793 OPERE PUBBLICATE   4095 COMMENTI   81 UTENTI REGISTRATI

Utenti attivi:

RICERCA LIBERA E FILTRI DI VISUALIZZAZIONE

Sezioni:    Narrativa   |    Saggistica   |    Poesia   |    Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti   |    Momenti di gioco e umorismo a premio e turismo culturale.   |   

Ricerca per genere e utente (work in progress)

Il veliero nella bottiglia

"PUNTO E A CAPO" Racconto Fantasy / Favola

di Mauro Banfi il Moscone

pubblicato il 2019-03-05 17:40:55


Al galeone che Dylan Dog non riesce mai a finire, per sempre; a P.I.A.F. amata farfalla precaria e imperfetta...

"Il successo è l'abilità di passare da un fallimento all'altro senza perdere l'entusiasmo."
Winston Churchill

“Forse il punto essenziale è che, notte dopo notte, anno dopo anno, i sogni preparano la
nostra anima per la vecchiaia, la morte e il fato, immergendola sempre più profondamente
nella memoria. Forse, l’essenziale dei sogni ha poco a che fare con le nostre preoccupazioni
quotidiane, e il loro scopo è il fare anima dell’Io immaginale.”
James Hillman (12 aprile 1926 – 27 ottobre 2011), “Il mito dell’analisi”.



La nostra storia cominciò nello studio del Dott.Giacomo Iunghi, noto psicoterapeuta di scuola junghiana.
Di fronte a lui, ginocchia contro ginocchia, stava per cominciare a parlare tale Sig. Proteo Forme.
— Così lei mi chiede il motivo per il quale ho bisogno del suo aiuto ?
— Certo, per cominciare, s’intende… - replicò il Dott. Iunghi, osservando attentamente gli occhi color pervinca di Proteo.
— Mi dica, innanzi tutto, come sta? Come si sente?
— Bene, grazie. Deve sapere che non sono qui per farmi prescrivere psicofarmaci.
Possono essere utili talvolta, non lo nego, ma non sono a quel punto, Dottore.
— La prego, lasci stare il Dottore: è troppo pesante e prosegua il racconto.
— Ah, grazie, che bella frase ha detto! Questa è già terapia! Per questo sono qui.
Ho vissuto un’intensa quanto sbalorditiva esperienza interiore e vorrei condividerla con qualcuno.
Mi trovo in questo momento, in una situazione di forte isolamento.
Ho un lavoro con dei colleghi, ma si parla sempre delle stesse stupide cose: il calcio, far soldi, fare sesso, far fesso lo Stato o il tuo prossimo.
Fuori, il tempo libero non mi riserva niente di eccitante. Stesso bar, stessi amici, stesse cazzate che si dicono al lavoro.
Insomma vivo il famoso programma sociale ”produci, consuma e crepa”.
—Tutto questo le sembra riduttivo, immagino.
— Immagina bene, Sig.Iunghi.
— La prego, lasci stare anche il Signore: ha i suoi problemi da sbrigare in cielo e in terra.
Per ora il Lei, le assicuro, va benissimo.
— Ottimo. Le stavo dicendo, per rompere questa sensazione di solitudine, mi viene in mente d’acquistare, via internet, un Kit di modellismo per costruire un vascello spagnolo in bottiglia.
— Una nave imbottigliata, come un automobile in una coda?
Una bellissima rappresentazione per la sua situazione, caro Proteo.
— Esatto Iunghi. L’idea di raffigurare il mio senso d’esclusione con quest’operazione di modellismo, mi rendeva felice e mi riportava un po’ di serenità nel cuore.
E questo sentimento s’accende ancora adesso nel mio cuore, nonostante non abbia propensione per le applicazioni tecniche.
—Interessante, andiamo avanti con la narrazione.
— Il Kit di montaggio arrivò per posta. Pagai il dovuto e cominciai a mettermi all’opera in una cameretta che avevo destinato a laboratorio.
Dopo aver attentamente studiato il manuale d’istruzioni, cominciai a sagomare e a incollare i primi pezzi del vascello.
Con l’adeguata pinza, infilai il primo segmento di galeone nella bottiglia, e richiusi l’apposito tappo di sughero.

 

                                               


Cenai.
Andai a dormire.
Quella notte, cominciò quest’avventura intima che le sto narrando.
— Che cosa avvenne Proteo? Fece un sogno? Ha visto qualcosa di straordinario o di
misterioso?”
— Proprio così Iunghi, lei sa proprio fare le domande giuste!
Mi apparve la Guardiana del Sonno, l’incantevole fata Cambiacolore!
— Mi riferisca meglio l’accaduto.
— Sono trasportato in sogno, in cima a una collina, piantonata da qualche timido albero da frutta.
Sulla sommità mi ritrovo seduto su di una panchina adiacente a una piccola - e a dire il vero, graziosa - chiesetta, sormontata da un’esile croce d’oro.
Dal luogo sacro proveniva però, un fragoroso scampanio a festa, - o era un segnale di pericolo? -
Un frastuono molesto che non aveva niente d’allegro, anzi, m’assordava e mi rintronava la mente.
Fu così che per sfuggire a quella tortura acustica, mi gettai a capofitto in un piccolo sentiero.
Il tracciato scendeva a zig zag per il declivio del poggio, e sentivo che il percorrerlo m’avrebbe liberato da quel rumore insostenibile.
Ecco: da ogni sasso e cespuglio, da buche e anfratti, sbucavano fuori orrendi grovigli di serpenti velenosi - vipere, cobra reali e crotali con i loro tintinnanti sonagli, tra gli altri - .
Gli intrichi di serpi cominciavano a scattare verso le mie gambe per mordere e inoculare veleno.
Allora, cominciavo a correre e a saltare, e mi sembrava di volare con le ali ai piedi, sopra quei venefici denti cavi.
A un certo punto, un terribile mamba nero, spiccava un balzo formidabile e mi addentava un polpaccio.
Mi sentivo trasformare in una lingua di fuoco.
Dentro l’organismo bruciavo e da tutti i miei orifizi fuoriusciva del vapore caldo.
Poi, la mia pelle iniziava prima a raffreddarsi, e poi a colorarsi di tutte le gradazioni tonali dell’arcobaleno.
Finivo il mio onirico volo e atterravo in un prato di tenera erbetta.
Sinceramente, non so se stavo bene o male.
Implacabile il mamba nero mi aveva seguito e s’ergeva minaccioso davanti a me.
In rapida successione, il nero delle sue squame diventava iridescente e il rettile si mutava in un’onda marina spumeggiante, color verde smeraldo.

 

                                                    


Poi ancora, - come in una fiaba - in una ragazza di una rara bellezza e di proporzioni di forme mai viste.
Nel braccio destro teneva delicatamente una flessuosa gatta dai tre colori - una micia femmina - e nella mano sinistra reggeva una verga di nocciolo, a forma di forcella, del tipo di quelle usate per raccogliere i limoni o altri piccoli frutti.
Si potrebbe anche raffigurare come la magica canna dei rabdomanti, usata per trovare sorgenti o vene d’acqua sotterranee. Poi, la strana visione cominciò a parlare:
— Mi presento, sono la Guardiana del Sonno, la Fata Cambiacolore.
Sono la magia che risiede nel tuo cuore.
Sono qui per aprirti gli occhi.
— E come, se non sono indiscreto? - le chiesi incuriosito.
— Con quest’umile verga di nocciolo, tu potrai scavare e scendere dentro di te, quando lo vorrai.
Inoltre, potrai cambiare il colore d’ogni attimo della vita e di una tua giornata terrena.
— Com’è possibile tale meraviglia?
— Con un semplice tocco di questo bastoncino, sul metro quadrato di terreno dove vivi, comincerai a penetrare dentro di te.
La smetterai, in questo modo, di girovagare inutilmente, scambiando grezzi ciottoli e futile
ciarpame per gioielli e pietre preziose.

 

                                                  

 

— Fantastico!
— Esatto. E’ proprio la parola giusta. Immaginale consiglierei, per completare meglio.
— Ma come funziona esattamente questa magia?
— Non è una faccenda da spiegare troppo a lungo.
Posso risponderti solo per enigmi.
Sappi che per aprire gli occhi, in realtà bisogna chiuderli.
Socchiudi appena le tue palpebre.
Sappi che per vedere veramente, bisogna “sentire”.
Se non ti rendi conto che stai vivendo una giornata triste e buttata via, come puoi darle intensità e allegria, cambiandola in oro?
Se non t’accorgi che sei arrabbiato o stai piangendo, come potrai ritornare a sorridere?
Se non t’accorgi che stai procedendo nelle tenebre, come potrai riportare la luce nei tuoi occhi?
Ma sopra ogni cosa: prova.
La vera fede consiste nello sperimentare direttamente quello in cui si crede, e “sentire” l’effetto che fa.
La qualità di un albero si vede dai frutti che produce.
Buon collaudo!
Detto questo svanì in una nuvola colorata.
— Quale sensazione generale ha riportato indietro da questo sogno, Proteo? - disse il Dott. Iunghi, interrompendo un profondo momento di silenzio.
— Allora: ho a mia disposizione il metro quadrato di terreno su cui sto e il mio corpo.
Un sorriso e il mio respiro.
La corda e la carrucola per discendere nel profondo pozzo dell’anima e del corpo.
Se ci credo, in questo metro posso trovare il sentiero che porta al mio cuore e rinunciare all’infelicità derivante dal cercare falsi paradisi fuori di me.
Questo è tutto. Ma ascolti Iunghi, il sogno non è ancora finito.
— Procediamo senz’altro nel racconto.
— Toccai con l’asta di nocciolo la terra sotto i miei piedi e venni per magia dislocato su di un meraviglioso Vascello di ghiaccio, che faceva vela verso la mitica montagna Merhu, nel
centro del Polo nord.
Seguivamo la rotta, scrutando la posizione di una stella luminosa come un brillante.
La Nave aveva gonfie vele azzurre, e io, me ne stavo al calduccio sulla coffa della vedetta.
Osservavo felice intorno a me gli iceberg e i branchi di balene, gli enormi ghiacciai e i delfini che saltellavano intorno al mio immaginario Galeone.
Poi, all’improvviso, mi svegliai.

DAL DIARIO DI LAVORO DEL DOTT. IUNGHI:
NOTE AL CASO DEL SIG. PROTEO FORME.

1 marzo del 2000 e qualcosa.
Il soggetto soffre di un evidente stato di frustrazione cronica.
Un ennesimo artistoide che vaga senza direzione nella società consumista, nell’attesa d’essere masticato per bene dal reclutamento allargato dei falliti.
Fantasticando, caro Proteo, aumenti il fatturato dell’industria culturale, acquistando per induzione occulta tutte le sue costose merci.
Non ha senso interpretare i tuoi sogni, non serve a niente la tua psicoanalisi,
Scrivi, scaricali sui fogli di carta. Fai contenti i cartolai.
Leggi, studia volumi su volumi.
I librai ti sono riconoscenti.
Manda in giro, per conoscenza, le tue opere.
Gli editori - piccoli e grandi, furbi ed onesti - si fregano le mani.
Se poi, per puro miracolo, conseguirai il successo, diventerai solo un boccone succulento per conduttori televisivi e paparazzi di giornali scandalistici.
Desiderare. Produrre. Consumare.
Crepare o ancora avere voglia di comprare altre merci.
Che cosa posso dirti?
Finché paghi per essere ascoltato, ti sto a sentire.
Se credi che ti faccia bene, sfogati pure.
 

                                                          


10 marzo del 2000 e qualcosa:

Il paziente riferisce che ad ogni sogno notturno, il suo Vascello di Ghiaccio perde pezzi.
Ritiene che questo succeda perché ha trascurato la costruzione diurna del modellino di nave in bottiglia.
Nei giorni seguenti, quindi, continua l’opera.
La notte seguente, però, il Galeone prosegue a squagliarsi nell’onirico mare artico.
Ormai, gravi fenditure minacciano l’integrità della chiglia.
Per risolvere il problema, il caso umano in questione, decide d’applicarsi nel disbrigo dei minimi gesti del quotidiano.
Ad esempio, tutte le mattine fa un giro dell’isolato, intorno a casa sua, chiamando per nome tutti i fiori e le piante che incontra e di prendere lezione da ogni animale che vede.
Pensa che questa presenza di spirito sia l’insegnamento della Fata Cambiacolore, rivelato e trasmesso dal sogno precedente.

Per motivi che sfuggono alla sua comprensione, lui sta contravvenendo a questi doveri etici.
La visione onirica successiva conferma, purtroppo, l’inesorabile e progressivo disfacimento
del Vascello.
Il Sig. Forme appare ansioso e spaventato.

21 marzo del 2000 e qualcosa.

L’analizzato comunica di una risolutiva apparizione della Fata Cambiacolore.
La manifestazione onirica, usando ancora quel pedante e saccente tono didascalico, - come non sopporto l’uso smodato degli imperativi e delle ricette facili di questi archetipi del
vecchio saggio!- ha tenuto al paziente un altro tediosissimo sermone in puro stile new-age.
Registro gli ennesimi comandamenti di vita – che barba!-
IL Sig.Proteo Forme non deve affannarsi a raggiungere la meta.
E’ troppo attaccato al suo obiettivo di raggiungere il centro del mondo, il sacro monte Merhu che sovrasta il Polo nord.
Fissandosi su di uno scopo esclusivo, il suo cuore sarà sempre turbato e in pena.
Se sta in ansia per avere qualcosa a tutti i costi, starà sempre a domandarsi, senza quiete, se il suo desiderio sarà esaudito oppure no.
Noto che queste puerili fantasie hanno, a modo loro, dei solidi fondamenti psicologici.
L’altra, per fortuna ultima, illuminazione della Maga colorata, consiste nella lezione al Proteo sul rilassarsi, sul lasciarsi andare.
Il Vascello di Ghiaccio, in realtà, sta navigando verso il disgelo, verso il Risveglio di Primavera.
Il problema del suo progressivo scioglimento è inserito naturalmente nel ciclo armonico delle stagioni e nella circolazione delle correnti oceaniche.
Questo è il decreto divino che ogni essere deve accettare.
Alla fine di questo discorso enfatico si è messa a cantare una ballata, di cui accludo il testo, per mero interesse scientifico.
Poeticamente e musicalmente parlando è scarsa, mi pare chiaro ed evidente.

 

                                                                  


                 AMA IL TUO DESTINO

Ecco qua l’inverno, sai bisogna starnutir
Dal cielo scende lieve leggera tanta neve
Ecco primavera, ecco il vento porta pioggia
E poi viene l’estate che porta un gran calore.
Ecco qua l’autunno nebbioso e sonnolento
E stai rinchiuso in casa e non sei mai contento…
E ancor dovrai imparare
Che ci sono guai che non puoi evitare.
Ama il tuo destino, l’hai sempre lì vicino
Ama le tue cose
Le spine sai, fan le rose….
Ecco viene l’uomo, la bestia più crudele
Superbo come il tuono, il killer più efferato
Ecco qua l’autunno, è nebbioso e sonnolento
E stai ben chiuso in casa e non sei mai contento.
E ancor dovrai accettare
Che ci son rovesci che non puoi evitare
E ancor dovrai abitare
Con persone che tu non puoi cambiare.
Ama il tuo destino
L’hai sempre nel taschino
Ama le tue cose
Le tue gioie sai, son faticose.
Ecco primavera, ecco il vento porta pioggia
E poi viene l’estate che porta un bel sudore
Ecco qua l’inverno, ti devi sai, coprir
Dal cielo scende lieve, leggera tanta neve.

Dopo l’esecuzione del brano, la Fata ha raccomandato al paziente di cercare di non avere mai la mente ingombra di cose futili ed abiette.
— Futili come quel presuntuoso psicoterapeuta che ti ascolta senza alcun amore o fiducia nella tua persona.
Lascialo stare immediatamente.
Ha fatto della sua limitata ragione una Dea sterile e crudele e del suo miserabile ed effimero Ego un idolo cinico e sprezzante d’ogni emozione costruttiva e affettiva.
Quella persona sa solo lasciare il deserto dietro di sé.
Ovunque vada, non rinasce più l’erba.

Che caratterino, queste fattucchiere moderne!
Il Sig.Proteo Forme mi ha liquidato le ultime sedute e se n’è andato con un ebete sorriso, in apparenza sedato e guarito.
Tutti questi colpi di scena, - a dire il vero, molto retorici e fintamente spettacolari - non hanno minimamente scalfito la mia opinione su questa ridicola seduta d’analisi.
Le banconote che stringo nelle dita lo confermano.
Le Fate sono splendide, - e chi lo nega? - ma salveranno Proteo dalla sua cronica mortificazione?
Eviteranno al Sig.Forme l’intossicazione del cuore, quando entrerà di nuovo in contatto col reclutamento allargato dei falliti?
Ride bene chi ride ultimo, cara Fata Cambiacolore.

SEGNALA ALL'AUTORE IL TUO APPREZZAMENTO PER QUESTA PUBBLICAZIONE

SEGUI QUESTO AUTORE PER ESSERE AGGIORNATO SULLE SUE NUOVE PUBBLICAZIONI

L'AUTORE Mauro Banfi il Moscone

Utente registrato dal 2017-11-01

Visual storyteller, narratore e pensatore per immagini. Mi occupo di comunicazione tramite le immagini: con queste tecniche promuovo organizzazioni, brand, prodotti, persone, idee, movimenti. Offro consulenza e progettazione del racconto visivo per privati, aziende e multinazionali. Per contatti: zuzzurro.zuzzu@gmail.com

ALTRE OPERE DI QUESTO AUTORE

Ristle-tee, rostle-tee... (lievi problemi con la Didattica A Distanza) Narrativa

Capitan Shiloh - a P.B.Shelley - Narrativa

NEL COVO SEGRETO DI MIO PADRE: recensione del film "In My Father's Den" di Brad McGann Saggistica

SIAMO ANCORA TUTTI IN PERICOLO Saggistica

La misteriosa sparizione del fiume Po Narrativa

Ma quella del web è vera dialettica, e quello della didattica a distanza è un vero dialogo? Saggistica

Come avete tenuto in ordine la vostra libreria personale durante la pandemia? Saggistica

IL NICHILISMO ESTATICO/RADICALE DI RUST COHL E DI HUGH GLASS Saggistica

SCUOTENDO I TERRIBILI E AMARI FRUTTI DELL'ALBERO VIRALE Saggistica

IL CERCATORE DI FULMINI - il primo sigillo - (lampo c'è!) Narrativa

IL GRIDO DI MIRDIN Narrativa

LIBERO (io che ero - un falco pellegrino - davvero, libero e fiero) Narrativa

SWIFT REVELATIONS Narrativa

LIBERAZIONE - DISCORSO DEL MOSCONE, IN UNO SGABUZZINO, ALLA NAZIONE - a sfiga unificata - Narrativa

DIALOGO TRA UN RONDONARO, CAPITAN RONDONE E LA NUVOLA Narrativa

MIRDIN: NELLA TERRA DI NESSUNO Narrativa

IL MEDIUM DEL SILENZIO Narrativa

Una nuova Pioggia/Pentecoste per tutti noi Poesia

QUANDO SI SONO APERTE LE PORTE DELL'INFERNO: E IL VIRUS HA COMINCIATO A CAMMINARE SULLA TERRA... Saggistica

LA DIFFERENZA TRA I VIRUS E GLI ESSERI UMANI Narrativa

MIRDIN IL DRUIDO: in viaggio verso la quarta dimensione Narrativa

Il mondo finisce oggi e io non lo sapevo... Narrativa

MIRDIN: nemeton, il faro sovrannaturale Narrativa

PANICO Narrativa

CORSI E RICORSI STORICI Saggistica

Siamo fiori che vogliono sbocciare e non limoni da spremere Saggistica

TERRA INCOGNITA di David Herbert Lawrence - traduzione di Mauro Banfi Poesia

IGNORANTOCRAZIA (e analfabetismo funzionale) Saggistica

SACRILEGIO! - seconda parte de "Il racconto del vecchio Lupo di mare", da Coleridge Narrativa

IL SECONDO ANNIVERSARIO DI P.I.A.F. (PAROLE INTORNO AL FALO') CON IL DEMONE BABELION Narrativa

Il racconto del vecchio Lupo di mare (liberamente tratto dal poema di Samuel Taylor Coleridge) Narrativa

I DECANI: ritornando all'Umanesimo e al Rinascimento Mese di Ottobre: La visione nella casa di Giulio Romano Saggistica

I DECANI: ritornando all'Umanesimo e al Rinascimento Mese di Settembre: PAN & PROTEO Saggistica

I DECANI: ritornando all'Umanesimo e al Rinascimento Mese di Agosto: Eros e Psiche, il mito della Rinascenza Saggistica

I DECANI: Ritornando All'Umanesimo e al Rinascimento: mese di Luglio: HOMO OMNIS CREATURA, Giuseppe Arcimboldo Saggistica

Quando lo scrittore di narrativa fantastica diventa l'imbonitore e il guitto di se stesso - provo tristezza -. Saggistica

I DECANI: Ritornando all'Umanesimo e al Rinascimento Mese di Giugno: VIRTUTI S.A.I - VIRTUTI SEMPER ADVERSATUR IGNORANTIA- VIRTUS COMBUSTA/ VIRTUS DESERTA Saggistica

I DECANI: Ritornando all'Umanesimo e al Rinascimento Mese di Maggio: DENTRO LE PRIMAVERE Saggistica

LA PRIMA E ULTIMA VOLTA CHE PARTECIPAI A UN RADUNO DI SCRITTORI LITWEB Narrativa

I DECANI: RITORNANDO ALL’UMANESIMO E AL RINASCIMENTO Mese di Aprile - L'amore per gli animali di Leonardo da Vinci - Saggistica

Chi ha ucciso Neteditor? Narrativa

I DECANI: ritornando all'Umanesimo e al Rinascimento Mese di Marzo : Giulia, figlia di Claudio Saggistica

Il veliero nella bottiglia Narrativa

I DECANI: ritornando all'Umanesimo e al Rinascimento MESE DI FEBBRAIO: Ade e Trasfigurazione Saggistica

LA NUTRIA E LO ZOO SERIAL KILLER Narrativa

I DECANI: Ritornando all'Umanesimo e al Rinascimento MESE DI GENNAIO: DUMQUE SENEX PUER Saggistica

IL BASTONE DI KOUROO (scritto per un altro nuovo anno) Narrativa

I DECANI: ritornando all'Umanesimo e al Rinascimento MESE DI DICEMBRE: quella decadente mancanza di senso nelle immagini attuali del web. Saggistica

OPERA STARDUST: "Falcon Tempo" di 90Peppe90 e Mauro Banfi Narrativa

Parliamone insieme...Scrivere per se stessi, per pochi altri o per tanti? Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti

I DECANI: ritornando all’Umanesimo e al Rinascimento MESE DI NOVEMBRE: il silenzio Saggistica

UN ANNO VISSUTO CON PAROLE INTORNO AL FALO’, ZONA DI CONFINE Saggistica

Partenariato col gruppo facebook "H.P.LOVECRAFT: IL CULTO SEGRETO" Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti

Partenariato col gruppo facebook "Weird Italia" Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti

Partenariato col gruppo facebook H.P. Lovecraft - Italia Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti

SAINOPSYS - VOX! by Mosco* Poesia

Parliamone insieme...Il chiaroscuro critico Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti

FAR WEB: lo spacciatore di sinossi - prima puntata - Narrativa

FAR WEB (lo spacciatore di sinossi) Narrativa

Non davvero ora non più Narrativa

Il caso Publius Vesonius Phileros: un litigio di duemila anni fa. Narrativa

Parliamone insieme...Obsession/Possession Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti

Solo per conversare un po’ insieme… Parole Intorno Al Falò, stagione 2018/2019 Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti

L'ultimo giorno sulla terra di Manji, il vecchio pazzo per la pittura Narrativa

Partita a Shogi con la nera Signora Narrativa

A spasso per il monte Fuji, in cerca di vedute Narrativa

Voglio vivere come Hokusai - il trailer - " Hitodama de yuku kisanij ya natsu no hara" Narrativa

Pensieri e immagini per l'estate (II) Narrativa

Pensieri/immagini per l'estate (I) Narrativa

Sia santificato il tuo nome, vita Narrativa

La visione del Dottor Mises Narrativa

IL PROBLEMA DEL RICONOSCIMENTO NEI SITI LETTERARI WEB Saggistica

UN AUTUNNO E UN INVERNO IN COMPAGNIA DI UN'ALLEGRA BANDA DI CINCE Narrativa

FERMATE WHATSAPP, VOGLIO SCENDERE ! Saggistica

YUHLA WICHASA Narrativa

"Fantasmi di oggi e leggende nere dell’età moderna" di Amanda Righetti Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti

APOLOGIA DI EMILIO SALGARI/ LA FORMIBABILE CASSETTA DI EMILIO SALGARI Narrativa

TRA MOSTRI CI S'INTENDE Narrativa

Quando si svegliò, il dinosauro era ancora lì... Narrativa

Erik Sittone Narrativa

MOSCO BLUES (LA MANIA) Narrativa

Se mi votate abolirò la morte Narrativa

QUALCOSA ERA SUCCESSO di Dino Buzzati Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti

VIAGGIO NEI SIMBOLI DI P.I.A.F. (Parole Intorno Al Falò): DISTOGLI LO SGUARDO DA UN'ALTRA PARTE Saggistica

FILO': La borda dell'argine vicino a Po Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti

AUTORI VARI (A.A.V.V.) presentano: FILO' Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti

Lo Spirito di P.I.A.F. Saggistica

IL BACCO DI MICHELANGELO Narrativa

IL COMMENTO E' UN DONO Saggistica

IL RITROVAMENTO DEL LAOCOONTE Narrativa

OPERA AL GIALLO Narrativa

IL SOGNO DELL'UNICORNO Narrativa

TUSITALA di Rubrus e Mauro Banfi il Moscone Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti

MOOR EEFFOC Saggistica

La leggenda del Grande Inquisitore Narrativa di gruppo e collaborazioni tra utenti

IL LUPO OMEGA Narrativa

LE PECORE CINESI (PIETA' PER LA NAZIONE) Narrativa

Gesù cristo era uno zingaro Poesia

IL SETACCIO Saggistica

Il primo volo della cicogna bianca Narrativa

QUELLA NOTTE A LE CAILLOU, PRIMA DELLA BATTAGLIA DI WATERLOO Narrativa

Che cosa sogna la mia gatta? Narrativa

DIVIETO DI RIPRODUZIONE

E' assolutamente vietato copiare, appropriarsi, ridistribuire, riprodurre qualsiasi frase, contento o immagine presente su di questo sito perché frutto del lavoro e dell´intelletto dell´autore stesso.
É vietata la copia e la riproduzione dei contenuti e immagini in qualsiasi forma.
É vietata la redistribuzione e la pubblicazione dei contenuti e immagini non autorizzata espressamente dall´autore.

90Peppe90 il 2019-03-06 09:29:49
Un racconto tipicamente "mosconiano", sia per tematiche trattate che per stile, che scorre via bene e conta su diversi spunti di riflessione. È una luce in fondo al tunnel, o una stella che rischiara il cammino, il sogno della Fata Cambiacolore; una torcia con la quale il protagonista, od ognuno di noi, può riuscire a districarsi nella monotona, routinaria, snervante omogeneità dell'inquadrata vita quotidiana (della quale, diciamoci la verità, un po' tutti, chi più chi meno e chi prima chi dopo, almeno una volta ci sentiamo prigionieri). Soprattutto nella parte iniziale mi sono sentito molto vicino al buon Proteo ed è quasi un colpo al cuore che lo psicoterapeuta con il quale si confronta, e che sembra poterlo aiutare a "liberarsi" (come Proteo stesso pensa inizialmente), alla fine si riveli per ciò che è... chissà, forse, un giorno, anche lui avrà in sogno la Fata Cambiacolore e allora... Ciao Maurone, alla prossima!

Mauro Banfi il Moscone il 2019-03-06 18:39:55
Ciao, caro Peppe: nell'albo di Dylan Dog "Il cuore di Johnny",ad un certo punto, parlando del proprio galeone, l’Indagatore dell’Incubo commenta: «più di dieci anni di lavoro, non mi ricordo neanche quando l’ho cominciato, e chissà quando lo finirò, forse è la metafora di una vita senza capo né coda».

Prima o poi, per tutti noi, magari per una sola ora o per mesi interi, si alza nelle nostre giornate "il sole nero", una sofisticata metafora per la depressione, presa dalla psicoanalisi dall'alchimia rinascimentale.
In termini moderni Jung definiva il sole nero come "lo sviluppo patologico unilaterale della personalità".
Pertanto la nevrosi depressiva scinde la plurilateralità della vita, del'immaginazione, della natura, dell'amore, di tutte le cose belle e la terapia dovrà ricongiungere e riesprimere la pluridimensionalità di una psiche personale.
Giunti a capire questo - che noi come persone veniamo prima di stampelle esterne come la la società, la famiglia, o altre organizzazioni di potere - i trampoli e i girelli esteriori non ci servono più, anche se, i più illuminati tra loro, hanno il merito di lasciarci capire e decidere, fornendoci strumenti idonei come libri o prove naturali.
Ed è in questo preciso momento in cui dobbiamo lasciar cadere le stampelle e possiamo ritrovare noi stessi, e il sole nero tramonta per fare posto alla gioia.
Abbine tanta, mon amì

Rubrus il 2019-03-07 17:29:05
L'idea che mi sono fatta è che il racconto sia essenzialmente il racconto di una nevrosi - o comunque di una forma, magari non gravissima, di disagio - che si alimenta di se stessa e che è destinata a non risolversi mai perchè si muove circolarmente, quasi mutasse per rimanere se stessa. Come il galeone non sarà mai finito, così il protagonista non può uscire dal ciclo della reiterazione di fasi diverse della vita - rappresentate dal ciclo delle stagioni : inverno, primavera, estate, autunno, inverno, primavera ecc. L'unica è, se vogliamo come ne "la coscienza di Zeno", farsene una ragione perchè non di patologia si tratta, ma semplicemente della vita.

Mauro Banfi il Moscone il 2019-03-07 18:57:05

Ciao, Roberto: concordo con l'interpretazione: ninete di grave, di personale e patologico, ma qualcosa legato alla vita e all'arte di vivere. A tempo debito fui spinto a scrivere questo racconto dalla lettura del bel saggio, che forse da buon sherlockiano conosci: "Dylan Dog e Sherlock Holmes: indagare l'incubo. Il tramonto del detective nell'opera di Tiziano Sclavi" di Luigi Siviero, lettura che consiglio a tutte le amiche e gli amici di PIAF.



                                                  





Interessantissima l'analisi delle differenze tra i due investigatori, che sono notevoli, a partire dalla tipica frase di Sherlock Holmes “Quando hai eliminato l’impossibile, qualsiasi cosa resti, per quanto improbabile, deve essere la verità” che viene capovolta da Dylan Dog e trasformata in “Il mio metodo di indagine è di scartare tutte le ipotesi possibili. [...] Ciò che resta è molto più divertente, e guarda caso è il mio mestiere: l’incubo”. In quel saggio si parla anche della quadrilogia di Xabaras, con il romanzo Dellamorte Dellamore, l'acme della grande narrativa di Tiziano Sclavi - che con il "sole nero" ha avuto una tenzone ben più seria del protagonista del racconto - . L'incubo deriva dall'applicazione della disciplina dell'amor fati, ripreso da Nietzsche dagli stoici greci e latini, collegata alla rivelazione dell'eterno ritorno di Surlej, in Engadina. Il concetto di amor fati si basa sul principio seguente: rimpiangere un po’ meno, sperare un po’ meno, amare un po’ di più il reale cercando di amarlo completamente, anceh nei lati maligni e intollerabili. Da un lato questa disciplina apporta la serenità, il sollievo, il conforto che l’innocenza del divenire porta con sé. Tuttavia, l’esortazione vale solo per gli aspetti più sgradevoli del reale: invitarci ad amarlo quando è amabile, in effetti non avrebbe affatto senso, perché è ovvio. Quello che il saggio dovrebbe riuscire a fare è amare tutto quello che succede, altrimenti non è saggio, ma si limita ad amare quel che è amabile, come tutti, e non amare quel che non lo è! Orbene, è qui che casca l’asino Nietzsche, e nessuno dei nostri contemporanei ormai, tranne forse il prof. Ferraris, si azzarda a vedere il lato d'incubo di questa sacralizzazione del reale: se bisogna dire sì a tutto, non «prendere o lasciare», ma accettare tutto, come evitare quella che un filosofo contemporaneo, discepolo di Nietzsche, Clément Rosset, definiva argutamente «la tesi del boia»? Si esprime e si coniuga più o meno così: da sempre, sulla terra, esistono boia e torturatori. Indubbiamente, appartengono al reale. Di conseguenza, la dottrina dell’amor fati, che ci invita ad amare il reale in quanto tale, ci chiede anche di amare i torturatori e gli aguzzini del lager e dei gulag? Ecco perchè sto con Dylan Dog, pur stimando e ammirando la cerebralità superomistica di Sherlock: dopo il Novecento, più che di analisti, abbiamo bisogno di attrezzarci per affrontare e indagare e lottare con l'incubo. Abbi gioia


RISPONDI CON EDITOR AVANZATO