701 OPERE PUBBLICATE   3439 COMMENTI   80 UTENTI REGISTRATI

Utenti attivi:

RICERCA LIBERA E FILTRI DI VISUALIZZAZIONE

Sezioni:    Narrativa   |    Saggistica   |    Poesia   |    Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti   |    Momenti di gioco e umorismo a premio e turismo culturale.   |   

Ricerca per genere e utente (work in progress)

Carezze

"PUNTO E A CAPO" Racconto Fantascienza / Cyberpunk / Steampunk

di Claudio Di Trapani

pubblicato il 2017-11-13 11:39:31


Il sole era tramontato già da un'ora. Nessuno, oltre lui, transitava su quei marciapiedi.

John prese posto sulla prima auto a disposizione e digitò i dati di destinazione. Il mezzo di trasporto, senza bisogno di guida, incollato ad uno dei tapis roulant secondari disseminati nella metropoli, venne convogliato nel tapis roulant principale che avrebbe indirizzato l'uomo fin quasi alla meta.

Scese dall'abitacolo e percorse gli ultimi metri a piedi.

Un navigatore posto in una piazzola riparata gli indicò la via che cercava.

Cinque minuti dopo, entrò nell'edificio -un fabbricato assai logoro, parente povero di un grattacielo.

Osservò i muri del garage pieni di murales. In bianco e nero, ritraevano persone con volti indefiniti. Chiome stilizzate con dei cerchi vuoti come faccia, prive di occhi, naso e bocca. E mani gigantesche pitturate di arancione. Come raggi di sole, invadevano gli spazi, e toccavano corpi.

Parlò al cellulare e finì per infilarsi in un ascensore.

 

- Ciao.

- Ciao, caro. Ti ha visto qualcuno?

- Tranquilla. Sono stato attento.

- Non che sia illegale, ma non amo farmi pubblicità. Chi ti ha detto di me?

- Un amico. E' un tuo cliente abituale.

- Ok -disse serrando la porta a sbarre verticali dell'ascensore- Accomodati pure. Qualcosa da bere?

-Volentieri. Basta che ci sia molto alcol.

L'uomo, relativamente giovane, prese posto su un elegante divano chiaro in pelle sintetica, mentre la donna, un po' più avanti con gli anni, cominciò a preparargli un drink da un angolo del loft adibito a bar. Entrambi ostentavano una chioma ben curata (capelli fluenti per entrambi, rossi come il fuoco per lei, color bianco-neve per lui).

Il maschio si guardò intorno: arredamento asettico, essenziale (tre seggiole in metallo, un bancone da bar, uno schermo tv gigante, che prendeva tutta una parete, dei quadri animati, un letto a una piazza, un armadio a muro in vetro-resina e il divano su cui sedeva).

- Il tuo aperitivo... Sorseggialo pure con calma. Hai tutto il tempo che vuoi.

- Grazie. Ti chiami Blue, giusto?

- Sì. E tu?

- John.

- Porti il nome di un mio ex.

Si sedette accanto a lui, a un metro circa di distanza, e lo guardò mentre sorseggiava il suo drink in un bicchiere di plastica trasparente usa e getta, variegato di colori, con un benevolo sorriso di circostanza impresso sulla faccia, truccata da geisha.

- Il tempo com'è? Fa freddo?

- Niente di che -rispose lui- 13 gradi centigradi. E un tasso d'umidità del trenta per cento.

- Già -aggiunse lei, osservando il rilevatore termico dell'ambiente esterno attaccato a una parete- Dati corretti.

Si guardarono senza parlare per diversi secondi. L'uomo ostentava un'espressione dolce; la donna, lusingata da quell'attenzione, dichiarava un piccolo sorriso, per compiacerlo.

- Cominciamo? -Fece lui.

- D'accordo.

- 300 eurodol, giusto? (Fece la domanda sfilando dal taschino del suo giubbotto una carta di credito).

-Esattamente.

La ragazza accettò il pagamento, rilasciandogli una ricevuta. Rimasero vestiti, l'uno di fronte all'altra.

- Se lo facciamo senza guanto, ti do altri 100 eurodol.

La donna aveva appena estratto da una borsa dei guanti sintetici arancioni, perfettamente sigillati, per coprirsi le mani.

- Ti assicuro che sono sanissimo. -aggiunse lui- Controlla pure, se vuoi. -Le disse indicandole il computer.

-  Forse sono io ad avere qualche problema.

-  Non m'importa.

Blue restò pensierosa per un attimo, poi si alzò.

Prese dalla borsa un oggetto metallico a forma di pennino e con la punta toccò il collo di John. Quindi, infilò la carta di credito dell'uomo nello spazio dedicato del computer. Scorsero diversi dati, finché, in un punto centrale del monitor, apparve la scritta “sano”. Acquisì così il resto della somma pattuita.

- E' andata -disse la donna. Allora, lo faremo senza guanti.

Si misero l'uno dirimpetto all'altra.

John chiuse gli occhi, e rimase in attesa.

Blue cominciò a sfiorargli il viso con le mani.

Gli ticchettò la faccia con la punta delle dita, poi proseguì con i palmi, carezzandolo. Ripeté quei gesti una dozzina di volte.

- Apri la porta del tuo giardino, John. Il sole è allo zenit. Monta su una barca di giunchi robusti e lasciati trasportare dalla corrente; prendi il largo.

I fili d'erba si colorano d'acqua.

E' piacevole sentire questo vento di brezza che ti solletica i capelli.

L'onda s'avvicina. Non ci vorrà molto.

Ecco, ragazzo, la senti arrivare.

Cento metri da te...

Quaranta metri...

Due colpi di remi per prenderla in pieno.

Dieci metri.

Un colpo di remi all'indietro.

Ci siamo...

L'uomo, raggiunto l'orgasmo, evidenziò il suo stato con un sublime gridolino di piacere.

- E' stato magnifico, Blue. Grazie di tutto-. Pronunciò quelle parole con le lacrime agli occhi.

- Di nulla. Sono felice per te. Se credi, ora ti accompagno all'ascensore.

- Prima di andare vorrei farti una domanda: sei malata?

Blue estrasse un kleenex dalla borsa e glielo passò delicatamente sulle palpebre.

 

Pianeta Terra. 14 dicembre del 2136. L'ultimo uomo provvisto di organi genitali era stato appena cremato e i media lo avrebbero comunicato alle nazioni del globo. Il processo di atrofizzazione era terminato. Non esistevano più individui con attributi sessuali evidenti. Nel 2046, un batterio pressoché indistruttibile, giunto con un meteorite dallo spazio, soprannominato luxory476, aveva trovato terreno fertile nella pelle degli esseri umani, specificatamente nel pene e nella vagina. Con una mutazione genetica generata in laboratorio, gli ovuli e gli spermatozoi erano stati convogliati nella saliva. Il bacio profondo, alla francese, rappresentava l'unico modus operandi necessario alla procreazione -a parte i tentativi di alcuni scienziati, fino a quel momento falliti, per riprodurne in vitro i medesimi effetti. La nascita del feto e lo sviluppo dello stesso avvenivano artificialmente, presso strutture mediche adibite. L'androgino aveva avuto il sopravvento. Da decenni, gli esseri umani praticavano la sessualità, per fini non procreativi, con l'ausilio esclusivo della mente, altamente sviluppata, e toccarsi senza protezione era vietato. La prostituzione era dura a morire, ma si mercificavano carezze -solo quelle.

SEGNALA ALL'AUTORE IL TUO APPREZZAMENTO PER QUESTA PUBBLICAZIONE

SEGUI QUESTO AUTORE PER ESSERE AGGIORNATO SULLE SUE NUOVE PUBBLICAZIONI

L'AUTORE Claudio Di Trapani

Utente registrato dal 2017-11-01

Scrivi qualcosa su di te

ALTRE OPERE DI QUESTO AUTORE

L'amore che non muore Poesia

E un giorno lo troveremo pure su Google Maps Narrativa

Se la memoria non l'inganna Narrativa

Strano ma vero Momenti di gioco e umorismo a premio e turismo culturale.

L'oroscopo Momenti di gioco e umorismo a premio e turismo culturale.

La crociera delle belle chiacchiere Narrativa

Vuoti a perdere Narrativa

Destinazione Goldilocks Narrativa

Carezze Narrativa

Storia di un eroe Narrativa

AGRIPNIA Narrativa

DIVIETO DI RIPRODUZIONE

E' assolutamente vietato copiare, appropriarsi, ridistribuire, riprodurre qualsiasi frase, contento o immagine presente su di questo sito perché frutto del lavoro e dell´intelletto dell´autore stesso.
É vietata la copia e la riproduzione dei contenuti e immagini in qualsiasi forma.
É vietata la redistribuzione e la pubblicazione dei contenuti e immagini non autorizzata espressamente dall´autore.

Selly il 2017-11-13 12:02:33
Lo ricordo e l'ho riletto con piacere. emozionante e tremenda questa ricerca di piacere "novepuntozero" !!

RISPONDI CON EDITOR AVANZATO
Roberta il 2017-11-13 13:05:55
La tua immaginazione e il tuo umorismo sono sempre di alto livello, Claudio. Piaciuto.molto.

RISPONDI CON EDITOR AVANZATO
BigTony il 2017-11-13 13:31:42
I futuri distopici...fonte d'ispirazione inesauribile. Qui ci hai messo del tuo per un racconto originale, focalizzandolo su un bisogno primario dell'uomo, con un risvolto finale quasi poetico. Riletto con piacere.

RISPONDI CON EDITOR AVANZATO
90Peppe90 il 2017-11-13 13:36:37
Un altro bel racconto, Claudio, in cui metti ottimamente a frutto la tua grande fantasia. A tratti toccante, questo voler trovare, in un modo o nell'altro, l'amore, l'amore fisico, e il piacere. In generale, prima ancora della parte conclusiva ed esplicativa, si avverte un senso di vuoto e tristezza permeare l'intera narrazione e che trova le sue ragioni, appunto, nella chiusura. Alla prossima!

RISPONDI CON EDITOR AVANZATO
Massimo Bianco il 2017-11-15 21:00:42
In genere leggo sempre tutti i racconti taggati fantascienza e dunque eccome qua. E nella fantascienza, si sa, alla povera umanità ne capitano sempre di tutti i colori, talvolta perchè si prende un problema del presente e lo si radicalizza e ingigantisce per stigmatizzarlo meglio, altre, ed è questo il caso, inventando ex novo senza che il problema si fosse ancora posto. Beh, la trovata è apprezzabile e il racconto mi è piaciuto con moderazione, direi che ho apprezzato soprattutto la malinconia di fondo. Ciao.

RISPONDI CON EDITOR AVANZATO