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La favola dell'amore che hai

"PUNTO E A CAPO" Racconto Narrativa non di genere

di 7posse

pubblicato il 2017-11-18 11:26:17


Che dici se ti racconto una favola, Sandro?

«Una favola tipo c'era una volta, Cobra?».

Sì, Sandro.

«Ok dai, Cobra. 

Perché no?».

Allora ovviamente c'era una volta una fanciulla carina carina, Sandro, e viveva in una povera casa piena di poveri fratelli, poveri nonni e povera mamma sottomessi ad un bruto padre terribile, Sandro.

E vagando nel bosco alla ricerca di cibo e legna, Sandro, codesta fanciulla una mattina si perse spaventandosi, non appena ne fu consapevole, senza equilibrio alcuno.

E venne il temporale, Sandro, e l'impaurita fanciulla cammina cammina e vennero i fulmini, Sandro, e la terrorizzata fanciulla cammina cammina e vennero i lupi, Sandro, e questa fanciulla cammina cammina e vennero gli orsi, Sandro, e la fanciulla cammina cammina e venne la notte, Sandro, e fanciulla cammina cammina e venne il gufo, Sandro, e cammina cammina e vennero scricchiolii inquietanti nel buio, Sandro, e cammina cammina e vennero parecchie albe liberatorie, Sandro, e cammina cammina, cammina cammina, cammina cammina la fanciulla infine si rese conto d'essere rimasta incinta, Sandro.

Non so se comprendi Sandro.

Ora non era più perduta nel bosco, Sandro, ora il bosco rappresentava il solo luogo sicuro in cui sottrarsi dai rimbrotti dei grandi e dalle vergate violente del padre.

Che peraltro, non appena realizzato la perdita, nel frattempo, Sandro, si dava da fare preoccupato, organizzava squadre di ricerca ed aveva ingaggiato perfino un principe azzurro, di pronto intervento, nel caso la sua creatura fosse caduta nei malefici d'una strega.

Ma lei cammina cammina si nascondeva sempre meglio e cammina cammina s'allontanò inesorabilmente.

I fratelli piangevano, Sandro, i nonni disperavano, Sandro, e non ti dico i numeri della madre, Sandro.

Uno strazio struggente quella dimora, Sandro.

Bensì il padre inalberato non s'arrese mai e continuò a cercare, a perlustrare, a chiedere ed a informarsi su avvistamenti fugaci, o misteriose fanciulle sconosciute di passaggio, finché, ventisei anni appresso, finalmente la riconobbe in una senzatetto della capitale.

E lei insieme lo riconobbe e l'emozione d'entrambi scaturì in un tenero abbraccio ed in una domanda dalla voce roca e grezza, Sandro.

Perché non tornasti fanciulla?

All'inizio cammina cammina mi persi padre, fu la risposta, e cammina cammina vagai per ritrovare la strada, se non che cammina cammina ad un certo punto mi ritrovai gravida, padre, e cammina cammina realizzai di non sapere assolutamente nulla di chi potesse ritenersi il papà, né della maniera in cui fece in modo di potersi ritenere tale, e dunque cammina cammina con paura e vergogna decisi d'andarmene padre.

Per così poco fanciulla mia? sbottò l'uomo.

Su dai torniamo a casa. 

Tutti t'aspettano e bastava lo chiedevi a me chi era il papà fanciulla cammina cammina.

Tu non hai niente da nascondere e non hai nessuna colpa fanciulla cammina cammina.

Sarò anche un orco, però so riconoscere ed accettare gl’indotti che ottengo allorché, ubriaco, perdo la testa libidinoso fanciulla cammina cammina.

Li so ammettere ed accogliere e per il resto qualcuno ha voluto nel violento frangente svenisti ed è ottimo, credi, il non ricordi conseguente fanciulla cammina cammina.

È ottimo.

«E vissero felici e contenti, Cobra?».

Non sviare, Sandro. 

M'avevi chiesto se la favola partiva con c'era una volta, non se finiva e vissero felici e contenti ed adesso, Sandro, non sarà una caduca morale pseudo universale da fiaba a decidere s’avrebbero potuto ancora vivere felici e contenti, Sandro, ma il vero amore che hai, Sandro.

Il vero amore che hai.

Sandro.

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L'AUTORE 7posse

Utente registrato dal 2017-11-12

Io scrivo sempre qualcosa su mi me. Ogni frase finita sulla carta mi diventa un tatuaggio inciso nella volta interna del cervello. Solo io non sono professionista nel fare tatuaggi ed allora m'accontento della qualità che m'esce. M'accontento della qualità che m'esce.

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Roberta il 2017-11-20 11:50:45
Sto cercando invano un aggettivo o un sostantivo adatto per descrivere ciò che si prova nel leggere il finale: spiazzante? Sensazione di sgomento? Non so se è abbastanza... Il tuo stile è davvero anarchico, libero da ogni regola eppure efficace e originale nel senso più alto del termine.

7posse il 2017-11-21 18:51:32
Dirti che il tuo commento mi lusinga è dirti poco gentile Roberta. grazie grazie grazie.

RISPONDI CON EDITOR AVANZATO
BigTony il 2017-11-23 10:54:45
Concordo con Roberta nell'ardua definizione del tuo stile narrativo. Se posso aggiungere qualcosa direi che l'ho trovato stimolante e in ultima analisi anche bello.

RISPONDI CON EDITOR AVANZATO
Elisabeth il 2018-02-09 21:42:47
Ciao. Prendo questa storia per prenderne una. Queste cose che scrivi (ho letto anche tutte le altre qui) a me piacciono molto. Le trovo "vive", nuove, interessanti per il ritmo e ricche di parole cucite a debita distanza nel suono, l'una dall'altra; a tratti divertenti covano sotto di loro cose ed emozioni profonde. Leggerle mi è piaciuto assai e mi incuriosisce. Un saluto.

7posse il 2018-02-09 22:19:56

beh non posso altro che ringraziarti Eli soprattutto perché, con queste tue parole, mi gratifichi dove sono veramente sensibile. sono anni che, spesso fra critiche e rimbrotti anche pesantini, cerco d'affinare uno stile fuori del normale. e lo sto cercando di fare sia nelle cose che scrivo sia nel modo di scriverle, nel senso magari sono sì poesie o racconti ma hanno una vita loro e direi anche molto diversa da tutto il resto che si legge in giro. credo lo posso fare in quanto non ho nessuna smania di pubblicare e di diventare scrittore, che altrimenti giocoforza dovrei sforzarmi per andare un tot di più incontro, oltre che alle mie, pure alle esigenze di chi legge.



ciao.



mirco


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