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Mauro Banfi il Moscone il 2018-04-12 19:46:40
Ciao Rub: passo per il momento per dirti che hai fatto un gran bel lavoro: la triangolazione racconto/lettura con effetti su YT e l'analisi con il solito gran stile rubrusiano fatto di chiarezza aristotelica e profondità ermeneutiche alla Citati è qualcosa di imperdibile e saporitissimo per i palati fini dei lettori.
Ritornerò sul racconto del Re che ho letto anni fa e non ricordo bene e sul tuo prezioso e preciso "smontaggio",
Ho ascoltato dieci minuti dell'audioracconto e ho apprezzato la lettura ad alta voce che, come piace a me, pensa a valorizzare i segni d'interpunzione, le pause, gli intervalli, i silenzi e non le pletoriche accentuazioni recitative "naturalistiche" o peggio ancora "superomistiche" che purtroppo vanno per la maggiore in radio e su You Tube.
Del Re, per ora, che altro dire?
La cattiva letteratura dell’orrore, per un peccato originale che risale al pessimo Walpole e alla pessima Radcliffe, coltiva programmaticamente il vago e il fumoso, l’indistinto, l’enorme. In King, al contrario, tutto è plastico, sodo, preciso, stagliato, illuminato: la sua è una poetica delle cose, fondata sul presupposto della reificazione del male.
La costrizione, l'ossessione e il loro racconto sono l'esorcismo e alle volte la stessa trappola in cui l'uomo si rinchiude.
Ma tutto avviene con una precisione da orefici, da orologiai, da chirurghi.
E il tuo bel granlavoro ci porta in quella raffinata oreficeria.
Grazie Roby, abbi gioia

P.S.
Un pensierino al volo su You Tube, che pur tra alti e bassi e bene e male (che ci sono e vanno distinti rinunciando al suo fascino di frulattore globale caotico e nichilistico) sembra essere l'ultima frontiera della scrittura a video.
Ci sono nuove tendenze interessanti, come appunto la messa in scena radiocinematografica dei racconti brevi e tante altre nuove forme d'espressione che altro non sono che la fonoimago litweb degli ormai obsoleti litblogs che non riescono ad avere la stessa agilità e facilità d'accesso globale di YT.
Io aborro chi usa YT in modo istantaneo, da surfer rincoglionito che balza sulla cima di ogni onda senza percorrerne fino in fondo nessuna, ma però è davvero l'ultima frontiera, lo devo ammettere e il tuo modo sapientemente obliquo, indiretto, veramente letterario è uno dei modi più idonei per percorrerla (sperando di non avere frecce nella schiena, ahahah!)
Salutoni

Rubrus il 2018-04-13 14:21:04
Ho tralasciato l'aspetto linguistico formale a bella posta, non perchè penso che non conti, ma perchè m'interessava di più l'aspetto strutturale, il modo in cui si susseguono le scene, e speravo che dell'aspetto linguistico si occupasse qualche commentatore. Ovviamente sono d'accordo con quanto scrivi. Linguisticamente, lo stile si può riassumere in una parola: concretezza. E quindi: niente paroloni o astrazioni (malinteso e pedestre omaggio a una concezione distorta del bello stile). Anche tutti i paragoni che fa il narratore sono riferimenti a realtà concrete, o addirittura microstorie. E aggiungo: ipotassi contenuta - ma non assente, periodi brevi, ma non telegrafici, discorso diretto largamente predominante su quello indiretto. Questo è "come parla la gente?". No, ma ne parleremo un'altra volta. Mi limito a dire che è una ottima traduzione della lingua parlata nella lingua scritta, il che mi porta a youtube etc. Quei canali, e lo spostamento delle storie su quei canali, sono appunto la traduzione di quelle storie in una mezzo che non è più la parola scritta, ma, appunto, la parola vista, o ascoltata. Come se ormai - e secondo me è quasi fatale - il web abbia abdicato a diventare "luogo dove si scrive" per essere "luogo dove si vede" o "luogo dove si ascolta"... ma NON si legge. Non penso che sia necessariamente un male perchè in questo modo la parola scritta riesce a mantenere la sua specificità - tendenzialmente su carta.