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Tempi Moderni

"VIRGOLETTE" Saggistica Articolo critico (generico)

di Caribbean Caribù

pubblicato il 2020-06-12 14:15:40


Per la società il lavoro nobilita l'uomo.
Nella mentalità della zona in cui sono nato e vivo è più importante lavorare tante ore, oltre le 8 giornaliere, per poter dire di aver fatto il tuo dovere.
Non importa la qualità ma è importante la quantità fatta con qualità.
Non esiste il minor tempo possibile, esiste il subito.
Se non lavori tutto il giorno e non crolli sul divano non sei un bravo esempio di capo famiglia.
Se nel weekend non ti ammazzi di lavoro in giardino o in casa con faccende "da uomo" non sei un vero uomo.
Se giochi con i videogiochi e leggi i fumetti non sei un vero uomo.
Se cambi il pannolino di tuo figlio non sei un vero uomo.
Se lasci tuo bambino ai nonni per uscire a cena con tua moglie non sei un bravo papà.
Se porti tuo figlio in giro in bici anziché portarlo nel campo, nell'orto, nella stalla, nel pollaio non sei un bravo esempio di papà.
Se non posti sui social foto e video di tuo figlio, vuol dire che non gli vuoi veramente bene.
Se vuoi lasciare il tuo lavoro perché non ti piace e come un buco nero risucchia tutta la tua positività e voglia di fare sei un fallito.
Se vuoi provare a far diventare una tua passione un lavoro, nonostante tu abbia un mutuo e un figlio non sei adulto e dovresti mettere la testa a posto perché sei "grande".
Se il tuo desiderio è quello di autogestire le tempistiche lavorative per poter avere più spazio per la tua famiglia sei un illuso.
Se vuoi lavorare part-time o prendere una pausa dal lavoro per poterti dedicare alla famiglia e alla casa hai dei problemi d'identità sessuale, quelli sono i compiti di tua moglie.
Se tua moglie ha trovato un lavoro che le piace e non intende abbandonarlo per la famiglia non si merita di essere una mamma.
Se hai un figlio ne dovresti fare un secondo.
Se ne hai due e ne fai un terzo vuol dire che non sei contento degli altri due.
Non puoi avere più di tre figli perché sono solo gli extracomunitari a farlo.
Se non sei d'accordo con quello che secondo la società è giusto, sei strano e non meriti quello che la vita ti ha dato e ti darà.

35 anni, sposato, papà di un bambino di 2 anni e in attesa del secondo.

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L'AUTORE Caribbean Caribù

Utente registrato dal 2017-11-12

Il caribù caraibico è un animale mitologico più dell'unicorno, infatti uno è noto a molti mentre l'altro è conosciuto solo da una piccola cerchia. Si diletta a creare racconti influenzati da mode passeggere, intrattenimento multimediale e sottocultura pop

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Mauro Banfi il Moscone il 2020-06-13 11:24:18
Ciao caro Caribù, prima di ogni altra considerazione lascia che ti esprima la mia gioia per sentirti in salute, insieme alla tua famiglia. Un testo interessante il tuo, sostanzialmente di aforismi, dove molto ci sarebbe da dire: basta solo considerare la differenza heideggeriana tra vita inautentica e autentica, che insieme alla dinamica della speranza/disperazione mi sembr a il motore dialettico del testo. Heidy descriveva la dimensione dell'inautentico come la dimensione del "SI DICE CHE", dove chi la pensa come tutti gli altri, omologandosi, diventa perfettamente intercambiabile con chiunque altro. Contro questo terribile pericolo della nostra era tecnica Heidy diceva che dobbiamo trovare dentro di noi la forza per vivere nel modo che ci è proprio e nel procedere su una strada che ci è propria. Come avrai notato la pandemia ha accresciuto a dismisura il potere dell'era informatica, che è essenzialmente vita inautentica al 99,99%. Lo 0, 0001 di antidoto e contromovimento sono il contatto fisico - con gli altri, con la natura, con le pagine di carta di un libro, ecc ecc - e la QUALITA'. Già, ma che cos'è la qualità? Al mondo d'oggi è diventato un bell'enigma. C'è un bel romanzo di Pirsig, "Lo zen e la manutenzione della motocicletta", dove un padre e un figlio attraversano l'America con una Harley ponendosi l'arcano, parlando più del Fedro di Platone che di Oriente, e con scelta azzeccata, dato che per me è ormai nichilismo totale, l'orientalismo, roba buona per il pulp di Tarantino o Palanhiuk. Arrivano più o meno alla conclusione che la qualità QUALIFICA ogni nostro istante, e che quella qualifica nessuno ha il diritto di dirci qual'è e com'è con i suoi SI DICE del fallo. Chi ha tentato operazioni del genere,nella mia vita, l'ho sempre mandato direttamente a fanculo. E allora bisogna rispettare tutti i modi sani con cui ognuno di noi cerca di qualificarsi gli istanti della sua unica e preziosa vita. Lo fa tirando avanti a suo modo una famiglia? Giù tanto di cappello. Lo fa facendo l'eremita in una grotta? Giù tanto di cappello. Basta solo che nessuno gli rompa le palle con i SI DICE o che lui stesso non diventi un fanatico, rompendo le palle agli altri perchè diventino come lui. Tutto sommato la risposta all'enigma della qualità non è poi così difficile, se ognuno di noi ha ancora la forza di rispondere alla domanda, nonostante l'invasione e la tirannia della stolida inautenticità in cui sopravviviamo abbastanza mediocremente. Io trovo che tu quella forza ce l'hai, eccome, e questo mi riempi di gioia. E questa è vita vera. Abbine tanta anche tu e la tua famiglia, ciao

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Rubrus il 2020-06-13 12:39:09

In realtà credo che sia sempre stato così. Penso che mia nonna, che apparteneva all'altro secolo e alla quale mio nonno rimproverava, in dialetto: "ts'è com l'aqua de mar: t'an s'tè mai ferma" (sei come l'acqua del mare, non stai mai ferma), avrebbe osservato che "Solo chi non fa niente non sbaglia niente".  A ulteriore supporto e conferma di quanto appena detto, ti riporto questa favola, di attribuzione incerta:  https://www.youtube.com/watch?v=qfvMLhzYZw8&t=38s  

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