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Mauro Banfi il Moscone

IL SETACCIO

"VIRGOLETTE"

Saggistica

Saggistica

pubblicato il 2017-11-03 18:11:54

                                                                                     
 
La stagione su Neteditor appena conclusa è stata segnata dalle solite problematiche inerenti all’ormai anacronistico web 2.0 e alla sua vetusta cultura social (flames&flamers assortiti, plurinicknames, post manichei, infarciti di luoghi comuni, odi banali e nichilismi a go go, miserabili invidie stile comari e pettegoli di piccola provincia e fanatismi vari, ego spropositati e senza il temine vergogna nel vocabolario ecc ecc) e dalla più dolorosa e toccante sparizione virtuale di autori e lettori d’ambo i sessi di primissima qualità umana e letteraria.
Conversando via mail o per telefono con qualcuno di loro veniva a ripetersi sempre un pensiero: il web è come un setaccio, un contenitore senza contesti.
Il fiume social o litweb del web versa nel tuo Io un bombardamento quotidiano di notizie, parole, immagini fisse o in movimento e suoni e mentre il flusso dei bit appare sul fondo del setaccio della tua mente, in quell’istante, se n’è già andato.

E allora, a buona ragione, molte amiche e amici di Neteditor se ne vanno in cerca di contesti affettivi, culturali, lavorativi ed economici, letterari - e quant’altro - più vitali e “reali” e soddisfacenti.
In parole povere: cercano atomi e non bit.
Qualcuno a questo punto mi chiederà:
«Tu perché sei rimasto ancora, o grandissimo cagacazzo del Mosco?»
Innanzitutto perché Neteditor esiste ancora: la Redazione ha tenuto in vita questo simpatico contenitore senza contesti, ha resistito all’ondata di riflusso della decadenza social e ha schivato il colpo di coda di questo velenoso scorpione e quindi, rieccomi qua.
Rieccomi qua perché c’è ancora tanto da dire, da costruire, da capire e da condividere e perché non si torna indietro, amiche e amici.
Bisogna essere assolutamente moderni, diceva Rimbaud all'inizio di questa strana era.
La rete, il web, la litweb: tutte faccende che sono forse state usate e abusate con troppi paroloni e troppe retoriche enfatiche, sì è vero, è senz’altro accaduto e accadrà ancora, purtroppo.
Ma sono ancora le questioni vive e irrisolte, non tanto alla moda, non tanto schiacciate su di noi dal presente e dovute alla contemporaneità, quanto sono i pensieri che oggi viviamo e condividiamo.
Pensieri che resistono e che lottano per trovare un riscatto e una dignità attualmente aggrediti ogni giorno dal narcisismo di massa social.

Eccovi, per esempio, alcuni nodi cruciali di cui voglio occuparmi in questa nuova stagione creativa e di condivisione:  
 
                                                                        

 

1- La litweb come letteratura:    
la litweb può produrre opere degne di studio e di considerazione per la loro alta e raffinata qualità, e rappresentare efficacemente la vita, l’epoca e la visione del mondo del loro autore e dell’intera società che lo permea;

 

 
                                                                                     
 
2- La litweb come arte – non migliore e non peggiore delle altre arti, ma con un suo codice espressivo peculiare, come le altre arti-:
si potrebbe finalmente riconoscere alle caratteristiche artistiche formali della litweb la capacità di raggiungere gli stessi livelli di forme come la pittura, il cinema o la scultura;

 
                                                                            
 
3- I diritti economici degli autori creativi:
la cultura social ha propagandato l’ossessione del gratuito ad ogni costo e per conseguenza molti creativi non sanno più come e di che vivere: gli autori litweb potrebbero e dovrebbero assumere un maggior controllo sul destino delle loro opere e trovare un giusto e sacrosanto tornaconto economico;

 
                                                                                                 
 
4- Creazione dell’impresa commerciale della litweb:
si potrebbe creare e organizzare l’industria della litweb in modo da servire con la dovuta qualità e il giusto prezzo sia il produttore che il consumatore;

 
                                                                                        

5- La percezione del pubblico e dei lettori:      
ci sono decisamente ampi margini di miglioramento per mettere a fuoco l’immagine pubblica della litweb; almeno per riconoscere le potenzialità di questa forma ed essere disposti a riconoscere il miglioramento qualitativo, quando avviene.
Non se ne può più della negatività a priori per partito preso, del tipo” tutto quello che sta nel web fa schifo o è interessato”. Basta.

 
 
                                                                                   
 
6- Il rispetto delle accademie:    
le alte istituzioni culturali dovrebbero superare certi pregiudizi ed uscire dalle comode torri d’avorio e trattare la litweb in modo perlomeno equo, mediante critiche costruttive;

 
 
  
7- La diversità dei generi e il pluralismo creativo:   
la litweb è un insieme di parole – organizzate in notizie, storie o montate in modo intenzionale per fare poesia -, immagini fisse e/o in movimento - giustapposte e disposte per suscitare immaginazione – e suoni, sviluppate in una deliberata sequenza ipertestuale.
Il video non funziona più solo come pagina ma anche come finestra d'insieme infinita che raggiunge, mediante nuove forme, diversi luoghi e diversi tempi e con l’imminente avvento della banda larga accessibile a tutti, diversi popoli.  
L’ambiente digitale non è più legato alle tradizionali forme di lettura da sinistra a destra o da  sopra o sotto ma può creare forme orizzontali, discendenti in profondità o che imitano i salti quantistici nello spaziotempo dei buchi neri o delle supernove.   
L’era del pettegolezzo narcisistico social è già finita, ma ancora non lo sa. Ricordiamolo ogni nuovo giorno con le nostre opere, con la varietà libera e totale di nuove forme e di nuove idee, storie, poesie.
 
 

8-  La produzione digitale litweb:
la creazione di opere litweb con strumenti digitali; il problema della ricerca di nuovi contesti è essenzialmente una questione legata al raggiungimento di un pubblico potenziale, o quantomeno di una cerchia di autori/lettori con cui condividere la sopracitata fondamentale ricerca; questo non significa solo soldi e capacità di vivere dignitosamente con quello che si crea - tutte faccende sacrosante, è ovvio - ma anche e sopratutto vedere il medium litweb raggiungere il suo potenziale creativo e umano in modo che ogni autore/lettore raggiunga il suo.
 
                                                                                  

9- La distribuzione di opere d’arte litweb in forma digitale:
il web è potenzialmente la più grande iniziativa costruttiva di collaborazione della storia conosciuta e la barbarie social è solamente un grottesco e decadente preludio, dove l'elemento personale ha preso momentaneamente il sopravvento, ma sta già disgustando la maggioranza di utenti.
Siamo ancora in una fase iniziale: questo "tagliar fuori" l'intermediario produrrà in futuro nuove forme meno corrotte dall'elemento personale e più attente alla qualità delle opere prodotte e al rispetto del lettore e del consumatore.
Sul web, qualunque punto temporale e geografico è a solo un click di distanza da un altro e questo significa, ad esempio, poter decidere un costo medio inferiore per prezzo unitario sulla base della soddisfazione del cliente, risparmiare sulle spese di distribuzione e promozione per avere più tempo e spendere di più per la produzione dell'opera stessa.

 
                                                                                              
 
10- L’evoluzione della litweb come forma d’arte digitale.
è mia convinzione che il medium litweb può trovare nuove strade per una nuova generazione di creativi, generando forme al di là dell'immaginabile, al di là dei vetusti modelli spaziali rappresentativi.
Un nuovo insieme di persone che sappiano muoversi per esplorare le nuove possibilità strutturali della finestra infinita ipertestuale, ma attenzione: ci sarà sempre un limite alla velocità, alla potenza e alla memoria - anche se ogni anno vengono superati -: una finestra video ipertestuale letteralmente infinita non potrà mai esistere.
Il punto cruciale è un altro, l'idea creativa fondamentale è questa: in un ambiente digitale l'opera litweb può assumere praticamente qualunque forma e misura (non più solo da destra a sinistra e da sopra a sotto, come vuole la nostra ormai antiquata tradizione occidentale, ma sviluppi in profondità, come percorrendo una gigantesca scala discendente o come se la storia girasse su un cubo in lenta rotazione e quant'altro ancora da concepire e da inventare!) con il libero uso temporale e geografico del lettore della mappa ipetestuale dell'opera nel suo nuovo medium.

 
 

E così, amiche e amici svaniti (temporaneamente) da Neteditor, in cerca di nuovi contesti, siamo al momento del congedo.
C'è modo e modo di cercare nuovi contesti, e pane in tavola, e aria buona da respirare, e amore sulla terra e "spazio al sole".
Prendersi troppo sul serio e non prendersi sul serio per niente: due eccessi da evitare, per cominciare.
Prendo dalle vostre mani il setaccio del web e lo getto nell'oceano: lo vedete, galleggia per qualche istante e poi se ne va a fondo.
Ora è pieno d'acqua e lo sarà per sempre.
Questo è un altro modo: non versare dentro l'Ego piccole tazze di vitalità egotica, ma gettare l'io nel vasto mare aperto della gioia creativa.

Abbiate gioia, vi aspetto per un'altra stagione di condivisione, alla ricerca della qualità.

Libri compulsati per l'elaborazione e l'ispirazione:
- "Litweb. La letteratura al tempo del web" di Bruno Corino.
Al momento il primo e unico libro di valore e di qualità sull'argomento in Italia.
- "Reinventare il fumetto" di Scott McCloud.
Seconda parte della grande trilogia "Capire il fumetto" e "Fare il fumetto", opera fondamentale per comprendere il ponte tra fumetto e litweb.
- "Graphic Novel: storia e teoria del romanzo a fumetti e del rapporto fra parola e immagini", a cura di Andrea Tosti.
La storia e la rete di pensieri che sta dietro alle nuove idee litweb.

 

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L'AUTORE Mauro Banfi il Moscone

Utente registrato dal 2017-11-01

Visual storyteller, narratore e pensatore per immagini. Mi occupo di comunicazione tramite le immagini: con queste tecniche promuovo organizzazioni, brand, prodotti, persone, idee, movimenti. Offro consulenza e progettazione del racconto visivo per privati, aziende e multinazionali. Per contatti: zuzzurro.zuzzu@gmail.com

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Massimo Bianco il 2017-11-03 18:42:15
"Neteditor esiste ancora" Una gufata niente male questa tua, ragazzo mio. Scherzi a parte, sono anni che parli di litweb, ma io a questo punto mi (e ti) pongo una domanda: sei proprio sicuro che esista una "litweb" o non ci limitiamo piuttosto tutti noi a scrivere semplicemente racconti brevi, come ne esistono da decine di anni da far apparire sul web e saggi il più possibile succinti, per paura che altrimenti nessuno ci legga, senza alcune reale differenza rispetto al cartaceo? Forse Full scriveva effettivamente litweb, ma mi sa che fosse l'unico o quasi. Quanto agli abbandoni, sai com'è, per qualcuno è delusione perchè non ottiene gli effetti sperati, tanto più che qui non siamo letti da milioni di persone, benché sulla carta si possa raggiungere chiunque, senza capire che scrivere sul web deve essere solo un confrontarsi con gli altri utenti all'insegna del divertimento senza toppo pretendere, per altri è un impegno in più che non può durare in eterno, specie se lavoro e famiglia comincia occuparti molto, per taluni la delusione arriva perchè si illudevano di attirare l'attenzione dei grandi editori, poveri loro, per altri ancora è perdita di creatività, perchè le idee non sono infinite e se non ci si amministra con oculatezza alla lunga ci si accorge di ripetersi stancamente e che quindi tanto vale smettere, ecc. ecc. I motivi per abbandonare la scrittura web sono mille. Ciao N.B.: ho appena inserito una mia immagine come avatar sul mio profilo ma finora non appare nulla, vediamo se qui appare la mia foto, altrimenti vuol dire che ancora qualcosa non va e mi occorrerà l'intervento dell'amministratore.

Massimo Bianco il 2017-11-03 18:43:27
E come volevasi dimostrare io quo non vedo il mio avatar ma solo il mio nome, boh? O tu lo vedi? Ciao bis

Mauro Banfi il Moscone il 2017-11-03 18:56:57
Ciao Massimo: uso il termine Litweb ma da non molto mi sono reso conto che lo uso per Tradizione, nel senso letterario, e nel mio caso del Weird o del Fantastico. Prtanto capirai quale euforia mi stia prendendo in questi frangetni di costruzione di un posto della Rete, in Italia, per questa tradizione. Mi sembra, qua su PIAF di essere nella mia passata quinta elementare, quando il maestro Crippa istituì la biblioteca circolante e con letture di pezzi scelti e di sinossi m'introdusse alla grande tradizione dell'avventura. Già allora imparai che Poe, Stevenson, Melville, Salgari, Defoe, Verne, Conrad e London si erano divertiti e appassionati a scrivere romanzi marinareschi proprio perché il filone già esisteva prima ( i vari resoconti di Colombo, Marco Polo e altri esploratori cinquecenteschi), e avevano provato il piacere intenso di essere una perla della collana di una tradizione letteraria. Anche qua sta accadendo che il proverbiale narcisismo degli scrittori conta molto meno del piacere di far parte di una compagnia, come se la partecipazione fosse premio a se stessa. Giusto quello che ricordi:il pericolo di ripetersi e della staganzione creativa. Ma, credimi, se leggiamo e facciamo parte di una Tradizione e abbiamo un posto tutto per noi, fatto finalmente SOLO DA AUTORI che sono anche AMICI, allora, stai sicuro , mitologico MAX che siamo in una letterale figata! Abbi gioia

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Claudio Di Trapani il 2017-11-08 11:54:51
Un'analisi seria e condivisibile, caro Mauro. Sempre attento alle questioni dello scrivere, tu come pochi qui sul web.

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