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CORDES LAKES

"PUNTO E A CAPO" Racconto Narrativa non di genere

di oedipus

pubblicato il 2021-09-04 08:42:19


CORDES LAKES
 

– Papà, quest'anno vieni al mare con noi, così se serve ci dai una mano con le bimbe?
– Dove?

– A Roseto, in un campeggio.
– In un campeggio?

– Ah papà, non ci sono più le tende al campeggio! Noi andiamo in un bungalow, e voi in una casa mobile, tanto mica starete dentro tutto il tempo!


Così quest'anno ho fatto l'esperienza, che mi mancava, del terremotato.
Sì, le case mobili sono quelle che dovrebbe possedere, smontate, la Protezione Civile, pronte a essere messe su in poche ore, quando senza preavviso accadono catastrofi sempre previste ma mai aspettate.
L'ex campeggio era bello, e noi eravamo davvero in un quartiere di terremotati: casette allineate, in fila, dal patio di legno, poggiate su blocchetti di cemento, dai soffitti bassi, camera da letto lievemente più grande del letto, saloncino - cucina grande quanto il divano, bagno da ritirata di aereo.
Certo bisogna sapersi adattare, ma non tutto è negativo. Le pareti per esempio, di laminato, sebbene siano sottilissime, hanno l’aspetto lucido e pulito e me le immaginavo stampate di colori e forme geometriche come i pannelli della sale delle mostre …
E poi la casa prefabbricata mi ha ricordato qualcosa, una esperienza di viaggio di tanti anni fa, un viaggio nel diverso, insolito e triste, ma allo stesso tempo stimolante.
Mi ha ricordato Cordes Lakes.
Cordes Lakes è un paese in Arizona, sulla strada che va da Phoenix a Flagstaff, dove finisce l'ascesa montana, innevata d'inverno, e ci si tuffarsi a valle, lungo la Sixsix, verso l'Eldorado della California.
È un paese che si trova a circa mille metri d'altitudine, di circa 2500 persone.
Cordes Lakes rispetto alla media dello stato dell'Arizona ha:

Un reddito familiare medio inferiore alla media dello Stato.
Un valore medio della casa al di sotto della media statale.
Una percentuale di popolazione di razza nera significativamente al di sotto della media statale.
Un'età media significativamente al di sopra della media statale.
Una percentuale di popolazione nata all'estero inferiore alla media statale.
Una percentuale di locazione al di sotto della media statale.
Una percentuale di popolazione con un diploma di laurea o superiore al di sotto della media statale.
Ma ha una cosa che non risulta in nessuna ricerca statistica, una cosa che mi ha colpito e che in Italia non esiste.
Ha questo:

 

una planimetria disegnata al compasso, pensata e realizzata secondo un progetto urbanistico.
In genere in Europa e soprattutto in Italia, le città crescono un po' spontaneamente: dove la gente si ferma a fare mercato in seguito nasce una piazza, dove c'è uno spazio vuoto sorgerà un palazzo e così via.
Come è stato possibile allora disegnare il paese?
La risposta è semplice: in Arizona c'è un'alta percentuale di terreno senza proprietari, demaniale, e su un terreno demaniale, svincolato, si possono fare progetti e programmi.
La seconda caratteristica di Cordes Lakes è che è completamente costituito di case pre fabbricate come questa:


A Cordes Lakes puoi affittare o comprare un lotto di terreno, puoi andare dal venditore di case, ti scegli quella che più ti piace, la ordini e al massimo in una settimana hai la casa pronta, già arredata e ci puoi andare ad abitare.
La varietà di case poi è notevole, dalla più piccola, casa mobile per terremotati, alla più sfarzosa, 300 mq con vasti garage per il parco macchine e rimessaggio – officina per gli attrezzi e gli hobby.
A me poi piace pensare a case costituite da unità modulari, da moduli integrati in modo che quando si è giovani a squattrinati si abita una casa fatta dal solo modulo di base, ma poi la tua casa può crescere con te, si può ingrandire con l’aumentare del tuo stipendio e della tua famiglia e quando tuo figlio se ne va, può portare con sé una parte della casa che ha abitato che forma una nuova unità per una nuova casa di una nuova famiglia.
E gli interni non sono mica male:



Se da un lato le case pre fabbricate sono naturalmente anti sismiche, leggere e basse, dall’altro hanno un punto debole: sono altamente infiammabili, e la cronaca californiana degli ultimi anni e quella degli incendi dei grattacieli europei di Londra e Milano (anche i grattacieli sono costruiti con materiali leggeri) ne è la prova più inequivocabile.
Del resto se costruiamo le capriate del tetto in legno e i tramezzi con pannelli di laminato compresso in legno, non possiamo poi pretendere che la casa al primo incidente non vada in fumo in pochi secondi.
Ma c’è un altro grave difetto in questo modo diverso di progettare e costruire città.
Cordes Lake è stata progettata già in considerazione di una ipotetica futura inarrestabile espansione. I lotti sono numerosissimi e rimasti invenduti e il panorama del paese è desolante.

 

 

Le case sono rare e i terreni vuoti prevalgono.
 

 


Nelle zone di vita estrema, in Norvegia per esempio, il cuore degli uomini si indurisce e le relazioni umane affievoliscono. Ognuno per sé, ognuno a casa sua, ognuno con i suoi hobby, col suo lavoro, con i suoi figli e il resto, l’ambiente esterno, può restare selvaggio e incivile.
Le strade di Cordes Lake non hanno i marciapiedi perché nessuno vi cammina, tutti escono in macchina e in fretta spariscono, per i fatti propri, oltre l’orizzonte.
Forse le autorità comunali avrebbero fatto meglio a conservare il progetto in un cassetto e realizzarlo man mano che il paese cresceva, ma forse neanche così si sarebbe ottenuta una città con i vantaggi di tanti servizi non lontano da casa.

Se quindi noi europei, e in particolare noi italiani, dovremmo imparare a accettare il diverso, accettare di costruire e abitare case pre fabbricate e più economiche (le case pre fabbricate costano circa la metà delle case in muratura e sono quindi alla portata di tutte tasche), a patto che i materiali impiegati siano ignifughi e anti sismici, è evidente che dovremmo anche fare degli sforzi per edificare città agli antipodi di Cordes Lakes, ma anche diverse e lontane dalle nostre.
Città dalle stradine strette e porticate per i pedoni ben separate dalle strade per la circolazione automobilistica e quella dei motocicli e delle biciclette.
Città che invitino a uscire, il clima caldo di questi anni sotto questo aspetto è assolutamente positivo, e a vivere in comunità, che aiutino a incontrarsi, a relazionarsi a amarsi …
Forse dovremmo eleggere come città ideale Venezia.
Città dall’urbanistica spontanea, eretta per necessità, con le strade veicolari, i canali, a un livello più basso delle calli, attraversate ogni giorno da frotte di cittadini in marcia.


 

 

 

Le case addossate, strette in un abbraccio, le calli tortuose, mai scontate che all’improvviso sfociano in un largo o in una piazzetta dall’orizzonte più vasto e luminoso, per poi subito tornare nella penombra del vicolo …

Per millenni gli uomini si sono interrogati sul perché si vive.
Nell’antichità alle classi più povere, agli uomini che a stento potevano avere cibo sufficiente a vivere lavorando dall’alba al tramonto, senza soluzione di continuità, avevano dato risposta le religioni ascetiche e populiste: si vive perché c’è un’altra vita dopo la morte, una vita veramente da ricchi!
Per chi invece aveva molto la risposta era diversa e semplice: si vive per essere felici.
Ma il problema non era ancora risolto. Come si arriva alla felicità?
Per Epicuro era semplice, soddisfacendo solo i desideri di base, quelli primordiali e ripudiando quelli non necessari.
Ma l’uomo moderno è molto diverso dagli uomini dell’epoca di Epicuro.
L’uomo moderno segue la Gerarchia dei bisogni, teorizzata da
Abraham Maslow secondo la quale soddisfatti i bisogni fondamentali ne compaiono altri, spirituali e psicologici secondo una piramide.

 

 

e nella sfera della creatività rientra senza dubbio l’arte.
Noi uomini occidentali, ricchi e colti e appagati , abbiamo bisogno, per essere felici, di essere circondati dall’arte, dalla bellezza, e sentiamo il bisogno di vivere in città disegnate e erette da artisti, mai banali, mai ripetitive, mai scontate, mai  dozzinali.
Nerone, rampollo della dinastia giulio – claudia, lui che da giovanissimo aveva avuto e posseduto tutto quello che si poteva avere ne è una prova inconfutabile: all’incendio di Roma la sognò ricostruita in modo splendido e volle trasformarsi, senza averne le capacità, lui stesso in un artista.

Purtroppo la vacanza è finita e è finita anche l’esperienza da terremotato.
Sono tornato a Roma, in una capitale uccisa da politici senza scrupoli, brutta nelle periferie come sono brutte tutte le periferie, sudicia come le sporche città indiane, i marciapiedi invasi dai rovi, la puzza delle feci dei cani in ogni dove.
Forse devo tornare a credere in un Dio, così posso sperare che la vita dopo la morte sia, essa sì, piena di felicità.

 


 

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L'AUTORE oedipus

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enrico di cesare Dopo tanto tempo sono tornato qui a leggere e ho invidiato chi scrive per puro piacere di scrivere. Mi sono riproposto di farlo anch'io, ma mi sento davvero molto arruginito.

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