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Il materasso

"PUNTO E A CAPO" Racconto Horror / Mistery / Pulp

di Jack Scanner

pubblicato il 2020-01-06 17:25:32


Il materasso

 

 

 

   La vita cambiava e fu così per il mio amico Bill.

   Sua moglie aveva deciso di abbandonarlo e lui ci era rimasto non poco male. Alla base del divorzio c’erano molte incomprensioni e nemmeno Bill sapeva quali fossero. Sapeva solamente che lei era stata strana finché non gli aveva fatto il discorsetto.

   Poi Bill partì per un viaggio di lavoro ma, dopo qualche giorno, ricevetti una sua telefonata.

   <<Sono ritornato in città. Sono a pezzi. Senti, per quel fatto di mia moglie…>>

    <<Ho già capito>>, intervenni. <<Puoi venire a stare da me.>>

   <<Sì, grazie. Magari solo per qualche ora poi mi trasferisco in albergo.>>

   Riattaccammo. Ero contento che Bill venisse a stare da me.  

   Decisi un giorno di andare a comprarmi un materasso nuovo  - non potevo dormire su qualcosa che aveva dei buchi e sul quale non stavo comodo.

    Mi recai senza pensieri nel nuovo negozio di un signore indiano di cui tutti parlavano bene.

   <<Benvenuto>>, esclamò non appena mi vide.

   <<Vorrei un materasso nuovo ad acqua>>, dissi subito.

   Intanto che l’indiano mi conduceva nel reparto apposito, vidi che ovunque, in quel negozio gigantesco, c’erano calamari e polpi appesi, di ogni fattura. Ce n’erano di plastica, di ferro, di vetro e di cotone.

   <<Eccolo, signore>>, disse il proprietario mentre io stavo pensando che cosa significassero tutti quegli animali acquatici.

   Il materasso mi piacque subito, era comodo e decisi di comprarlo. Lo comprai e lo caricai sul mio pick up con molta cautela. 

   La sera il mio amico Bill venne a trovarmi.

   Non ero indaffarato e anzi mi sentivo particolarmente arguto e sveglio. Avevo bevuto una bottiglia di ottimo vino e stavo leggendo un libro di fantascienza che mi piaceva molto.

   Bussarono alla porta ed andai ad aprire.

   <<Salve, Bill>>, dissi con un sorriso enorme sulla faccia.

   <<Non mi sento per niente bene>>, esordì lui. In effetti era pallido e curvo, come se portasse sulle spalle cinquanta chili. <<Fammi entrare per favore, ho bisogno di riposare.>>

   Lo feci entrare naturalmente e gli offrii un bicchiere di vino che bevve con estrema avidità.

   <<Ho sonno>>, continuò. <<Non ricordò nemmeno cos’abbia fatto durante il giorno. Ho molto sonno…>> Mi guardò con un certo interesse. <<Potresti farmi dormire da qualche parte?>>

   <<Certo>>, risposi senza esitare. <<Ho comprato stamattina un materasso ad acqua veramente comodo. Vieni.>>

   Bill mi seguì nella camera da letto e gli mostrai il materasso. Era veramente eccezionale e bello.

   <<Puoi dormire, ho cambiato anche le lenzuola.>>

   <<Sì, ho bisogno, e scusami.>>

   Vidi il mio amico sdraiarsi sul letto dopo aver scostato le coperte, ma, ahimè, qualcosa andò storto. Direi tutto e rimasi scioccato.

   Bill sprofondò nel materasso. Non so dire come successe, ma un attimo dopo lo vidi immerso nell’acqua e agitarsi. Non solo. Apparvero alghe e pesci di non so quale strana specie e, un secondo dopo, Bill fu trascinato nell’abisso da un tentacolo mostruoso.

   Urlai ed uscii di casa chiedendo aiuto.

   Dopo che fui rinsavito, avendo superato non poche problematiche, tornai in me e andai nel negozio dell’indiano. Lì erano appesi tutti quei mostri finti ma evidentemente…

   Il negozio era chiuso, naturalmente. Devo entrare, pensai, mentre ero spinto da una forza oscura e maledetta. Dovevo vedere qualcosa.

   Spinsi la porta e si aprì. Corsi subito nel reparto dei materassi ad acqua, facendo caso, con molta perspicacia, che tutti quei polpi erano spariti.

   Ciò che vidi fu devastante.

   Tutti i materassi d’acqua erano pieni di strane creature mostruose e tentacolate. Si muovevano dentro il materasso emettendo gemiti simili a sibili.

   Persi la testa e me ne andai di corsa.

   Per strada, mentre io ero in macchina, mi attraversò una signora fuori di senno e dovetti frenare bruscamente. Mi fece non poca impressione il suo muoversi in modo estremamente agitato, ma ciò, dall’altro lato, mi distrasse un po’ da quello che avevo appena visto.

   <<Mio marito sta affogando nel letto!>> diceva.

   Capii al volo cosa era successo. Ma che cosa potevo fare? Era la stessa scena del mio amico, con quel tentacolo spaventoso.

   Ripartii verso casa.

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L'AUTORE Jack Scanner

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Paolo Guastone il 2020-01-11 10:58:23
Anche qui le idee ci sono e il testo scorre un po' meglio.

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Rubrus il 2020-01-16 13:39:42
Sto lambiccandomi il cervello perchè sono sicuro di aver letto il racconto di un autore abbastanza famoso che si basava sulla stessa idea, a proposito del materasso e, infatti, è un'idea originale. Lo stile è - come sotto detto - più scorrevole .

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