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Paolo Guastone il 2018-04-13 11:32:56
Analisi introspettiva molto sagace e molto ben condotta. Ovviamente conosco il racconto. La raccolta "A volte Ritornano" è stato il primo libro di King che comprai (senza nemmeno sapere chi fosse, peraltro, mi piaceva il disegno in copertina....) quando ero ancora, quasi, adolescente.
Ti dirò inoltre che il racconto in questione mi aveva proprio impressionato e lo avevo giudicato tra i migliori della raccolta.
E nel leggere la tua analisi mi ci sono completamente ritrovato e, a distanza di secoli, non cambio certo idea.
Infine, giudico questa tua analisi come un racconto. E' stato molto bello entrare, per un attimo, nella mente di King, e, perchè no, carpire qualche segreto.
Mi complimento per la tua capacità di analisi e per l'inevitabile cultura restrostante.
Solo una cosa: Grenadine era sì violento ed anche un ubriacone. Ma, se non ricordo male, fu costretto all'ozio a causa di un incidente sul lavoro, che, oltre all'invalidità, gli ha regalato l'innalzamento del livello dellle birre gionaliere. Quindi, forse, non era pigro di natura......

Rubrus il 2018-04-13 14:26:36
Per quello che mi trasmette il personaggio di Grenadine, a pelle la sensazione è che egli abbia vissuto l'infortunio come una specie di benedizione che gli consente di starsene stravaccato in poltrona... però è soprattutto una sensazione. Ci sono altri ottimi racconti, nella raccolta, dal classicissimo "Il babau" (forse la quintessenza del racconto kinghiano, ma in questo caso il lettore non l'ha recitato nel modo giusto) allo splendido "Io so di che cosa hai bisogno" - uno dei racconti di horror psicologico più belli che abbia mai letto - allo struggente e non horror (in apparenza, in realtà il mostro c'è) "L'ultimo piolo". Però sono racconti più complessi, analizzando i quali non puoi dire almeno tre - quattro parole sul contenuto e sul messaggio. Volendo esaminare il "come mai un racconto avvince" mi sono concentrato su questo, più semplice.