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La gravidanza

"PUNTO E A CAPO" Racconto Horror / Mistery / Pulp

di Jack Scanner

pubblicato il 2020-02-12 18:33:27


La gravidanza

 

 

   Scoprii di essere incinta una mattina qualsiasi.

   Mi sentii subito sopraffatta da un dolore immenso alla testa e da un peso enorme al cuore.

   Io ero rimasta incinta di mio marito Norman. Che scandalo sarebbe successo? Lo sapevano tutti che mi picchiava ogni giorno e i lividi che avevo non potevo più coprirli.

   Decisi di parlargli quella sera e di proporgli un aborto. Sapevo che non avrebbe capito ma io volevo provarci lo stesso. Non volevo una creatura da lui, no.

   Norman rientrò tardi e ubriaco. Non era la prima volta che succedeva.

   <<Non vuoi mio figlio? Dillo subito che non lo vuoi, così prenderò provvedimenti>>, disse dopo che gli ebbi dato la notizia.

   <<No, perché…>>

   Mi prese a schiaffi subito, più volte e velocemente, e mi fece cadere per terra. Mi ordinò di andare a letto e così feci. Senza mangiare nulla.

   In camera piansi e decisi di tenere il figlio. Suo figlio. Quando nascerà, pensò, scapperò via da sola.

   Ma le cose non andarono così.

   Mese dopo mese, man mano che la gravidanza andava avanti, venivo colta da un’irrequietudine innaturale e gravosa. Ero arrabbiata e cominciai a bere anch’io. Lo facevo per calmarmi ma il vino mi rendeva ancora più nervosa e scossa.

   Norman continuava a picchiarmi ed io non ce la facevo più.

   La mia amica Julie mi venne a trovare un giorno e mi propose di scappare adesso ma io le risposi che non potevo. Avevo paura di Norman. Sapevo che mi avrebbe cercata e mi avrebbe ucciso. Io non volevo morire, e poi ormai avevo il mio piano. Scappare dopo aver partorito.

   Una sera Norman rientrò più ubriaco del solito, ma stavolta mi trovò pronta.

   Avevo preso una decisione. Volevo dare una punizione a lui dopo che lui me ne aveva date tante.

   <<Vai in cantina>>, gli ordinai puntandogli la sua stessa pistola.

   <<Che cosa stai facendo?>> chiese lui isterico e barcollante. Mi guardò la pancia e vide che era gonfia a dismisura. Sorrise. <<Sta nascendo nostro figlio e vedrai che le cose si aggiusteranno.>>

   <<Non si aggiusta più niente ormai. Scendi.>>

   Lui mi ubbidì. Quando arrivò in cantina, gli ordinai di sedersi per terra,  e fu in quel momento che mi si ruppero le acque. Caddi a terra urlando e lui non mosse un dito. Si mise a ridere come un folle, e tale era infatti.

   E, mio Dio, ciò che partorii fu inumano.

   Vidi una creatura disumana la cui pelle era rossa come il fuoco, e aveva due corna sulla fronte.

   Gridai e Norman continuava a ridere sopraffatto dall’alcol.

   La creatura si lanciò contro mio marito e allora lui smise di ridere. <<Che succede!>> disse.

   La Cosa gli entrò nel ventre e Norman diventò pallido, emettendo un grugnito senza senso.

   Io mi rialzai, salii le scale ed uscii fuori gridando aiuto. Proprio in quel momento Julie stava venendo da me e io mi lasciai cadere tra le sue braccia.

   <<Che cosa ti ha fatto!>> gridò.

   <<Ho partorito suo figlio, ho partorito il Diavolo!>>

   Svenni e la mia mente fu catturata dall’oblio.

 

 

 

 

 

 

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L'AUTORE Jack Scanner

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Paolo Guastone il 2020-02-13 18:47:17
Già... il figlio del Diavolo. Una storia di abusi e violenze, come tante, purtroppo che però, almeno per me, finisce bene. L'idea e buona e devi solo rendere più fluido il testo, ma sei già sulla buona strada.

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