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Tradimento

"PUNTO E A CAPO" Racconto Horror / Mistery / Pulp

di Jack Scanner

pubblicato il 2019-09-08 12:07:45


 

   Fu un giorno in cui il sole splendeva nel cielo come una grossa lampadina che emetteva un calore eccezionale.

   Il tempo era bello, a dirla tutta. Era estate e faceva caldo, infatti quel mese di luglio stava registrando temperature altissime.  

   Quel giorno ero a casa. Avevo preso per la verità due giorni di ferie e mi stavo godendo quel riposo occasionale. Mia moglie era uscita ma aveva dimenticato lo smartphone a casa. Era qualcosa che non doveva succedere, non ad una donna in gamba come Christine, ma era successo.

   Trovai il cellulare sul comodino in camera da letto e in quel momento mi sentii combattuto come mai mi era successo. Chi è sposato sa cosa stavo provando. C’era di mezzo la fedeltà di mia moglie ma anche la fiducia che io riponevo in lei.

   <<Non posso farlo>>, mormorai.

   Avevo in mente di dare una sbirciata a quel maledetto cellulare ma ero combattuto appunto. Una parte di me diceva in continuazione di prendere in mano quell’aggeggio e di guardare… Ma un’altra parte di me diceva basta. Anzi lo urlava.

   Restai fermo in camera da letto come un attaccapanni. Non sapevo cosa fare e quella posizione sembrava, nel mio inconscio, qualcosa di positivo. L’unica cosa di positivo a cui potevo aggrapparmi per ora.

   Christine era sempre stata aperta e poi era fedele. Diamine, che cosa poteva nascondere nel cellulare? In quel momento quell’aggeggio era il mio unico nemico. Poi lei poteva tornare da un momento all’altro. E se mi avesse visto lì? Avrebbe potuto pensare che ero diventato scemo a vedermi con la bocca aperta, oppure avrebbe intuito…

   Mi mossi dopo circa cinque minuti. Sentii la schiena scricchiolare come se fosse di legno e sentii anche un po’ di dolore. Raggiunsi il comodino come se fosse stato ad una distanza siderale, e afferrai lo smartphone. Pesava come un macigno e scottava anche, ma era certo la mia impressione. E se mi fosse caduto per colpa del peccato che stavo commettendo? Mi stavo impicciando dei segreti di mia moglie. Christine non mi aveva mai dato motivo per fraintendere qualche suo comportamento. Era una donna aperta e carina, anzi, bellissima, eppure io… Dovevo vedere.

   Andai ai messaggi cercando di fare tutto in fretta e trovai conferma ai miei dubbi peccaminosi. Ma non sono peccaminosi. C’è qualcosa qui che non mi riguarda. Comparve un nome a  me sconosciuto. Matt. Guardai fuori dalla finestra con aria stupita e sentii uno strano brivido crescere dentro di me come un tremolio malvagio.

   Così si chiamava il suo amante?

   Uscii subito dai messaggi e posai il cellulare dove lo avevo trovato. Scesi in cucina e bevvi un bicchiere d’acqua. Allora le cose stavano così? Christine aveva un amante di nome Matt e ne avevo la certezza. C’era un messaggio in quel maledetto smartphone e sinceramente non avevo voluto leggere niente. Forse ci sono scritte porcherie che Christine a te non direbbe mai. Ci sono porcherie che si dicono quando sono a letto.

   Mi venne un dubbio.

   Forse in quel momento erano a letto insieme e stavano scopando.

   Quell’idea mi turbò più di quanto non avesse fatto il messaggio e la scoperta in generale.

   Mi misi in testa che dovevo fare qualcosa. Se Christine ha un amante anch’io dovrei averne una. E volli fare la stessa cosa che mia moglie aveva fatto inconsciamente a me. Lasciare il cellulare sul letto. Sorrisi e devo dire che in quella mia smorfia c’era tutta la malignità che avevo accumulato in mezzora.

   Salii di sopra e lasciai il cellulare sul comodino, non senza prima aver inserito nella rubrica un nome fittizio. Laura. Quello era il nome della mia amante che Christine doveva leggere.

   Uscii e stetti fuori fino a sera. Christine deve leggere per forza qualcosa nel mio cellulare. La curiosità che ha preso me, prenderà anche lei. E’ solo una statistica ma dovrebbero andare così le cose.

  

   Inserii lentamente la chiave nella serratura.

   Era notte e la luna brillava in alto come un diamante blu grezzo. Ero emozionato e avevo anche un po’ paura. Mia moglie mi stava aspettando in casa perché le luci erano accese. Non volevo fare nulla, volevo solo parlarle. Ma forse non le dico niente. Ormai le cose sono andate così. Ero davvero curioso però di vedere se fosse stata lei a parlarmi di Laura. Qualcosa dentro di me mi diceva che lo avrebbe fatto e che forse l’avrei trovata seduta in soggiorno con la faccia nera e gli occhi che le uscivano dall’orbita.

   Aprii la porta ed entrai.

   Una fitta mi colpì al fianco destro e mi voltai. Era Christine con in mano un coltello da cucina insanguinato.

   <<Chi è Laura?>> disse a bassa voce.

   <<Matt…>> dissi biascicando.

   Crollai a terra e la vidi cambiare espressione. I suoi occhi si spalancarono pieni di vergogna.

   Fece cadere il coltello vicino a me, prese la borsa ed uscì di casa. Non rientrò mai più ed io ebbi la conferma di tutto.

       

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L'AUTORE Jack Scanner

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Rubrus il 2019-09-08 14:44:43
Breve ma efficace, senza una parola di troppo.

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