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Jack e Ginger

"PUNTO E A CAPO" Racconto Narrativa di viaggio

di Caribbean Caribù

pubblicato il 2020-06-23 14:51:03


Giacomo, detto "Jack", 34 anni, era la classica rockstar incompresa, condivideva l'appartamento con un amico e componente della band in cui suonava la batteria, non aveva un lavoro stabile e una ragazza fissa.

Virginio, soprannominato "Ginger", 32 anni, era la classica persona standard, conviveva con la sua ragazza da 10 anni e stava progettando il matrimonio, aveva una casa nello stesso quartiere dei suoceri, lo stesso lavoro iniziato dopo essersi laureato all'università di economia a 25 anni.

Jack e Ginger erano fratelli e si odiavano. Si incontravano solo per Natale e inevitabilmente per un motivo o l'altro finivano per litigare.

Questa volta non era natale ma i due dovettero incontrarsi, era venuto a mancare loro padre.

 

I fratelli e loro madre avevano appuntamento alle 14.30 di un grigio martedì pomeriggio presso l'ufficio legale che si occupava delle pratiche di successione. Aveva piovuto tutta la mattina e l'aria era rimasta fredda, nonostante fosse primavera inoltrata.

Ginger e sua madre, che l'aveva accompagnata, erano già nella sala riunioni dello studio, in attesa che l'avvocato si liberasse dalla telefonata che lo teneva impegnato nell'ufficio affianco, ma soprattutto stavano aspettando che arrivasse Jack, puntualmente in ritardo di almeno un quarto d'ora.

- Dove sarà finito quello stupido? - borbottava Ginger che venne subito ripreso dalla madre - Non parlare così di tuo fratello, vedrai che come al solito... certo che anche lui almeno una volta potrebbe arrivare in tempo, invece di farci sempre aspettare.

Jack non era mai stato puntuale, sempre in ritardo oppure molto in anticipo, come suo padre. Ginger invece in questo aveva preso tutto dalla madre, presentandosi agli appuntamenti con un paio di minuti in anticipo.

Quando si aprì la porta, entrò Jack accompagnato dall'avvocato con il quale stava allegramente discutendo del traffico causato dal sottopassaggio ancora chiuso per allagamento.

Ginger si stava innervosendo, era l'ennesima volta in cui con qualche scusa il fratello si salvava da una brutta figura, anzi, la rivoltava a suo favore. 

I due fratelli erano uno l'esatto opposto dell'altro. Il maggiore assomiglia fisicamente allo zio, fratello della madre, con i capelli lunghi raccolti sotto un berretto nero, occhi scuri, barba incolta, fisico asciutto, una camicia a quadretti rossonera e pantaloni neri e per finire ai piedi un paio di stivaletti di pelle.

Il secondogenito condivideva molte delle caratteristiche del padre, i capelli quasi rasati che cercavano di nascondere l'avanzare della calvizie, occhi azzurri, barba fatta alla mattina, fisico tonico che riempiva la classica camicia azzurra e pantaloni grigi, ai piedi un paio di mocassini in pelle nera.

Dopo essersi seduti tutti, l'avvocato fissò i presenti, prese la parola e iniziò i convenevoli.

Di comune accordo tutte le proprietà del padre passarono alla moglie, mentre ai figli era destinata una lettera, che si apprestò a leggere.

"Cari figlioli, vi conosco così bene da sapere già che nessuno dei due vorrà in eredità quello che possiedo e lo lascerete tutto alla mamma, rinviando il giorno in cui dovrete confrontarvi per spartire il vostro passato.

Speravate di averla scampata, però non è così. Il vostro vecchio cercherà di darvi un'ultima lezione, non siete contenti?

Subito prima di scrivere questa lettera ho acquistato un'auto che vi chiedo di andare a ritirare e consegnare a vostra madre. Lei si occuperà della vendita che ho già organizzato e i soldi ricavati saranno vostri.

Se non lo farete, lo stesso valore dovrà essere versato dalla mamma all'acquirente, se invece sarà solo uno dei due a occuparsene, l'eredità di vostra madre andrà solo a chi avrà riportato l'auto, ma soprattutto avrete deluso i vostri genitori".

 

Se si fosse fermato senza aggiungere l'ultima precisazione quella lettera non sarebbe servita a nulla, perché il padre sapeva benissimo che i soldi erano si importanti ma non così tanto da convincerli a condividere un viaggio assieme. Era sempre la madre a usare la parola "delusione" mentre le rare volte che l'avevano sentita pronunciata dal padre significava l'immediata cessazione della fiducia verso quella persona.

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L'AUTORE Caribbean Caribù

Utente registrato dal 2017-11-12

Il caribù caraibico è un animale mitologico più dell'unicorno, infatti uno è noto a molti mentre l'altro è conosciuto solo da una piccola cerchia. Si diletta a creare racconti influenzati da mode passeggere, intrattenimento multimediale e sottocultura pop

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Caribbean Caribù il 2020-06-23 14:56:34
E' un inizio, è un'idea, è una parte dentro di me, è un testo che mentre scrivevo mi ha mosso dentro qualcosa... prendetelo così com'è. Non aspettatevi un seguito, nemmeno io so se verrà.

Mauro Banfi il Moscone il 2020-06-23 17:33:33
Caro Caribù, hai posto le fondamenta, con un preciso e intrigante incipit, che apre a un ottimo road movie che auspico - è un gusto mio - sfoci nel thriller; pertanto, come prima regola del buon thriller: "Il protagonista affronta il pericolo di morte, sua o di qualcun altro."
Durante il viaggio una forza antagonista minaccerà e colpirà i fratelli, e sarà lì che, per sopravvivere, capiranno che è meglio far forza su quello che li unisce, piuttosto che continuare a infastidirsi e a indebolirsi inutilmente con quello che li divide...

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Rubrus il 2020-06-24 15:33:18
E' un inizio e, come dice Mauro, ci possono essere diversi sviluppi, alcuni dei quali avranno senz'altro al centro il rapporto tra i due fratelli - opposti - e la trama potrebbe snodarsi appunto, sulla falsariga del viaggio sull'auto. Detto questo, però, non per fare il rompiscatole, ma un testamento così, in Italia, lede la legittima che spetta ai figli ed è invalido. In realtà non è un grosso problema perchè se rispettare o no le volontà del padre, malgrado contrarie alla legge, e facilmente annullabili, potrebbe essere proprio la prima cosa di cui i fratelli discutono.

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