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"PUNTO E A CAPO" Racconto Fantasy / Favola

di Rubrus

pubblicato il 2019-01-17 19:27:40


Vorrei che si sbrigassero, ma non posso essere impaziente.
Dopotutto, io neppure dovrei esistere.
Il semplice fatto di vedermi contraddice tutto ciò in cui hanno creduto finora ed è uno shock dal quale, probabilmente, non si riprenderanno mai più. Perciò aspetto.
So che mi stanno osservando, dall’altra parte della pianura candida come ossa calcinate: un uomo vestito di pelli accanto ad un fuoco di sterpi che non dovrebbe neanche bruciare.
Da qui non riesco a scorgere i loro movimenti, ma posso immaginare che, dentro i caschi, ogni tanto alzino la testa verso la Terra che splende nel cielo nero come inchiostro.
Penso che non si siano nemmeno messi in contatto con la base, laggiù, dietro le colline arrotondate che cingono il Mare della Tranquillità, come lo chiamano.
No, sono sicuro che non lo hanno fatto. La sorpresa è stata troppo grande.
È possibile che, in questo momento, ancora si domandino se stanno sognando.
Per questo lascio loro la prima mossa e fingo di ignorarli. Attendo che si abituino alla mia presenza, che decidano che sono reale e si comportino di conseguenza.
Per un attimo ho temuto che non tornassero.
Sono passati più di cinquant’anni, secondo i miei calcoli, tra la partenza del loro ultimo velivolo e questa missione.
Per me, ovviamente, cinquant’anni sono meno di un battito di ciglia, ma ho scoperto che anche un battito di ciglia può essere insopportabilmente lungo e, in quell’angoscioso vuoto del tempo, ho temuto che avessero perso ogni interesse per la Luna.
Per fortuna mi sbagliavo. Forse sono tornati per necessità. Non credo che le cose vadano molto bene laggiù, sulla Terra. Non era così quando l’ho lasciata. E, naturalmente, la responsabilità è in gran parte mia.
Forse mi uccideranno.
Potrebbe sembrare ingratitudine dato che, in un certo senso, sono arrivati quassù grazie a me. Sono io che ho insegnato loro a costruire città e grazie alla mia stirpe hanno appreso a lavorare i metalli, a costruire vasi, a suonare la cetra…. Mio fratello non ne sarebbe stato capace. Se fosse per lui vivrebbero ancora in capanne di paglia e userebbero strumenti di pietra. Naturalmente questo non pareggia i conti.
Sì, è molto probabile che mi uccidano: in fondo, questa è la prima lezione che ho impartito loro e credo che l’abbiano appresa molto bene.
A rischio di apparire superbo, o blasfemo, potrei dire che sono fatti a mia immagine.
Penso che, se mi uccidessero, si chiuderebbe un ciclo iniziato tanto, tanto tempo fa, quando ho chiesto a mio fratello di andare nei campi.
Ma forse non mi ammazzeranno.
C’è ancora quel segno su di me e, quando lo vedranno, capiranno subito che nessuno, incontrando Caino, deve ucciderlo.
Sì, è probabile che fuggano, lasciandomi qui a domandarmi, ancora una volta, che cosa devi fare quando ti sembra che Qualcuno, Lassù, ce l’ha con te.
E io andrò avanti.
 
NDA: La leggenda secondo la  quale Caino si troverebbe sulla Luna, costretto a vagare per l’eternità con un fascio di spine sulla schiena, non è di mia invenzione. Me l’ha raccontata per la prima volta mia nonna, che asseriva di poter discernere, nelle macchie lunari, la sagoma del primo omicida. Anni dopo scoprii che la leggenda è diffusa in diverse parti d'Italia ed ha origine almeno medioevale, tanto che, secondo l’interpretazione più accreditata, Dante stesso ne fa menzione nella Divina Commedia (Inf. XX 126 - v. sotto).   
 "Ma vienne omai, ché già tiene 'l confine
      d'amendue li emisperi e tocca l'onda
 sotto Sobilia Caino e le spine"
 

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L'AUTORE Rubrus

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Il romanzesco è la verità dentro la bugia

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Paolo Guastone il 2019-01-18 09:53:03
Proprio un ottimo omaggio ad un avvenimento che ha segnato la storia dell'uomo. E l'interpretazione che ne dai, risalta ancora di più. Come sempre un racconto pregevole.

Rubrus il 2019-01-20 09:26:56
Ovviamente non ho usato definire questo racconto come fantascienza, ma favola o fantasy: ne ho scritti pochissimi.

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90Peppe90 il 2019-01-19 17:23:03
Non conoscevo la leggenda in questione e direi che l'hai "sfruttata" al meglio, giocando sulla fantascientifica "teoria" per la quale sarebbero stati degli alieni a istruire l'umanità, in tempi antichi. Racconto reso ancora più efficace dal punto di vista del narratore. Ciao, Rub.

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Rubrus il 2019-01-20 09:24:03

Ho scoperto che si tratta di una leggenda diffusa anche in Sicilia, quindi per me quasi dall'altra parte d'Italia, dove aggiungono che Caino starebbe cuocendo delle frittelle. Secondo la Bibbia, Caino sarebbe il progenitore degli artigiani  

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Massimo Bianco il 2019-01-20 22:38:21
E beh, un racconto decisamente inconsueto, fuori del comune. Non male. Anche perché è utile la nota dell'autore nel renderlo più chiaro e apprezzabile. Tra parentesi: presumo che i nuovi arrivati siano (saranno) cinesi, da quanto ho sentito sono loro ad aver ripreso interesse per la Luna. Ciao.

Rubrus il 2019-01-21 10:35:14
Mi sarebbe spiaciuto, specie dopo aver scoperto che è più diffusa di quanto pensassi, che questa diceria svanisse, così l'ho trasformata in racconto breve e affidata al web.

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Blue il 2019-01-28 16:25:54

Non conoscevo questa leggenda: e per quanto io rimanga straconvinta che la missione Apollo 11 sia stata una gigantesca bufala, e l'uomo non sia mai arrivato realmente sulla Luna, la tua rievocazione è comunque apprezzabile.

Rubrus il 2019-01-29 14:27:56
E' una vecchia storia e non mi andava che svanisse, così l'ho trasformata in storia per il web dove, bufala più, bufala meno... (per me il "non siamo stati sulla Luna" è una bufala).

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monidol il 2019-02-07 15:21:59
Beh... che nonna speciale che hai avuto... ora si spiegano tante cose. ;-) Mi è piaciuto tantissimo, quasi quanto la leggenda.

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