793 OPERE PUBBLICATE   4095 COMMENTI   81 UTENTI REGISTRATI

Utenti attivi:

RICERCA LIBERA E FILTRI DI VISUALIZZAZIONE

Sezioni:    Narrativa   |    Saggistica   |    Poesia   |    Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti   |    Momenti di gioco e umorismo a premio e turismo culturale.   |   

Ricerca per genere e utente (work in progress)

Rubrus

A proposito di Sherlock Holmes Padre Brown e l'ombra di Dracula

"VIRGOLETTE"

Saggistica

Saggistica

pubblicato il 2020-07-13 15:47:16

Sono uno di quelli che ancora compra ogni tanto i romanzi in edicola. Anzi, compra i romanzi da edicola (ammesso che questa categoria esista ancora) facendosi guidare spesso dal titolo (sarà l’età). Più o meno d’impulso, quindi, ho comprato e ora vado a parlare di “Sherlock Holmes, Padre Brown e l’ombra di Dracula”. Lasciata da parte la questione legale – non sono del tutto sicuro che i diritti su Padre Brown siano liberi - mi soffermo su una riflessione che si può fare su queste due figure della cultura popolare che, come spesso accade, possono dire molto con poco. La trama è presto detta: Holmes e Padre Brown, coi rispettivi sodali Watson e Flambeaux, sono chiamati a indagare in quel di Grassobbio (provincia di Bergamo) dove, in un villaggio industriale sorto nei pressi di un cotonificio, sono stati rinvenuti alcuni cadaveri completamente dissanguati e con due fori sul collo, come se fossero stati assaliti da un vampiro. Non dico altro perché è un giallo, ma non è tutto adorabilmente trash o kitsch? Nella prefazione l’autore riporta un giudizio di Gramsci il quale, nell’affermare la maggior bravura letteraria di Chesterton rispetto a Doyle, sostiene in estrema sintesi (ma tanto potete trovare il passo anche sulla pagina di wikpiedia dedicata a Padre Brown) che Holmes è il detective intriso di cultura razionalista e protestante, Padre Brown invece raffigura l’approccio cattolico alla modernità, spesso critico e rivolto più al passate e all’uomo, piuttosto che al presente, al futuro e alla macchina. L’autore, pur confessando un maggior apprezzamento per Chesterton come scrittore (nel quale vede l’annunciarsi di Simenon, di Maigret e del suo “io non ho un metodo”) e anche per il prete – investigatore rispetto alla “macchina pensante” Holmes, solleva alcune perplessità sull’interpretazione di Gramsci. Personalmente, concordo. A mio parere non è solo una questione di protestante /cattolico (etica calvinista del lavoro, lettura weberiana ecc), ma di date. Il primo romanzo con Holmes è del 1887, il primo con Padre Brown del 1911. Sono passati venticinque anni. Holmes è intriso, anzi è l’espressione della realtà positivista e dell’approccio positivista al mondo: la scienza, la tecnica, i fatti, la logica, sono “il” metodo per capire la realtà. Un metodo infallibile la cui vittoria finale, seppure difficoltosa, seppure lontana nel tempo, è inevitabile. Il criminale è, come un virus, un male e la moderna scienza dell’investigazione la cura. Non a caso, Doyle era medico. Non a caso, però, Doyle non fece quasi mai scavallare al suo personaggio il crinale del XIX secolo. Intuiva – e quindi forse era più scrittore di quanto Gramsci pensasse – che nel XX secolo qualcosa si andava incrinando. E infatti il racconto con Holmes più in là nel tempo è ambientato nel 1913 (proprio lo stesso anno de “Sherlock Holmes, Padre Brown e l’ombra di Dracula). Padre Brown – o meglio Chesterton – invece intuisce che l’approccio integralista- razionalista è insufficiente. Si badi: non è sbagliato. Nel suo primo racconto Brown smaschera un falso prete perché prima l’aveva sentito attaccare la ragione (“E questa” afferma “è cattiva teologia”). Però è insufficiente. L’uomo è un essere con una forte componente irrazionalistica (o forse sarebbe meglio dire trascendente) e quindi la pura ragione non lo può spiegare. La fiducia positivista si sta incrinando e le catene di fatti possono portare a più interpretazioni più spesso che a una sola interpretazione, quella giusta. La famosa affermazione di Nietsche, adattata, quindi, non starebbe male in bocca al sacerdote. Alla fin fine i fatti sono solo fatti. Il mondo è un po’ di più. Del resto, la Prima Guerra Mondiale è alle porte e farà piazza pulita di tanta sicumera positivista. Gli artisti, come Chesterton, ma secondo me, anche come Doyle (ricordiamo che morirà convinto spiritista) lo hanno capito, o intuito, prima degli altri. Nel romanzo Holmes è un po’ più saccente e presuntuoso che nelle opere di Doyle, ma, per ragioni narrative, ci può stare (anche perché l’autore ha manifestato la sua debole preferenza per il prete, e quindi siamo avvertiti del pre-giudizio). Basterà farci un po’ di tara e siamo comunque più vicini al canone che nella versione cinematografica con R.Downey jr. Piuttosto si avverte la mancanza di un approfondimento sulla società e sull’industria dell’epoca. Nel romanzo si accenna sì alla presenza delle “Leghe bianche” nelle terre bergamasche e alla Rerum Novarum, ma la questione sociale rimane sullo sfondo. È forse questo il limite – non sappiamo quanto imposto dall’editore – della narrativa da edicola. Parimenti, a mio parere rimane sfruttato non al cento per cento il tema della sfida irrazionalistica, vero banco di prova sia per l’approccio positivista che per quello cattolicizzante, rappresentato dalla sfida “vampirica”. Come si approcciano le due visioni del mondo alla sfida dell’ignoto, dell’inspiegabile? L’autore ha preferito rimanere fedele ai canoni e ci sta. Però anche qui qualcosina oltre le difese d’ufficio si poteva dire (e a mio parere la posizione di Holmes è espressa con maggior arguzia di quella di Brwn). Nel complesso, peraltro, un’opera più che godibile.

SEGNALA ALL'AUTORE IL TUO APPREZZAMENTO PER QUESTA PUBBLICAZIONE

SEGUI QUESTO AUTORE PER ESSERE AGGIORNATO SULLE SUE NUOVE PUBBLICAZIONI

L'AUTORE Rubrus

Utente registrato dal 2017-11-02

Il romanzesco è la verità dentro la bugia

ALTRE OPERE DI QUESTO AUTORE

Amori, film e altri fantasmi Narrativa

Storto Narrativa

A proposito di Sherlock Holmes Padre Brown e l'ombra di Dracula Saggistica

OFFLIGHTHINGS Narrativa

Riciclaggio Narrativa

Suoni Narrativa

L'oro degli sciocchi Narrativa

Quattro chiacchiere sulla narrativa fantastica Saggistica

Riflessi Narrativa

@nime Narrativa

VEGAN Narrativa

A PROPOSITO DI … TRE POETI E LA SERA (FOSCOLO, LEOPARDI, PASCOLI) Saggistica

A proposito di Odisseo e del coronavirus Saggistica

A proposito di "Romagna" di Pascoli Saggistica

Buck Narrativa

Un lavoro come un altro Narrativa

A proposito di "I Pitard". Saggistica

Voli Narrativa

CAR Narrativa

Trekkers Narrativa

Il Re e me - come vissi, quasi, un racconto di Stephen King Saggistica

Colui Che Non Deve Essere Regalato Narrativa

Su "L'infinito" Saggistica

Conto alla rovescia Narrativa

Argulus Narrativa

L'uomo che non c'era Narrativa

Scighéra Narrativa

A proposito di Shining e Dr. Sleep Saggistica

A proposito di "San Martino" Saggistica

Ultima corsa Narrativa

A proposito di "Il carro magico" di Joe R Lansdale Saggistica

Concerto Rosso Narrativa

La matita di IT Saggistica

Anatomia di un racconto - Cacciatori di Vecchi - di Dino Buzzati Saggistica

Mea culpa Narrativa

A proposito di "L'ombra dello scorpione" - con una strizzatina d'occhio a Tolkien Saggistica

Crepuscolo Narrativa

A proposito di Stanlio e Ollio - film del 2018 Saggistica

Nani Narrativa

A proposito di... un western italiano Saggistica

Le cose per cui rimani Narrativa

Tallone da Killer Narrativa

Il mondo migliore Narrativa

Erba Cattiva Narrativa

Storia di Sam. Narrativa

Ciò che non muore Narrativa

A proposito di"La resa dei conti". Saggistica

Acqua morta Narrativa

A nostra immagine Narrativa

A proposito di "Le acque del nord". Saggistica

Clichè Narrativa

La notte più lunga Narrativa

In memoria di Giuseppe Lippi Saggistica

Debunker Narrativa

Su"TheOutsider" Saggistica

L'uomo nella stanza Narrativa

Quell'ultimo, stupido pezzo di carta. Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti

Inseparabili (brividi d'ottobre) Narrativa

Paese d'ottobre (brividi d'ottobre) Narrativa

Nessuna risposta (brividi d'ottobre) Narrativa

Malocchio (brividi d'ottobre) Narrativa

Due giorni prima dei morti (brividi d'ottobre) Narrativa

Passaggi (brividi d'ottobre) Narrativa

Il resto (brividi d'ottobre) Narrativa

Semi di zucca (brividi d'ottobre) Narrativa

Spuntino di mezzanotte Narrativa

L'inciampo Narrativa

Dove finisce l'estate Narrativa

L'intruso / Alcune piccole imperfezioni. Narrativa

Fine stagione Narrativa

Sirena Narrativa

Sherlock Holmes e l'avventura del dottor Watson Narrativa

Crop man Narrativa

Non lo so Narrativa

Predatori Narrativa

Primo mare Narrativa

Anatomia di un racconto Saggistica

The Dancing Ghost Narrativa

Casa dell'Ade Narrativa

Aspirazione Narrativa

Girabuio Narrativa

Appdeath Narrativa

Possibilità Narrativa

Ogni cosa al suo posto Narrativa

Legal Killer Narrativa

Sfocature Narrativa

Paese d'ottobre Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti

Nero Natal Narrativa

Appunti sulla sospensione dell'incredulità Saggistica

Merry Killmas Narrativa

L'oracolo Narrativa

Buh! - i mostri e le loro maschere Saggistica

Il viaggio infinito di Long John Silver Saggistica

Il treno, il bambino, il drago. Saggistica

Urari Narrativa

Urari Narrativa

DIVIETO DI RIPRODUZIONE

E' assolutamente vietato copiare, appropriarsi, ridistribuire, riprodurre qualsiasi frase, contento o immagine presente su di questo sito perché frutto del lavoro e dell´intelletto dell´autore stesso.
É vietata la copia e la riproduzione dei contenuti e immagini in qualsiasi forma.
É vietata la redistribuzione e la pubblicazione dei contenuti e immagini non autorizzata espressamente dall´autore.

Mauro Banfi il Moscone il 2020-07-15 11:33:26
Ciao Roberto, ottima segnalazione/recensione. La narrativa da edicola è qualcosa di preziosissimo che si sta perdendo con il web. Basta solo dire Urania e abbiamo detto. Chesterton e Stevenson sono maestri assoluti di stile e grandi indagatori dell'animo umano: "Quando voi parlate di scienza della criminologia, voi intendete studiare un uomo dal di fuori, come se fosse un gigantesco insetto, o un fenomeno lontano da noi; mentre il più grande orrore del male sta appunto nel fatto che è così vicino a noi, che è in tutti noi." Come anche Kafka, Baudelaire e King e altri grandi, anceh di altri generi, Chesterton aveva il senso del male che è connesso al senso del sacro, quel Surplus di energia vitale che da sempre danna o fa volare l'essere umano: per questo, credo, Doyle nella sua autobiografia "Memories and Adventures" non menziona mai come sua esperienza Sherlock, quello che gli permetteva di vivere con grande e agiato Surplus! Sherlock lo vedeva, per parafrasare Kant, come un'isola in mezzo all'oceano che non è mai andati una volta sulle sue spiagge ad ascoltare il ritmo delle onde. Stevenson e Chesterton sapevano bene connettersi all'oceano senza perdere la distinzione netta delle coste e del sacro e del male. Ciao

Rubrus il 2020-07-15 16:30:56
A proposito di Urania, in edicola c'è anche un romanzo di Heinlein "La porta sull'estate" che cercavo da tempo, In realtà anche Chesterton a un certo punto iniziò a considerare il suo personaggio una macchina da soldi cui ricorrere per fare cassa e potersi dedicare alla narrativa "alta". Il fatto è che Chesterton sapeva farla meglio di Doyle., la narrativa alta (la citazione che ne riporti, nella sua acutezza, ne è un esempio). Però è difficile capire, a volte, le potenzialità di un personaggio, e, in effetti, sia Doyle che Chesterton non ci riuscirono in pieno. Impossibile dire se e fino a che punto su ciò abbia inciso una certa visione della narrativa pop. Stevenson - sono d'accordo - no, lui la comprese appieno (secondo me) fregandosene altamente della critica, dei riscontri, e lasciandosi trasportare dal puro gusto di raccontare.

RISPONDI CON EDITOR AVANZATO