707 OPERE PUBBLICATE   3522 COMMENTI   80 UTENTI REGISTRATI

Utenti attivi:

RICERCA LIBERA E FILTRI DI VISUALIZZAZIONE

Sezioni:    Narrativa   |    Saggistica   |    Poesia   |    Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti   |    Momenti di gioco e umorismo a premio e turismo culturale.   |   

Ricerca per genere e utente (work in progress)

Mauro Banfi il Moscone

Quella profonda incomunicabilità, mascherata da apertura Social web, che divide e rattrista le persone.

"VIRGOLETTE"

Saggistica

Articolo critico (generico)

pubblicato il 2020-09-06 09:34:08



"Quando Gregor Samsa si svegliò una mattina da sogni inquieti, si trovò trasformato nel suo letto in un immenso insetto".
 
 
- disegno di Robert Crumb -
 


L'incipit più amato della letteratura moderna introduce il tema dell'incomunicabilità tra persone umane, un motivo che si sviluppa in Europa dalla fine del Medioevo e che esprime l'allontanamento tra l'individuo e la collettività nel corso dei secoli, lungo cammini divergenti, e che continuano ad allontanarsi ancor di più nel Terzo Millennio della rivoluzione informatica e dell'asocialità pandemica.
Il tema trova un'espressione precisa con Franz Kafka (e altri autori come Beckett, Pirandello, Camus, Ionesco, Visconti, Bergman) nel Novecento, con capolavori come "La metamorfosi" o "Il processo".
Kafka ci mostra nei suoi racconti dei personaggi che cercano di comunicare agli altri la propria identità individuale - anche se trasformati in pesanti e voluminosi insetti - e la propria innocenza vitale - anche se la famiglia tradizionale, imprigionata nei suoi ruoli sociali omologati al potere economico e statale e la società/stato totalitario dicono che sei inadeguato e colpevole.
"La logica è ferrea, sì, ma non resiste a un uomo che vuole vivere", è la protesta di K. nel noto finale del "Processo".
"Era sdraiato sul dorso, un dorso duro, come fosse una corazza...le numerose zampe si agitavano davanti ai suoi occhi", è la consapevolezza della pesante incomunicabilità con il proprio corpo e con la propria famiglia di Gregor Samsa.
Il problema di base è che ciò che lo Stato totalitario e la famiglia tirannica si attendono dall'individuo, presuppongono in lui, è sempre qualcosa di diverso - il potere, la violenza, il denaro, il consumo, il possesso sessuale e lo sfruttamento di altri esseri umani più deboli e fragili - da quello che egli scopre in se stesso come autentico, sorgivo.


 
                                                              
                                                                           - disegno di Robet Crumb -


La "pesantezza" dello Stato totalitario e della famiglia tirannica frantumano l'individuo non solo con la violenza diretta dei manganelli o dei lager, ma anche e sopratutto con l'indifferenza, l'estraneità, con l'instaurazione di regole, comportamenti e consuetudini dove l'espressione dell'individuo non riecheggia, non rifulge più, dove ormai è persa per sempre l'armonia del mondo antico tra persona e comunità.
L'antidoto di Kafka alla pesantezza del totalitarismo del Novecento è la leggerezza, che viene per la prima volta espressa nel racconto "Il cavaliere e il secchio".


 
 

È un breve racconto in prima persona, scritto nel 1917 e il suo punto di partenza è una situazione ben reale in quell'inverno di guerra (la prima mondiale), il più terribile per l'impero austriaco: la mancanza di carbone. Il narratore esce con il secchio vuoto in cerca di carbone per la stufa. Per la strada il secchio gli fa da cavalcatura, anzi lo solleva all'altezza dei primi piani dei palazzi e lo trasporta ondeggiando come sugli arabeschi intessuti in un tappeto volante.
Alla fine della sua ricerca di combustibile viene scacciato da tutti e non gli resta che continuare la sua ricerca in volo, a cavallo di quel secchio vuoto da riempire: "Ti ho chiesto una palata del carbone più scadente e tu non me l’hai data –. Così dicendo salgo nelle regioni delle Montagne di ghiaccio e mi sperdo per non più ritornare."


 
 
 

Agli inizi del Terzo Millennio, Italo Calvino, nelle sue celebri "Lezioni Americane" s'interroga sul rimedio kafkiano della leggerezza e nella sua lezione dedicata al tema ci dà indicazioni preziose su questo tipo di lievi anticorpi:
“Prendete la vita con leggerezza. Che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore. […] La leggerezza per me si associa con la precisione e la determinazione, non con la vaghezza e l’abbandono al caso.
Paul Valéry ha detto: Il faut etre léger comme l’oiseau, et non comme la plume [Si deve essere leggeri come l’uccello che vola, e non come la piuma]."
Prima del trionfo - alquanto tronfio e spesso irriflessivo - della rivoluzione di Internet, Italo Calvino, con la sua riflessione su Cavalcanti ci ammoniva sui potenziali pericoli di una leggerezza "non pensosa" e "superficiale":

"Non potrei illustrare meglio questa idea che con una novella del Decameron (VI, 9) dove appare il poeta fiorentino Guido Cavalcanti. Boccaccio ci presenta Cavalcanti come un austero filosofo che passeggia meditando tra i sepolcri di marmo davanti a una chiesa. La jeunesse dorée fiorentina cavalcava per la città in brigate che passavano da una festa all'altra, sempre cercando occasioni d'ampliare il loro giro di scambievoli inviti. Cavalcanti non era popolare tra loro, perché, benché fosse ricco ed elegante, non accettava mai di far baldoria con loro e perché la sua misteriosa filosofia era sospettata d'empietà:    

"Ora avvenne un giorno che, essendo Guido partito d'Orto San Michele e venutosene per lo Corso degli Adimari infino a San Giovanni, il quale spesse volte era suo cammino, essendo arche grandi di marmo, che oggi sono in Santa Reparata, e molte altre dintorno a San Giovanni, e egli essendo tralle colonne del porfido che vi sono e quelle arche e la porta di San Giovanni, che serrata era, messer Betto con sua brigata a caval venendo su per la piazza di Santa Reparata, vedendo Guido là tra quelle sepolture, dissero: «Andiamo a dargli briga»; e spronati i cavalli, a guisa d'uno assalto sollazzevole gli furono, quasi prima che egli se ne avvedesse, sopra e cominciarongli a dire: «Guido, tu rifiuti d'esser di nostra brigata; ma ecco, quando tu avrai trovato che Iddio non sia, che avrai fatto?».
A' quali Guido, da lor veggendosi chiuso, prestamente disse: «Signori, voi mi potete dire a casa vostra ciò che vi piace»; e posta la mano sopra una di quelle arche, che grandi erano, sì come colui che leggerissimo era, prese un salto e fusi gittato dall'altra parte, e sviluppatosi da loro se n'andò."

Se volessi scegliere un simbolo augurale per l'affacciarsi al nuovo millennio, sceglierei questo: l'agile salto improvviso del poeta-filosofo che si solleva sulla pesantezza del mondo, dimostrando che la sua gravità contiene il segreto della leggerezza, mentre quella che molti redono essere la vitalità dei tempi, rumorosa, aggressiva, scalpitante e rombante, appartiene al regno della morte, come un cimitero d'automobili arrugginite."


Italo Calvino, "Lezioni americane"
 
In gran parte, la rivoluzione del web, non rifletterà sulle differenze tra "leggerezza pensosa e superficiale" considerate da Calvino e arriverà al suo stato attuale di decadenza, dato da una nuova ondata di incomunicabilità sostanziale tra individui.
Il problema è che ogni utente del web ha fatto del salto oltre il muro di Guido Cavalcanti un gesto di massa stereotipato, che lo porta a evitare a priori qualsiasi forma di approfondimento o conversazione di qualità con altri individui, perchè questo comporta la fatica di confrontarsi con la complessità e la diversità degli altri; perchè questo comporta la limitazione al narcismo del proprio io, che è poi il vero fulcro della superficialità Social dilagante.
Questa nuova incomunicabilità è complicata ed esacerbata poi dalla pandemia globale e dalla rivolta della natura e del pianeta Terra al peso insostenibile di noi operatori dell'Antropocene.
Una rivolta che non sappiamo gestire, pur con tutta la nostra superbia tecnica, pur con tutta la nostra decantata "scienza", che è diventata la nuova religione dell'umanità.
Invece io ascolto creature viventi che gridano, sento il pianeta che urla di dolore e osservo noi esseri umani che, come balene e delfini spiaggiati perchè confusi e frastornati dai sonar dei sommegibili atomici, abbiamo perso l'orientamento.
Siamo sordi, non lo vogliamo ascoltare quel grido di sofferenza.
Siamo ciechi, non vogliamo più guardare gli sguardi dei bambini che c'implorano d'indicare loro un nuovo orizzonte di vita e di gioco.
Siamo muti, non vogliamo più parlare tra di noi, perchè non abbiamo più niente dentro da comunicare.
E sarebbe meglio dedicare più ore alla lettura di Franz Kafka e di Italo Calvino che ammazzare la vita e il tempo compilando slogan banali e privi di significato su Instagram o WhatsApp.
Sappiamo solo schifare, snobbare, evitare e saltare oltre il muro - come Cavalcanti di serie Z, prevenuti e imprigionati nella routine del nichilismo - per evitare qualsiasi coinvolgimento che non sia l'espansione del nostro Ego e che ci strappi fuori dalla tana in cui ci siamo rinchiusi.
E intanto quel secchio di Kafka vola nel cielo, in cerca di essere riempito di ricerca e bellezza: vola senza più nessun essere umano come cavaliere.



 

 

SEGNALA ALL'AUTORE IL TUO APPREZZAMENTO PER QUESTA PUBBLICAZIONE

SEGUI QUESTO AUTORE PER ESSERE AGGIORNATO SULLE SUE NUOVE PUBBLICAZIONI

L'AUTORE Mauro Banfi il Moscone

Utente registrato dal 2017-11-01

Visual storyteller, narratore e pensatore per immagini. Mi occupo di comunicazione tramite le immagini: con queste tecniche promuovo organizzazioni, brand, prodotti, persone, idee, movimenti. Offro consulenza e progettazione del racconto visivo per privati, aziende e multinazionali. Per contatti: zuzzurro.zuzzu@gmail.com

ALTRE OPERE DI QUESTO AUTORE

Quella profonda incomunicabilità, mascherata da apertura Social web, che divide e rattrista le persone. Saggistica

VOLEVO NASCONDERMI di Giorgio Diritti, con la straordinaria interpretazione di Elio Germano Saggistica

Se sai, sei ( la saletta di Diana e Atteone nella rocca Sanvitale di Fontanellato) Narrativa

Ristle-tee, rostle-tee... (lievi problemi con la Didattica A Distanza) Narrativa

Capitan Shiloh - a P.B.Shelley - Narrativa

NEL COVO SEGRETO DI MIO PADRE: recensione del film "In My Father's Den" di Brad McGann Saggistica

SIAMO ANCORA TUTTI IN PERICOLO Saggistica

La misteriosa sparizione del fiume Po Narrativa

Ma quella del web è vera dialettica, e quello della didattica a distanza è un vero dialogo? Saggistica

Come avete tenuto in ordine la vostra libreria personale durante la pandemia? Saggistica

IL NICHILISMO ESTATICO/RADICALE DI RUST COHL E DI HUGH GLASS Saggistica

SCUOTENDO I TERRIBILI E AMARI FRUTTI DELL'ALBERO VIRALE Saggistica

IL CERCATORE DI FULMINI - il primo sigillo - (lampo c'è!) Narrativa

IL GRIDO DI MIRDIN Narrativa

LIBERO (io che ero - un falco pellegrino - davvero, libero e fiero) Narrativa

SWIFT REVELATIONS Narrativa

LIBERAZIONE - DISCORSO DEL MOSCONE, IN UNO SGABUZZINO, ALLA NAZIONE - a sfiga unificata - Narrativa

DIALOGO TRA UN RONDONARO, CAPITAN RONDONE E LA NUVOLA Narrativa

MIRDIN: NELLA TERRA DI NESSUNO Narrativa

IL MEDIUM DEL SILENZIO Narrativa

Una nuova Pioggia/Pentecoste per tutti noi Poesia

QUANDO SI SONO APERTE LE PORTE DELL'INFERNO: E IL VIRUS HA COMINCIATO A CAMMINARE SULLA TERRA... Saggistica

LA DIFFERENZA TRA I VIRUS E GLI ESSERI UMANI Narrativa

MIRDIN IL DRUIDO: in viaggio verso la quarta dimensione Narrativa

Il mondo finisce oggi e io non lo sapevo... Narrativa

MIRDIN: nemeton, il faro sovrannaturale Narrativa

PANICO Narrativa

CORSI E RICORSI STORICI Saggistica

Siamo fiori che vogliono sbocciare e non limoni da spremere Saggistica

TERRA INCOGNITA di David Herbert Lawrence - traduzione di Mauro Banfi Poesia

IGNORANTOCRAZIA (e analfabetismo funzionale) Saggistica

SACRILEGIO! - seconda parte de "Il racconto del vecchio Lupo di mare", da Coleridge Narrativa

IL SECONDO ANNIVERSARIO DI P.I.A.F. (PAROLE INTORNO AL FALO') CON IL DEMONE BABELION Narrativa

Il racconto del vecchio Lupo di mare (liberamente tratto dal poema di Samuel Taylor Coleridge) Narrativa

I DECANI: ritornando all'Umanesimo e al Rinascimento Mese di Ottobre: La visione nella casa di Giulio Romano Saggistica

I DECANI: ritornando all'Umanesimo e al Rinascimento Mese di Settembre: PAN & PROTEO Saggistica

I DECANI: ritornando all'Umanesimo e al Rinascimento Mese di Agosto: Eros e Psiche, il mito della Rinascenza Saggistica

I DECANI: Ritornando All'Umanesimo e al Rinascimento: mese di Luglio: HOMO OMNIS CREATURA, Giuseppe Arcimboldo Saggistica

Quando lo scrittore di narrativa fantastica diventa l'imbonitore e il guitto di se stesso - provo tristezza -. Saggistica

I DECANI: Ritornando all'Umanesimo e al Rinascimento Mese di Giugno: VIRTUTI S.A.I - VIRTUTI SEMPER ADVERSATUR IGNORANTIA- VIRTUS COMBUSTA/ VIRTUS DESERTA Saggistica

I DECANI: Ritornando all'Umanesimo e al Rinascimento Mese di Maggio: DENTRO LE PRIMAVERE Saggistica

LA PRIMA E ULTIMA VOLTA CHE PARTECIPAI A UN RADUNO DI SCRITTORI LITWEB Narrativa

I DECANI: RITORNANDO ALL’UMANESIMO E AL RINASCIMENTO Mese di Aprile - L'amore per gli animali di Leonardo da Vinci - Saggistica

Chi ha ucciso Neteditor? Narrativa

I DECANI: ritornando all'Umanesimo e al Rinascimento Mese di Marzo : Giulia, figlia di Claudio Saggistica

Il veliero nella bottiglia Narrativa

I DECANI: ritornando all'Umanesimo e al Rinascimento MESE DI FEBBRAIO: Ade e Trasfigurazione Saggistica

LA NUTRIA E LO ZOO SERIAL KILLER Narrativa

I DECANI: Ritornando all'Umanesimo e al Rinascimento MESE DI GENNAIO: DUMQUE SENEX PUER Saggistica

IL BASTONE DI KOUROO (scritto per un altro nuovo anno) Narrativa

I DECANI: ritornando all'Umanesimo e al Rinascimento MESE DI DICEMBRE: quella decadente mancanza di senso nelle immagini attuali del web. Saggistica

OPERA STARDUST: "Falcon Tempo" di 90Peppe90 e Mauro Banfi Narrativa

Parliamone insieme...Scrivere per se stessi, per pochi altri o per tanti? Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti

I DECANI: ritornando all’Umanesimo e al Rinascimento MESE DI NOVEMBRE: il silenzio Saggistica

UN ANNO VISSUTO CON PAROLE INTORNO AL FALO’, ZONA DI CONFINE Saggistica

Partenariato col gruppo facebook "H.P.LOVECRAFT: IL CULTO SEGRETO" Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti

Partenariato col gruppo facebook "Weird Italia" Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti

Partenariato col gruppo facebook H.P. Lovecraft - Italia Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti

SAINOPSYS - VOX! by Mosco* Poesia

Parliamone insieme...Il chiaroscuro critico Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti

FAR WEB: lo spacciatore di sinossi - prima puntata - Narrativa

FAR WEB (lo spacciatore di sinossi) Narrativa

Non davvero ora non più Narrativa

Il caso Publius Vesonius Phileros: un litigio di duemila anni fa. Narrativa

Parliamone insieme...Obsession/Possession Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti

Solo per conversare un po’ insieme… Parole Intorno Al Falò, stagione 2018/2019 Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti

L'ultimo giorno sulla terra di Manji, il vecchio pazzo per la pittura Narrativa

Partita a Shogi con la nera Signora Narrativa

A spasso per il monte Fuji, in cerca di vedute Narrativa

Voglio vivere come Hokusai - il trailer - " Hitodama de yuku kisanij ya natsu no hara" Narrativa

Pensieri e immagini per l'estate (II) Narrativa

Pensieri/immagini per l'estate (I) Narrativa

Sia santificato il tuo nome, vita Narrativa

La visione del Dottor Mises Narrativa

IL PROBLEMA DEL RICONOSCIMENTO NEI SITI LETTERARI WEB Saggistica

UN AUTUNNO E UN INVERNO IN COMPAGNIA DI UN'ALLEGRA BANDA DI CINCE Narrativa

FERMATE WHATSAPP, VOGLIO SCENDERE ! Saggistica

YUHLA WICHASA Narrativa

"Fantasmi di oggi e leggende nere dell’età moderna" di Amanda Righetti Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti

APOLOGIA DI EMILIO SALGARI/ LA FORMIBABILE CASSETTA DI EMILIO SALGARI Narrativa

TRA MOSTRI CI S'INTENDE Narrativa

Quando si svegliò, il dinosauro era ancora lì... Narrativa

Erik Sittone Narrativa

MOSCO BLUES (LA MANIA) Narrativa

Se mi votate abolirò la morte Narrativa

QUALCOSA ERA SUCCESSO di Dino Buzzati Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti

VIAGGIO NEI SIMBOLI DI P.I.A.F. (Parole Intorno Al Falò): DISTOGLI LO SGUARDO DA UN'ALTRA PARTE Saggistica

FILO': La borda dell'argine vicino a Po Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti

AUTORI VARI (A.A.V.V.) presentano: FILO' Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti

Lo Spirito di P.I.A.F. Saggistica

IL BACCO DI MICHELANGELO Narrativa

IL COMMENTO E' UN DONO Saggistica

IL RITROVAMENTO DEL LAOCOONTE Narrativa

OPERA AL GIALLO Narrativa

IL SOGNO DELL'UNICORNO Narrativa

TUSITALA di Rubrus e Mauro Banfi il Moscone Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti

MOOR EEFFOC Saggistica

La leggenda del Grande Inquisitore Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti

IL LUPO OMEGA Narrativa

LE PECORE CINESI (PIETA' PER LA NAZIONE) Narrativa

Gesù cristo era uno zingaro Poesia

IL SETACCIO Saggistica

Il primo volo della cicogna bianca Narrativa

QUELLA NOTTE A LE CAILLOU, PRIMA DELLA BATTAGLIA DI WATERLOO Narrativa

Che cosa sogna la mia gatta? Narrativa

DIVIETO DI RIPRODUZIONE

E' assolutamente vietato copiare, appropriarsi, ridistribuire, riprodurre qualsiasi frase, contento o immagine presente su di questo sito perché frutto del lavoro e dell´intelletto dell´autore stesso.
É vietata la copia e la riproduzione dei contenuti e immagini in qualsiasi forma.
É vietata la redistribuzione e la pubblicazione dei contenuti e immagini non autorizzata espressamente dall´autore.

Rubrus il 2020-09-06 14:30:34
redo - o almeno questa è l'impressione che ho avuto - che la sensazione centrale trasmessa dalla "Metamorfosi" sia il senso di inadeguatezza di K. Di non appartenere al mondo, che è ostile o indifferente (una affinità con HPL). K è insetto sempre e tutti, lui compreso, lo hanno sempre saputo, tant'è che nessuno manifesta stupore per la trasformazione. La tragedia è infatti limitata, per sottrazione, al non essere più K idoneo al mondo produttivo in cui è stato fino a quel momento inserito, di non poter più andare al lavoro, portare a casa lo stipendio, avere il minimo indispensabile di vita sociale. Nel momento in cui altri (la sorella) lo sostituiscono in queste funzioni (ma il suo ruolo è sempre stato precario, questa consapevolezza sotterranea pervade tutto il racconto) K può levarsi di torno e morire. L'idea dell'"insetto" come "outisder" l'ho ritrovata nel film di Cronenberg, in cui Jeff Goldbum, ormai consapevole del proprio destino afferma di aver sempre avuto la sensazione di essere stato un insetto e di aver sognato, per un istante, di essere umano. Ma ora il sogno è finito e l'insetto è tornato.    Su altri temi sollevati dall'articolo lascio la parola ad altri interventi, se verranno.

Mauro Banfi il Moscone il 2020-09-06 18:47:34
La metamorfosi è una storia di porte che si aprono e si chiudono. E, soprattutto, che vengono chiuse a chiave o forzate.
Ma vengono divelte dall'abbrutente violenza silenziosa della consuetudine.
La metamorfosi di Gregor non è un miracolo, e lo stesso protagonista non resta molto sconvolto dalla sua mutazione.
Semplicemente è qualcosa che gli capita; e lui non ha altra scelta se non adattarsi.
In questo trovo una grande attualità con l'incomunicabilità travestita da finta apertura Social: i violenti cambiamenti che stiamo subendo (l'era dei centri commerciali on line, l'arte svenduta gratis, l'asocialità coatta pandemica, l'odio diventato comunicazione corrente), ci costringono ad adattarci a qualcosa d'estraneo alla nostra umanità; come Gregor diventiamo irriconoscibili a noi stessi, perché il commesso viaggiatore Samsa nella propria stanza è diventato l'irriconoscibile stesso, non più solo straniero - come in altra narrativa kafkiana - ma biologicamente estraneo. E al medesimo tempo, Gregor Samsa è immerso nelle situazioni più comuni e quotidiane.
Mangiare il proprio pane a tavola e non aver nessun con cui fare due chiacchiere seduti al desco.
Questa la cifra della grande arte di Franz Kafka.
Porte aperte per alimentare l'enorme insette ma porte chiuse per condivedere emozioni umane tra umani.
Ciao Roberto.

Rubrus il 2020-09-07 10:51:13
E' vero, le porte hanno un ruolo nella economia del racconto. La maggior parte dei dialoghi avviene attraverso di essa. E, naturalmente, Gregor non è un ribelle. Egli vuole far parte del mondo da cui la stessa natura lo esclude. Anzi, direi che si percepisce che quella è la natura del mondo... ma non la vera natura di Gregor, che inopinatamente emerge. Se così non fosse, la separazione sarebbe meno lacerante. Per tutto il racconto Gregor cerca di essere come gli altri, di tornare l suo posto, ma fallisce necessariamente . Credo che il cuore dello straniamento sia proprio nel mostrare un mostro che dentro è perfettamente umano e cerca di esserlo anche fuori (fin qui, l'insetto è un po' come la creatura di Frankenstein, poi le storie dei due personaggi divergono). Sulla semplicità o leggerezza di cui parla Calvino c'è poco da aggiungere: la prosa della Metamorfosi è precisa, chiara, semplice, non allusiva, non metaforica, non retorica, non ammiccante, sintetica, sintatticamente piana, non artificiosa: non mira alla "meraviglia" se non mostrandoci il fatto in sè nella sua nudità. Una prosa per sottrazione, dicevo. E' come se (anzi, sono convinto che) dopo averci ben pensato su e aver avuto un'idea narrativa e un messaggio chiari e distinti l'autore abbia tolto tutto quello che non serviva. Abbia, anzi e anche, lasciato libero il lettore di fermarsi alla superficie, rinunciando a un portatore di senso esterno o interno (rinunciando alla presenza di un narratore onnisciente, insomma) confidando che proprio l'estrema chiarezza della scrittura diventasse trasparenza sufficiente a far capire al lettore che, sotto la storia della Metamorfosi ci sia materiale su cui, volendo, si può pensare. Insomma, mentre in questa narrativa "semplice" l trucco c'è ma non si vede o si intravede appena (giusto il minimo indispensabile) - ed ecco perchè essere semplici è complicatissimo -(tanto per cominciare, come dicevo, occorre avere delle idee chiare e distinte, delle res catoniane cui far seguire i verba e resistere alla vanità di giocare con le parole per il mero gusto di farlo). In altra narrativa c'è solo il trucco ossia la assoluta prevalenza della forma sul contenuto ed è tipico delle poche decadenti come la nostra): un trucco che c'è e oltre a vedersi vuole essere visto. In altra ancora, dietro la semplicità non c'è niente e allora, spesso, la si spaccia per spontaneismo, espressione autentica dell'emozione senza i i vincoli della forma e bla bla bla. La differenza tra buona e cattiva narrativa sta qui, nel difficile rapporto e nel corretto equilibrio funzionale tra forma e contenuto non nel genere ovvero nell'argomento trattato .

Rubrus il 2020-09-07 14:21:16
Un’ultima riflessione per non parlare dei massimi sistemi – chè tanto non si viene a capo di nulla.
Non so se ci rendiamo conto di quanto subdola possa essere la manipolazione delle nostre vite.
Mi riferisco alla pubblicità del dispositivo Sky, la prima, quella tickling, come si dice in gergo, cioè che non ti dice esattamente che cosa si sta reclamizzando.
C’è un tale barbuto che sostiene che qualcuno (“chi” non lo rivela) dice che c’è una rete potente che collega le persone.
Il barbuto risponde “facile, l’amore”.
No, replica subito dopo, l’amore è complicato.
Quello di cui si sta parlando crea connessioni altrettanto potenti, ma è semplice.
Ora, a me pare che il sottotesto – ma mica tanto sotto, lo si intravede benissimo – sia “questa roba qui (e non ci vuole Sherlock Holmes per capire che si sta parlando di un qualche aggeggio che ha a che fare col web) è potente come l’amore ma più semplice”.
Ergo, è meglio. Un surrogato preferibile all’originale.
Ora, non credo di essere un romanticone, ma a me questa roba qui fa venire i brividi e senza bisogno di ricordarmi che Skynet è l’intelligenza artificiale che, nella saga di Terminator, scatena la terza guerra mondiale.
E il brutto è che non te ne accorgi – quanti di noi prestano davvero attenzione alla pubblicità? - o almeno non te ne accorgi razionalmente. Ma penso che a livello subcosciente sia tutt’altra faccenda e sappiamo che, oggi più che mai, la tecnologia vellica il nostro io affinché prenda decisioni bastate sull’emozione, sull’irrazionale, sull’istinto (anche a livello politico, ma appunto non parliamo dei massimi sistemi).
Ciliegina sulla torta, la canzone che si sente in sottofondo s’intitola “Hypnotized”, anche se va detto che il testo (ho controllato) ha un senso completamente diverso e, anzi, opposto.
Ovviamente ‘sta roba qui mi ha fatto venire in mente un racconto piuttosto inquietante (“Lo zio matto”). E non chiedetemi, a questo punto, da dove prendo le mie idee e perché le mie storie abbiano un certo taglio.

RISPONDI CON EDITOR AVANZATO