvero bello questo noir, ambientazione, dialoghi, tutto insomma. L'unico appunto è per l'impaginazione, leggere il racconto sulle strisce pedonali personalmente non lo trovo il massimo. Ciao Rubrus.

Rubrus il 2017-12-05 19:35:50
Credo che dipenda dal fatto che ho incollato il testo dopo averlo salvato da net perchè ho notato che mi succede solo con quei testi. Forse conservano un po' della traccia html anche se li ho convertiti in word. Comunque, lieto che ti sia piaciuto. Ciao.

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90Peppe90 il 2017-12-05 22:03:59
Sì, ma qui continuiamo a postare roba vecchia, eh. No no no, non va affatto bene, proprio per niente. Cos'è, siamo pigri, per caso? Su su su, filiamo a scrivere roba nuova! Cavolate a parte, apprezzatissimo anche in seconda lettura (che poi le befane le cercano pure, per la pubblicità! me ne vengono in mente almeno un paio!) e ti segnalo solo una svista: "Cristo Santo, SIANO a Natale". Per il resto... un flash: non è che avevi scritto un racconto (a puntate, forse) che girava intorno a un calendario come quello di cui parli qui? Un salutone, Rub.

Rubrus il 2017-12-06 09:05:52
Ciao! Sì, avevo scritto un racconto a puntate.Per quest'anno il racconto di dicembre è quasi finito, ma poi devo rivederlo e comunque non crediate che mi sia rammollito eheheheh. Correggo il refuso, ciao!.

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Massimo Bianco il 2017-12-10 18:09:25
Intelligentemente ironico e perciò piaciuto, oltreché riletto volentieri. In effetti ricordavo questo racconto assai meglio di quello sul juke box che ti ho già commentato, anche se quello lo trovo assai più bello, strani scherzi fa la memoria. Sulle fastidiose strisce hai gà spiegato, quindi non brontolo. Ciao.

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BigTony il 2017-12-11 09:46:32
Non ricordo di averlo già letto, quindi per me è come se fosse nuovo. Ho apprezzato il mescolare sapientemente nella trama una tradizione tipicamente italiana come quella della befana, con l'ambientazione americana. Bello.

Rubrus il 2017-12-13 16:24:18
Ciao. L'ho ambientato in USA non per esterofilia - così come non mi sento obbligato ad ambientarli in Italia per campanilismo - perchè se, da noi, sotto le feste, vedi una tizia vestita da strega,,be'... troppo facile. E poi sì e così vecchio da poter sembrare nuovo.

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Roberta il 2017-12-11 14:12:03
Piaciuto molto per l'atmosfera, la caratterizzazione del personaggio umanissimo di Bucci e della Befana. Senza voler giustificare, l'autore apre porte nelle vite misere di gente senza speranza. Ps: io ho risolto il problema del fondo bianco, grazie all'aiuto di Dario, selezionando tutto il testo qui sull'editor, poi cliccando sull'opzione sfondo (sulla barra vicino al colore testo) e selezionando "Automatico". Ciao

Rubrus il 2017-12-13 16:25:28
Grazie. Se c'è una cosa che proprio non mi piace è quando l'autore interviene per dire la sua sulla storia che racconta. Che la racconti e basta, dico io. E grazie per il supporto tecnico.

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