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Destinazione Goldilocks

"PUNTO E A CAPO" Racconto Fantascienza / Cyberpunk / Steampunk

di Claudio Di Trapani

pubblicato il 2017-11-15 13:25:10


Una splendida giornata di sole a Cape Canaveral. Le condizioni ambientali per il lancio della nuova navicella spaziale Michelangelo rasentano la perfezione. Il desiderio di esplorare mondi lontani si è diffuso a macchia d'olio, e l'universo apparirà come un'immensa Cappella Sistina. Il dito indice di Adamo finirà per toccare quello del creatore.

Il lavoro di preparazione è stato lungo e faticoso: migliaia di ore passate al computer, estenuanti allenamenti trascorsi al simulatore, in palestra, correndo per le piste da corsa e nuotando in mare aperto o in piscina. Si raggiungeranno mete straordinarie che fino a pochi anni prima appartenevano più ai libri di fantascienza che alle esperienze fattibili. Le scoperte scientifiche hanno fatto passi da gigante, e nel 2076 un equipaggio composto da quattro americani e due russi, tutti di sesso maschile, è pronto a raggiungere Ross 128b, un piccolo pianeta vicino ad una stella nella costellazione della Vergine, situata a undici anni luce dalla Terra. Con degli accorgimenti matematici innovativi, il professor Geremia Brown, l'Einstein del ventunesimo secolo, è riuscito ad accorciare notevolmente i tempi di viaggio, elaborando mappe con cunicoli spazio temporali precisi al millimetro. Secondo i suoi calcoli, esattamente due anni e un mese per arrivarci.

Nelle turbolenti elezioni politiche dell'anno appena trascorso, il nuovo presidente americano è riuscito a prevalere sulla candidata rivale per un pugno di voti. Entrambi i contendenti hanno ripercorso le impetuose strade dei loro nonni, Donald Trump e Hillary Clinton. Sui temi del protezionismo e dell'intolleranza sessuale e razziale, la politica del neo presidente cavalca a spron battuto quella del nonno. Nel globo, un po' dappertutto, da decenni sono stati eretti muri altissimi, e i non americani non hanno avuto vita facile ad attraversarli. Nel frattempo, la conquista di altri mondi è diventata l'imperativo categorico della nuova amministrazione.

Dio benedica l'America! E' questo lo slogan dei convenuti a migliaia in prossimità della rampa di lancio.

Finalmente, si accendono i motori.

La forza di migliaia di fornaci spinge il razzo verso l'alto, così da poter raggiungere in pochi minuti l'esosfera.

Nei tempi previsti, la navicella si stacca dall'ingombrante ammasso metallico che l'ha tenuta fino a quel momento prigioniera, per inoltrarsi nello spazio profondo. Stabilizzata la navetta, il comandante conferma le coordinate di volo. L'equipaggio si sente più che soddisfatto; anzi, è immensamente felice. "Quando ogni uomo avrà raggiunto la felicità -diceva Dostoevskij- il tempo non ci sarà più". Il tempo esiste ancora, ma sarebbe diventato relativo per davvero. Infatti, due anni e un mese dopo...

 

Terra, qui è il comandante Smith, mi sentite?”

Nessuna risposta.

Ripeto... qui è il comandante John Smith. Comunico dalla nave spaziale Michelangelo... mi sentite?”

Adesso ti sentiamo, John, forte e chiaro.”

Ok! Siamo prossimi all'obiettivo. All'avvistamento manca poco. Qui tutto è meraviglioso, siamo emozionati come scolaretti. E' magnifico!”

Bene. Anche noi siamo emozionati, John. Dimmi, riuscite a vedere qualcosa?”

E' ancora tutto fumoso e confuso. Percepiamo solo... colori cangianti che fluttuano nello spazio e... lucine; sì, le definirei proprio lucine... e da come si accendono e spengono sembrano essere di natura artificiale. E questo vuol dire che... altri esseri intelligenti popolano l'universo! E' magnifico, Terra! E' magnifico! Dio benedica l'America!”

Puoi ripetere, John?"

Altri esseri intelligenti popolano l'universo. Non siamo soli! E' magnifico! ”

Qui siamo impazziti di gioia, John. E' magnifico, hai ragione. Dio benedica l'America!”

Non riesco ancora a crederci. Ce l'abbiamo fatta! Il sogno di una vita si è realizzato. Un momento -prosegue il comandante- vedo qualcosa di strano... Terra, mi sentite?”

Sì, ti sentiamo, John, forte e chiaro. Che succede? Che cos'altro vedi? Descrivicelo, se puoi”.

Sembra una lunga e altissima... barriera. Sì, sembra proprio una barriera... un'infinita muraglia semovente. Pare estendersi a dismisura in lungo e in largo. Ripeto, ci siamo imbattuti in una compatto e stratosferico muro alieno. Non capisco... Superare l'ostacolo è praticamente impossibile!”

Accidenti, John, ne sei sicuro?”

Sicurissimo! Non riusciremo mai a passare oltre. I sensori di bordo non riescono ad individuare il minimo varco. Aspettate, comincio a distinguere dei... cartelli. Sì, sembrano proprio dei cartelli. Vedo chiaramente dei giganteschi cartelli bianchi impressi alle pareti e, strano a dirsi, sono scritti con geroglifici maya. Il computer ha cominciato a tradurli". Dopo una lunga pausa..."Beh, ciò che ho appena avuto modo di leggere lo definirei... incredibile!”

Cosa c'è scritto su quei cartelli, John? Cosa dicono?”

Sì, ecco....

Tornatevene a casa! Eccone un altro: Non vi vogliamo! Un altro ancora: Mogli e buoi dei paesi tuoi. E poi... 'Fanculo, mister president! Ne vedo un altro..."(comincia ridere, sembra non fermarsi più).

Comandante Smith, che succede? Sentiamo dei suoni strani. Qualcuno sta ridendo? Che succede?”

Scusatemi. Sono io che rido. Ho tradotto l'ultimo cartello. C'è scritto... Babajide ama Ixmucané.* Una vera e propria dichiarazione d'amore extraterrestre, a quanto pare.

'Dannazione, John, dannazione! Che Dio benedica l'America!”

 

 

 

Nota 1: Il nome Goldilocks (riccioli d'oro) deriva dalla fiaba Riccioli d'oro e i tre orsi, dove una bambina dai riccioli biondi entra di nascosto nella casa di tre orsi e si trova a suo agio quando trova della zuppa "né troppo fredda né troppo calda", o un letto per dormire "né troppo grande né troppo piccolo", ossia quando le condizioni che trova sono "giuste" per lei. Allo stesso modo, un pianeta Goldilocks è un pianeta che si trova né troppo vicino né troppo lontano dalla sua stella, ma alla "giusta" distanza, in modo da avere acqua liquida sulla sua superficie, elemento fondamentale per la presenza di vita così come la conosciamo. Questo termine viene utilizzato, in particolar modo, per i pianeti con dimensioni simili a quelli della Terra, che è il miglior esempio di pianeta Goldilocks (annotazioni copiate dal web: ibseedintorni.com).

Nota2: Babajide, nella lingua maya, significa “Padre sta tornando a casa”; mentre Ixmucané vuol dire “ospite”.

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L'AUTORE Claudio Di Trapani

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Vecchio Mara il 2017-11-15 18:16:55
questo, anche se sono sicuro di averlo già letto e commentato, mi piace un casino. Ben ci sta agli eredi del presidente con una fetta di polenta al posto dei capelli e una tonnellata di segatura al posto del cervello, che oltre a questo si è pure messo in testa di tirar su muri di intolleranza. Bello davvero, merita tutte le stelle dell'universo questo tuo racconto. Ciao Claudio

Mauro Banfi il Moscone il 2017-11-15 18:56:08
Mi associo al bel commento di Giancarlo: la tua intelligente e ben dosata ironia crea un contrappasso cosmico che ha veramente del dantesco, che sa veramente di umana commedia alla Balzac e la trovata è geniale: è davvero paradossale che gli americani, popolo di pionieri ed emigranti per antomasia (e i loro poveri nativi l'hanno preso in quel posto per le loro maniere d'esploratori) eriga muri razzisti e neonazionalisti.

Incredibile ma vero, purtroppo: non resta che sorriderci sopra, per non piangere.

Io continuo comunque ancora a essere stupito dall'ignoranza di chi ha eletto pannocchia.

Pazzesco.

Grande Claudio

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Massimo Bianco il 2017-11-15 22:27:56
Direi senz'altro che questo racconto mi è piaciuto se non fosse che... Beh ok, questo più che un racconto di fantascienza vuole essere una satira e in quanto tale mi piace senz'altro, tuttavia lo spunto satirico è pur sempre fantascientifico e io, scusa, gradirei un più attento documentarsi in materia: non esistono stelle a 2 anni luce dalla Terra, le più vicine a noi sono le tre del citato sistema di Alpha Centauri, che dista 4,2 anni luce. Tu magari mi dirai: "veramente lo sapevo, ma chi se ne frega, mica volevo ambientare la storia in un pianeta reale, dato che è una satira il luogo è di totale fantasia, d'altronde, Massimo, ti pare che da due anni luce di ditanza il mio personaggio avrebbe potuto parlare in diretta con la base Terra? Per ascoltare la riposta avrebeb dovuto attendere anni. E' ovvio che non ho dato volutamente peso a queste che per me erano quisquilie." Giusto, giusto, ma io sono un dananto pignolo rompiscatole, che ci vuoi fare, e penso che se immaginavi la storia su di un pianeta a, che so, 11 anni luce di distanza (Epsilon Eridani si trova giusto a 11 anni luce da noi) nessuno ti poteva rivolgere appunti, tanto grazie ai da te citati cunicoli spaziotemporali il viaggio poteva durare 2 anni ugualmente. Ma ignorando questa che per una satira in effetti è davvero una quisquilia: ok, sì, il racconto mi è piaciuto e al diavolo tutte le mie chiacchiere precedenti. E vedo che sbagliavo a considerarti solo un autore umoristico, c'è molto di più in Claudio Di Trapani. Vabbeh, ho sproloquiato, ciao

Claudio Di Trapani il 2017-11-15 23:22:47
Le tue considerazioni sono più che giuste, anche perché avevo dimenticato di scrivere che nel 2039 un buco nero si piazzerà esattamente tra Alpha centauri e il nostro sistema solare (fagocitando la metà della luce di adesso; ergo, la distanza tra noi e loro passerà tra quattro a due anni luce). Circa la velocità dei messaggi audio in entrata e in uscita, tra non molto ci saranno superconnessioni (molto più veloci della fibra attuale) e Skype farà passi da gigante. A parte gli scherzi, ho solo cercato di mettere l'accento sull'assurdità di certe operazioni politiche, deleterie per l'evoluzione dell'umanità in rotta verso sistemi di vita migliori, tralasciando il resto. Beh, ti ringrazio per le letture e i numerosi commenti. Gli scritti di fantascienza al momento li ho terminati, prossimamente pubblicherò anche dei brani un po' più seri, e spero che riuscirai ad apprezzare anche quelli.
Un saluto.
Claudio

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BigTony il 2017-11-23 09:02:41
Bello, perfettamente nel tuo stile ironico, veloce e pungente. Si legge in un soffio e fa sorridere ma anche riflettere. Bravo Claudio!

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