706 OPERE PUBBLICATE   3450 COMMENTI   80 UTENTI REGISTRATI

Utenti attivi:

RICERCA LIBERA E FILTRI DI VISUALIZZAZIONE

Sezioni:    Narrativa   |    Saggistica   |    Poesia   |    Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti   |    Momenti di gioco e umorismo a premio e turismo culturale.   |   

Ricerca per genere e utente (work in progress)

Angeli d'Acciaio

"PUNTO E A CAPO" Racconto Narrativa non di genere

di Eli Arrow

pubblicato il 2020-05-13 17:17:09


ANGELI D'ACCIAIO

 

Strilli tutto intorno e il sordo rullare dei tamburi in lontananza. Gli strilli non sono un buon segno, pensa Alice asciugando il sudore che le cola dalle sopracciglia col dorso della mano. Tende le orecchie. Le voci sono concitate, sì, ma non sembra paura, piuttosto eccitazione. Gioia, perfino. Fendono a tratti il rumore cadenzato di un battello a vapore che diventa sempre più forte.

Alice esce sulla veranda della casa della missione di Baringa. Ci abita dal 1901, qualche mese dopo il suo arrivo in Congo. L’aria è soffocante e pesante di umidità, nonostante sia dicembre avanzato.

"È l’aiuto dall’Europa, l’inglesa aveva ragione, ci hanno mandato aiuto dall’Europa" sente gridare da tante voci acute. Alice sospira di sollievo. Segue con lo sguardo gli abitanti del villaggio che si precipitano verso il fiume, verso il piccolo molo di assi che scricchiola sotto i piedi nudi, unico punto d’attracco nelle vicinanze.

"John vieni fuori, corri, stanno arrivando dei piroscafi, non sono i soliti. Forse è la Commissione di Inchiesta."

Il marito le si affianca, guarda verso il fiume, finisce di abbottonarsi la camicia. "Andiamo a vedere," le dice e le stringe il braccio con affetto, negli occhi una scintilla di speranza.

“Maledetti inglesi, voi e le vostre missioni”. La voce cupa e affannata di Longtain, il supervisore belga, arriva da dietro, come una staffilata ghiacciata sulla nuca. “Alla fine ci siete riusciti, li avete fatti arrivare" ansima "Ma non vi servirà a niente. Siete solo una manciata di rompicoglioni in combutta con negri fannulloni, non crederanno alle vostre ridicole lagne.”

Alice si volta di scatto, controllando a stento un’onda di rabbia. Freme dalla voglia di fare del male fisico a quell’uomo, colpevole di tante morti orrende rimaste sempre impunite.

John fa un passo avanti, spinge deciso Alice dietro di sé. “Non esserne tanto sicuro, Longtain. Voi e i vostri assassini non siete intoccabili. Il mondo comincia ad aprire gli occhi su quello che state facendo a questo Paese, a questo popolo. Riusciremo a fermarvi in qualche modo.”

Il supervisore sputa un grumo di tabacco ai piedi di John, una smorfia d'odio e di scherno gli arriccia le labbra scoprendo i denti gialli e scheggiati. “E chi crederà mai alle vostre storie? Sono anni che vi coprite di ridicolo con le vostre patetiche denunce. Pensate davvero di potere qualcosa contro Leopoldo? Le vostre parole contro quelle di un re? A chi pensi che crederanno, John?"

 “Ah, ma non dovranno credere,” sibila Alice, la voce come lama a mala pena trattenuta. Fa un passo di lato, verso il tavolino. La mano corre a un fagotto appoggiato nel mezzo. Lo accarezza e indugia un momento prima di farlo scivolare verso di sé, appoggiandolo contro il fianco, gli occhi due fessure fisse sul supervisore.  “Non dovranno credere, solo guardare. Guardare e ascoltare quello che i loro occhi urleranno alle loro coscienze quando vedranno le immagini dell’inferno che voi state infliggendo ai congolesi."

Una smorfia interrogativa si allarga sul volto di Longtain.

Alice allenta i lembi del fagotto, estrae un oggetto metallico, scuro e quadrato. Lo solleva all’altezza del petto in modo che il supervisore lo veda bene.

“Questa è la mia Kodak. Le lastre fotografiche che documentano gli orrori di cui vi siete macchiati sono già a Londra da qualche settimana. Saranno le immagini a parlare, non noi.”

 

 

https://www.vice.com/it/article/vd58dm/alice-seeley-harris-foto-colonialismo-congo-432

 

Nota: non esiste solo l'olocausto degli ebrei, anche se pare piaccia commemorare solo quello. Il XX secolo è stato teatro di tante altre stragi e genocidi costantemente lambiti dall'oblio e dall'indifferenza dei posteri.

Io non credo che noi siamo il nostro passato, altrimenti non ci sarebbe evoluzione, ma sono convinta che non sia giusto dimenticare la strada che ci ha portato dove siamo. Non è giusto dimenticare gli assassini, ma altrettanto sbagliato è dimenticare gli eroi, che non sono quelli della Marvel ma quelli che nella vita quotidiana scelgono, come possono, di lottare contro l'ingiustizia, senza colorarsi di politica, credo o qualsivoglia etichetta, semplicemente in nome del rispetto e dell'amore per la Vita.

Alice Seeley Harris, missionaria e fotografa e il marito John Hobbis Harris, missionario e attivo antischiavista, sono eroi. A loro è ispirato e dedicato questo breve racconto. Su internet si trovano foto e storia di ciò che hanno fatto.

 

Il titolo del racconto è anche il titolo di un film dedicato ad Alicia Paul e alle suffragette americane, in un altro ambito e luogo geografico, eroine troppo spesso dimenticate.

SEGNALA ALL'AUTORE IL TUO APPREZZAMENTO PER QUESTA PUBBLICAZIONE

SEGUI QUESTO AUTORE PER ESSERE AGGIORNATO SULLE SUE NUOVE PUBBLICAZIONI

L'AUTORE Eli Arrow

Utente registrato dal 2017-11-02

Quando soffia il vento del Cambiamento, alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento. (Proverbio Cinese)

ALTRE OPERE DI QUESTO AUTORE

5 lezioni (gratuite) sulla costruzione del romanzo Saggistica

Unghie Narrativa

Piccole Vendette Narrativa

Angeli d'Acciaio Narrativa

Incontri Narrativa

Il Salotto Narrativa

La Promessa Narrativa

Nella Foresta Narrativa

DIVIETO DI RIPRODUZIONE

E' assolutamente vietato copiare, appropriarsi, ridistribuire, riprodurre qualsiasi frase, contento o immagine presente su di questo sito perché frutto del lavoro e dell´intelletto dell´autore stesso.
É vietata la copia e la riproduzione dei contenuti e immagini in qualsiasi forma.
É vietata la redistribuzione e la pubblicazione dei contenuti e immagini non autorizzata espressamente dall´autore.

Mauro Banfi il Moscone il 2020-05-13 17:45:00
Come prima, più di prima, la tua prosa densa e stringatissima, ma finemente dosata e senza una particella superflua ci racconta una terribile storia di colonialismo e riscatto, che mi ha ricordato il ritrovamento del diario del dottor Livingstone, grande esploratore e antischiavista, che sopportò durissime lotte e crudeli sofferenze per arrivare a capire e a controbbattere l'orrore che arrivava da "l'evoluta Europa". Squallidi affaristi per cui dobbiamo vergognarci noi, perchè loro il termine non l'avevavano - non l'hanno ancora, direi, viste le foreste che bruciano e liberano virus? - nel dizionario. Bentornata, evviva!

Eli Arrow il 2020-05-18 15:29:27

Grazie Mauro delle tue parole sempre gentili. E certo, di Livingstone non so molto, ma onore a chi si oppone, come può, all'ingiustizia. Di qualsiasi tipo essa sia.



Buona settimana e a presto!


RISPONDI CON EDITOR AVANZATO
Roberta il 2020-05-16 15:49:58
L'estate scorsa ho iniziato a leggere Congo di David Van Reybrouck. E' la storia del Congo a partire della colonizzazione da parte del re del Belgio Leopoldo II negli anni '80 dell'Ottocento, fino alla decolonizzazione e ai giorni nostri, raccontata attraverso le testimonianze e i ricordi di anziani congolesi intervistati dall'autore, Sono arrivata agli anni '40 ma tengo sempre il libro a portata di mano per proseguire con la lettura di tanto in tanto, quando ho tempo, perché è una lettura impegnativa. La storia dell'imperialismo ha lo stesso peso di quella dei genocidi e degli stermini a cui si dedica tradizionalmente molta più attenzione e va affrontata a scuola in modo molto più efficace di quanto si faccia, hai pienamente ragione.

Eli Arrow il 2020-05-18 15:23:53

Grazie del passaggio, Roberta. Speriamo di poter arrivare a un punto in cui le vittime avranno tutte la stessa importanza e gli assassini saranno tutti senza scusanti.



Grazie sempre della lettura e del gentile commento :)



Buona settimana e a presto :)


RISPONDI CON EDITOR AVANZATO