Warning: mysql_fetch_array() expects parameter 1 to be resource, boolean given in /web/htdocs/www.paroleintornoalfalo.it/home/lettura.php on line 122

Warning: mysql_fetch_array() expects parameter 1 to be resource, boolean given in /web/htdocs/www.paroleintornoalfalo.it/home/lettura.php on line 125

Warning: mysql_fetch_array() expects parameter 1 to be resource, boolean given in /web/htdocs/www.paroleintornoalfalo.it/home/lettura.php on line 128

Warning: mysql_fetch_array() expects parameter 1 to be resource, boolean given in /web/htdocs/www.paroleintornoalfalo.it/home/lettura.php on line 131
PAROLE INTORNO AL FALO'

709 OPERE PUBBLICATE   4058 COMMENTI   80 UTENTI REGISTRATI

Utenti attivi:

RICERCA LIBERA E FILTRI DI VISUALIZZAZIONE

Sezioni:    Narrativa   |    Saggistica   |    Poesia   |    Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti   |    Momenti di gioco e umorismo a premio e turismo culturale.   |   

Ricerca per genere e utente (work in progress)

SEGNALA ALL'AUTORE IL TUO APPREZZAMENTO PER QUESTA PUBBLICAZIONE

SEGUI QUESTO AUTORE PER ESSERE AGGIORNATO SULLE SUE NUOVE PUBBLICAZIONI

L'AUTORE

Utente registrato dal

ALTRE OPERE DI QUESTO AUTORE

DIVIETO DI RIPRODUZIONE

E' assolutamente vietato copiare, appropriarsi, ridistribuire, riprodurre qualsiasi frase, contento o immagine presente su di questo sito perché frutto del lavoro e dell´intelletto dell´autore stesso.
É vietata la copia e la riproduzione dei contenuti e immagini in qualsiasi forma.
É vietata la redistribuzione e la pubblicazione dei contenuti e immagini non autorizzata espressamente dall´autore.

Roberta il 2019-09-22 18:16:27

Ciao Rubrus, trovo questo pezzo interessante e affascinante ma un po’ complesso e difficile. Concordo innanzi tutto sul fatto che la tesi secondo cui It è irrilevante nel romanzo non è sostenibile. Prima di rileggere il tuo post, avrei affermato che sicuramente anche Stephen King sa, come tutti, che il male esiste anche senza bisogno di supporti soprannaturali, ma che non è certo questo il messaggio principale. Poi, però, la rilettura mi ha costretta a riflettere ulteriormente. Inizialmente nella mia risposta sottintendevo che, a volte. il male dà luogo a delle proiezioni, sotto forma di incubi o di allucinazioni, in particolare nei bambini e i nei preadolescenti. Rileggendoti, mi pare di capire che tu sostenga che quelli che io chiamo incubi e allucinazioni siano cose reali che solo i bambini possono vedere. È un’ipotesi affascinante, e molto probabilmente è davvero questo che King vuole suggerire. Comunque il mio commento originale era questo: La tesi dell’autore è interessante e ben articolata, ma non convincente. Senza It il romanzo non esisterebbe: prima di tutto It come mostro assassino è il filo conduttore del romanzo e costituisce il motivo di rottura dell’equilibrio che dà inizio alle peripezie dei personaggi. Da una parte, certamente, il romanzo tratta dei mostri che in modi diversi, a seconda dei casi, frenano la libertà e la crescita: genitori troppo possessivi o violenti o opprimenti. I ragazzi della banda di Perdenti sono accumunati da situazioni familiari problematiche, genitori ossessivi o violenti che ne opprimono la crescita (qui It potrebbe essere anche la proiezione dei mostri – genitori). I ragazzi non vivono galleggiando, ma ancorati a terra tenendosi per mano, con la forza e il coraggio della solidarietà e dell’amicizia. Nel romanzo c’è altro, qualcosa che ha a che fare con il trauma, la morte e le apparizioni dei morti che continuano a vivere da qualche parte. A volte It è il caso, il male che ci attende dietro l’angolo: ad esempio “la cosa” che attrae il piccolo verso il tombino: in questo caso il mostro che provoca la morte violenta potrebbe essere semplicemente una macchina che, sopraggiungendo mentre lui è assorto e incantato, lo travolge; ma nel ricordo e nella mente del fratello maggiore preadolescente un evento reale po’ trasformarsi in soprannaturale, oppure un trauma che ci tormenta (il padre morto che appare nella palude: per la percezione del ragazzino, vedi sopra). In entrambi i casi la causa o l’oggetto della morte violenta s’incarna, nella mente e nella memoria, in un mostro. In periodi o situazioni particolari della vita, come nell’infanzia o nella preadolescenza, i ricordi traumatici e gli incubi sono più frequenti e particolarmente vividi. In persone eccessivamente sensibili, paurose e insicure, forse perché prive di un punto di riferimento, di una figura di attaccamento forte e protettiva, le paure e le ossessioni possono dar forma ad allucinazioni. Credo che King sappia qualcosa di questi fantasmi la cui presenza è talmente forte, a volte, da essere più reale della realtà.

CANCELLA IN QUANTO CONTRARIO AL REGOLAMENTO E SEGNALA L'UTENTE |

Rubrus il 2019-09-23 11:14:13

A scanso di equivoci. Penso che l’articolo sia ben fatto e ben motivato e mi piacerebbe leggerne di più così, come anche sono convinto che King ne meriterebbe di più.



Credo però che (come gli abitanti di Derry) molta, critica, troppa, anzi, specie italiana, soffra di una ristrettezza di visione che, nel momento in cui è costretta parlare bene di un romanzo fantastico, la costringe a trovare i relativi pregi negli elementi non fantastici che, immancabilmente, degrada a metafore.



Faccio un  esempio: è come chiedere a un gastronomo appena uscito da un ristorante in cui servono pesce come ha mangiato e sentirsi rispondere “ottimi primi, contorni fantastici, dolci superlativi”.



Partiamo da un’ovvietà.



Tutti i romanzi sono opera di fantasia, ma proprio tutti. Altrimenti sarebbero saggi. Un saggio mascherato da romanzo è una pippa allucinante e, di solito, viene immediatamente sbugiardato e rifiutato dai lettori. A volte, è solo questione di tempo e il camuffamento per un po’ funziona, ma, presto o tardi, l’inganno viene svelato.



Proprio perché è un’opera di fantasia, nel romanzo esistono e possono esistere tranquillamente, e anzi essere decisivi, elementi che non hanno riscontro nella realtà.



A meno che non sia un dittatore coreano, non è che se vado a vedere un film di 007 penso che James Bond esista davvero, ma, finchè sono al cinema, non soltanto ci credo, ma mi aspetto che il film  mi spinga a crederlo.



Allo stesso modo, finchè sono dentro “It” mi aspetto ed esigo che il libro mi faccia credere in quell’essere venuto dal macroverso (qualunque cosa esso sia).



Quindi, da un lato, sì, sono convinto che, mentre scriveva, King fosse in una sorta di mondo alternativo in cui It esisteva e mirasse a far entrare il lettore dentro quel mondo.



Dall’altro lato, e soprattutto, mettersi a parlare di metafore, allegorie e quant’altro per evidenziare i pregi del romanzo è come considerare il lettore, e anche lo scrittore, un mezzo scemo, o un poppante che ancora deve essere convinto che non ci sono mostri sotto il letto.



Sia il lettore che lo scrittore lo sanno benissimo.



Il pregio del romanzo non sta nell’essere metafora o allegoria (senza contare che ognuno può giocarci parecchio, con metafore e allegorie, infilandoci dentro un sacco di cose diverse).



Il pregio del romanzo, di ogni buon romanzo fantastico, sta nella sospensione dell’incredulità, nel farci credere che, parlando di It, il mostro è reale.



È qualcosa di molto tecnico in cui entrano in gioco tanti fattori, ma che posso riassumere in uno: la credibilità del contesto. It è reale e credibile perché reale e credibile è la città di Derry, le persone che la abitano, soprattutto i personaggi. E, sempre dal punto di vista tecnico, è credibile perché visto attraverso la lente prospettica dell’infanzia, la quale, appunto, crede che sotto il letto ci siano i mostri.



Quindi, non è che King si serve di “It” per parlare della sua provincia, dei suoi perdenti ecc. L’è proprio tutta al rovescio. Si serve della sua provincia e dei suoi perdenti per parlare di “It”.



È chiaro che l’abilità di uno scrittore non si misura  unicamente dalla sua abilità di creare spauracchi (parlando di horror), ma dalla valutazione di tutti gli elementi dell’opera, ma questo non autorizza il critico a prendere quello che, in fondo, è un elemento qualificante dell’opera e svilirlo.  



Insomma e per esempio: sono ormai più di trent’anni che i pagliacci sono - ahiloro – icone horror. Non si può obliare che King e “It” hanno avuto un ruolo decisivo in tutto questo ed è miope fingere che questo impatto non ci sia. Nessuno prima di lui aveva usato quell’immagine in quel modo e con tale efficacia. Da noi (per esempio) si era al “ridi, pagliaccio!” e quindi al clown come figura malinconica, ma non spaventosa. Eppure, già allora, anche da noi, i bambini avevano un po’ paura dei pagliacci. King ha colto il fenomeno e l’ha usato con maestria.



Poi, la rappresentazione della provincia americana, le dinamiche del gruppo, il passaggio dall’infanzia alla adolescenza sono tutti ottimamente narrati e nessuno lo mette in dubbio.



A mio parere il grande colpo di genio di King è di avere fuso il romanzo dell’orrore e quello formazione, ma non è che il romanzo dell’orrore è irrilevante. Se non c’è il romanzo dell’orrore,  se manca uno dei due elementi, come si fa a fare la fusione?



Un ultimo esempio (e chiudo).



Nessuno, spero, mette in dubbio che il romanzo giallo possa essere un buon romanzo o, al contrario, nessuno, spero, afferma che un romanzo non può essere buono in quanto giallo.



Ci sono voluti decenni per arrivare a questo.  Prima il romanzo giallo o noir erano roba da edicola, di serie B, adatta a gente dalla bocca buona, anche un po’ rozza, ingenua e stupidotta.



Il romanzo fantastico, specie da noi, specie l’horror, deve ancora terminare questo percorso, specie per i critici letterari. I lettori credo che se ne siano già accorti.



 


CANCELLA IN QUANTO CONTRARIO AL REGOLAMENTO E SEGNALA L'UTENTE |

Roberta il 2019-09-23 11:22:38
Ah ecco! Mi sembrava di aver capito che tu credi veramente che ci sia un'altra dimensione... Certo che la bravura di King sta nel farci immedesimare nei personaggi inducendo la sospensione dell'incredulità! Su questo non c'è bisogno di discutere, ma non mi sembra che l'articolo parli di quest'aspetto.

CANCELLA IN QUANTO CONTRARIO AL REGOLAMENTO E SEGNALA L'UTENTE |

Rubrus il 2019-09-23 11:27:48
Che ci siano altre dimensioni è un dato scientificamente affermato - secondo alcuni fisici sarebbero undici, secondo altri di più - così come è probabile che esistano diversi universi paralleli (ma a volte non sempre paralleli). Da questo, a dire che siano Inferno Purgatorio e Paradiso, i Nove Mondi dei Norreni, gli Otto dei Buddisti... be'... calma. Temo di essere troppo scettico dentro per credere veramente a simili affermazioni. ;-)

CANCELLA IN QUANTO CONTRARIO AL REGOLAMENTO E SEGNALA L'UTENTE |

Roberta il 2019-09-23 11:48:23
Il succo sta tutto qui: “A mio parere il grande colpo di genio di King è di avere fuso il romanzo dell’orrore e quello formazione, ma non è che il romanzo dell’orrore è irrilevante. Se non c’è il romanzo dell’orrore, se manca uno dei due elementi, come si fa a fare la fusione?” Questo è il motivo per cui It è apprezzato anche da gente che, come me, non ama particolarmente l’horror. Per il resto, nel mio commento ho cercato di dare delle spiegazioni in merito alla funzione di It nel romanzo, e l’ho fatto in base alla mia esperienza: paure, incubi frequenti legati a lutti o traumi subiti in età precoce. Sarà la scoperta dell’acqua calda, ma a me sembrava importante rilevarlo...

CANCELLA IN QUANTO CONTRARIO AL REGOLAMENTO E SEGNALA L'UTENTE |

Rubrus il 2019-09-23 12:21:44
Lo è. Ci si concentra molto sui bambini, ed è giusto, ma mezzo romanzo ha per protagonisti gli stessi bambini diventati adulti ; se si guardano le loro vite da vicino, si vede che nessuno (a prescindere dagli eventi accaduti nel 1958) ha veramente vinto le proprie paure - e alcuni di loro non ci riusciranno mai, o forse all'ultimo momento - ma tutti loro, malgrado l'apparente successo (a parte Mike, sono tutti ricchi), sono rimasti Perdenti. La peculiarità della formazione che King rappresenta non è, come accaduto in fondo fino ad allora: "smetti di crederci, sono solo spauracchi infantili e devi superarli per diventare adulto" (in ultima analisi, il percorso di "Pinocchio"), ma, al contrario: a) non li superi mai veramente, a prescindere da quanti soldi in banca b) per andare oltre devi andare indietro, ritornare bambino e battere quelle paure sul loro stesso terreno. Solo così le supererai veramente, non dimenticandole o ignorandole.

CANCELLA IN QUANTO CONTRARIO AL REGOLAMENTO E SEGNALA L'UTENTE |

Roberta il 2019-09-23 15:28:03
Adesso ho capito bene ;-)

CANCELLA IN QUANTO CONTRARIO AL REGOLAMENTO E SEGNALA L'UTENTE |

RISPONDI CON EDITOR AVANZATO