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La crociera delle belle chiacchiere

"PUNTO E A CAPO" Racconto Narrativa di viaggio

di Claudio Di Trapani

pubblicato il 2017-11-18 10:35:42


Inizi la festa! Diamo il via al gioco virtuale del nuovo millennio! Sobillati da Morfeo e Nettuno, ci porremo sul sediolo di una comoda barca, getteremo i "ti amo" tra i flutti e pazienteremo un po'. Presto o tardi, qualche vivace merluzzetto o cernia sognante abboccherà: è pescoso e variegato, il mare d'internet!

Ieri sera, non sapendo come far trascorrere il tempo- come se dovessi, per forza, riempirlo di menate qualunque - ho voluto chattare; nonostante il mio amico Mario, già pratico di queste cose, mi avesse riferito che sulla rete si dicono talmente tante di quelle bugie che il naso di pinocchio, in poco tempo, riempirebbe di legname i magazzini delle industrie che costruiscono cucine e salotti. Puoi cambiarti di sesso, ringiovanirti, liberarti dai legami matrimoniali assillanti, accasarti, diventare famoso, ricco o bello; insomma, su internet, puoi apparire chi vuoi tu, anche il tuo opposto. Tuttavia, per questa mia prima volta, ho fatto di tutto per rimanere me stesso; ho cercato di non stravolgermi, per lo meno. Mi sono inventato bacicadabra, come nick. E' un nomignolo formato da due parole portentose e importanti: baci e abracadabra. Trattasi di un mago dolce, dispensatore di coccole, che ha la pretesa, e l'ardire, di rigenerare i colori dello spirito a quelle donne che, per qualche ragione, hanno accantonato il bel vivere.

Tra gli utenti on line, avevo notato una certa ruvida144, e, giusto ieri sera, ho deciso di contattarla. Era l'unico soprannome insolito che m'ispirava. Pensavo che in quel momento le altre ruvide fossero occupate da qualche noiosa o incombente faccenda: a stirare camicie guardando la tv, magari, oppure ad impartire ordini come iperattive dirigenti di un'azienda, in seduta straordinaria. Molto più semplicemente, forse stavano cercando di rendersi gradevoli agli occhi dei loro mariti o amanti, truccandosi e vestendosi alla perfezione; oppure, in procinto di partecipare a un party di beneficenza.

Ho cliccato sul suo nick e... voilà, mi si è aperta una finestrella in un punto centrale del monitor e, quindi, ho potuto cominciare a scriverle.

"Buonasera, signora. Mi chiamo Bacicadabra e sono l'inquilino del piano di sopra. Scusi se la disturbo, forse sta già chiacchierando con un altro condomino, ma ho un piccolo problema: mi è caduto un calzino pulito sul suo bel davanzale fiorito. E' lungo e rosso. Beh, glielo dico qualora ce ne siano degli altri non miei. Potrebbe essere così cortese da restituirmelo? Aspetto. Grazie."

Era passato circa un minuto, ma di ruvida144 nessuna traccia; non rispondeva al mio appello. Evidentemente, era troppo occupata ad interloquire con qualcun altro.

Decido di perseverare.

"Mi scusi ancora. Le pongo una domanda precisa, tipo questionario, giusto per affrettare i tempi. Allora, disturbo molto, abbastanza, poco, o affatto? Ha 45 secondi per rispondermi. Scaduti i termini, la mollo! Le lascerò solo il mio calzino che, di questo passo, diventerà sicuramente sporco di polvere, e non avremo mai più la possibilità di conoscerci."

Silenzio assoluto.

"Mancano circa 20 secondi, signora."

Quando stavo per mollarla, definitivamente..

"Un momento, arrivo, non mi mettere fretta! Eccoti il pedalino!"

Era ora! Il pesciolino, aveva abboccato!

"Finalmente! Caspita, ma lei è bellissima! Ha un viso molto gradevole. Complimenti! Mi dica: è già sposata con qualche bel principe azzurro?"

"No. Sono single, e lei?"

"Io ho 41 anni; chiamo da Ostia -non è una parolaccia- e sono un principe celestino, ancora col cuore libero. E tu? Posso darti del tu?"

"Certo."

"Dimmi di te, vorrei conoscerti meglio. Da dove digiti?"

"Digito da Roma, tesoro. Vivo nella città eterna da trent'anni, ma sono torinese. Siamo quasi coetanei: ne ho appena compiuti trentanove."

"Caspita, auguri! Centouno di questi giorni, principessa!"

"Grazie! Sei molto caro, ma di giorni me ne basterebbero altri cinquanta. Una curiosità, come mai sei ancora single?"

"E' una storia lunga e complicata. Diciamo che non ho ancora avuto la fortuna d'incontrare una fata speciale."

"Dimmi la verità, sei brutto?"

"Direi di no. Sono gradevole d'aspetto. Ok, cercherò di descrivermi. Sono alto173 cm, occhi e capelli castani, longilineo, numero 41 di collo e piede. Porto il pizzo, fumo, ma accompagno i denti in piscina almeno due volte al giorno; li lavo spesso, insomma, e non ho l'alito all'eau de fogne. E tu, sei una ranocchietta? Puoi descriverti per sommi capi?"

"Sono alta 168 cm, ho i capelli biondi e gli occhi azzurri; porto la 44 e mi considerano affascinante, ma io mi trovo carina e basta."

"Ehi, pur non avendoti mai vista, ho indovinato il tuo aspetto; credevo già di conoscerti."

"Sei un sensitivo, evidentemente. Toglimi una curiosità, che significato ha il tuo nick?"

"Mi chiamo bacicadabra e sono il mago che vuoi tu, colui che, in un battibaleno, rinnoverà i colori del tuo spirito, compreso il blu."

"Che meraviglia, avrei proprio bisogno di una tinteggiata!"

"A tua disposizione. Basta non chiedermi dei numeri per vincere al superenalotto. Se avessi quelli giusti, me li sarei giocati."

"Io non gioco quasi mai... a tombola, qualche volta, e più che altro nel periodo natalizio."

"Chiedimi pure tutto, allora. Hai un desiderio speciale che vorresti realizzare?"

"Sì, un desiderio l'avrei."

"Di che si tratta? Riguarda l'amore, gli affari, la salute o il sesso?"

"Riguarda l'amore e il sesso, ma è una questione delicata."

"Dai, non mettermi sulle spine!"

"E sia! Ho due amanti, e ciascuno crede d'essere l'unico a godere delle mie grazie. Il problema è che mi piacciono entrambi, e direi pure... follemente. Credo di essere innamorata; ma prima che accada l'irreparabile, vorrei sceglierne uno. Puoi aiutarmi?"

"E' proprio una questione delicata. Credevo di aver conosciuto una fata e, invece, mi trovo al cospetto di una streghetta. Comunque, cercherò di farmi in quattro... Dei due uomini, fisicamente quale ti piaci di più?"

"E' difficile rispondere. Uno è alto 188 centimetri; ha i capelli lunghi e biondi, gli occhi verdi ed è palestrato. L'altro è un metro e 80 centimetri; ha i capelli neri e corti, gli occhi azzurri, longilineo, ed è particolarmente..."

"Particolarmente...?"

"Mi vergogno a dirlo."

"Se vuoi un consiglio, devi cercare d'essere sino in fondo chiara ed onesta."

"In poche parole, è particolarmente... dotato."

"… Intellettualmente? E' una persona intelligente?"

"No, stupido non è, ma neppure una cima. Dai, è imbarazzante!"

"Ok, non volevo commettere una gaffe."

"Allora, che mi dici?"

"Che posso dirti? A meno d'evidentissimi casi clinici, le misure dei genitali non sono importanti."

"Altro che! Il biondo ha il pisello corto 16 centimetri, mentre l'uccello del bruno arriva a misurarne addirittura 27!"

"Beh, mi pare che l'uomo col pene più piccolo sia normo-dotato" dico io.

"E' vero, ma con quell'affare tra le gambe, il moro mi sembra certamente più macho, ed io adoro gli uomini tutti di un pezzo, così estroversi!"

"Ecco una nuova forma d'estroversione veramente... curiosa."

Posso farti una domanda?"

"Dimmi pure."

"Tu quanto ce l'hai lungo?"

"Ti rispondo subito: Lucignolo è lungo 33 cm ed ha un diametro di 6 cm e mezzo. Lo porto a spasso tutte le sere, con la museruola e il guinzaglio; se lo lasciassi libero di esprimersi, farebbe una strage!"

"Cavolo, mitico!"

"Sto scherzando! Non l'ho mica misurato; lo feci ai tempi delle medie, e rammento d'essere stato il secondo in cima all'hit parade della mia classe. Le misure non me le ricordo, mi dispiace."

"Procurati un metro; potresti misurartelo, anche adesso.."

"Non ho intenzione di regredire ad un'età adolescenziale."

"Dai, tesoro, fammi contenta. Sono curiosa."

"Mi dispiace, non insistere. Mi troverei ridicolo."

"Peccato! Va beh. Non importa. Scusami, ma adesso devo andare; ti saluto. Ho un appuntamento con un amico che mi sta già chiamando. Ci sentiamo presto. Bye!"

"D'accordo. Sì, ci sentiamo presto, domani, magari."

"Domani, non so; vedremo... Ciao, cucciolo."

"Ciao, cuccioletta. Alla prossima."

 

Ecco, la mia prima chiacchierata virtuale era finita. La mia frivola conversazione non era stata particolarmente edificante, anche se posso dire di non essermi annoiato. Ho passato un piacevole quarto d'ora.

Devo ammettere che ruvida144 mi aveva messo addosso una tale curiosità, che quasi mi vergognavo ad ammetterla. Quanto lo avevo lungo? No, non potevo mica prendere il metro e misurarmi Lucignolo, sarei stato proprio ridicolo. Cavolo, ho 41 anni mica 17! E va bene, lo confesso, sono stato un'idiota: ho cominciato a cercare il metro, e sono regredito. Volevo proprio togliermi lo sfizio di vedere fin dove arrivava la mia curiosità tardo maschilista.

Ho passato più di 20 minuti a cercare quello che stava diventando il metro della mia stupida ossessione. Non riuscivo a trovarlo, quando mi sono ricordato di averlo visto nel mobiletto porta-scarpe del bagno.

Proprio quando l'ho avuto a portata di mano, ho considerato che dovevo eccitarmi almeno un po' per fare lievitare l'uccello. Mi sono coricato sul letto, a luci spente, ho chiuso gli occhi e... ero pronto, finalmente.

Mi sono alzato dal letto; ho acceso la lampada posta sul comodino, tirando fuori il metro, e... 16 cm di lunghezza e 5 cm di diametro: accidenti, ero normo-dotato! Quasi, mi dispiaceva. La crescita del mio pene si era arrestata ai tempi dell'ultimo anno delle medie inferiori, evidentemente. Magari, ero già stato superato in classifica da 4-5 ex compagni di classe, in quella che, da ragazzo, pareva fosse una delle mie hit parade preferite. Dovevo rassegnarmi. In fondo, le fate con cui faccio l'amore, problemi al riguardo non ne hanno mai avuti, anzi.

 Oggi c'è il sole, e i passeri metropolitani cinguettano fuori della finestra. E' proprio una di quelle giornate in cui viene voglia di fare quattro passi, anche solo per andare al lavoro. Peccato che l'ufficio disti appena duecento metri da casa.

I miei colleghi, stranamente, sono tutti ai loro posti: puntualissimi.

La signorina Rocchi, l'ultima assunta, sta già trafficando al computer. Ha poco meno di 20 anni, beata gioventù! Batte i tasti e si addentra nei meandri dei mille programmi utili alla gestione della ditta di trasporti e spedizioni presso cui lavoriamo, come se fosse figlia di Bill Gates e di Super girl. Massimini, invece, essendo il più anziano del gruppo -ma forse anche per un'innata difficoltà a metabolizzare i cambiamenti- preferisce ancora trafficare sui classici fogli di carta. E' sempre molto lento ma, bisogna pure ammetterlo, veramente efficace a risolvere qualunque problema si presenta. Con l'indice e il medio della mano destra, si gratta la testa pelata, per 19-20 secondi, e la soluzione la trova sempre, anche la più complicata.

C'è Pamela Alessandrini, poi, la femme fatale per eccellenza: trentadue anni di curve mozzafiato ed intelligenza da vendere. Anche lei ha iniziato a lavorare; ha appena inserito la password nel suo computer. Beh, è il caso che cominci a darmi da fare anch'io.

Circa un'ora dopo, mi alzo per andare al bagno.

Mentre m'avvio verso la porta del gabinetto, gli occhi mi cadono sul monitor di Pamela e... cavolo, sta chattando! Ed è la stessa chat che ho frequentato il giorno prima! Strana coincidenza, sarà una delle più conosciute e frequentate, "C6", ma è strano che anche la mia collega la conosca, ed è collegata quando, invece, dovrebbe lavorare sodo. In questo periodo non navighiamo in acque tranquille: rischiamo il licenziamento, altro che viaggiare su internet! Ecco alcuni atteggiamenti beceri che proprio non capisco: la negligenza e il lassismo. Ok, riflettiamoci sopra e stiamo calmi. Forse si è collegata solo per qualche minuto. Uscendo dal bagno, infatti, m'accorgo che Pamela non è più incollata davanti al monitor, ma sta discutendo con Gabriele Fabriano, il nostro direttore, ritenuto un vero signore da tutti; un uomo meritevole di rispetto. "Fai bene il tuo lavoro e ti lascerò vivere" questo è il suo motto.

La mia collega si è rilassata per qualche momento. Io sono andato a far pipì mentre lei è entrata su internet per cinque minuti soltanto. Il risultato è stato identico. In fondo, ci siamo entrambi liberati di un peso.

 

Finito il mio turno di lavoro, m'incammino verso casa, desideroso di rigenerarmi con una doccia calda. Per le 21, ho un invito a cena a casa d'amici: una coppia bene assortita, affiatata e simpatica. Lui lavora come architetto ed è specializzato nella progettazione di monumenti funebri. E' provvisto di un'altissima dose d'autostima. Per non smentire la fama d'individuo curioso e fantasioso, si diletta a costruire bare ortopediche. Tuttavia, da qualche mese, l'energia e l'entusiasmo per il suo lavoro vanno scemando. Lei, di contro, è un esserino delicato ed introverso, con la pelle color latte e la camminata quasi sospesa nell'aria. Pare un fantasma, a volte. E' dolce e mite; l'adorano tutti, me compreso. Si occupa delle faccende di casa, e dorme parecchio durante il giorno. La notte, invece, non riuscendo a prendere sonno, bazzica per i corridoi cercando chissà cosa. Hanno arredato l'appartamento con uno stile sobrio e spartano, eccedendo solo nell'uso del marmo bianco di Carrara. In determinati periodi dell'anno, specie in primavera, ogni angolo della casa alloggia variopinti mazzi di fiori freschi: ciclamini, gardenie, orchidee, garofani, crisantemi e tulipani olandesi. Tutte le volte che vado a far loro visita mi pare di soggiornare nell'anticamera del purgatorio. Vogliono farmi ammirare un acquisto recentissimo: un computer veloce e potente, ultimo esemplare di una prestigiosa marca europea. Cambiano automobile e componenti elettronici più in fretta di una lampadina della luce. Il mio apparecchio, quasi nuovo di fabbrica, l'ho acquistato proprio da loro. Per l'uso che ne faccio (viaggi su internet e la stesura di qualche documento) quello che possiedo basta e avanza. Non capisco come mai il mercato della nuova tecnologia sia in un momento di difficoltà. Va beh, mi rinfrescherò un po' ed andrò a trovarli.

Ho passato una gradevole serata. I miei amici, come il solito, sono stati cari e premurosi. Marco ha insistito per farmi provare la sua ultima creazione. Mi hanno pure fotografato nel catafalco. Ci rivedremo, ma non tanto presto, credo. In ogni caso, spero che la prossima volta non sia per festeggiare l'ennesima sostituzione di hardware. Questa loro mania sta diventando un'ossessione. Sarebbe meglio che cambiassero l'arredamento di casa e che lui pensasse a un mestiere diverso.

 

Eccomi qui. E' quasi mezzanotte ed ho voglia di entrare in chat. Vediamo chi c'è on line. Di Ruvida144, nessuna traccia; avrà preferito divertirsi andando a spasso per le vie del centro. Vediamo... melabacata? no, niente vermi. Ermenegilda2?" Cavolo, è la terza che ha scelto questo nomignolo, con che coraggio! Devo trovare qualcuno provvisto di un nick appetibile. Allora, secondaadestra ... sì, questa pupa m'ispira! Chissà se lavora come vigilessa? Lo scoprirò presto. Per il momento, le manderò un saluto, giusto per rompere il ghiaccio.

"Ciao!"

Passano una quarantina di secondi, ma del "pubblico ufficiale" nessuna traccia. Provo a stuzzicarne la curiosità con qualcos'altro.

"Buona sera, signora. Vorrei un'informazione. Una persona estremamente cortese e educata, appena un'ora fa, mi ha mandato a quel paese; saprebbe dirmi che strada devo prendere per arrivarci il prima possibile?"

"Sempre dritto.- Mi ha risposto, finalmente!- Percorra la prima a sinistra; prosegua per qualche chilometro e poi... la seconda a destra."

"La ringrazio. Purtroppo sono a piedi e non riesco a rimediare un taxi. Potrebbe essere così cortese da accompagnarmi?"

"Ehi, bello, vacci da solo e con le tue gambe a quel paese!"

"Che peccato! In due il tempo sarebbe passato meglio. Va beh, grazie lo stesso. Ci andrò da solo. M'avvio."

"Non avere fretta. Cammina piano; non correre."

"Mi togli una curiosità? Nella vita reale dirigi il traffico?"

"Sì, faccio il vigile. Hai qualcosa da ridire sul mio lavoro?!"

"Assolutamente. Te l'ho chiesto solo per via del nick, originale. Nervosetta?"

"Scusami. Ho appena litigato... con uno che consideravo un amico, e invece si è rivelato un coniglio.

"Capisco. Beh, se desideri non essere importunata, dimmelo pure. Non c'è problema. Non mi offendo mica."

"No, resta. Mi farà bene chiacchierare un po'."

"D'accordo. Da dove digiti? Io chatto da Ostia, il mare di Roma."

"Sì, conosco il posto; ci ho vissuto da bambina per sei anni. Ho bei ricordi. Forse è stato l'unico periodo sereno della mia vita. Io digito da Roma, quartiere San Giovanni, e mi chiamo Claudia."

"Curiosa combinazione... il mio nome è Claudio. Piacere di fare la tua conoscenza, cuccioletta."

"Non chiamarmi cuccioletta: è sdolcinato ed affettato; non mi piace!"

"Come non detto. Scusa."

Secondaadestra non mi scrive più. Per un paio di minuti circa, nella mia finestrella di chat non compare nulla. Forse è meglio che la saluti e che vada a mettermi sotto le coperte. La ragazza è di pessimo umore, e non mi pare tipo da confidarsi con uno sconosciuto. Inoltre, comincia a farsi tardi.

Proprio nel preciso istante in cui sto per chiudere la connessione ad internet, mi arriva un suo messaggio.

"Eccomi!"

"Finalmente! Credevo non volessi più chattare."

"No, è che... ho ricevuto una telefonata."

"Tutto a posto?"

"Era Marco. Notizie non buone, purtroppo."

"L'amico di cui mi accennavi prima... Sei innamorata? Avete litigato?"

Secondaadestra non risponde. Passano altri minuti... Dev'essere successo un fatto grave. Comincio a rompermi di tutte queste pause e silenzi. Non provo neppure a consolarla. Mi sono scocciato d'essere paziente. Ok, faccio un ultimo tentativo. Giuro che è l'ultimo. Se seguita ad ignorarmi, le manderò un saluto, e a nanna.

"Ehi, sei ancora li? Dai, vedrai che tutto si metterà per il meglio."

"Lo avevo supplicato di confessare il nostro amore alla moglie. Non sopportavo più i sotterfugi e gli incontri furtivi. Ci vedevamo appena due volte al mese. Cazzo, sono una donna adulta, mica una poppante! Non se l'è sentita. Non voleva che Angela soffrisse. Prima che chattassi con te, m'aveva confessato che non avrebbe mai chiesto il divorzio perché ... E' successo l'anno scorso, inaspettatamente. La moglie si è gettata dal terzo piano del palazzo dove abitavano prima, a Pescara. Per fortuna, si è spezzata solo un femore ed un paio di costole: il tetto di una bmw metallizzata ha attutito l'impatto. Stasera, senza che io sapessi nulla, Angela ha finalmente saputo di noi."

"Immagino ci sia rimasta molto male."

"Si è rigettata dalla finestra; dal secondo piano del palazzo dove vivono adesso. Al solito, nulla di grave: solo tre costole rotte ed una Porche 356 del '59, costosissima, completamente distrutta."

"Caspita, la moglie del tuo amico sceglie sempre con precisione assoluta gli spiazzi dove atterrare! Forse è il caso che trovino un appartamento al piano terra.”

"Non so se ridere o piangere."

"Che posso dirti? E' una questione delicata. Vi auguro che tutto si risolva per il meglio."

"Adesso devo andare. Meglio che esca a fare due passi. Ho bisogno d'aria; devo riflettere. Ti ringrazio e ti saluto. Buonanotte, mio paziente interlocutore. Grazie per avermi sopportato. Ciao."

"Buonanotte anche a te, secondaadestra. Spero che per il futuro tu non sia uno di quei vigili che mi commineranno l'ennesima multa per divieto di sosta; ne colleziono già abbastanza. Sogni d'oro e di corallo, principessa."

Guardo l'orologio. Caspita, è notte fonda! E' meglio che vada a dormire. A questo punto, non so proprio se, domani, riuscirò ad alzarmi alle otto per recarmi in ufficio. A causa di una problematica chiacchierata, rischio di svegliarmi con un terribile e fastidiosissimo dolore alla testa.

 

Brutta giornata! Il cielo è plumbeo. La mia emicrania è subdola e dolorosissima. La macchinetta del caffè ha la tosse e il catarro: a momenti scoppia. Il mio varicocele è più impertinente e fastidioso del solito, invoca anche oggi un'operazione chirurgica; e come ciliegina sulla torta, non funziona il riscaldamento. C'è un freddo cane! Accidentaccio, il venerdì è proprio un giorno di merda!

Oggi in ufficio mancano quasi tutti. Mi pareva strano, ieri, che i miei colleghi fossero puntuali. Evidentemente, pregustavano un fantastico venerdì sotto le coperte. Al momento ci siamo solo io e la bella Pamela. Ci salutiamo come facciamo sempre, con un sorrisino tenero, non di circostanza, ed una reciproca pacca su una spalla. L'anno scorso, meraviglia delle meraviglie, me ne ha data una sul culo... una pacca, voglio dire. Era di lieve impatto, quasi sussurrata, una carezza. In quel momento ho pensato: "Le piace il mio sedere -e chissà che uno di questi giorni non glielo mostri come mamma me lo ha fatto- oppure vuole fregarmi il portafogli". Ogni tanto ci raccontiamo di noi, dei nostri sogni e progetti. Entrambi vorremmo soggiornare per qualche tempo a Parigi; parlando in italiano e di faccende italiane con un francese, e discutendo quasi sempre in francese e di faccende francesi con un italiano: interscambi culturali, li chiamiamo noi. Sembra complicato, ma non lo è. Oggi la trovo un po' abbacchiata, ma non le chiederò il motivo del suo stato. Non voglio metterla a disagio con le mie domande; è una donna riservata e non desidero approfittarmene. Le dirò solo...

"Tutto bene, Pamela?"

"A posto, grazie."

Beh, se vorrà parlarmene lei, a disposizione. Intanto, sia pure con un po' di ritardo, è arrivato Massimini. Ha l'aria distrutta, sembra un agnellino spelacchiato.

"Ciao" - gli dico. Che succede, stai male?"

"Ho passato una notte insonne, forse sto beccandomi l'influenza, e dire che anche quest'anno mi sono vaccinato. Ho un tale raffreddore!" Starnutisce ripetutamente; sta davvero a pezzi. "Mi ci vorrebbe un kleenex a portata di naso per ogni starnuto."

"Eccoli, i tuoi kleenex. -Gli offro un pacchetto di fazzoletti di carta prelevati dal cassetto della mia scrivania- In questo periodo ne faccio incetta. A dicembre, almeno uno di noialtri si becca un virus."

"Siamo alla fine d'ottobre, smemorato! Com'è che l'hai comprati così presto?" mi dice Pamela.

"Che ne so! Forse sono un sensitivo o un uomo solerte e gentile che si preoccupa della salute altrui. Ho immaginato che Massimini avrebbe avuto la sua bella dose d'influenza, e così, siccome prevedo il futuro, mi sono premunito. Sono un mago! Tieni la tua scatola di fazzolettini soffici e puliti, Massimini, pulisciti il naso tutte le volte che vuoi. Avete un raffreddore, l'influenza? Come per magia... abracadabra! Tiro fuori dal cilindro baci e kleenex!"

"Mi sembra di ascoltare bacicadabra, il mago che vuoi tu" mi dice Pamela, sorridendo.

Per una decina di secondi circa, resto di sasso. Come diavolo ha fatto, Pamela, a sapere di bacicadabra? Vuoi vedere che ha frugato tra le mie cose e conosce la mia password? No, non è possibile, io non ho mai chattato dall'ufficio, e mi sono collegato ad internet, per la prima volta, appena due giorni fa. Non resta che una possibilità... remota, remotissima, una probabilità su un milione. Non c'è altra spiegazione: Pamela Alessandrini, la mia simpatica collega d'ufficio, romana d'adozione, ma piemontese di nascita, la donna introversa, affascinante e dai mille misteri non è altro che lei... ruvida144! Si è ricordata del mio nomignolo, comunque. Evidentemente, le è davvero piaciuto. Chi l'avrebbe mai detto, Pamela e ruvida144 sono la stessa persona. Certo, una fa parte del mondo reale mentre l'altra di quello virtuale; ma guardala come ti pare, sono pur sempre la stessa persona. E ha due amanti! E' proprio lei la pupa misteriosa che ha la bellezza di due amanti. Se lo raccontassi agli altri... No, e perché dovrei? … Assolutamente. Quella donna mi è sempre piaciuta, neanche a pensarlo. Questa scoperta la terrò solo per me. Una di queste sere, magari, approfitto delle mie conoscenze per divertirmi alle sue spalle. Bella, la mia ruvida144!

Ad un tratto, Il povero Massimini stramazza a terra!

Cerco di mantenere la calma. Lo sistemo in una posizione di sicurezza, con le gambe ben sollevate da terra, per stimolare l'afflusso di sangue al cervello. Gli sventaglio sulla faccia una rivista, la prima che riesco a scovare: il nuovo numero di Playboy fresco d'edicola, credo. Gli faccio sorseggiare anche due dita d'acqua mischiata con lo zucchero. Pare stia per riprendersi.

"Dove sono? Che è successo?" -sussurra Massimini.

"Nulla di grave. Tranquillo. Hai solo avuto un banalissimo calo di pressione e sei stramazzato a terra -dico io. Ci siamo preoccupati! A momenti rischiavamo un coccolone. Questa mattina dovevi stare sotto le coperte. Capisco che rischiamo di perdere il lavoro, ma c'è un limite a tutto, non credi? Pamela, pensi tu ad accompagnarlo? Ho l'auto in cattive condizioni”

"D'accordo. Lo porto subito via. Intanto, telefona alla moglie; avvisala che tra qualche minuto saremo da lei."

"La chiamerò io; andate pure".

Massimini, con l'aiuto di una spalla di Pamela, e di un suo seno (non so se per distrazione o volutamente, ma una mano gli è scivolata su una poppa) riesce ad allontanarsi dall'ufficio. Avverto la moglie di ciò che è successo, tranquillizzandola.

 

Sono rimasto solo. Che giornata schifosa, proprio un venerdì di merda! Il tempo si mette male: pioviggina. Che faccio? Voglia di lavorare in solitudine proprio non ne ho. Gli occhi mi cadono sulla scrivania di Pamela: è ordinata e pulita; ogni cosa è al posto giusto, il contrario della mia, decisamente. E' piena d'oggetti di cancelleria (matite colorate, penne, tagliacarte) e pupazzetti buffi: un coniglietto di peluche, un soldatino di piombo del periodo napoleonico privo di baionetta, un gattino in porcellana, ed un cucciolo d'orango scolpito nel legno. Strani accoppiamenti. Uno di questi giorni le regalo un ninnolo, magari un cavalluccio marino; mi pare di aver sentito, non so dove, che a casa ne possiede un paio. La mia avvenente collega d'ufficio è proprio intrigante, misteriosa quanto basta e sempre disponibile. E' strano che non abbia ancora trovato l'innamorato giusto. Mi accomodo sulla sua poltrona, e da una finestra schiusa fisso la pioggia battente. Mi piace il suono sincopato delle gocce d'acqua che cadono sull'asfalto; mi ricordano il periodo in cui ascoltavo il mio amico Antonio armeggiare con le percussioni -ad uno dei suoi primi concerti da studente oppure a qualche festa organizzata per allietare di musica qualche ricorrenza. Com'è volato il tempo! Vent'anni fa mi sarei avventurato sotto il diluvio solo per il gusto di provare un'esperienza nuova, mentre adesso ho timore anche solo di bagnarmi le scarpe. Sto diventando pavido e pigro. Porca miseria, non mi va proprio a genio l'idea di rassegnarmi! Quasi quasi, mi rifaccio un bagno di pioggia. Beh, forse è meglio che m'inzuppi la prossima volta, mi si chiudono gli occhi dal sonno. Ok, m'addormento solo per qualche minuto; mi sveglierà Pamela quando torna.

S'è fatto scuro, il venerdì di merda sta per finire.

Sono le 18 meno un minuto. Pamela ed io ci salutiamo. M'aspetta un week end d'assoluto riposo, mentre la mia collega andrà al Terminillo a sciare con gli amici.

 

 

Per la terza sera consecutiva, eccomi davanti al monitor del computer, di nuovo pronto a chattare. Vediamo chi c'è on line. Un nomignolo buffo mi balza subito agli occhi: bestiolina44. Immagino si tratti di una donna bella, difficilmente una ranocchia sceglierebbe di chattare con un soprannome così palesemente disarmonico. Clicco sul suo nick e... voilà, si apre la solita finestrella.

Comincio a scriverle. "Ciao, bestiolina44; hai voglia di chiacchierare un po'?"

"Certo. Anch'io ho voglia di chiacchierare."

"Io digito da Roma, e tu?"

"Da Formia, tesoro. Quanti anni hai? Sei sposato, hai dei figli, che lavoro fai? Io ho 37 anni, sono sposata, nessun pupo, e faccio la commercialista". Caspita, ecco una donna con le idee chiare.

"Ho 41 anni, sono single, non ho figli e faccio l'impiegato. Posso farti una domanda intima?"

"Dimmi pure."

"Sei felice?" (domanda imbecille, lo so, ma per la testa in quel momento mi traghettava questa frase.

"No. Sinceramente la felicità l'ho smarrita da qualche parte; un paio d'anni or sono, credo. Posso fartene una io, adesso?"

"A tua disposizione."

"Che cosa cerchi?"

"In che senso? Spiegati meglio."

"Cerchi una persona con cui fare due chiacchiere, un'amica per la vita o l'amante per una notte?"

"Cerco una fata. Può essere virtuale, anche solo per una sera, per la vita, oppure per qualche notte. Sono bacicadabra, il mago che vuoi tu. Con tutta la buona volontà e l'impegno possibile, fino a quel punto il futuro non riesco a prevederlo. Tu che cosa cerchi?"

"Per quanto mi riguarda, escluderei a priori solo la possibilità che si possa essere amanti per una sola serata o per qualche notte."

"Nel senso che accetteresti di farti un amante per la vita? Non scendi a compromessi, a quanto pare."

Prima di leggere la sua risposta, mi compare sul monitor una seconda finestrella. E' opera di una certa bella4357. Leggo... "Vuoi vedermi?" Istintivamente, immaginando che la sconosciuta, per qualche oscura ragione, voglia mandarmi una foto, e visto che per natura sono curioso, le scrivo di sì.

"Col puntatore del mouse, devi premere sull'icona della telecamera" mi scrive la nuova arrivata.

"Ma io non ho la cam."

"Ce l'ho io. Ti manderò un filmato assai piccante."

Quando sto per pregustarmi le immagini più che esplicite delle sue curve, rammento di essermi dimenticato di bestiolina. Le mando subito un messaggio, scusandomi per l'attesa, e chiedendole di pazientare perché ho ricevuto una telefonata. Mi scrive di aver capito e aspetterà che io mi liberi della chiamata.

Intanto, si è aperta una nuova finestrella e qualche secondo dopo, m'appare lei: bella4357. Mi vengono offerte alla vista, senza un minimo d'imbarazzo da parte sua, due splendide poppe. E vai, Claudio: it's a party!

"Ehilà, che graditissima sorpresa! Hai tette straordinariamente telegeniche, cara bella."

"Ti ringrazio. Vuoi vedere il resto?" Ovviamente, le rispondo di sì. Avanti tutta! Che lo spettacolo decolli!

Non sto a descrivervi la carrellata d'immagini sexy. Mi trovo comodamente seduto sulla mia poltroncina, godendomi l'eccitante filmato. Certo, mai critico cinematografico lo proporrebbe per una nomination all'oscar, ma in questo momento, non lo baratterei con nessun'altra pellicola straordinariamente ben girata.

Circa tre minuti dopo: "Devo salutarti, mio marito è tornato."

Neanche il tempo di dirle ciao, che bella4357 si disconnette. Pur essendo durato pochissimo, lo spettacolo devo ammettere che è stato piacevole. Spero che la mia insolita ed oscena nottambula mi chiami ancora. E' meglio che adesso mi occupi di bestiolina44; ne ha avuta di pazienza!

"Rieccomi! Scusami, è stata una telefonata lunga e inopinata. Se avessi saputo, stasera non ti avrei chiamato. Ti sei annoiata?"

"Ne ho approfittato per bere qualcosa di fresco."

"A noi due, allora. Beh, di che stavamo chiacchierando?”

"Aspetta che vado a rileggermi le ultime frasi... Allora, si trattava d'amanti. Io non cerco un uomo da portarmi sotto le coperte -ne ho già uno ed è anche fin troppo frettoloso e maldestro. Basta e avanza. Non sono più innamorata chissà da quanto tempo. Credo che divorzieremo presto. Sogno d'incontrare un uomo che mi rammenti di che sapore è fatto un bacio passionale o una carezza. Adoro essere coccolata."

"Beh, se dovessimo piacerci... ti faccio una proposta, perché non ci scambiamo una foto?

"La mia foto te la mando volentieri. Ma devo avvisarti, non sono quel che si dice una bellezza."

"Tranquilla, non recito al cinematografo e non partecipo a sfilate di moda."

"D'accordo, te la invio subito, allora."

Sono preoccupato, non vorrei che bestiolina44 fosse proprio una ranocchia. Beh, nel caso sarò cauto, e le spedirò ugualmente la mia foto. Si può essere amici, al dunque.

E' ora di vedere la sua immagine. Clicco sul nome del file e m'appare lei, bestiolina44. E' una foto in primo piano. E' decisamente, indiscutibilmente, orribile! Oddio, una donna più brutta, in vita mia, credo di non averla mai vista! Occhi piccolissimi, due olivette nere, senza luce. Naso carnoso, con narici esageratamente spaziose. Labbra sottilissime, di carta velina. Il tutto condito da un'espressione cupa e infelice. Quello che fa tenerezza, è l'evidente ed esagerato uso di cerone sparso sul viso per attenuare quel suo stato d'evidentissima mostruosità, unitamente alla perfetta cura delle sopracciglia. Povera infelice, deve pesarle moltissimo questo suo apparire. Spero sia tanto forte e ricca dentro.

"Hai un'espressione sbarazzina" le dico. Ti mando la mia foto."

"Ok."

Non possedendo uno scanner, le mando un'istantanea prelevata da un floppy disk. Ha uno sfondo decisamente anonimo, esattamente da studio fotografico"scatta e fuggi", ed il mio viso ostenta un'espressione seriosa. Non è quindi il massimo ma, per lo meno, una vaga idea su di me potrà farsela.

"Sei carino" mi dice.

"Grazie, ma ti confesso che vengo meglio in foto."

"Io no, nella realtà sono molto più gradevole. Ma, a scanso d'equivoci, sono cosciente d'essere brutta: una bestiolina, appunto."

"Beh, l'aspetto fisico dì una persona conta relativamente. L'importante è avere nel cassetto altre qualità."

"Ho un cassetto straordinariamente pieno di robette, tesoro, scatole e scatoline: dolcezza, pazienza, sensualità, altruismo, tenacia, sensibilità, ma non credo possano bastare. Purtroppo, la mia più che ventennale esperienza la dice lunga su quali siano le qualità che piacciono al sesso forte, non certo quelle che posseggo. Però, a voler essere precisi, ritengo di avere ancora un bel paio di tette".

"Porta pazienza, bestiolina. T'imbatterai nell'uomo giusto. Un colpo di fulmine, e l'anima gemella l'incontrerai pure tu. Nel paradiso degli innamorati, ci sono milioni di single in lista d'attesa: belli e brutti, giovani e vecchi, galantuomini e delinquenti, bulimici ed anoressici, idioti e intelligenti. In un battito d'ali di un colibrì, ci sentiremo chiamare alle spalle da qualcuno, e sempre in un battito d'ali, ci volteremo." Spero che la mia interlocutrice non pensi che l'abbia "chiamata" e che, quindi, si sia "voltata" a cercare me. Bestiolina44 non risponde. Mi viene visualizzato un messaggio, avvisandomi che si è scollegata. Mi auguro sia solo "caduta", e che non si sia volutamente disconnessa per un improvviso senso di sconforto. Internet, talvolta, gioca brutti scherzi; si disattiva il modem senza alcun apparente motivo. Dicono sia a causa di un sovraccarico della linea. Secondo me, c'è qualche idiota che si diverte a procurarci dei dispetti. E' meglio che vada a dormire o a leggere un libro. A questo punto, mi è completamente passata la voglia di chattare. Quella poveretta mi ha messo addosso una tristezza! Devo piantarla di soffermarmi sull'aspetto fisico di una persona. In questo modo nella vita non mi comporto quasi mai, e non capisco perché debba farlo su internet! O forse lo so bene... Una foto non è una chiacchierata, un qualcosa d'immaginario per gratificare la voglia di metterci in mostra. Essa appartiene al mondo reale, beh, gli si avvicina, per lo meno, ed è un mezzo per continuare a relazionarci sul serio, non solo a parole. Certo, qualcuno potrebbe ingannarci utilizzando un'immagine non sua, ma la verità verrebbe sempre a galla. Ho saputo di una coppia che dopo un anno di frequentazioni virtuali, a colpi di e-mail e di telefonate al cellulare, si è incontrata per davvero. Lui aveva inviato all'altra la foto di un amico, spacciandola per sua. Parevano innamoratissimi, una perfetta affinità elettiva li univa ma, non appena si sono visti, è crollato tutto il castello di sogni e di speranze che avevano pazientemente edificato. E dire che il bugiardo in questione era molto più bello dell'amico in foto. Si vergognava d'apparire, aveva detto a sua parziale discolpa, ma la ragazza non ha voluto sentire ragioni: era stata turlupinata.

Ieri notte ho fatto un sogno. Camminavo a passo lento, con le mani riparate dalle tasche di un cappotto, in una fredda e nebbiosa serata d'inverno. E di sicuro la città in cui passeggiavo era Torino -alle orecchie mi giungeva il belato di un gregge di pecorelle (gli "Agnelli?). Non circolava nessuno per le strade, né uomini e né macchine, e neppure puttane da due soldi: ero l'onnipotente dio del traffico. Ad un tratto, la mia attenzione era caduta sulla vetrina di un negozio d'abbigliamento, bene assortita e luccicante. In bella vista c'erano sciarpe colorate, morbidi maglioni in lana d'alpaca, abiti moderni, pantaloni alla moda, gonne lunghe e corte, soprabiti, ma ciò che mi aveva rattristato era il manichino di una donna. Stava lì, destinato ad un angolo, e non l'avevano ancora vestito. Aveva un visino dolce e rabbuiato, da gattina domestica abbandonata, come se fosse uno di quegli animaletti vigliaccamente abbandonati sull'autostrada; con dei grandi occhi vispi. Gli avevano solo appuntato sul petto un cartellino con una minuscola scritta a penna. Pareva fosse un nome: ruvida144. Non so per quale ragione o motivo recondito, ma sono entrato nel negozio. Spinto da un raptus irrefrenabile, mi sono intrufolato nella vetrinetta, ho acchiappato il manichino e l'ho portato fuori. Ho cominciato a correre... sempre più velocemente, e ridevo, ridevo, continuavo a ridere! Ad un certo punto, ho sentito un qualcosa di duro che premeva sul mio membro e che tentava di aprirsi un varco tra la lampo: era la mano di ruvida 144. "Cazzo!" ho esclamato. "Una bambola gonfiabile potrei anche farmela, ma con un manichino non saprei! Beh, ci farò un pensierino strada facendo." Mi sono fermato per qualche istante, giusto il tempo di prender fiato. Ho notato, quindi, una ressa d'automobili in fila indiana. "E' molto strano -ho detto tra me e me- solitamente, c'è sempre qualche guidatore isterico che sbraita per il traffico." Il tutto, invece, procedeva in una calma disarmante. Mi trovavo invischiato in uno di quei rari posti di blocco che di solito si vedono al cinematografo, ma che nella vita reale non capitano quasi mai. Per un momento ho avuto timore che cercassero me. No, non era possibile, dalla mia bravata era passato solo qualche minuto. Non si organizzano, così celermente, schieramenti di pubblica sicurezza tanto vasti unicamente per recuperare un manichino ed arrestarne il ladro. Così, con la mia ruvida sotto il braccio, mi sono accodato. Ad un certo punto, ho chiesto ad un serafico automobilista il motivo di quei controlli. Vengo a sapere che hanno scippato il modellino di una Ferrari testarossa al primogenito del sindaco. Accantonata la paura, ho aspettato che perquisissero pure me. Finalmente, la torcia di un poliziotto ha illuminato per qualche istante il mio viso, carezzando di luce pure quello del manichino -soffermandosi più sul suo che sul mio, quasi che al militare piacesse godere del volto di lei. "Va bene -mi dice- può passare." Per incanto, mi trovavo nell'attico di un albergo favoloso, nei pressi di un lettone a piazze multiple (ricoperto di lenzuola in seta blu, con piccoli guanciali rossi collocati nel mezzo). E' accaduto allora un evento a dir poco strabiliante: il manichino era svanito e davanti ai miei occhi è apparsa lei, ruvida144, in carne ed ossa. Era nuda e bellissima. Ostentava magnifici capelli, color grano maturo, lucenti e vaporosi. Ho pensato: “Chissà che shampoo usa?”L'ho studiata attentamente, dalla testa agli alluci. Aveva grandi occhi chiari, verdi, nocciola ed azzurri, uno strano miscuglio di colori. Labbra morbide e sensualissime, e il solito cartellino scritto a penna incollato ad un capezzolo. Sono rimasto immobile, per trentacinque o trentasei secondi; forse anche trentasette. Giocherò questi numeri al lotto, sulla ruota di Torino e per tutte le altre, magari vincerò un gruzzoletto.

 

Tre giorni dopo, ci comunicano una terribile notizia: è arrivato il benservito per metà delle maestranze. Lo ha deciso la sede centrale di Milano, in seguito ad una crisi che ha investito il settore delle spedizioni. Questo significa che uno di noi verrà gentilmente accompagnato alla porta. Massimini è distrutto; dice di essere il più anziano e che, quindi, si libereranno presto di lui. Gli facciamo coraggio e lo rassicuriamo; non è detto che sia proprio l'età, il primario criterio di scelta nel taglio della testa. Se il direttore avrà voce in capitolo farà presente ai piani alti che tra gli impiegati è proprio Massimini quelli più capace. Glielo ribadiamo in coro -soprani straordinari e tenori magistrali- ma non lo pensiamo affatto. Pur di conservare il posto di lavoro, saremmo delle serpi pronte a tutto. Nessuno di noi naviga in situazioni economiche floride, e questo riguarda anche la più giovane del gruppo, Francesca Rocchi, l'ultima arrivata. Orfana di entrambi i genitori (i suoi perirono in un incidente d'auto) sarebbe priva del sostegno di chicchessia.

I miei occhi s'incrociano con quelli di Pamela: sono umidi. Tentiamo di riprendere il lavoro. Sembriamo degli automi immersi in un ambiente a noi completamente ignoto. Massimini mette le mani tra i ninnoli di Pamela, cercando non so cosa. Francesca Rocchi si siede sulla mia poltrona, fissando il monitor del computer. Alessandrini ed io, cominciamo a discutere dei regali natalizi -ampiamente in anticipo sui tempi e come se ci fossimo completamente estraniati dal problema che ci assilla. Alle 18 e un minuto, liberiamo l'ufficio della nostra presenza.

Stasera non toccherò cibo; proprio non ho voglia di mangiare. Ho deciso: entrerò in chat. Ho sentito per telefono il mio amico Mario. Mi ha fatto il nome di una chat che non conosco: SprayDate. Dice che è interessante, anche se piuttosto complicata. Ciascuno può scrivere su di sé, redigendo un profilo personale anche piuttosto ampio; si da quindi molto spazio alla presentazione degli iscritti, cosa che, solitamente, le altre chat non fanno.

Ci ho messo parecchio a prepararlo, ma, alla fine, mi reputo abbastanza soddisfatto del personaggio. Di seguito, ecco il mio profilo.

Ciao a tutte. Ho 41 anni, sono alto 173 cm, occhi e capelli castani, longilineo, single, gradevole d'aspetto e mi chiamo bacicadabra, il mago che vuoi tu, colui che in un battibaleno rivitalizzerà i colori del tuo spirito, compreso il blu. Hai l'influenza, sei stanca o stressata, angustiata da noie insormontabili o da ansie affettive irrefrenabili? Non preoccuparti, rivolgiti a me, e tutto s'aggiusterà. Se il maritino ti ha cornificata a mitraglia, magari con l'unica vera amica che avevi, con un opinato e malefico incantesimo farò in modo che ostenti l'uccello solo per pigolare tra i campi elisi. Un bastardo di vigile t'ha notificato una multa salata e ingiustificata, e non vedi l'ora di fargliela pagare? Nulla di più risolvibile! Con la mia mirabile bacchetta magica non lo trasferirò in Sardegna (adesso vorrebbero andarci a vivere tutti) ma in una grande metropoli assediata dallo smog e dal traffico, al centro di un crocevia cosi congestionato che non riuscirà più a distinguere la sagoma di un pedone da quella di una pedina per il gioco degli scacchi. Non riesci a fare 6 al superenalotto, e vorresti dal sottoscritto i numeri giusti? Se avessi i numeri me li giocherei io; cavolo, sono un mago, mica un samaritano! Comunque, riguardo a tutto il resto, sai dove trovarmi, e mandandomi una foto nuda col tuo indirizzo (se abiti in uno stagno, non sprecare il francobollo, non rispondo alle ranocchie) saprò come trovarti. Bacicadabra a te! So cosa stai pensando, d'accordo: scrivimi pure se non sei bella (scherzavo, prima). Sono un mago gentile, uno stronzo forse ancora no.

Prima ancora che terminassi quella che reputavo l'accattivante stesura di un personaggio, mi vengono visualizzati sulla pagina di chat un certo numero di visitatori; sembrano appartenere tutti a persone del mio stesso sesso,. Cavolo, come primo approccio, sono sfortunato. Forse e meglio che cerchi da me qualche fata. Nel "trova flirt", inserisco alcuni dati che avrebbero ristretto il campo della mia ricerca. Mi colpisce un soprannome semplice ma, al contempo, buffo ed elegante: sexyelode.

Ciao a tutti -scrive. Sono vogliosa di approfondire gli studi intrapresi in materia di sessualità. Non si finisce mai d'imparare, ed io vorrei scoprire esperienze insolite e gratificanti. Se qualche luminare dell'erotismo ritiene di avere avuto funamboliche esperienze amorose, idonee ad arricchire il mio bagaglio, che si faccia avanti e me le scriva; gliene sarei immensamente grata. Astenersi persone volgari e prive d'estro.

Beh, certo che è proprio difficile affrontare un argomento simile senza cadere nella banalità o nella volgarità. Datosi che le mie competenze al riguardo mi sembrano, di primo acchito, non particolarmente rare ed originali, per l'occasione spaccerò come veritiero un romantico e mai realizzato desiderio giovanile: recarmi in Scandinavia a caccia di vichinghe.

Ciao -le scrivo. Ho letto il tuo profilo, e devo riconoscere di essere rimasto colpito dalla tua voglia di sapere. Non sono un luminare dell'erotismo, ma nel mio piccolo credo di avere avuto anch'io qualche insolita esperienza. Ti farò partecipe di un aneddoto accadutomi nell'estate del 1980; spero che lo riterrai appropriato.

Avevo poco meno di 20 anni e m'accingevo ad intraprendere un giro turistico in quel di Danimarca. Il mio compagno di viaggio era uno studente come me. Dalla vacanza, ci aspettavamo esilaranti incontri con bionde scandinave dalle cosce lunghe. In tanti, ci avevano raccontato di quanto le vichinghe amassero gli italiani. Noi, siciliani purosangue, ci sentivamo preparati a compiacerle, e per nulla al mondo volevamo deluderle. Giunti a Copenaghen, ci trasferimmo subito in albergo. Il mio orologio segnava un'ora tarda del pomeriggio. Mi sentivo molto stanco; le nordiche avrebbero dovuto pazientare. Calogero, il mio compagno d'avventura aveva scelto di uscire subito e confondersi tra la gente. Mi ficcai tra le candide lenzuola di un comodo lettone scandinavo e immantinente chiusi gli occhi. Circa trenta minuti dopo, qualcuno bussò alla porta. Assonnato e barcollante, m'alzai dal letto per aprirla. Non mi accorsi neanche d'essere privo d'indumenti. Fu allora che mi si parò davanti agli occhi una ragazza bruna coi capelli ricci. Era bella e mi sorrideva. Per nulla imbarazzata dalla mia nudità, mi disse: "Scusa per il disturbo, ma è importante... il tuo amico è rimasto vittima di incidente. Un ciclista ubriaco lo ha investito e lo hanno portato all'ospedale. Nulla di grave, tranquillo. Ha riportato solo qualche lieve escoriazione. Ho assistito alla scena in diretta e, cosi, mi sono subito preoccupata d'avvisarti. Lavoro in questo hotel come factotum, essenzialmente come interprete, e sono italiana anch'io, di Sestri levante". Solo allora, con una mano, mi coprii Lucignolo. "Mi vesto subito; poi mi dirai come arrivare in ospedale. Grazie per avermi informato. Il tuo nome?". "Simona. Mi chiamo Simona". “Io sono Claudio”. Le offrii la mano, ma la ragazza mi lanciò solo un sorriso, comunicandomi che mi avrebbe atteso nella hall dell'albergo -vestito, naturalmente . Cerco di venire al dunque... Il mio amico lo avrebbero dimesso il giorno dopo. Simona mi aveva invitato ad una festa. Eravamo tutti coetanei e un coacervo miscuglio di razze. Ad un certo punto della serata, per farla ancora più breve, avremmo dovuto bendarci gli occhi, e fare sesso con chi volevamo, semplicemente tastando il corpo di colui che avevamo di fronte. Forse a causa di qualche birra di troppo, decisi di partecipare al gioco. Spente le luci, non riuscivo a scorgere nulla. Dopo aver rifiutato goffamente le attenzioni di un ragazzo, feci l'amore con una donna, e partecipammo all'orgia. Non ho mai saputo chi fosse la ragazza; dall'odore di violetta che emanava mi sembrava fosse proprio Simona; o forse mi ero semplicemente illuso. Probabilmente, avevo giaciuto con una danese brutta e sdentata che mi aveva lanciato un sorriso "smagliante" al momento del commiato. E' tutto, il mio aneddoto è giunto al termine. Quello che mi rammarica ancora adesso e di non aver mai visto negli occhi la fata con cui quella notte feci sesso. Non posso quindi affermare di avere avuto un'esperienza originale, ma spero di essere stato comunque utile allo sviluppo delle tue ricerche. Un saluto e un sorriso. Claudio.

Clicco su "invio", e la letterina e spedita. Sono ansioso di sapere se la mia storiella sarà da lei considerata degna. Circa 10 minuti dopo, mi arriva un suo messaggio.

Caro Claudio, ho appena letto la tua lettera. Grazie per il contributo. Ho trovato l'aneddoto interessante, ciò dimostra che ci sono persone ancora fortemente legate ai sentimenti. Il desiderio di quello sguardo lo considero un momento tenero e meritevole del mio saluto. Hai compreso che la promiscuità non è pane per i tuoi denti. Seguita a comportarti in questo modo, amico mio. E' la cosa migliore da fare, credimi. La mia frivola ricerca, in fondo, è solo un gioco per riempire gli spazi vuoti della mia vita. Un bacio lungo un giorno, fino ai confini del mondo ed oltre -o appena dietro l'angolo. Barbara.

Beh, devo ammettere che, pur essendo inventata dall'inizio alla fine, la mia storiella ha contribuito a far riflettere come si deve una studentessa forse un po' troppo incline al sesso. Ehi, ma che ragionamento! Chi diavolo sono io per giudicare? La devo piantare di mostrarmi come il fratello di latte di monsignor bacchettone! Le scrivo subito un'ulteriore letterina.

Cara Barbara, ho ricevuto il tuo messaggio, ma credo che tu abbia frainteso. Non attribuirmi intenzioni diverse. Scusami, ma una volta per tutte, è meglio essere chiari. Viva il sesso nudo e crudo! Claudio."

La mia amica virtuale non mi scrive più. Mi sa che ho calcato troppo la mano. Comunque, non ho eccessivamente edulcorato, con vomitevoli e melense considerazioni, il mio solito modo d'interloquire. Odio i moralisti e i bacchettoni, li flccherei nel water irrorandoli col w.c. net. Sono le due di notte; meglio che vada a dormire.

Sul posto di lavoro, oggi ci attende una notizia esplosiva: Massimini s'e licenziato. Il nostro collega di lavoro non ha retto allo stress ed ha preferito stupire il mondo. E' stata un'azione eroica e spettacolare, pensano tutti; un gesto da fesso rinomato, penso io. Ha anticipato i tempi e ha sbaragliato il campo da possibili ripercussioni emotive, conseguenti alla nuova situazione che si e venuta a creare e che, a suo modo di vedere, gli avrebbe certamente arrecato un danno maggiore. Nello spirito, sembriamo tutti alleggeriti dall'evento; come se ci fossimo liberati di un peso: lo stipendio è salvo! Mi vergogno di me. Pure Pamela e Francesca Rocchi sembrano vergognarsi. Nessuno ha la sfacciataggine di commentare ulteriormente, con finta disapprovazione, il gesto che il nostro ex-collega ha appena avuto la scelleratezza di fare. Non ridiamo né ci disperiamo. E' lo stato d'animo migliore, credo. Cominciamo il lavoro come se non fosse successo nulla; non una battuta. In ogni caso, sarebbe solo di cattivo gusto. La mia. "ruvida144" oggi e più bella del solito. Presenta un nuovo taglio di capelli, lunghi da una parte e corti dall'altra, ed indossa un completino rosso che le cade appena sopra le ginocchia. E' decisamente sexy; ostenta femminilità da ogni parte. Mi soffermo sulle sue curve da luna park, sembro in procinto di farmi un giro sull'ottovolante, ma non ho ancora ricevuto il biglietto. Per quanto mi riguarda, la vedo su un gradino troppo in alto. Sono solo gradevole d'aspetto, purtroppo; mentre lei appartiene a tutto un altro mondo, un'altra casta. Stamani, ha voluto farmi omaggio di due pacche, una su una spalla e l'altra sul sedere, con il portafogli al solito posto. Pranzeremo insieme.

"Di', Pamela, in questo periodo stai con qualcuno?"

"Sto patteggiando, Claudio. Comunque, non continuerò a penare a lungo. Mi sono impelagata in una storia assurda, e non vedo l'ora di uscirne senza costole rotte. Vedremo. E tu?"

"Beh, io seguito a vivere da single. Ormai sono sei mesi che in una storia non recito ruoli attivi. E' un momento di stasi, capita. Certo, se incontrassi una fata come te..."

"Non mi considero una fata, una streghetta, piuttosto. Non hai paura delle streghe e dei sortilegi?"

"Beh, devo ammettere che quelli d'amore mi sono sempre piaciuti." Abbasso lo sguardo, Pamela sta fissandomi intensamente e mi sorride. Comincio a sentirmi in imbarazzo.

"Ehi, ma sei diventato rosso! Non immaginavo fossi tanto timido. Guardati allo specchio, Claudio, sei paonazzo. Sei diventato rosso come un peperone!"

Pamela ride. E' successo di nuovo, accidenti! Credevo di aver ampiamente superato le ataviche insicurezze affettive... invece, eccomi qui, imbranato come prima: "rosso peperone" è tornato. La storia si ripete! Metto le mani in tasca; tiro fuori il telefonino e le chiavi di casa. Per fortuna, non trovo scatole d'aspirine. Forse è il caso che mi spieghi.

Quando avevo 16 anni andavo spesso al cinematografo. Una sera, durante l'intervallo, a luci accese, una bella bionda prese a fissarmi intensamente negli occhi. Diventai subito rosso come un peperone. Cominciai a sudare, copiosamente; quella pupa, stava sorridendomi, addirittura. Non volevo abbandonare la sala perché il film che stavano proiettando mi piaceva troppo, e i soldi per un altro biglietto dove li trovavo? Misi allora una mano in tasca, alla disperata ricerca di un fazzoletto per asciugarmi la fronte, e m'accorsi d'una confezione d'aspirine acquistate poco prima. Un lampo di genio, una di quelle rare intuizioni che ognuno di noi ha solo un paio di volte nella vita, m'attraversò la mente come la pallottola di un fucile: dovevo far capire alla fata che il mio rossore non derivava dal mio eccessivo imbarazzo, ma da un improvviso malessere dovuto a ben altri fattori, magari a causa di un banalissimo mal di gengive. Presi la scatola e feci in modo che lei la vedesse; ne tirai fuori una pasticca e... voila, la ingoiai di colpo, senza berci nulla sopra. Quindi, mi massaggiai delicatamente una guancia, simulando la comparsa di un bruciore. Non so se la bella ragazza abbia creduto o meno al mio malore ma, comunque, mi sentii sollevato e il peperone rosso divenne una pesca rosata in meno di un minuto. Quello che ancora non sai, caro lettore, che stetti per un mese ad ingollare aspirine. Mi succedeva sempre più spesso. Bastava che una fata mi guardasse, anche solo fortuitamente o di sbieco, e sentivo il bisogno di ficcarmi in bocca quel dannatissimo medicinale. Finalmente, optai per una soluzione meno cruenta e costosa. Mostravo sì la confezione, ma per lo meno inghiottivo delle semplici caramelline. Per un anno intero, rosso-peperone aveva fatto incetta d'aspirine e di caramelline. Ancora oggi, mi chiedo: e se quel giorno mi fossi trovato in tasca delle suppostine?

C'incamminiamo verso l'ufficio, la pausa per il pranzo sta per finire. Pamela seguita a parlarmi, dice che ha sempre avuto un debole per gli uomini timidi e schivi, ma io mi sento un idiota e non dico una parola.

Di nuovo a casa. Sono le 21 e vengo assalito dalla voglia di chattare. Un po' comincia a seccarmi, questa storia; sono diverse sere che non vado fuori. Gli amici cominciano a scocciarsi degli appuntamenti disdetti e degli inviti cortesi caduti nel dimenticatoio. La scusa del dolore alla cervicale o del fastidioso varicocele non reggerà a lungo. Presto o tardi, finiranno con l'ignorarmi e smetteranno pure di telefonare. Solo allora mi renderò conto d'essere diventato un misantropo, antipatico e musone. Giuro che domani vado al ristorante; devo uscire. Una pausa di vita reale mi e assolutamente necessaria. Ma adesso non è il caso di razionalizzare; voglio divertirmi a contattare qualcuno.

Stasera entrerò su "icq". Il nomignolo creatomi per quest'ennesimo viaggio virtuale è "fioridicampo", un bigliettino da visita semplice. Spero mi dia la possibilità d'incontrare qualche ragazza all'acqua di rose, non ne posso più di donne strane e complicate. Magari avessi la fortuna d'imbattermi in una single senza schiere d'amanti al seguito, carina, provvista di una sufficiente dose d'autostima, realizzata nel lavoro e priva di marmocchietti da accudire! Forse pretendo un po' troppo da una relazione immaginaria; lascerò al vecchio e caro fato l'ultima parola.

Mentre spulcio tra le decine di nick femminili che reputo meritevoli d'attenzione o, per lo meno, degni di una cordiale visitina, mi compare la finestrella di un utente di sesso maschile, tale "Ivofaticatore"

Ciao- mi scrive. Scusami per l'intrusione. Non ci conosciamo ancora, ma vorrei visitassi il mio sito. Non sono un gay, rassicurati. Ti auguro di passare una buona serata anche se decidessi di non venirmi a trovare. Arrivederci e a presto. Ivo".

Una richiesta davvero strana. Visitare un sito alla cieca non mi sembra una buona idea. E se fosse il solito aggancio furbesco per propinarmi immagini pornografiche? Pissing, frustate, clisteri, maialate più o meno volgari non fanno al caso mio; ma visto che sono curioso per natura, diamo pure una rapida occhiata al sito di quest'indefesso lavoratore.

Clicco sull'indirizzo della sua pagina e dopo alcuni secondi entro nel covo di questo misterioso signore. La pagina del suo sito è semplice e scarna; gli unici elementi visivi presenti sono: una fotografia formato tessera, probabilmente scattata con una di quelle macchinette della stazione (raffigurante la faccia sorridente di un paffuto quarantenne -bianco come il latte, con gli occhiali da sole e il cravattino), il numero di un conto corrente bancario -scritto a caratteri cubitali- unitamente a qualche riga di spiegazione.

Ho appena finito di leggere quella che considero una richiesta talmente strampalata che quest'uomo, al posto del cervello, deve avere un contenitore dei biscotti per cani. In breve, ivofaticatore vorrebbe che ogni visitatore a basso reddito gli facesse una piccola offerta in denaro, anche solo di poche lire, da versare sul conto corrente di un noto istituto di credito; unicamente per potersi trasformare, in poco tempo e senza alcuna fatica, nel povero più ricco d'Italia. Rivolgendosi a me, come ad uno dei tanti visitatori, dice che potrei vedere finalmente materializzati tutti quei desideri che, proprio per mancanza di denaro, continuo solo a sognare. Mi sentirei così orgogliosamente rappresentato, non in parlamento -dove i politici fanno i loro comodi e diventano in un battibaleno smemorati- ma nei salotti mondani e nel jet set internazionale. Ovviamente, ogni suo viaggio sarà dettagliatamente documentato e troverà ampio spazio nelle pagine del sito. Un giorno, lo si vedrà in compagnia di una diva; il giorno appresso, potremmo trovarlo intento a prendere il sole sul panfilo di qualche principe arabo, circondato da odalische che gli spalmano il corpo di crema. Le cronache rosa o il Maurizio Costanzo show faranno a gara per raccontare le gesta audaci e spensierate di un povero Cristo divenuto improvvisamente miliardario. Il miracolo sarà reso possibile solo grazie al modesto contributo in denaro di un ardito movimento di panettieri, operai, impiegati, bidelli di scuola, casalinghe e carabinieri, straordinariamente generosi e omnicomprensivi. Dev'essere un bel tipo, costui. Quest'idea è certamente opera di un pazzo sognatore. La sua richiesta, è talmente folle che le mie cinquemila lire... le otterrà di sicuro, anzi, gliene manderò addirittura 10! All'ufficio postale, domani, una striminzita bolletta in più da pagare non peserà di certo sullo stato delle mie finanze o su quello del mio morale. Caro ivofaticatore, spero tu possa diventare presto un uomo ricco senza ammazzarti di lavoro; vorrebbe dire che qualche romantico e impossibile sogno da realizzare esiste ancora.

"Ciao, mago! Come stai?" Un messaggio di ruvida144, proveniente da "c6", fa capolino al centro del mio monitor. Cavolo, finalmente è tornata, era ora!

"Ehi, che bella sorpresa! E' tanto che non ci sentiamo. Come stai?"

"Insomma, potrebbe andare meglio."

"Problemi di lavoro?"

"No. Quelli li ho ampiamente superati. E' acqua passata, per fortuna. Mi riferisco all'amore; devo ancora scegliere il principe azzurro. Ti ho già parlato dei miei amanti, vero?"

"Sì, cara, il biondo e il bruno... Ti fanno ancora il filo?"

"Sempre più di prima. Tuttavia, comincio ad esser stufa. Per non sbagliare, penso di dare il benservito a tutti e due. Mi sono accorta di non essere affatto innamorata; mi piacevano e basta. Sono stata benissimo, ma non posso certo affermare di avere avuto una relazione seria."

"La notte che ci siamo conosciuti, mi sembravi di tutt'altro avviso. Com'è che hai cambiato idea? Che è successo? Le misure dei loro attributi non ti hanno soddisfatta?"

"L'altra sera ho scherzato di brutto; non immagini le risate che mi sono fatta alle tue spalle. Scusa."

"Ah, scherzavi! Al momento ci avevo creduto!"

"Eheheheheh, ma sul serio hai creduto che badassi alle loro misure? Non me ne stupisco più di tanto, amico mio. Se hai davvero bevuto una scemenza simile, internet deve proprio abbondare di persone ingenue. Il fatto è che... mi sono davvero innamorata. Un terzo uomo è entrato come un fulmine nella mia vita, e il sentimento che provo, questa volta, sembra proprio genuino."

Caspita, vuoi vedere che la mia ruvida144 ha perso la testa per un suo collega di lavoro? E quel collega... non posso che essere io! Magari fosse vero, una donna più bella e intelligente, dove diavolo la trovo? Wow! E vai, Claudio, ce l'hai fatta! It's a party!

"E chi è? Dai, dimmelo! - le dico- a me lo puoi confessare. Di chi si tratta? Lo conosci bene?"

"Abbastanza, non benissimo ma..."

"E' un amico, un vicino di casa, un tuo collega di lavoro? Allora, dimmi tutto. Rendimi partecipe delle tue frenesie. Sono ansioso di sapere quale bel principe ti ha fatto perdutamente innamorare.".

"Che succede? Sei strano. Ti senti bene?"

"Sto benissimo, cara. Mai stato meglio in vita mia. Sono solo curioso."

"Va bene, ti dirò tutto. Comunque, se posso darti un consiglio, misurati la pressione. Tanto normale non mi sembri. Allora, il tizio in questione, non è un amico e neppure un vicino di casa. E' un collega di lavoro; un individuo affascinante, sempre galante e premuroso. Siamo stati a cena per diverse sere. Per farla breve, è il direttore della ditta presso cui lavoro."

Rileggo attentamente ciò che Pamela mi ha appena confessato; spero di avere frainteso, ma mi rendo subito conto di aver capito perfettamente. Il principe cui si riferisce non sono io ma Gabriele Fabriano! Certo che, in questo periodo, ogni mia aspettativa in fatto di donne va proprio a farsi benedire! Mi piacevi parecchio, ruvida144, ma anche se non sarai più la mia fata, beh, ti auguro lo stesso tutto il bene che meriti. In fondo, quell'uomo è una brava persona, un galantuomo, e tu una vera signora. Un momento, ma Gabriele Fabriano è sposato! Bisogna che mi faccia dire da Pamela il suo pensiero riguardo a questa faccenda, senza tradirmi con domande specifiche. Non deve capire che sono bacicadabra. E' meglio agire con cautela.

"Auguri e figli maschi, tesoro. Allora è tutto a posto? Il rapporto procede a gonfie vele?! A quando, il matrimonio?"

"Ecco, hai toccato il nocciolo della questione: il matrimonio. Purtroppo, non è tutto oro quel che luccica. Gabriele è già sposato, e non ha intenzione di lasciare la moglie, né ora e né mai. Dice d'essere cattolico e che il divorzio, proprio per questa ragione, non lo chiederà mai."

"Che ipocrita! Intanto, è uno spergiuro. Ha tradito il giuramento stipulato davanti alla moglie e, soprattutto, davanti a Dio. Beh, potrà sempre ammettere, alla prima occasione, d'essere caduto nel peccato e di essersi pentito. Non importa se, il giorno dopo, ricommetterà lo stesso errore; potrà mondarsi lo spirito tutte le volte che vuole. Ho letto da qualche parte che, tra non molto, ogni cattolico avrà l'opportunità di confessarsi tramite il cellulare; basta che acquisti una scheda telefonica speciale, in chiesa o dal tabaccaio. Di' al tuo amato che se la compra in chiesa, gliela benedicono pure! Ci sono diversi formati di ricarica, cara ruvida, adatti a tutte le tasche; variano dalle 10 alle 100.000 lire. Forse gli converrà fare due semplici conticini. Se il tuo principe pensa di commettere solo peccati carnali, magari gli conviene quella che costa meno. E che saranno mai, 10 mila lire?!"

"Il net friend (amico virtuale) con cui eri collegato si è disconnesso": è questo, il messaggio visualizzatomi da c6.

Ruvida144 è "caduta" oppure -molto più semplicemente- m'ha mollato di colpo, mandandomi a quel paese. Devo ammettere di non essere stato un compagno di conversazione gentile e spassionato ma, nella mia situazione, vorrei vedere te al mio posto, caro lettore. Di fronte all'ipocrisia galoppante di certi signori, ironizzare sul bel principe era il minimo che potessi fare. Taluni cattolici occidentali appartengono ad una strana razza di fedeli: sfruttano il loro credo come gli pare, magari per ribadire davanti a Dio la loro natura -bassa, bassissima- d'esseri umani. Nella vita si può certamente sbagliare ma, parafrasando il detto, perseverare non è solo diabolico ma da animali!

 

Sono passati diversi mesi. Pamela è felice, convive con un simpatico dottorino conosciuto in vacanza e progetta di sposarsi nell'imminente stagione estiva. Sono contento, forse lo ha davvero trovato quel principe azzurro che tanto anelava. Non le ho mai rivelato il mio segreto, e cioè che l'uomo con cui ha chiacchierato (e si è confidata per quasi due notti intere) è un suo collega di lavoro. Ho ritenuto che non fosse necessario -per mille ragioni, una su tutte perché aveva aperto spontaneamente il suo cuore a colui che riteneva un mago, di paglia, certo, ma pur sempre un mago. Gli amici con i quali seguito a vedermi sono quelli di prima. Marco e Silvana continuano a sostituire hardware ma, per lo meno, lui ha dato definitivamente addio alla mania d'ideare fabbricati cimiteriali. Progetta case popolari per conto del comune, mentre lei ha ripreso a camminare come una donna normale. Riguardo a me, su internet ho conosciuto dozzine di ragazze, talune simpatiche ed in gamba, altre noiose e banali: donne sposate, single, divorziate, burine, di classe sopraffina, emancipate, casalinghe, in carriera, depresse o giulive, speranzose, innamorate, grasse, magre, timide, altezzose. Una fata, però finalmente l'ho trovata. Chatta col nick di alzataconpugno, un nomignolo rubato al mondo del cinema, e il suo vero nome è Laura. Ha 37 anni ed è bionda, con gli occhi marrone. E' separata da un anno e non ha cuccioli da accudire. Da tre mesi, comunichiamo grazie a "c6" e ci sentiamo per telefono, quasi tutte le sere. Non ci siamo scambiati fotografie (è una sua scelta, tassativa) ma abbiamo diverse cosette in comune. Intanto, apparteniamo al medesimo segno zodiacale (Bilancia); ci unisce la passione per le arti figurative (teatro e cinema); ci piacciono gli scrittori minimalisti; adoriamo gli animali (i gatti, in special modo); siamo entrambi meridionali e viviamo da diversi anni a Roma. Ancora, ci vantiamo della nostra magrezza, ci piace poltrire e asseriamo entrambi di non russare.

Per una sera ho accantonato il computer. Ho rivisto in tv "C'è post@ per te", con Meg Ryan e Tom Hanks nel ruolo dei protagonisti. Questa commedia americana la trovo sempre gradevole; è la terza volta che la seguo e me la sono gustata con occhi diversi. E' come se fossi dentro il film. Non mi convince soltanto un passo della sceneggiatura. Se fossi stato nella mente di uno degli autori, avrei scritto almeno una scena in un altro modo. Telefono subito a Laura; la renderò partecipe della mia idea.

Ci siamo dati appuntamento per il mese entrante, Laura ed io. Per riconoscerci, lei non mostrerà alcun fiore (nella pellicola, la protagonista attendeva trepida l'arrivo di lui, con una rosa bene in vista). Con lo sviluppo a macchia d'olio d'internet e delle chat, rischierebbe d'imbattersi in una schiera di baldi giovani in attesa, e finirebbe col colloquiare con qualcuno mai sentito prima, completamente estraneo al suo cuore, e le conseguenze sarebbero catastrofiche, non vi pare? Se non palesate il pericolo, v'invito a farvi una passeggiata, sbirciando dentro ad un qualunque locale pubblico di Roma o di Milano. Trovereste (e non esagero) almeno un paio di persone sedute ad un tavolo, ansiose e preoccupate, oppure ritte in piedi, con lo sguardo in direzione della porta d'entrata, ed ovviamente con un fiore in mano: un garofano, un tulipano o una rosa. Il nostro primo abboccamento, invece, desideriamo avvenga in tutt'altro modo. Lei mi verrà incontro con un coltello da cucina ed io con un cocomero sottobraccio. Eccola, la variazione che avrei attuato alla sceneggiatura. Alla fine di Settembre, in riva al mare, o su una sponda del Tevere, coi grilli e le cicale in sottofondo a farci da orchestrina, (fa pure rima) ci baceremo, assaporando anche qualche dolce fetta d'anguria. "E cosa vuoi di più dalla vita, un lucano?" I siciliani sono meglio, lasciatevelo dire.

Termina qui il mio lungi racconto sul mondo delle chat. L'ho dedicato a tutte quelle creature che pigiano sui tasti, con un dito o a due mani, perennemente curve e affannate, smaniose di sogni e bramose d'incontri anche solo per non morir di noia. Per ultimo, vi esporrò il pensiero di un personaggio filosofo: "romanticoromeo". Si tratta di un profilo sui generis e riguarda i chattatori. E' un nickname che ho inventato per Spray date, una chat che cesserà di esistere. Peccato, mi piaceva (nel momento in cui leggerete questo mio raccontino, avrà già chiuso i battenti; per motivi tecnici, a quanto pare).

Ciao. A quest'ora della notte stai dormendo, lo so bene. Non importa, un salutino di buon sonno ti arriverò lo stesso puntuale, magari per la notte di domani o per l'altra ancora, purché tu riesca a riposare. Faccio due passi su internet, ancora non ho voglia di dormire. Viaggio tra i resti dei chattatori incalliti, quelli che per rimediare un saluto o una scopata virtuale farebbero anche tardi al lavoro. Ma domani, pure loro, e specialmente loro, alzeranno dal letto le chiappe puntuali, perché rispettano le regole del gioco, altrimenti ne uscirebbero subito fuori. Ogni tanto m'imbatto in qualcuno con un nick curiosissimo e strano: patatina salata, per esempio, un nomignolo che naviga su "infernet" come se fosse su di un mare di vaselina e che finisce sempre per incontrare colui (o colei) con cui mai vorrebbe -e per nessuna ragione al mondo- comunicare in un altro momento del giorno o nella vita reale. Eppure, sento il suo cuore pulsare. Ella si eccita, freme, ride, piange, s'incupisce, fantastica, litiga anche, e qualche volta s'innamora. Allora capisco, finalmente, che è giunta l'ora di dormire. Buonanotte a tutti, cari amici chattatori. Sogni d'oro e di corallo, principesse. 

 

P. s.: è notoria la presenza su internet di una miriade di virus vecchi e nuovi, dannosissimi per il software e i documenti di lavoro o personali. A tal proposito, per ovviare all'eventualità che in futuro possa verificarsi una catastrofe di mastodontiche proporzioni, oltre ai soliti antivirus presenti in commercio, ai signori maschietti farò dono di un consiglio spassionato. Se fate del sesso virtuale con una bella fata, magari con una di quelle conosciute proprio su icq o su c6, abbiate l'accortezza d'indossare il preservativo.

 

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Vecchio Mara il 2017-11-18 11:49:43
è stato una lunga lettura, avevo pensato di leggerlo a pezzi (se non sbaglio lo avevi postato a puntate su net) ma poi, preso dal tuo navigare tra internet e realtà.... sono dovuto arrivare fino in fondo.... forse sarà per la lunghezza, ma diverse parti del racconto non le ricordavo hai forse aggiunto qualcosa? Oddio, magari può dipendere dal fatto che è passato un po' di tempo da quando lo avevo letto, e alla mia età la memoria va in cicoria, come dicono dalle mie parti. In ogni caso è stata una piacevole lettura, Ciao Claudio

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Antonino R. Giuffrè il 2017-11-18 11:50:22
A un certo punto ho creduto davvero che il buon Claudio coronasse il suo sogno di entrare nel cuore di Ruvida. Peccato, tifavo per lui. Ecco, questo è, a parer mio, il focus più interessante del racconto. Claudio contatta Ruvida. Claudio scopre che Ruvida è una collega. Claudio spera che Ruvida cada tra le sue braccia, dopo aver capito che […]. Tutto il resto sono appunto chiacchiere, e, come tali, non strettamente necessarie. Racconto gradevole e scritto con la solita maestria, nonostante qualche refuso (“e meglio”, un “da” senza accento” etc). Ciao grande!

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90Peppe90 il 2017-11-18 17:26:08
Riletto con gran piacere e ho fatto bene perché, pur ricordando la trama generale, non avevo memoria dei vari incontri virtuali "secondari", gustosissimi e spassosi. È lungo ma fila liscio veloce, senza intoppi e parti noiose. Ciao, Claudio!

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Massimo Bianco il 2017-11-19 23:42:27
Va beh, si sta facendo tardi, per ora mi sono letto una prima puntata, chiamiamola così. Il resto magari me lo leggo mercoledì. Per ora posso dire che non ho mai frequentato le chat e questo racconto mi conferma che non era, infatti, cosa che facesse per me, curioso però che non siano più di moda, immagino che la colpa sia di Facebook, ma in fondo i due sistemi avrebbero potuto convivere, non c'è o c'era la chat anche su facebook? E anche su Neteditor c'è stato un periodo che si chattava alla grande, ogni volta che ci entravo sentivo un brusio di fondo, prodotto da un mucchio di utenti impegnati in contemporanea nella chat pubblica, poi un po' alla volta hanno smesso praticamente tutti e alla fine è stata abolita. Comunque avrai capito che se medito di andare avanti nella lettura vuol dire che mi ha interessato, per favore dimmi però dove abita Angela, così eviterò di parcheggiare l'auto sotto la sua finestra. Ciao.

Massimo Bianco il 2017-11-22 12:48:02
Ok Claudio racconto terminato ora. E mi è piaciuto, un bello spaccato della nostra società, per lo meno di qualche anno fa. Un racconto assai riuscito su una realtà che secondo me, nasconde una forte dose di solitudine, una piaga della nostra società, almeno per molti di coloro che frequentavano tali siti. Ciao.

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Roberta il 2017-11-20 11:54:56
Chi non ha chattato scagli la prima pietra. In effetti, di che pentirsi? Certo, ne abbiamo sentite di tutti i colori, dalle persone più insospettabili: infatti pensavo che Ruvida dicesse sul serio, ho sentito anche di peggio. Il racconto però per me è davvero troppo lungo e dispersivo: ci sarebbe materia per due o tre raccontini diversi.

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BigTony il 2017-11-23 10:49:50
Ma secondo me la lunghezza non si sente. Uno spaccato di vita di quella che ormai si può considerare già un'epoca passata, storica. Racconto pittoresco e godibile, piaciuto.

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