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LIBERAZIONE - DISCORSO DEL MOSCONE, IN UNO SGABUZZINO, ALLA NAZIONE - a sfiga unificata -

"PUNTO E A CAPO" Racconto F.I.LW. (fono imago litweb) novel: tra sceneggiatura e graphic novel

di Mauro Banfi il Moscone

pubblicato il 2020-04-17 18:31:12


                                        


                                        
 


"Non c'è niente da fare, non c'è niente da dire
fermo in questo posto io mi sento morire
spengo gli occhi un momento e provo ad urlare
ma non mi esce la voce, esce un suono animale
entra dalle finestre e sbatte nella membrana
che avvolge la gente e la porta lontana
lontana da tutto, tanto da non sentire
me che fermo in questo posto... mi sento morire.

Fermo in questo posto la visuale è scarsa
fermo a una stazione aspetto la mia corsa
che mi porterà dove e chi è che lo sa?
dove questo treno arriverà
chi lo sa qual è il percorso intestinale
che da recluso, rinchiuso tu devi affrontare
quando ti stai cagando sotto per 'sta pandemia
che in ogni momento ti può portare via...
Vai! Vai, Ragazzo vai
Vai! Vai, Ragazza vai

ti senti impotente di fronte alla vita
ti senti una rosa in un campo di ortica
che sei tutto e sei niente sei la cima sei il fondo
sul mondo... tondo............... vai.......

Non c'è niente da fare, non c'è niente da dire
fermo in questo posto io mi sento impazzire
schiaccio una farfalla perché lei può volare
poi mi sento un verme nell'impasse totale
raccolgo le ali e me le metto addosso
ma c'è troppa afa e comunque non posso
staccarmi da terra sperando di non sentire
me che fermo in questo posto... mi sento morire

Vai! Vai, Ragazzo vai
Vai! Vai, Ragazza vai!"

Ridatemi l'articolo tredici della Costituzione!

Teatro rockweb di Mauro il Moscone: liberamente tratto da "Vai ragazzo, vai" dei Negrita
Diario della Quarantena di Paolo Rumiz

 

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L'AUTORE Mauro Banfi il Moscone

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Visual storyteller, narratore e pensatore per immagini. Mi occupo di comunicazione tramite le immagini: con queste tecniche promuovo organizzazioni, brand, prodotti, persone, idee, movimenti. Offro consulenza e progettazione del racconto visivo per privati, aziende e multinazionali. Per contatti: zuzzurro.zuzzu@gmail.com

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Rubrus il 2020-04-18 16:59:57
Io pensavo di comprare una gabbia da criceto formato gigante per correrci dentro, ma alla fine ho ripiegato su un più sobrio, anche se quasi altrettanto nevrotico, giro a ripetizione del cortile condominiale.. D'altra parte c'è chi, anche solo stando alle casse del supermercato o trasportando merce, pensa, a ogni cliente che si avvicina: "speriamo che questo non mi contagi". E poi ci sono quelli che, il contagio, se lo vanno a cercare: medici, infermieri, farmacisti ecc... Insomma, a fronte di quel sacrificio, quello di stare al chiuso nelle belle giornate degrada al rango di capriccio o di spregio per chi ci ha lasciato la pelle o rischia ancora di lasciarcela o solo sta male. Ogni giorno passato in domoisolamento - "Lockdown" proprio non mi piace - avvicina il momento in cui - ma spero con estrema gradualità, giacchè un "liberi tutti" rischia di farci tornare a come prima, peggio di prima - riacquisteremo, per gradi e per zone, una libertà di movimento, apprezzandola, magari, in modo diverso.

Mauro Banfi il Moscone il 2020-04-18 20:16:23
«...libertà va cercando ch’è sì cara / come sa chi per lei vita rifiuta»
Ciao Roberto e grazie del gradito passaggio, sopratutto in tempi tragici come questo.
Tempo fa hai proposto un input bello e tosto dei tuoi, su Dante e per analogia mi venne in mente l'episodio del Purgatorio di Catone, e avrei voluto scriverne.
Catone Uticense, in cui Dante si imbatte sulla spiaggia del monte Purgatorio, torvo e alquanto severo, che fascino quell'episodio. Non c’è bisogno di ricordare come, in capo a un’esistenza prodigata nella difesa delle libertà repubblicane e dell’oligarchia costituita, alla notizia della disfatta dell’armata anticesariana, consumatasi a Tapso, Catone si uccida, appunto, in Utica, sbudellandosi sul letto, lasciandosi cadere sulla daga.
Mi ha sempre affascinato il fatto narrativo che Dante mette in atto, esonerando Catone dalla disperazione senza luce divina degli antichi del Limbo, e per anni mi sono chiesto come mai gli affidi addirittura la Custodia della montagna del Purgatorio, destinandolo alla gloria eterna: lui, un senza-battesimo, per giunta suicida, insomma un paria, per la teologia cattolica.

Già a scuola e poi leggendo da solo, mi sono state fornite molte ipotesi etiche, teologiche, filosofiche, ma mai nessuna mi ha mai persuaso nel fondo dell'anima.
Per capire cosa vuol dire il gesto di Catone uticense ci voleva un'esperienza e non delle astratte dottrine.
Credo che, al di là di ogni vuota retorica, stiamo affrontando tutti quanti una prova terribile, con l'abolizione della libertà personale e in molti casi, arbitraria e antiscientifica, come le persecuzioni inflitte alle persone che s'allenano da sole.
Ho sempre odiato tutti i regimi, d'ogni colore, ma questa esperienza mi sta mutando dentro, Roberto, perchè ora i più sensibili di noi stanno provando per la prima volta che cosa vuol dire concretamente vivere sotto il tallone di una feroce dittatura, in questo caso dell'antiscienza e dell'incompetenza.
Ci sono stati momenti, psichicamente parlando, molto duri, in questi giorni, ma poi nella mia anima ho trovato l'espediente degli alchimisti rinascimentali per trasformare la merda in oro e SONO MUTATO. Non credo che sarò mai quello di prima...
Durante la mutazione ho riletto quel primo canto del Purgatorio e ho capito Catone Uticense...ho capito che non basta più creare ma che hai anche fottutamente bisogno dell'orizzonte libero per poter creare, e bisogna liberare spazio per potere vederlo...ho trovato nel mio profondo lo spirito della libertà inviolabile personale; là nessuna tirannia, nessun Cesare può rinchiuderti, là voli sempre libero come un rondone...
Ho capito che intorno a me infuria il minimalismo della delazione, dell'antiscienza, dell'impreparazione e della paura.
Rassegnandosi e accontentandosi, i minimalisti s'ingozzano di pizze e pagnotte sui balconi e abdicano alla propria dignità di esseri umani; ma i personaggi come Catone uticense, come Seneca, come Bruto, come Plinio il vecchio non abdicavano: si trafiggevano sulla loro spada. E trafiggersi sulla propria spada, per un essere umano fedele alla propria libertà, significa subirsi fino in fondo.
Ecco perchè Dante venerava Catone.
Abbi salute, caro amico, ave atque vale

Rubrus il 2020-04-19 11:16:53
Se la reclusione fosse una bazzecola non esisterebbero le pene detentive, che hanno una doppia funzione: impedire che uno se ne vada in giro a far danni e far soffrire chi commette un reato (diciamocelo: la componente di "vendetta" c'è e penso anche che, in una certa misura, ci debba essere, altrimenti l'offeso si ribellerebbe a sua volta). Questa reclusione non ha lo scopo di punirci - come pensa chi cerca di aggirare le norme quando invece si dovrebbe aggirare il virus - ma di impedire, appunto, di andare in giro a far danni (in gran parte involontari). La differenza tra la ribellione di Catone e la ribellione alle norme prudenziali (che, come tutte le norme, sono generali ed astratte e non possono nè devono - sarebbe un privilegio, cioè una lex in privos lata - scendere nel particulare) è proprio questa: Catone si ribella e danneggia se stesso e solo se stesso. Chi tenta di eludere queste norme, e vi si ribella, danneggia gli altri, anche solo rallentando il momento in cui la pandemia perderà forza. La piccola Codogno, ma anche Vo' Euganeo, ma anche il sud, ormai a contagi molto bassi, dimostrano che queste misure, se non risolutive (per queste occorrerà la medicina, i test a tappeto ecc; le app da sole servono, per combattere il virus, quanto una partita a PacMan) sono efficaci e lo dimostrano sperimentalmente. E, se non è scientifica una prova sperimentale, non so cos'altro...
Venendo invece a Catone, penso che la sua collocazione in quel posto sia espressione dell'avversione dantesca per gli ignavi - un peccato che Dante si può dire "ha inventato lui" senza esagerare troppo. Come gli ignavi sono agli inferi ma non all'inferno, e sono massa indistinta, così Catone sta nel Purgatorio senza essere pienamente parte di esso. Ma, ovviamente, è solo una mia lettura.

Roberta il 2020-04-19 16:11:04

Mah... ci sono persone per le quali la libertà è più importante della salute. È chiaro che La privazione della libertà si sopporta se i risultati sono chiari e se c'è un piano coerente, se si capisce che grazie al proprio sacrificio le cose stanno migliorando e stiamo uscendo dal tunnel. Purtroppo non è così.



Si potrebbe rispondere: se non hai la salute perdi anche la libertà. Ma è la mancanza di libertà che pregiudica la salute, specie se, come ora, il senso di angoscia e di oppressione è acuito da un bombardamento continuo di notizie contraddittorie, dalla totale assenza di uno spiraglio, dall'assurdo atteggiamento che porta molti ad additare il mostro sbagliato, a farsi prendere dall'eccesso di zelo, così che si insegue con un drone un povero diavolo che corre da solo in un prato o con l'elicottero uno che prende il sole in spiaggia. Così oltre a sentirci in gabbia ci sentiamo anche senza scampo, circondati da menti ottuse e da una enorme confusione.

Giustissimo vietare le occasioni di assembramento, chiudere ristoranti, bar, teatri, chiese e scuole. Assurdo vietare le passeggiate solitarie, i giri in bicicletta e le gite in montagna mentre allo stesso tempo c'è chi è costretto a prendere ogni giorno i mezzi pubblici per andare a lavorare, se gli infermieri delle RSA sono stati costretti a lavorare senza le protezioni adeguate, magari con la febbre per paura di essere licenziati, se l'assessore alla sanità della mia provincia declina ogni responsabilità quando fino i primi di marzo ha permesso le visite dei parenti purché senza febbre, e sono state le stesse RSA a decidere di non lasciarli entrare, e via dicendo. Quale fiducia possiamo avere di fronte a tanta incoerenza? 

 


Mauro Banfi il Moscone il 2020-04-19 17:40:34
Un ciao a Roberto e a Roberta: dato che la conversazione si è intrecciata in alcuni temi di fondo rispondo a entrambi in unica soluzione.
Allora, premetto che la penso come Roberta, - l'ipocrisia è inutile - ma che mi fa piacere sentire la presenza intelligente dei ragionamenti di Roberto, anche se non la pensa come me, proprio perché è una voce diversa dalla mia, e la democrazia si nutre di ragionamenti e presenze e voci diverse che esprimono la loro visuale senza sopraffarsi. Finché potrò sentirle saprò che ancora siamo in democrazia.

Premesso questo, che è la parte più importante del mio intervento, vi riporto la chiusa di un bellissimo discorso di Riccardo Manzotti, professore di filosofia teoretica (Università IULM di Milano), dei ragionamenti eccelsi che a livello personale, mi hanno fatto vedere la luce in questo tunnel tragico e ridato l'equilibrio psicofisico in un momento personale di grande angoscia.
Vi accludo il link del suo discorso integrale per correttezza, in quanto quella chiusa prende ancora più forza leggendo il suo ragionamento per intero:

https://www.lineaitaliapiemonte.it/2020/04/10/leggi-notizia/argomenti/editoriali/articolo/iostoacasa-come-la-paura-e-la-mancanza-di-ragione-uccidono-la-liberta-e-la-democrazia-di-riccard.html?fbclid=IwAR0R6elLHZ3g1moxBcEHXpseH_WL03cxrKoy06iSoEajKlvFr__QiU083NQ

"Accettare il diktat dello stare a casa senza ragione non è solo un rischio sanitario (il danno che tanti avranno da questa inutile clausura domestica) ma soprattutto il fallimento del patto di ragione tra stato e cittadino. Allo stato non si chiede di spiegare le motivazioni razionali delle regole. Ai cittadini non si chiede di comportarsi responsabilmente. Ognuno viene meno ai suoi obblighi e ci si tratta con l’indulgenza tipica di persone immature. Il patto non è più basato sulla ragione e sul rispetto reciproco tra persona e istituzione, ma sull’interesse e la paura. E la superstizione ne è il naturale collante. #iostoacasa esprime il fallimento della libertà e della democrazia."

Come dice Roberta, a causa dell'impreparazione e dell'antiscientificità di molte prescrizioni si è rotto il patto di ragione tra stato e cittadino, e questo è gravissimo, e mi preoccupa, per il futuro prossimo venturo.
Per esempio, bastava che chi di dovere si leggesse "Spillover" di David Quammen del 2012, dove si evince l'importanza per gli Stati di difendersi dalle triangolazioni epidemiche, da persone della nazione d'appartenenza, che per lavoro vivono in aree infette, e ritornando a casa, non controllate, scatenano l'inferno in terra.
E' quello che si è puntualmente verificato in Italia e ne paghiamo tutti le conseguenze, anche chi "Spillover" l'ha letto.
Tutte le forze dell'ordine impegnate a dar la caccia a dei poveri solitari che prendono il sole, con i droni e i fuoristrada e le videosorveglianze da "Mission Impossible", non dovevano stare alle frontiere a imporre le quarantene per fermare le triangolazioni?
Già questo la dice lunga; per la sociologia dell'italiano medio la geniale analisi del prof. Manzotti fa il resto di giustizia.

Un'ultima analisi su un problema ancora più grave: l'inviolabilità della libertà personale sancita dall'articolo tredici della Costituzione italiana, che ci accingiamo a festeggiare reclusi in una dittatura.
La libertà personale è inviolabile perchè è sacra.
Come ci spiegano gli studiosi del mito, "sacro" è una parola indoeuropea che significa "separato" e implica una relazione o un contatto con potenze superiori all'umano.
E infatti, la libertà appartiene all’individuo non come una gentile concessione dell’autorità statale ma come sua prerogativa propria, come elemento connaturale alla sua dignità umana, al suo essere persona.
Lo stato si riserva il diritto di limitare questa libertà come forma di protezione e tutela della serena convivenza civile, ma tale restrizione, proprio per la delicatezza dell’ “oggetto” in questione, è sottoposta a speciali vincoli e controlli, per evitare abusi e soprusi.
E quindi, perchè i geniali costituenti hanno usato il verbo "violare", che deriva da "vis", la forza degli antichi romani usata in senso traslato come "violenza", che ha infatti la stessa radice semantica?
Perchè se la persona usa violenza, fa danno agli altri e perde la libertà, come previsto dall'articolo tredici della Costituzione, così lo Stato se fa violenza arbitrariamente alle persone perde la sua legittimità.
Il sacro sta nel non fare violenza agli altri, nel non abusare arbitrariamente degli altri.
Ecco perchè il patto di fiducia e di ragione tra stato e cittadino si è rotto e che cosa verrà fuori da queste macerie fa davvero paura, altro che il Covid 19.


Rubrus il 2020-04-19 19:26:09
Molto brevemente: non sappiamo ancora bene come si diffonda il virus, nè quanto possa permanere sulle superfici, nè come agisca (non è un'influenza, ma non è neanche una polmonite "solita", tanto che stiamo usando i respiratori in maniera diversa dai primi tempi) nè se scompaia o si attenui col caldo, nè, soprattutto, se possa recidivare (cioè nascondersi nell'organismo e poi ricomparire), oppure, come per il raffreddore, si possa prendere più volte oppure se sia possibile autoimmunizzarsi .
Soprattutto, però non sappiamo quante persone paucisintomatiche o asintomatiche siano tuttora in giro nè quanto queste persone siano contagiose.
Cioè.
Se Tizio è contagioso, e non lo sa, perchè magari su di lui il coronavirus ha avuto poche o nulle conseguenze e non è stato diagnosticato e se ne va in giro, magari incontra Caio e lo contagia, ma magari Caio si ammala gravemente e muore.
Quindi Tizio è un assassino.
E al momento non sappiamo neppure quanti Tizi ci siano in giro, nè se siamo noi stessi Tizio.
Quindi, come diceva Cicerone "salus publica suprema lex esto".

Roberta il 2020-04-19 20:31:28

Sì, ma se Tizio va in giro per i boschi e per i prati e non incontra nessuno, e se incontra qualcuno e gli sta a3 metri e si mette pure la mascherina, come fa a contagiarlo? E comunque Tizio, che non si sa se è positivo ecc. ecc., può andare al supermercato a fare la spesa e visto che adesso con l'obbligo della mascherina quasi nessuno rispetta più le distanze e che con gli stessi guanti tutti toccano di tutto, dal pacco di pasta al carrello al portafoglio ai soldi alla tastiera del bancomat, che cavolo di garanzie abbiamo che non contagi? Oppure DEVE andare in ufficio dove incontra altre persone e magari se abita in città deve prendere i mezzi pubblici e poi torna a casa sua... Tizio è un killer di professione, però non è un fuorilegge come il povero sfigato che va a passeggio dove neanche a Ferragosto incontrerebbe un cane!


Mauro Banfi il Moscone il 2020-04-19 20:59:30
E' proprio così: se segui la scienza poi non puoi violare la libertà personale con norme antiscientifiche.
Sono in contatto, per via di una petizione su Change.org che sto promuovendo con molte associazioni naturalistiche, con alcune persone in Europa, e tutte trasecolano, quando racconto loro quello che succede qua.
Ade esempio - ma gli esempi potrebbero essere decine - in Germania si fanno continue campagne per il movimento fisico come prevenzione di decine di malattie metaboliche, e il virus non le ha minimamente azzerate.
In Europa gli hashtag sono #IOSTODASOLO, #IOSTOATRE METRI, e trovano ridicola la nostra retorica trita e ritrita dell'IOSTO A CASA, antiscientifica e oscurantistica.
Stiamo facendo la figura dei superstiziosi, questa è la verità, oltre che degli oscurantisti, ed è veramente triste, oltre che angoscioso a livello personale.

Rubrus il 2020-04-20 09:31:04
Per sapere quanti positivi ci sono è necessario fare i test, ma i test sierologici inizieranno domani e, ovviamente, partiranno dai soggetti a rischio sia in quanto esposti al contagio sia in quanto vettori del contagio stesso, quindi ci vorrà un bel po' prima che sappiamo quanti vettori del virus ci sono in giro. Dopo, avremo più dati, speriamo accettabili, per decidere.
Ignorare questo principio elementare è un po' come giocare alla roulette russa senza neanche sapere quanti proiettili ci sono nel tamburo.
Prima vediamo se e quanto è diffuso il virus, poi, a seconda delle circostanze, consentiamo di allontanare le maglie.
In Germania il tasso di letalità, cioè il numero di morti per contagio, è molto basso, come in certe regioni del nostro sud (che magari potrebbero aprire prima di quelle del nord). Ovvio che possano permettersi un regime di contenimento più blando.
E' ovvio pure che chi vive su una barca o in un rifugio non ha bisogno di regole di contenimento (è un esempio che ho sentito durante una conferenza stampa della protezione civile, oltre che un fatto reale) perchè non c'è nessuno da cui possa distanziarsi, ma quanti vivono così?.
E allora: vogliamo ridurre (per gli altri, se non per noi) un rischio certo, anche se difficile da calcolare, perchè non abbiamo esatta contezza del contagio, oppure preferiamo correre e far correre un rischio incerto in nome dei nostri comodi chiamandoli libertà?

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