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L'amante

"PUNTO E A CAPO" Racconto Horror / Mistery / Pulp

di Jack Scanner

pubblicato il 2020-02-16 12:04:17


L’amante

 

 

   Seguii mia moglie a debita distanza, io con la mia macchina e lei procedeva con la sua Suzuki. Ero convinto dei miei pensieri, e cioè che lei avesse un altro. Era troppo strana da qualche giorno e poi non facevamo più sesso. Probabilmente era già sazia del suo amante.

   Si fermò al parco e io parcheggiai un po’ dopo di lei, sperando che non si accorgesse di me. Andò tutto liscio cosicché potei vedere bene che cosa sarebbe accaduto.

   Strinsi i pugni in segno di rabbia perché già sapevo che ci sarei rimasto male. A vedere tutta la scena, certo. Due piccioncini che si baciavano amorevolmente.

   Julie andò di corsa verso un uomo seduto su una panchina, ovvero un ragazzo. Un ragazzo! Vi rendete conto? Mia moglie si era invaghita di un ragazzo probabilmente di venti anni meno di lei. Schiumai rabbia e vidi bene come si baciarono. La mia reazione fu però composta sebbene fossi arrabbiato.

   Me ne tornai a casa con la mia auto e mi rinchiusi in camera a pensare il da farsi. Non potevo fare nulla però, a meno che… Potevo tendere una trappola a mia moglie. Già. Avevo avuto una buona idea e ne fui contento, rallegrandomi parecchio. Era arrivato il momento di chiedere il divorzio, nonostante  questa cosa mi faceva venire un dolore enorme. Ma ormai più nulla può andare avanti, pensai. Sentii di avere uno sguardo atroce e perfido.

   Sentii arrivare mia moglie con la macchina e scostai un po’ le tendine per avere conferma di tutto ciò che mi ero immaginato. Lei sapeva che io ero al lavoro e sapeva quindi che non ero in casa. Ma le cose non stavano proprio così. Il giorno prima mi ero preso un giorno di ferie dal lavoro proprio perché volevo accertarmi dei movimenti di Julie. E finora tutto aveva conferma ai miei dubbi.

   Anche adesso che era tornata con la macchina, a dir la verità. Insieme con lei c’era il ragazzo, quel maledetto ragazzo saputello che si faceva mia moglie.

   <>, dissi.

   Mi infilai nel nostro armadio (anche se “nostro” era ormai un vocabolo inadatto), e accesi la videocamera del mio smartphone. Avevo lasciato un po’ le ante aperte per vedere tutto, tanto loro non si sarebbero accorti di niente, presi com’erano dai loro sessi. Immaginavo infatti che avrebbero fatto sesso in casa mia. Capite? E’ inutile descrivere la mia collera e frustrazione.

   Sentii Julie e il ragazzo entrare in casa, li sentii ridacchiare e mi chiesi in quell’istante se avessero visto la mia macchina parcheggiata lontano, lungo il marciapiede. Questa era stata una fatalità, devo ammetterlo. Avevo parcheggiato lungo la strada per non so quale motivo, ma fu una scelta azzeccata.

   Entrarono in camera da letto e si spogliarono senza smettere mai di ridere e di accarezzarsi. Poi successe qualcosa di disgustoso e orribile. La mia videocamera riprese tutto ed oggi ho ancora con me quel video osceno. Ma che cosa ci dovrò fare mai? Non lo so e ancora non l’ho rivisto. Ho in testa troppo bene impresso quel giorno e quel fatto macabro e inspiegabile.

   All’improvviso vidi che la pelle e il corpo del ragazzo si ammollò del tutto come gomma da masticare e, in un attimo, avvolse il corpo inerme di mia moglie che era rimasta ad occhi chiusi, rapita dall’estasi del sesso. Il rumore di risucchio si sviluppò nell’aria e il grido strozzato di Julie riverberò nella stanza solo per un secondo, poi il corpo del ragazzo si richiuse.

   Aveva fatto tutto. Aveva assorbito mia moglie. L’aveva mangiata!

   <> pensai terrorizzato. Se vede anche me è finita, mi dissi.

   Restai immobile mentre la Cosa si rivestì e ruttava. Poi se ne andò via.

   Uscii sudato dall’armadio e svenni dopo un grave giramento di testa.

   Ancora ho brutti pensieri. Quei brutti pensieri. Ho il video, come già detto, ma non lo tocco. No.

   Non voglio morire.

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L'AUTORE Jack Scanner

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