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Rubrus

Colui Che Non Deve Essere Regalato

"PUNTO E A CAPO"

Racconto

Comico / Umoristico

pubblicato il 2019-12-24 11:53:31

Ci sono persone con cui si hanno rapporti per esigenze sociali di parentado, vicinanza, convenienza, colleganza, ma che, sin dall’inizio, a pelle, per così dire, non ci vanno tanto a genio. Il regalo di cui sto per parlare venne da una di loro e, un po’ di anni dopo, anche se per altre ragioni, i rapporti con quella persona si chiusero in modo poco sereno (segno che il “genio” che me ne aveva fatto diffidare ci aveva visto giusto). Il dono, comunque, era un improbabile gatto di legno. Era un affare alto mezzo metro almeno, di colore scuro, dalla forma allungata come se il fabbricante avesse cercato di scimmiottare Modigliani, con un capoccione enorme, grosse orecchie come punte di freccia, vistose vibrisse e occhi brillanti d’un verde radioattivo. Quando lo vidi per la prima volta devo averlo guardato con un’espressione simile a quella che avrei riservato alla statuetta di un demone assiro. Ricordo di aver provato a svitargli la testa, ipotizzando che l’unica possibilità di senso per quello sgorbio fosse fungere da contenitore per qualche liquido ad alta gradazione alcolica (il fabbricante doveva averne assunto una certa quantità prima di realizzare un simile impiastro). Niente. La testa non si svitava. La Cosa non aveva altro significato né giustificazione, per la propria esistenza, se non il semplice fatto di esistere. Vicino a me c’era una zia attenta al bon ton (pare che, per contratto, ce ne debba essere una in tutte le famiglie) che commentò: “Ah… sono di moda!”. Ora, se qualcuno vuol NON farmi fare / indossare / commentare / vedere qualcosa, ebbene, è sufficiente che dica “è di moda”. Insomma, per farla breve, fosse per me una delle principali industrie nazionali non esisterebbe. Al netto della mia idiosincrasia, quell’affare era obiettivamente orrido e, se era di moda, deve esserlo stato tra i fabbricanti di feticci Zuni. Certo è che quel commento accrebbe la mia avversione per l’Aggeggio. A quel punto, penso che davvero avrei preferito una statuetta di Pazuzu, una fedele riproduzione di Chucky, Annabelle o un esemplare di “Colui che uccide” uscito dritto dritto dal racconto di Matheson. Per farla breve, appena possibile cercai di relegare l’improbabile manufatto sia lontano dagli occhi, sia lontano dal cuore, sia – tanto per stare tranquilli – dallo stomaco. Non fu facile perché i posti “fuori vista” non erano poi tanti e, in molti di essi, il Coso nemmeno ci entrava. O era troppo alto, o troppo largo, o troppo... be’, troppo qualcosa (suppongo fosse nella sua natura: non poteva farne a meno). Alla fine lo esiliai in una mensola a ridosso del soffitto dietro ad altri ninnoli che, al tempo, avevo giudicato improbabili, ma che, al cospetto dell’Aggeggio, impallidivano. Di fronte, a nasconderlo, misi un falchetto impagliato ereditato decenni e decenni prima da avi di cui si è persa memoria, in modo che facesse buona guardia.
Come Dio volle, a poco a poco riuscii a domare l’istinto che porta la lingua a battere la lingua dove il dente duole e l’occhio a correre verso Le Cose Che Non Devono Essere Guardate. Dopo un altro po’, me ne scordai persino.
Alcuni anni più tardi, il falchetto impagliato, dopo lustri di onorato servizio di piantone, prese congedo. La testa si inclinò, le penne persero colore e si sfilacciarono, gli occhi si offuscarono, il becco si smussò assumendo un’angolazione malinconica, l’intero corpo prese lentamente a sfaldarsi rilasciando una sottile, volatile, pervasiva polvere. Salii sulla scala per rimuovere l’ormai vetusto ex rapace… e scoprii che il Gatto Maledetto non c’era più.
Ora.
Io so che devo aver rifilato – non subito, mai maneggiare il corpo del delitto troppo a ridosso del delitto stesso – Colui Che Non Deve Essere Regalato a qualcuno oppure, molto più probabilmente, devo averlo abbandonato in qualche mercatino o pesca di beneficenza (sappiatelo, quando vi dedicate o peggio trascinate qualcuno in estenuanti maratone di shopping: è lì che finiscono i Gatti dell’Assurdo e chissà quali altri indefinibili esponenti di altre oscure genie).
È andata così. Deve essere andata così. Non può che essere andata così. L’ennesimo esempio di lapsus che conferma la validità delle teorie del dottor Freud. Mi sono sbarazzato del Gatto Che Volevo Dimenticare e mi sono scordato di essermene sbarazzato.
Però… però alle volte non posso fare a meno di chiedermi, specie quando sento dire che i gatti hanno sette o nove vite e mi domando se ciò valga anche per gli Orridi Gatti di Legno, se Esso non ricomparirà, un giorno, o addirittura un Natale, nascosto dentro un anonimo pacco, alla mia porta.

 

 

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L'AUTORE Rubrus

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Il romanzesco è la verità dentro la bugia

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Elisabeth il 2019-12-24 14:03:35
Oh signore, sorrido. Dev'essersi materializzato sul mio comodino... altezza 20 cm, regalo della mia amica per il mio compleanno. Piaciuto! Buone feste.

Rubrus il 2019-12-24 16:15:08
Oh mamma, se è alto venti centimetri soltanto, vuol dire che l'altro ha figliato! Buon Natale!

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Roberta il 2019-12-25 09:27:41
Buon Natale! Il terribile incubo dei regali... Ti potrei raccontare di quella mia amica offesa a morte perché il figlio le ha regalato una maglietta gialla comprata su Amazon poco adatta alla sua età e poco dopo ci ha raccontato candidamente di avergli regala to (il figlio ha più di 30 anni) un enorme peluche color crema comprato su Amazon.... E ci ha pure chiesto se gli sarà piaciuto! Possiamo immaginare che il Peluche oversize sarà da qualche parte in compagnia del Gatto Malefico...

Rubrus il 2019-12-25 10:17:41
Certo che il peluche color crema dev'essere stato proprio inquietante... Sarà stato un peluche a forma di gatto? Comunque, tra madre e figlio, Amazon gode. Buon Natale!

Blue il 2020-01-20 13:20:35

Uhm... questo è un po' banalotto, devo dirlo. Frutto di un momento di non particolare vena (o semplicemente voglia)? Ma immagino non volesse avere nessuna velleità, giusto? Un divertissement, tutto qui. E come tale lo prendo.

Come se Shakespeare avesse scritto (anche) "La vispa Teresa", insomma...


Rubrus il 2020-01-20 13:27:57
Oh sì... nessuna pretesa_ è semplicemente una storia vera. Però quel gatto era davvero orribile.

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