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Mauro Banfi il Moscone

IGNORANTOCRAZIA (e analfabetismo funzionale)

"VIRGOLETTE"

Saggistica

Recensioni (libri, film e qualsiasi forma artistica)

pubblicato il 2019-11-17 13:19:57

 


"È una distopia potente, quella di Fahrenheit 451: più di mezzo secolo fa anticipava molte delle caratteristiche del mondo di oggi. Ciò che Truffaut e prima ancora Bradbury non avevano immaginato e forse non potevano immaginare è che nel loro futuro (cioè nel nostro presente) non ci sarebbe stato bisogno di roghi e pompieri. I libri sarebbero spariti da sé. Senza proteste. Senza resistenze. Senza che nessuno pensasse di impararli a memoria per preservarli. La sparizione sta già avvenendo, l’eliminazione forse è già avvenuta, senza che nessuno l’abbia imposta. Proprio nel cuore dell’Europa e dell’Occidente, per esempio, c’è un paese – un grande paese – in cui quasi il sessanta per cento degli abitanti non legge un libro, neanche uno, nel corso di tutta la vita. Per sei abitanti su dieci, i libri è come se non esistessero. Di fatto, non esistono. Nello stesso paese, quasi la metà della popolazione nella fascia d’età compresa tra i sedici e i sessantacinque anni è in grado di leggere un testo scritto solo se formulato attraverso un impianto sintattico molto semplice: soggetto/predicato/complemento. Se la costruzione si fa un poco più complessa, se c’è un periodo ipotetico o una consecutio temporum, quasi un abitante su due di questo grande paese non è in grado di capire quello che legge.
Ma non basta. In questo grande paese quasi il settanta per cento degli abitanti diserta mostre e musei.
Siti archeologici e monumenti sono del tutto ignorati da tre abitanti su quattro.
Una percentuale vicina al novanta per cento non ha mai assistito o partecipato a un concerto di musica classica.
Quasi l’ottanta per cento non è mai andato a teatro. Mai.
Va un po’ meglio con il cinema: lo frequenta quasi il cinquanta per cento degli abitanti.
Ma anche qui, significa che uno su due non ci va mai. È il caso di ribadirlo: mai.
Sarà un paese molto tecnologico, potrebbe pensare qualcuno. Un paese che i libri e il teatro se li è lasciati alle spalle perché ormai vive su Internet. Forse. Ma le rilevazioni più recenti dicono che in questo grande paese c’è una percentuale molto più alta che in tutti gli altri paesi europei di cittadini che dichiarano di non aver mai (mai) utilizzato la rete."

Gianni Canova, "Ignorantocrazia. Perché in Italia non esiste la democrazia culturale", editore Bompiani.

I DATI DELL’AIE (Associazione Italiana Editori) relativi all'anno 2018:

1) Il fatturato dell’industria editoriale italiana segna un eloquente -0,4%;
2) Gli italiani che hanno letto almeno un libro lo scorso anno sono 29,8 milioni su il totale di 60,59 milioni;
Di questi 29,8 milioni, il 62% afferma di leggere solo su carta, mentre l’8% solo su ebook o audiolibri. Il restante 30% dichiara di non preferire un formato piuttosto che un altro: basta leggere.
3) E’interessante vedere anche il numero di lettori forti in Italia, ossia quei lettori che leggono più di un libro al mese e quindi, più di 12 libri all’anno. Su 29,8 milioni di lettori italiani, solo 5 milioni leggono più di un libro al mese.
4) 6 italiani su 10 non leggono nemmeno un libro all’anno.

 



Leggo e recensisco volentieri il grande libro di Gianni Canova, incrementando l'impatto della citazione summenzionata (grandissimo il richiamo al classico Fahrenheit 451 di Ray Bradbury)  con i dati sulla lettura dell'A.I.E. per conversare con voi su quello che è, a mio avviso, il problema più drammatico del nostro tempo contemporaneo: la mancanza di un'autentica democrazia culturale e il dilagare dell'analfabetismo funzionale.
Come spiega con perfetta e ineguagliata sintesi Wikipedia: " mentre una persona completamente analfabeta non è in grado di leggere o scrivere, una persona funzionalmente analfabeta ha una padronanza di una base dell'alfabetizzazione (può leggere e scrivere, esprimersi con un grado variabile di correttezza grammaticale e di stile, e svolgere semplici calcoli aritmetici) e riesce a comprendere il significato delle singole parole, ma non riesce comunque a raggiungere un livello adeguato di comprensione e di analisi ed a ricollegare contenuti nel quadro di un discorso complesso."
E come complementa con estrema precisione L'UNESCO, che definiva nel 1984 l'analfabetismo funzionale come «la condizione di una persona incapace di comprendere, valutare, usare e farsi coinvolgere da testi scritti per intervenire attivamente nella società, per raggiungere i propri obiettivi e per sviluppare le proprie conoscenze e potenzialità», l'analfabetismo spinge le persone ad aderire superficialmente, con apatia, cinismo e indifferenza, ai movimenti d'idee e di pensiero che scaturiscono dal web o dalla società vivile, perdendo ogni capacità di vero coinvolgimento empatico e partecipativo.

Questa è la diagnosi di un malessere ormai radicato e diffuso.
Quali sono i possibili rimedi, quale la cura e la terapia?
In modo sintetico e forse sentimentale io dico P.I.A.F. (Parole Intorno al Falò), partecipandovi attivamente.
In modo più elaborato sostengo che, dato che il pubblico dispiegarsi dell'intimità individuale e privata è il motore dell'analfabetismo funzionale, occorra rieducare e riabituare le persone a servire con umiltà un'idea superiore al proprio Ego, con piccole e assidue azioni quotidiane di esempio e abnegazione personale ed insegnamento.
Questa è la mia via preferita.

 

 

 

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L'AUTORE Mauro Banfi il Moscone

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Visual storyteller, narratore e pensatore per immagini. Mi occupo di comunicazione tramite le immagini: con queste tecniche promuovo organizzazioni, brand, prodotti, persone, idee, movimenti. Offro consulenza e progettazione del racconto visivo per privati, aziende e multinazionali. Per contatti: zuzzurro.zuzzu@gmail.com

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Rubrus il 2019-11-17 14:25:16
Ieri sera, in una conversazione a più voci, sono venute fuori le seguenti "perle" frutto di esperienza immediata e diretta: Null'Aosta Tallone da Killer (questa l'ho portata io, ci ho scritto sopra un racconto) Ugo Foscòlo - ripeto: "FoscOlo" - riportata da me anche quella San Paolo ebbe un incontro divino in Via Damasco e altra amenità che mi verranno via via in mente. Tanto per andare un po' controcorrente, e anche perchè sono trent'anni almeno che sento la geremiade degli editori, rammento che, dai tempi del maestro Manzi, qualche passo avanti l'abbiamo fatto. Poi - vabbè ma la scuola è un ambiente che guardo solo sa lontano, quindi prendetela come la semplice espressione di una sensazione squisitamente personale - forse a scuola si dovrebbero fare meno cose, ma meglio. Quanto agli adulti, credo che gli editori, da un lato, pubblichino spaventosamente di più che in passato, e quindi questo aumenta la forbice tra pubblicazioni e lettori, dall'altro, obbiettivamente, le alternative "ludiche" alla lettura sono molte di più che in passato. Generalmente, la motivazione addotta alla non lettura è, come in altri casi, "non ho tempo" - eppure la tecnologia dovrebbe .farci avere più tempo libero, no? Chiudo quindi citando una scritta su un muro : meno internet, più cabernet. :

Mauro Banfi il Moscone il 2019-11-17 15:56:10
Buona domenica, Roberto: sul discorso della geremiade sono completamente concorde e penso che il problema sta anche nel fatto che si pubblicano troppi libri di scarsa qualità, con grafiche orrende, pieni di refusi, schiacciati sull'attimino e il personalistico e via discorrendo.
Ma quello dell'analfabetismo funzionale è un discorso diverso da quello dell'analfabeta vecchio stampo, che non ha né voglia né il gusto di leggere.
Come ben riporta Wikipedia: "mentre una persona completamente analfabeta non è in grado di leggere o scrivere, una persona funzionalmente analfabeta ha una padronanza di una base dell'alfabetizzazione (può leggere e scrivere, esprimersi con un grado variabile di correttezza grammaticale e di stile, e svolgere semplici calcoli aritmetici) e riesce a comprendere il significato delle singole parole, ma non riesce comunque a raggiungere un livello adeguato di comprensione e di analisi ed a ricollegare contenuti nel quadro di un discorso complesso.
In parole povere, non riesce a partecipare in modo profondo e complesso con la bellezza e l'Anima del Mondo, e non riesce a raggiungere quella che il mio diletto James Hillman chima la "risposta estetica", e a cui lascio la parola:
"la risposta estetica negata, questo ignorare l'impulso estetico della psiche, è anche un arrogante insulto alla presenza del mondo. Passeggiare accanto a un edificio maldisegnato, vedersi servire del cibo preparato in modo sciatto e accettarlo, mettere sul proprio corpo una giacca tagliata e cucita male, per non parlare del non sentire gli uccelli, del non accorgersi del crepuscolo... tutto questo significa ignorare il mondo. Eppure, questo stato di ignoranza, questa an-estesia, è in larga misura la condizione umana attuale. Ed è sostenuta e favorita dalla nostra economia, dal nostro modo d'impiegare il tempo libero, dall'uso che facciamo della refrigerazione, dai nostri mezzi di comunicazione e di trasporto e, naturalmente, dai nostri modi di curarci."
Vale a dire, in sintesi, che quello che è precipitato è il senso della qualità più che della quantità: noto che per la maggior parte della gente che frequento il libro di ricette di Benedetta Parodi e “Delitto e Castigo” hanno la stessa incidenza culturale.
Come molti mi dicono convinti che fare tutto il giorno sudoku o smanettare su Instagram e Whatsapp ha lo stesso valore che leggere l'Ulisse di Joyce o il Dracula di Bram Stoker.
Questo è l'analfabetismo funzionale.
Grazie per i divertentissimi strafalcioni, gustosissimi.

Rubrus il 2019-11-17 20:42:34
A mio avviso la vera e la più importante differenza rispetto al passato è che, prima, dell'ignoranza ci si vergognava, oggi di ignoranza e rozzezza e incompetenza, spesso ,ci si vanta (mi limito, a questo proposito, a un fugace pensiero alla politica)

Mauro Banfi il Moscone il 2019-11-18 07:14:36
Eh, sì, caro Roberto, la tua ottima osservazione mi ricorda un altro passo illuminante - e ce ne sono tanti - del libro di Gianni Canova:
"Una società che dileggia la competenza, che afferma che chiunque può fare qualsiasi cosa, che sostiene l’equivalenza di tutti a prescindere dalle conoscenze, dallo studio, dalla performatività, finanche dal talento, è una società statica, abulica, bloccata su se stessa, incapace di trasformarsi."
Penso che sia un'istantanea precisa, un riflesso di specchio impeccabile del nostro contemporaneo.
Buona giornata

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Roberta il 2019-11-18 10:31:06
In questo clima, in cui l’ignoranza è un vanto e la conoscenza una cosa da snob, da comunisti col Rolex, sto notando che la velocità di lettura ad alta voce degli adolescenti rispetto a qualche anno fa è nettamente diminuita. Molti, negli istituti tecnici, leggono stentatamente anche nelle classi terminali e hanno serie difficoltà nella comprensione e nell’analisi del testo. A fronte di questo preoccupante fenomeno, genitori anche colti accusano gli insegnanti di dar da leggere libri noiosi...

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